Esaminando i registri diocesani a volte si notano frasi del tipo
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Donna Maria Asquer y Aymerich, contessa di Bonorva, morì il 9 settembre 1699, aveva appena 18 anni. Pagò per essere sepolta di notte senza accompagnamento. Le fu fatto ufficio funebre pontificale gratis e fu sepolta, con ufficio semplice del domer, nel convento del Carmine.
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come si legge anche nel seguente documento dell'A.A.G.N.d.S.
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... asquer.pdf
Come può essere interpretato il fatto che tali persone chiedessero di essere seppellite di notte? E l'orario notturno si riferisce solo alla tumulazione o anche al rito funebre?
E inoltre pagavano per ottenere il rispetto di tali volontà, ma sfugge il motivo.
Sembra quasi che il fatto di essere seppelliti di notte e senza accompagnamento rappresentasse un qualche significato simbolico.
Per contro l'ufficio funebre era gratis, e il seppellimento con ufficio semplice.
E dunque l'ufficio funebre "non gratuito" con seppellimento "non semplice" in quali situazioni veniva richiesto ed espletato?
E come si evince dal documento di cui sopra, frequentemente uomini trentenni o anche ultraquarantenni contraevano matrimonio con spose dell'età compresa tra 11 e 16 anni (la citata persona si sposò a 11 anni e dieci mesi).
Quale era la filosofia che comportava tali scelte matrimoniali con tali strane differenze di età? Anche perché non costava nulla aspettare 5 o 6 anni per una età più consona della sposa.
O il vero traguardo a volte erano le alleanze matrimoniali che scavalcavano eventuali differenze di età tra sposi che spesso, loro malgrado, erano già promessi ?
Cmq era significativo il fatto che occorresse aspettare la dispensa vescovile, che dunque a volte poteva anche non arrivare.
