Quando i Re giocano a fare i proletari

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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda M.Brivio » mercoledì 23 giugno 2010, 13:38

Già, probabilmente avete ragione.
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Emiddio deFranciscis » lunedì 28 giugno 2010, 23:00

Vorrei esplorare un altro aspetto dei sovrani contemporanei che giocano a fare i proletari, non capendo che il loro atteggiamento porterà in breve alla scomparsa dei loro "posti di sovrano".

Non mi permetto, infatti, di giudicare se un matrimonio "misto" duri meno di uno "pari". Anzi di solito le persone più sono semplici, più sono sincere e nel terzo millennio non c’è ragione che naufraghi più un matrimonio combinato-obbligato, di uno fondato sui sentimenti.
Trovo, invece, che neppure ad oggi -e proprio perchè i sovrani occupano un ruolo di sola rappresentanza dello Stato- si debba consentire che vadano eluse -Stato per Stato e Casa Reale per Casa Reale- i requisiti minimi statuiti per "fare" il sovrano.
Insomma a ricoprire il ruolo di sovrano deve essere chiamato, a seguito di “concorso” per titoli ed esami, colui che dimostri di possederne le qualità, fra coloro che ne abbiano diritto di nascita. E non solo per semplice diritto di nascita.

Altrimenti ci ritroveremo con sovrani e principi reali che non possiedono neppure i requisiti per accedere al grado di cavaliere di grazia e devozione dello SMOM, o ad una semplice nobiltà civica. A quel punto con quale diritto il sovrano ed i suoi familiari dovrebbero essere appellati quali Altezze Reali, non possedendo alcuna " qualità superiore" (ammesso che si voglia ancora, nel 3 millennio dare un peso ai natali) rispetto a noi ? In effetti si tratterebbe di responsabili pubbliche relazioni di quello Stato giunti a ricoprire un incarico senza aver neppure superato un concorso per diplomatico.
Ed i comportamenti "scorretti" dei così detti principi deriva dal fatto che questi (soprattutto quelli con i soldi) non solo non ricevono più l'educazione da capo di Stato come era in tempi antichi, ma non possiedono neppure il minimo della istruzione scolastica.

La cosa più scandalosa a mio avviso è perciò l’aver consentito nelle monarchie moderne la trasformazione del diritto di successione al trono ad affare privato del sovrano sul trono e dei suoi figli. Proprio nel terzo millennio, quando la democrazia dovrebbe imperare (ed il sovrano dovrebbe incarnare, rappresentare e pubblicizzare la propria nazione) invece assistiamo alla trasformazione dell'ufficio di sovrano in un benefit ereditario non più della casata (regolato da regole precise di selezione dettate magari dai tempi passati, ma esistenti) a patrimonio personale del sovrano in carica che lo trasmette alla discendenza con la sola regola del DNA.

Il sovrano Borbone è tornato a regnare sulla Spagna nel 1978 per il suo cognome e per il ruolo di rappresentanza storica della sua Casata che ha permeato la storia del paese. Se salirà al trono la figlia del Principe Felipe con i suoi discendenti anonimi, che senso avrà per gli spagnoli ???
Ogni casa reale ed ogni stato monarchico, che crede ancora che il sovrano è li a rappresentare una unità e continuità storica dovrebbe salvaguardare la permanenza del vero Capo della Casa reale storica sul trono. E questi non potrà essere che un membro della famiglia che porta il cognome dalla nascita.
Altro che aprire indebitamente -adducendo falsi motivi di eguaglianza fra sessi- alla successione femminile, come se si trattasse di trasmettere ai propri discendenti un banale feudo insieme ad un pezzo del DNA.
Come si affronta il problema ? Semplice se si applicano i principi della democrazia e del buon senso alla monarchia costituzionale, si sceglie di volta in volta l'esponente del cognome (maschio o femmina) più dotato per capacità culturali, politiche e generali, oltre che quelle di discendenza secondo le regole storiche di quella monarchia.
Ma dopo una regina Borbone, va cercato un altro Borbone vero, e non il/la figlia dell'ultima regina, perche questi non sarà mai esponente della famiglia di cui non ha il cognome, e tanto meno sarebbe il Capo di quella Casa reale che ha cognome e avi diversi.

Dico questo perche non saprei quale simbolo di Svezia potrebbe diventare per i cittadini questo signore, marito della principessa, e i suoi figli esistendo un principe reale con tutti i requisiti col cognome Bernadotte. Questo è vero che discende da antenati umili, ma per lo meno ha fatto carriera (prevista e consentita in epoca monarchica) e per qualche secolo ha anche esercitato i poteri pieni del monarca tradizionale.

Attenzione non sono contro la successione femminile dei titoli nobiliari. Anzi ! Trovo assurda e restrittiva l'ultima normativa nobiliare italiana del 1943 cui viene data –non avendo di fatto mai operato in epoca monarchica- una importanza eccessiva.
Ma nel caso di titoli storici di una Casata anche non reale e, tanto di più, nel caso del ruolo di rappresentanza di un paese non si dovrebbe ragionare in modo personalistico , ma considerando il ruolo di rappresentanza dello Stato verso i cittadini e verso gli altri paesi.

Nel caso della Svezia, poi, se è vero che i diritti nobiliari si acquisiscono con la nascita, trovo che il fratello più piccolo della principessa è stato spogliato illegalmente del proprio diritto a succedere al padre sul trono, acquisito con la nascita. Infatti quando è cambiata la costituzione il ragazzo aveva già 8 anni e quindi già era il principe ereditario.
I motivi di eguaglianza fra i sessi, che per me sono da considerarsi sacrosanti (ho ben 3 figlie femmine), in questo caso sono stati tirati in ballo fuori luogo. In effetti queste dissennate leggi di successione hanno trasformato il titolo di re di Svezia, Spagna, ecc, in una proprietà personale del Re in carica, come se fossimo tornati al feudalesimo.
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda fabrizio guinzio » giovedì 1 luglio 2010, 23:05

In linea di massima sono d'accordo con te, ciao,
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda SINFOROSA » sabato 3 luglio 2010, 17:02

Dolente ma la componente " sacrale , magica , trascendentale " dei sovrani mi sembra una romantica utopia .
Non la riscontro nè in quelli attuali nè tanto meno in quelli del passato : ovviamente ci sono state delle eccezioni ma tali erano e tali rimangono .
Io ricordo invece spesso ometti che se " per diritto divino - che assurdità - o ereditario " non si fossero trovati ad assumere quel ruolo , sarebbero stati tanti Monsieur Travet , con tanto di cappello per questi ultimi che almeno il pane " lo sudavano " , loro . Per non parlare dei megalomani , squilibrati convinti di poter disporre a loro piacere dei poveri sudditi che sembravano esistere solo per servirli e riverirli .
E per fortuna c'è stata la Rivoluzione Francese , che non è la madre di tutti i guai ma qualcosina di positivo l'ha pure fatta , tipo sostituire sudditi con cittadini.
Hai detto niente !
I principi attuali poi a me fanno tenerezza ; li trovo spaesati , come il principe ballerino che pure a differenza del padre imbolsito e lontano anni luce dallo stile e dalla dignità di Umberto II , si mette in gioco con spirito e umiltà .
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » sabato 3 luglio 2010, 17:25

SINFOROSA ha scritto: E per fortuna c'è stata la Rivoluzione Francese , che non è la madre di tutti i guai ma qualcosina di positivo l'ha pure fatta , tipo sostituire sudditi con cittadini.


...O sostituire dinastie millenarie come i Borbone di Francia con dinastie di notabili corsi (Buonaparte) albergatori (Murat) e avvocati (Bernadotte) francesi. Fu la fine dell'antica aristocrazia, soppiantata da una nuova classe nobiliare molto ridicola. [king.gif] Scusate se è poco! [thumbdown.gif]
A presto.
PMMO

PS Ovviamente doveva andare così; tutto cambia in questo mondo; ma volevo sottolineare alcuni aspetti da "operetta" [jump.gif] della tanto decantata Rivoluzione Francese; e sorvolo su quelli tragici, altrimenti mi verrebbe da piangere [crybaby.gif]
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda SINFOROSA » sabato 3 luglio 2010, 17:57

Perdoni ma gli aspetti da "operetta " sono nulla se rapportati alla portata dei valori veicolati e poi , personalmente non ho nulla contro gli albergatori , i notabili e non ricordo il terzo che per lo meno hanno dovuto conquistarsi il loro posto al sole , senza ereditarlo da nessuno .
Anch'io piango al pensiero delle molte vittime ma piango anche per quelle di ogni Rivoluzione che prutroppo è fatalmente cruenta e per tutte le ingiustizie che hanno da sempre afflitta l a popolazione più debole , parlo dei poveri " sudditi "che la Rivoluzione Francese si è sforzata di trasformare in cittadini . Ci è riuscita , non ci è riuscita , ci è riuscita solo in parte ? Poco importa .
Cordialmente
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Accademista » sabato 3 luglio 2010, 18:15

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:
SINFOROSA ha scritto: E per fortuna c'è stata la Rivoluzione Francese , che non è la madre di tutti i guai ma qualcosina di positivo l'ha pure fatta , tipo sostituire sudditi con cittadini.


...O sostituire dinastie millenarie come i Borbone di Francia con dinastie di notabili corsi (Buonaparte) albergatori (Murat) e avvocati (Bernadotte) francesi. Fu la fine dell'antica aristocrazia, soppiantata da una nuova classe nobiliare molto ridicola. [king.gif] Scusate se è poco! [thumbdown.gif]
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PS Ovviamente doveva andare così; tutto cambia in questo mondo; ma volevo sottolineare alcuni aspetti da "operetta" [jump.gif] della tanto decantata Rivoluzione Francese; e sorvolo su quelli tragici, altrimenti mi verrebbe da piangere [crybaby.gif]


Per millenari che siano.. anche i Borbone non sono nati nobili.. ma si sono creati un futuro sfruttando le giuste opportunità.. esattamente come i savoia o qualunque altro nobile o notabile o condottiero della storia.. se la cosa si ripete dopo qualche secolo non mi sembra ci sia nulla di sconcertante .. anzi.. vuol dire che l'essere umano è ancora capace di sorprendere e di creare.. è ancora vivo e dinamico. e non rassegnato alla sua condizione ( qualunque essa sia) e quindi un altro vegetale in questo mondo.. [arf2.gif]

cordialmente
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda M.Brivio » sabato 3 luglio 2010, 21:03

In linea di massima concordo con l'utente Sinforosa. [king.gif]
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 3 luglio 2010, 22:28

In certi punti non d'accordo con Sinforosa. Mi spiego: punto 1) , nulla contro la Rivoluzione Francese del 1789, ma contro la degenerazione terroristica del 1792 e le stragi di massa sì; punto 2), trovo positivo anche il bonapartismo e le dinastie sovrane e nobiliari originate da desso; punto 3) il legame con la tradizione ed il mistico è perenne in una monarchia, per esempio come dimostrato dalle ricerche del Le Goff per tutti(poichè tutti con potere di origine divina) i Sovrani francesi si è ripetuto il fenomeno di guarigioni miracolose all'incoronazione, fuorchè per Carlo X di Borbone e la sua "monarchia da operetta"; punto 4), trovo più graditi gli appellativi di suddito(sub ditus, che indica la via) e di signore e signori(anche poi cittadini dame cavalieri e quant'altro, ma in primis dominae et domini, madonne e messeri, mai cittadino tizio o caio come in Francia post terrore), preferibili la mannaia ed il boia monarchico alle per esempio repubblicane: ghigliottina, campagne di sterminio(Vandea, Lione ove il responsabile successivamente si pentì e la famiglia appartiene tutt'oggi alla nobiltà svedese, i Fouchè d'Otranto, Ucraina sovietizzata) gulag lager etc.; punto 5) credo pur sempre preferibile una "monarchia da opetta" piuttosto che una "repubblica delle banane", "del fico d'india" o "della cocaina", i napoletani dicevano: "piuttosto che nessun Re, qualunque Re!" Aggiungo anche Regina e trovo pertanto, nonostante tutto, fortunata la Svezia perchè monarchica. Ciao,
fabrizio guinzio
 
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 4 luglio 2010, 18:53

Gentili frequentatori del Forum, mi spiego meglio.
Non sono un classista, ma ritengo che lo slogan "liberté, égalité, fraternité" sia servito solo a sostituire un'intera classe al potere, la monarchia e l'aristocrazia dell'Ancien Régime con una nuova classe nobiliare di parvenu che, come ha detto il gentile Accademista, hanno saputo sfruttare il momento favorevole per levarsi materialmente davanti amici e nemici scomodi e prendere il loro posto a corte e tutto questo "alla faccia" del popolo francese che 70 anni dopo, sotto il regno del nipote del "Piccolo Caporale" di Ajaccio stava ancora in condizioni pietose, come testimonia il capolavoro denuncia di Victor Hugo, I Miserabili, scritto nel 1862.
Libertà, Uguaglianza, e Fratellanza non sono valori rivoluzionari, ma principi cristiani validi da 2000 anni. E scusate se è poco!!!!
A presto.
PMMO
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda adj » domenica 4 luglio 2010, 23:37

SINFOROSA ha scritto:Perdoni ma gli aspetti da "operetta " sono nulla se rapportati alla portata dei valori veicolati

E quali sarebbero questi valori veicolati?

SINFOROSA ha scritto:Anch'io piango al pensiero delle molte vittime ma piango anche per quelle di ogni Rivoluzione che prutroppo è fatalmente cruenta e per tutte le ingiustizie che hanno da sempre afflitta l a popolazione più debole , parlo dei poveri " sudditi "che la Rivoluzione Francese si è sforzata di trasformare in cittadini . Ci è riuscita , non ci è riuscita , ci è riuscita solo in parte ? Poco importa .

Quindi non importa neanche il successo o il fallimento, l'importante è solo il tentativo, ovviamente "fatalmente" imbevuto di sangue.
Tralascio ogni commento su cosa significhi trasformare "sudditi" in "cittadini" (l'altra "fatalmente cruenta" rivoluzione bolscevica fece di meglio, trasformandoli in "compagni).
adj
 

Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 5 luglio 2010, 0:09

adj ha scritto:Tralascio ogni commento su cosa significhi trasformare "sudditi" in "cittadini" (l'altra "fatalmente cruenta" rivoluzione bolscevica fece di meglio, trasformandoli in "compagni).


Tralasciando il fatto che certe affermazioni in bocca ad un'aristocratica come la gentile Sinforosa mi suonano strane, personalmente, ritengo che l'unica vera grande Rivoluzione sia quella avvenuta 2000 anni fa, quando Qualcuno ha affermato "non vi chiamo più servi ma amici".
A presto.
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda adj » lunedì 5 luglio 2010, 0:16

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Tralasciando il fatto che certe affermazioni in bocca ad un'aristocratica come la gentile Sinforosa mi suonano strane


La rivoluzione puzza... - pardon, inizia - sempre dalla testa. [dev.gif]
adj
 

Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » lunedì 5 luglio 2010, 0:22

adj ha scritto: La rivoluzione puzza... - pardon, inizia - sempre dalla testa. [dev.gif]


Si, dal... taglio della testa di sovrani e aristocratici [dev.gif] ... ma, per qualcuno, questo è il prezzo della libertà [yikes.gif] !
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Re: Quando i Re giocano a fare i proletari

Messaggioda Sigillum1 » lunedì 5 luglio 2010, 10:57

Cari tutti, ne ero certa, per quanto probabilmente non diffusa, la frequentazione dei libri di storia, la corretta percezione dei termini suddito e cittadino, e dei valori “veicolati dalla Rivoluzione francese” non sono estranei alla cultura di parte dei nostri aristocratici, quella che potrebbe ancora aspirare ad un trono, quella che potrebbe, chissà, forse ancora esprimere un “re taumaturgo” nell’esteso senso che ci viene dal lavoro di Marc Bloch, la cui "sacralità" tuttavia sia il frutto della scelta, del riconoscimento, di una comunità di “cittadini”: e perché no, le folle, di questi tempi, sembrano scegliersi idoli di ben modesto spessore…La ringrazio, cara Sinforosa, stia più spesso con noi, la prego…Un cordiale saluto. Silvia
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