La conchiglia in araldica

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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Silviabol » venerdì 9 luglio 2010, 23:33

Ciao a tutti,
come già scritto, ho terminato di leggere il libro di Maurizio e mi è piaciuto molto. Parto dalla cosa che analizzo per prima e che mi porta a decidere se comprare o meno un libro: la bibliografia, che è molto vasta ed esaustiva.Ben undici pagine di Bibliografia Araldica e tre di bibliografia compostelliana che dimostrano lo scrupolo che Maurizio mette nel fare le ricerche, la sua profonda preparazione ed il fatto che l'araldica è una disciplina che richiede studio e applicazione e che non è una mera attribuzione di stemmi a determinate famiglie.
Mi è poi piaciuto il taglio dato all'introduzione araldica del primo capitolo perchè dà una chiave di lettura e una conoscenza di base ai non addetti ai lavori. E' una scelta che ho fatto anche io nel mio scritto e che ritengo serva a far comprendere a tutti che l'araldica è una disciplina storica e che come tale va considerata. Trovo, inoltre, molto accattivante il suo stile diretto ed efficace che tiene continuamente viva l'attenzione di chi legge. Nonostante la particolarità dell'argomento (la conchiglia) e della disciplina (l'araldica) il libro scorre molto bene ed alla fine della lettura rimane la consapevolezza di aver imparato diverse cose senza fatica. Interessante poi l'excursus sul simbolo della Shell, a cui non avevo mai fatto caso, e quello sulla Raccolta Hag, che non conoscevo.
Un ultima annotazione sull'apparato iconografico:molto ricco e variegato nei supporti. Alcune immagini sono una delizia per la vista (in particolare gli stemmi di Ratzinger e di Papa Bendetto XVI delineati da Antonio), altre a mio parere hanno colori un pò aggressivi....ma la cosa dipende dalla mia predilezione per stemmi con colori acquarellati di sapore ottocentesco. ;)
Maurizio, spero che ci regalerai presto un tuo nuovo lavoro.... ;)
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 11 luglio 2010, 17:19

Silviabol ha scritto:(...) apparato iconografico:molto ricco e variegato nei supporti. Alcune immagini sono una delizia per la vista (in particolare gli stemmi di Ratzinger e di Papa Bendetto XVI delineati da Antonio), altre a mio parere hanno colori un pò aggressivi....ma la cosa dipende dalla mia predilezione per stemmi con colori acquarellati di sapore ottocentesco. ;)

Sempre in tema di disegni dall'aspetto "ottocentesco" (ossia tendenzialmente classicheggianti), oltre ai due da te menzionati l'apparato iconografico di cui sopra ne riporta almeno altri quattro che, inoltre, vengono ancor più arricchiti dalle forme naturalistiche: due nei toni dell'argento (pertanto affini alla statuaria antica: il Taras eponimo di Taranto [tavola 5] e le donzelle dei Miranda [tavola 6]), e due in sfumature policrome (il San Giacomo che fa da tenente all'arma civica di tavola 1, e l'aquila dello stemma religioso di tavola 4), tutti realizzati da Simonetta De Socio.

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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Tilius » lunedì 12 luglio 2010, 10:44

Qui una versione in grande (cliccare sull'immaginetta qui sotto) dell'articolo sull'Osservatore Romano (così non ci si consumano gli occhi nel leggerla... :D )

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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 12 luglio 2010, 15:01

Silviabol ha scritto:(...) Alcune immagini sono una delizia per la vista (...), altre a mio parere hanno colori un pò aggressivi....ma la cosa dipende dalla mia predilezione per stemmi con colori acquarellati di sapore ottocentesco. ;)

Interessante :P osservazione la tua, carissima, che permette di fare assieme qualche piccolo ragionamento sugli smalti araldici.

Premesso che ;) "al gusto non si comanda", nel realizzare una serie omogenea di disegni araldici la scelta degli smalti rappresenta (come ogni scelta) un compromesso.
Tanto più quando si tratta di tradurre in pratica la concettualità degli smalti araldici.
La concreta scelta dei quali, oltretutto, è ormai estesa su una gamma pantone praticamente infinita.

Questo libro si è attenuto al criterio della massima visibilità estetica, e quindi del netto contrasto intrinseco fra le tinte (come avveniva per gli scudi realmente adoperati sui campi di battaglia).
E l'ulteriore scelta di realizzare lo sfondo delle tavole in colore nero, se da una parte dà un tocco di eleganza all'insieme, dall'altra ravviva gli stemmi "smorti" ma (viceversa) infervora ulteriormente quelli che già sono "vivaci" di loro.

Insomma, ogni scelta (per quanto ponderata essa sia) ha i suoi pro e i suoi contro! ;)

Grazie del tuo intelligente spunto di riflessione. :P

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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda adj » mercoledì 4 agosto 2010, 21:35

In altra discussione del forum (viewtopic.php?f=1&t=11501) ci siamo imbattuti nell stemma della famiglia van der Noot (d'oro, a cinque conchiglie di nero, poste in croce), raffigurato nella tavola 33.6 e descritto a p. 113 del libro.
Su wikipedia è raffigurato anche su vetrata, immagine che inserisco sperando di fare cosa gradita (questa volta la localizzazione è l'Abbaye de la Cambre (per informazioni: http://fr.wikipedia.org/wiki/Abbaye_de_la_Cambre)
Immagine
Si tratta probabilmente di due benefattrici, o semplicemente di due monache (nobili), visto che non risultano nell'elenco delle badesse e considerato anche che lo stemma è privo di pastorale, a differenza per esempio di quest'altro:
Immagine
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 4 agosto 2010, 22:12

Ogni contributo offerto con squisito garbo e sincero desiderio di condivisione è :P sempre gradito, mio buon amico. :D

Molto interessante quest'esempio vetrario di matrice belga, nel quale l'artefice ha preferito sacrificare la rispondenza blasonica all'esigenza primaria di ogni vetrata: far passare la luce dall'esterno.

Ecco quindi che le cinque conchiglie sono state mutate dal nero araldico al naturale di quest'esemplare.

A meno che (ma le due cose andrebbero verificate):
- Maria e Cecilia van der Noot (vedi il cartiglio sopra lo scudo) appartenessero a un eventuale ramo della famiglia che utilizzava cromie differenti;
- l'artefice sia vissuto così tanto tempo dopo il 1560 e il 1700 (vedi il cartiglio c.s.) da non aver più nozione dell'originaria cromia del medesimo.

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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda adj » giovedì 5 agosto 2010, 17:04

Rimanendo in tema di vetrate, ci sono almeno tre stemmi con conchiglie nelle vetrate della Collégiale Sainte-Waudru à MONS.
Si veda l'interessante studio araldico su queste vetrate, sul sito: http://home.scarlet.be/~ab123800/Ste-Waudru.html

I tre stemmi in questione sono:
1) (famiglia ignota all'estensore dello studio): d'ergento, alla fascia di rosso, caricata da tre conchiglie d'oro
2) Hondschote: d'ermellino, alla banda di rosso, caricata da tre conchiglie d'oro (di questo stemma si è recentemente parlao anche sul forum: viewtopic.php?f=1&t=11501&start=15#p137287)
3) Hornes, che riporta nel 3° quarto il suddetto stemma degli Hondschote.

Purtroppo le immagini degli stemmi riportate sul sito sono disegnate e non tratte dalle vetrate.
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Tilius » venerdì 6 agosto 2010, 10:29

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:- l'artefice sia vissuto così tanto tempo dopo il 1560 e il 1700 (vedi il cartiglio c.s.) da non aver più nozione dell'originaria cromia del medesimo.

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Ipotesi più che plausibile, carissimo: le vetrate sembrano realizzate in tempi decisamente recenti, pur se in un bello ed elegante stile all'antica.
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda adj » venerdì 6 agosto 2010, 13:14

Tilius ha scritto:Ipotesi più che plausibile, carissimo: le vetrate sembrano realizzate in tempi decisamente recenti, pur se in un bello ed elegante stile all'antica.


Anche se pare improbabile che possano essere state realizzate dopo la soppressione del monastero avvenuta nel 1794, visto che da allora non ha più avuto destinazione religiosa.
C'è però da dire che sono recenti le vetrate del coro della chiesa (anni 30 del XX secolo); ma qui lostile è decisamente più moderno (unica immagine reperita in rete: http://ptimmermans.com/egl/onepic.php?i ... d=58&cond=)
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Tilius » venerdì 6 agosto 2010, 13:36

...e come datazione direi che può starci tranquillamente anche per le vetrate araldiche di cui sopra.
É soprattutto la tipologia del vetro di fondo che mi lascia perplesso, che ritengo non compatibile con una datazione anteriore al XX secolo.
Anche la pittura su vetro dello stemma Van der Noot, solo parzialmente scontornata in metallo, mi sembra più consona a tempi molto recenti.
É la (forte) impressione che deriva dal mio bagaglio antiquariale... ma non sono un esperto di vetri, ergo potrei sbagliarmi.
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 9 agosto 2010, 17:38

Per completezza d'informazione, ricevo e volentieri ribalto (dal quotidiano Avvenire, domenica 8 agosto 2010, p. 20, rubrica Agorà):

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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Tilius » lunedì 9 agosto 2010, 18:01

Apperò. Una recensione davvero sontuosa, con le illustrazioni a colori che rendono giustizia all'argomento e soprattutto rimandano, quasi una sorta di invito figurato, al bellissimo apparato iconografico del libro, la cui meravigliosa completezza i precedenti articoli, pubblicati in bianco e nero, lasciavano solo intuire. [thumb_yello.gif] [thumb_yello.gif] [thumb_yello.gif]
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Tilius » lunedì 9 agosto 2010, 18:31

Tilius ha scritto:Apperò. Una recensione davvero sontuosa, con le illustrazioni a colori che rendono giustizia all'argomento e soprattutto rimandano, quasi una sorta di invito figurato, al bellissimo apparato iconografico del libro, la cui meravigliosa completezza i precedenti articoli, pubblicati in bianco e nero, lasciavano solo intuire. [thumb_yello.gif] [thumb_yello.gif] [thumb_yello.gif]



Scusate... quando mi entusiamo tendo a diventare un filino troppo magniloquente.
Semplicemente, hanno pubblicato davvero un bel servizio. [thumbup.gif]
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Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda adj » lunedì 20 dicembre 2010, 15:17

Desidero solamente informare chi fosse interessato che sull'ultimo numero di Compostella (32/2011), rivista del Centro Italiano di Studi Compostellani, è presente una bella recensione di Marilisa Morrone al libro di Maurizio Carlo Alberto Gorra.
adj
 

Re: La conchiglia in araldica

Messaggioda Tilius » giovedì 23 dicembre 2010, 23:43

adj ha scritto:Desidero solamente informare chi fosse interessato che sull'ultimo numero di Compostella (32/2011), rivista del Centro Italiano di Studi Compostellani, è presente una bella recensione di Marilisa Morrone al libro di Maurizio Carlo Alberto Gorra.


Mi son permesso di procurare qualche picciola scansione... [angel]

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