da Emiddio deFranciscis » lunedì 28 giugno 2010, 23:00
Vorrei esplorare un altro aspetto dei sovrani contemporanei che giocano a fare i proletari, non capendo che il loro atteggiamento porterà in breve alla scomparsa dei loro "posti di sovrano".
Non mi permetto, infatti, di giudicare se un matrimonio "misto" duri meno di uno "pari". Anzi di solito le persone più sono semplici, più sono sincere e nel terzo millennio non c’è ragione che naufraghi più un matrimonio combinato-obbligato, di uno fondato sui sentimenti.
Trovo, invece, che neppure ad oggi -e proprio perchè i sovrani occupano un ruolo di sola rappresentanza dello Stato- si debba consentire che vadano eluse -Stato per Stato e Casa Reale per Casa Reale- i requisiti minimi statuiti per "fare" il sovrano.
Insomma a ricoprire il ruolo di sovrano deve essere chiamato, a seguito di “concorso” per titoli ed esami, colui che dimostri di possederne le qualità, fra coloro che ne abbiano diritto di nascita. E non solo per semplice diritto di nascita.
Altrimenti ci ritroveremo con sovrani e principi reali che non possiedono neppure i requisiti per accedere al grado di cavaliere di grazia e devozione dello SMOM, o ad una semplice nobiltà civica. A quel punto con quale diritto il sovrano ed i suoi familiari dovrebbero essere appellati quali Altezze Reali, non possedendo alcuna " qualità superiore" (ammesso che si voglia ancora, nel 3 millennio dare un peso ai natali) rispetto a noi ? In effetti si tratterebbe di responsabili pubbliche relazioni di quello Stato giunti a ricoprire un incarico senza aver neppure superato un concorso per diplomatico.
Ed i comportamenti "scorretti" dei così detti principi deriva dal fatto che questi (soprattutto quelli con i soldi) non solo non ricevono più l'educazione da capo di Stato come era in tempi antichi, ma non possiedono neppure il minimo della istruzione scolastica.
La cosa più scandalosa a mio avviso è perciò l’aver consentito nelle monarchie moderne la trasformazione del diritto di successione al trono ad affare privato del sovrano sul trono e dei suoi figli. Proprio nel terzo millennio, quando la democrazia dovrebbe imperare (ed il sovrano dovrebbe incarnare, rappresentare e pubblicizzare la propria nazione) invece assistiamo alla trasformazione dell'ufficio di sovrano in un benefit ereditario non più della casata (regolato da regole precise di selezione dettate magari dai tempi passati, ma esistenti) a patrimonio personale del sovrano in carica che lo trasmette alla discendenza con la sola regola del DNA.
Il sovrano Borbone è tornato a regnare sulla Spagna nel 1978 per il suo cognome e per il ruolo di rappresentanza storica della sua Casata che ha permeato la storia del paese. Se salirà al trono la figlia del Principe Felipe con i suoi discendenti anonimi, che senso avrà per gli spagnoli ???
Ogni casa reale ed ogni stato monarchico, che crede ancora che il sovrano è li a rappresentare una unità e continuità storica dovrebbe salvaguardare la permanenza del vero Capo della Casa reale storica sul trono. E questi non potrà essere che un membro della famiglia che porta il cognome dalla nascita.
Altro che aprire indebitamente -adducendo falsi motivi di eguaglianza fra sessi- alla successione femminile, come se si trattasse di trasmettere ai propri discendenti un banale feudo insieme ad un pezzo del DNA.
Come si affronta il problema ? Semplice se si applicano i principi della democrazia e del buon senso alla monarchia costituzionale, si sceglie di volta in volta l'esponente del cognome (maschio o femmina) più dotato per capacità culturali, politiche e generali, oltre che quelle di discendenza secondo le regole storiche di quella monarchia.
Ma dopo una regina Borbone, va cercato un altro Borbone vero, e non il/la figlia dell'ultima regina, perche questi non sarà mai esponente della famiglia di cui non ha il cognome, e tanto meno sarebbe il Capo di quella Casa reale che ha cognome e avi diversi.
Dico questo perche non saprei quale simbolo di Svezia potrebbe diventare per i cittadini questo signore, marito della principessa, e i suoi figli esistendo un principe reale con tutti i requisiti col cognome Bernadotte. Questo è vero che discende da antenati umili, ma per lo meno ha fatto carriera (prevista e consentita in epoca monarchica) e per qualche secolo ha anche esercitato i poteri pieni del monarca tradizionale.
Attenzione non sono contro la successione femminile dei titoli nobiliari. Anzi ! Trovo assurda e restrittiva l'ultima normativa nobiliare italiana del 1943 cui viene data –non avendo di fatto mai operato in epoca monarchica- una importanza eccessiva.
Ma nel caso di titoli storici di una Casata anche non reale e, tanto di più, nel caso del ruolo di rappresentanza di un paese non si dovrebbe ragionare in modo personalistico , ma considerando il ruolo di rappresentanza dello Stato verso i cittadini e verso gli altri paesi.
Nel caso della Svezia, poi, se è vero che i diritti nobiliari si acquisiscono con la nascita, trovo che il fratello più piccolo della principessa è stato spogliato illegalmente del proprio diritto a succedere al padre sul trono, acquisito con la nascita. Infatti quando è cambiata la costituzione il ragazzo aveva già 8 anni e quindi già era il principe ereditario.
I motivi di eguaglianza fra i sessi, che per me sono da considerarsi sacrosanti (ho ben 3 figlie femmine), in questo caso sono stati tirati in ballo fuori luogo. In effetti queste dissennate leggi di successione hanno trasformato il titolo di re di Svezia, Spagna, ecc, in una proprietà personale del Re in carica, come se fossimo tornati al feudalesimo.
In
Emiddio de Franciscis di Casanova