Effettivamente non la trovo neanch'io molto elegante (ho voluto citarla perché fa molto
comédie humaine "à la Balzac"
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).
D'altro canto, é un geniale
coup de théâtre commerciale (Goldoni ci avrebbe scriito "La bottega delle medaglie"...): decidi di bastonare (con pubblica cogna annessa) un potenziale acquirente per "educarne" 100 (della serie:
mettiamo dei paletti molto chiari... al
rialzo).
Magari la volontà di conservare integra la totalità del lotto sarà anche motivata da ragioni affettive (anche se, a pelle, forse a causa di quei plateaux espositivi molto rarefatti, ho come la sgradevole sensazione che manchi già adesso qualcosa... un
sacco di roba... quel medagliere é talmente ricco che stupisce non lo sia ancora di più...
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...sbaglierò...) ma é una pia illusione.
Lotti del genere al 99% finiscono a commercianti, che li parcellizzano nell'immediatamente successivo passaggio commerciale.
Ergo la diaspora di una collezione (sia essa di dipinti, di decorazioni, di francobolli o di sorprese degli ovetti di cioccolato...) é il destino ineluttabile quando la si pone in vendita.
Senza contare di quanto in generale valga il preoccuparsi di simili pagliuzze quando c'é di mezzo la
trave costituita dall'alienazione della raccolta.
PS: sorprendente come la quotazione di 20.000 fosse la medesima che indipendentemente si era formata dopo un rapido calcolo nella mia testolina...
