Blasoneria d’araldica piumante

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Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 giugno 2010, 23:29

Il titolo pare astruso, ma il contenuto è molto, molto interessante:

http://www.aperto.gdspinacotecabo.it/?q ... otnote1sym

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Re: Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 25 giugno 2010, 9:02

Gli apparati di Wanda Osiris in confronto a questi erano sobrietà pura :D
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Re: Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda Lucio81 » venerdì 25 giugno 2010, 12:15

Interessantissimo davvero, riporto una parte fondamentale dell'articolo:

siamo di fronte a una visione trasfigurante del cavaliere catafratto senza macchia e senza paura; ma –sebbene il soggetto sia armigero- il trattamento che gli viene riservato è fastoso, festante, del tutto festaiolo; come epurato dalle scabrosità belligeranti dal retrogusto sgozzante e sanguinario: così anche dai retaggi del fantastico piu’ arcaizzante, ormai volti a un nuovo orizzonte.


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Re: Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 25 giugno 2010, 14:47

Ciao, Lucio carissimo! [cheers.gif]

Sì, hai colto il nocciolo del discorso.
Certo, questa non è più araldica.
Ma è pur sempre una forma di iconografia da essa derivata.

E, come ogni manifestazione della cultura, può divenire (e diviene di fatto) un ulteriore modo di valorizzare l'interdisciplinarietà della nostra scienza.

Optime :D vale
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Re: Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda dpascale » venerdì 25 giugno 2010, 16:13

In questi giorni fervono le discussioni di argomento bolognese nel forum di araldica... Non posso che rallegrarmene! :D
Concordo con il caro fra' Eusanio che il titolo (e anche lo stile dell'articolo) sono lievemente effervescenti, ma direi che si possono considerare perfettamente in linea con lo straordinario contenuto del quaderno di disegni. ;)

L'articolo contribuisce a aprire un ulteriore spiraglio sui tornei bolognesi (ma siamo certi che il quaderno sia di ambiente bolognese?), tema di nicchia, e tuttavia già abbastanza vagliato, come vedo dalla bibliografia soprattutto recente, di cui conoscevo solo i saggi di Marina Calore. Come spiega l'autrice, fu una moda, quella dei tornei, nata poco dopo la metà del '500 con l'Accademia della Viola di Ettore Ghisilieri, ed espressione esclusiva della più alta aristocrazia, in un secolo, il XVI, che vide continui tentativi da parte dell'autorità pontificia di riformare il sistema politico bolognese, basato su un Senato composto da 40 membri appartenenti a una ristrettissima cerchia di famiglie. La base politica estremamente esigua (ben più che 40 erano le famiglie nobili bolognesi) contribuiva ad accrescere un sistema di clientela, corruzioni, prepotenze quasi feudali, che diedero vita a decenni di lotte, culminate con la celebre decapitazione dell'anziano conte Giovanni Pepoli, avvenuta nel corso del pontificato dell'energico Sisto V. Si può pensare che la sontuosa e arrogante manifestazione esteriore di virtù medievali, forse mai veramente possedute (il torneo come riproposizione di un'età cavalleresca che poche tra le famiglie bolognese, in gran parte di estrazione mercantile, potevano pensare di aver vissuto) serviva a cementare la coesione e l'orgoglio di una classe politica ben decisa a mantenere il potere, facendo fronte ai tentativi assolutistici del potere romano e alle istanze di maggiore "democrazia" presentate dalla nobiltà minore e dai ceti dottorali e borghesi.

Molto belli i disegni; forse, analizzandoli approfonditamente sarebbe possibile risalire ai cavalieri che indossarono questi cimieri eccessivi e splendidi. Per esempio, guardando i primi due disegni presentati, non possono non venire in mente i simboli e i colori araldici dei Tanari (il drago e i crescenti, l'azzurro, il rosso e l'argento), anche se probabilmente siamo in un periodo antecedente (anche se di poco) alla grande affermazione di questa famiglia (il primo senatore è del 1632). E d'altronde, nessun Tanari risulta nell'elenco dei partecipanti al torneo Amore prigioniero in Delo (http://www.bl.uk/catalogues/ItalianAcad ... -000000845), citato dall'autrice come possibile occasione per l'esecuzione dei disegni. Oppure, ma anche in questo caso la lista dei cavalieri non ci aiuta, il cimiero di piume azzurre e oro con il sole e la stella potrebbe rimandare ai Dolfi. Naturalmente queste sono tutte ipotesi puramente accademiche: bisognerebbe avere sotto mano tutti i disegni per potere cercare soluzioni più convincenti.

Grazie ancora della segnalazione, un caro saluto, :)


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Re: Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 25 giugno 2010, 16:57

dpascale ha scritto:Naturalmente queste sono tutte ipotesi puramente accademiche: bisognerebbe avere sotto mano tutti i disegni per potere cercare soluzioni più convincenti.

...ma intanto, sulla scorta dei disegni qui ribaltati, quali ipotesi ti sentiresti di avanzare?

Grazie ancora della segnalazione, un caro saluto, :)
Daniele

Grazie a te.

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Re: Blasoneria d’araldica piumante

Messaggioda dpascale » venerdì 25 giugno 2010, 17:27

Come dicevo prima, i tornei erano prerogativa delle famiglie della nobiltà più elevata. Se gli ornamenti (non so se, data la piumosa ipertrofia, sia ancora possibile chiamarli cimieri!) pubblicati facessero riferimento ai cimieri più conosciuti delle famiglie bolognesi, sarebbe abbastanza facile un raffronto: per esempio controllando in fondo all'opera di Dolfi (http://badigit.comune.bologna.it/books/ ... imieri.asp). Tuttavia, mi pare che in questo caso ci troviamo di fronte a cimieri piuttosto insoliti (per esempio il pavone, o il gallo multicolore con serpenti). Potrebbero quindi fare riferimento non tanto all'arma di famiglia, quanto piuttosto a raffinati e sibillini emblemi personali, oppure, se i cavalieri facevano parte di un'accademia, a pseudonimi.
Oppure ho completamente sbagliato la premessa, e quindi ci troviamo davanti a cimieri di famiglie diverse da quelle senatorie. O ancora, il taccuino non è stato realizzato a Bologna ma in altra città emiliana e quindi le piste bolognesi potrebbero risultare infruttuose. Chissà...!

Un caro saluto, :)


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