Archiginnasio Bologna

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda bardo » giovedì 24 giugno 2010, 0:24

Per rendere più comprensibile lo stemma riporto il seguente che, eccezion fatta per il cimiero, è identico, cartiglio compreso, al nostro: è presente (riporto) al piano superiore, nell'aula III degli artisti - II della biblioteca, nella fascia inferiore della parete settentrionale.

Immagine

Alla voce natio v'è scritto greciae.

Allo stesso modo, un altro stemma della famiglia Porto, ma di tal Hieronymus, di circa 45 anni più tardo, riporta alla voce natio (e trascritto nel cartiglio) la parola insubrum.

Immagine

Che il nostro fosse sì di famiglia vicentina, ma accidentalmente nato non dico in Grecia, ma in un qualche possedimento greco (isola?)?

saluti ;)

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda bardo » giovedì 24 giugno 2010, 0:32

L'aquila presente nello stemma della famiglia Porto risale all'epoca dell'imperatore Enrico V che, per i molti servigi resi all'Impero, aveva concesso ai Porto il privilegio di inquartare nell'arma di famiglia l'aquila imperiale.

Una vecchia discussione sui Porto (o da Porto, ora da Porto Baraban):
viewtopic.php?f=12&t=3434

saluti ;)

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda San Marco » giovedì 24 giugno 2010, 9:10

Gentili amici,
l'Imperatore Carlo V con diploma 14 dicembre 1532 dato a Bologna erigeva in contea il castello di Vivaro e Valregna nel territorio vicentino, con l'estensione e collazione del titolo di Conte di Vivaro e del rango di Cavalieri Aurati a tutti i rami e discendenze della famiglia Porto.
Fonte: " Il Blasone Vicentino " a cura di Sebastiano Rumor

Per quanto riguarda la blasonatura dello stemma:
Spaccato d'oro e d'azzurro ,alla fascia increspata d'argento,attraversante sullo spaccato,ed accompagnata in capo da un'aquila imperiale
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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda bensai » giovedì 24 giugno 2010, 9:51

Sigillum1 ha scritto:Caro Bensai, ritengo, dovrei controllare per essere più precisa, che i componenti della famiglia siano stati insigniti, probabilmente da Carlo V, nel Cinquecento del titolo di cavalieri aurati e che in quell'occasione abbiano probabilmente assunto l'aquila imperiale entro lo scudo, ripresa poi in cimiero, mentre la corona, per quanto non del tutto corretta, mi pare, dovrebbe essere comitale, dato che era il titolo della famiglia all'epoca.
Si tratta infatti di una sequenza, unitaria, con uno stile ben definito, che rappresenta il governo studentesco dello Studio bolognese in quel momento: al centro il priore, Porto, intorno gli altri consiglieri, una sequenza ben conservata che prevedeva evidentemente un certo equilibrio fra pieni e vuoti.
Originariamente così era, ma col tempo, lo spazio non bastò più e così alcune sequenze furono parzialmente ricoperte, spostate o sovrapposte, nonostante il controllo della Gabella Grossa, ed è per questo che, come tu ben ricordi, ce ne deriva ora una senzazione di horror vacui...e tuttavia, per la gran parte, le sequenze originarie sono ancora visibili e sono state ricostruite, studiando la documentazione rimasta e la forma degli scudi. Ciao. Silvia
PS. Ci siamo di nuovi incrociati: il conte Porto era il rappresentante, in questa consigliatura, della Natio Graecorum: avveniva che, a volte, al momento delle elezioni, non fosse presente a Bologna alcuno studente di una Nazione e che perciò uno studente di patria diversa, Porto, in questo caso, ne assumesse la rappresentanza.


cara silvia ti ringrazio delle colte ed istruttive (per me) delucidazioni.ho imparato qualcosa e te ne sono grato.
cordiali saluti
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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda bardo » giovedì 24 giugno 2010, 9:57

bensai ha scritto:
Sigillum1 ha scritto:Caro Bensai, ritengo, dovrei controllare per essere più precisa, che i componenti della famiglia siano stati insigniti, probabilmente da Carlo V, nel Cinquecento del titolo di cavalieri aurati e che in quell'occasione abbiano probabilmente assunto l'aquila imperiale entro lo scudo, ripresa poi in cimiero, mentre la corona, per quanto non del tutto corretta, mi pare, dovrebbe essere comitale, dato che era il titolo della famiglia all'epoca.
Si tratta infatti di una sequenza, unitaria, con uno stile ben definito, che rappresenta il governo studentesco dello Studio bolognese in quel momento: al centro il priore, Porto, intorno gli altri consiglieri, una sequenza ben conservata che prevedeva evidentemente un certo equilibrio fra pieni e vuoti.
Originariamente così era, ma col tempo, lo spazio non bastò più e così alcune sequenze furono parzialmente ricoperte, spostate o sovrapposte, nonostante il controllo della Gabella Grossa, ed è per questo che, come tu ben ricordi, ce ne deriva ora una senzazione di horror vacui...e tuttavia, per la gran parte, le sequenze originarie sono ancora visibili e sono state ricostruite, studiando la documentazione rimasta e la forma degli scudi. Ciao. Silvia
PS. Ci siamo di nuovi incrociati: il conte Porto era il rappresentante, in questa consigliatura, della Natio Graecorum: avveniva che, a volte, al momento delle elezioni, non fosse presente a Bologna alcuno studente di una Nazione e che perciò uno studente di patria diversa, Porto, in questo caso, ne assumesse la rappresentanza.


cara silvia ti ringrazio delle colte ed istruttive (per me) delucidazioni.ho imparato qualcosa e te ne sono grato.
cordiali saluti


Grazie anche da parte mia ;) (a non leggere i messaggi precedenti e a fare congetture.. :D)

saluti ;)

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 giugno 2010, 11:43

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, innanzitutto il bentornato al nostro frate...

Bentrovata a te, carissima.

Mi sono espressa male, caro frate, per forma dello scudo intendevo quella dell'arma araldica della famiglia Porto, sulla quale domandavo informazioni a voi tutti; non sono particolarmente esperta di forme degli scudi araldici, nel senso che tu hai inteso e temo perciò di non poter contribuire al tema.

Allora aiutami a capire ancora meglio, per favore.

Che informazioni ricerchi sullo stemma Porto, esattamente?

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda dpascale » giovedì 24 giugno 2010, 18:47

Sigillum1 ha scritto:La prassi bolognese prevedeva, caro Daniele, che lo stesso studente, divenuto consigliere di una nazione, consegnasse il proprio scudo, disegnato o descritto, o indicasse un modello già presente nella decorazione parietale e che potesse poi controllarne la effettiva realizzazione ad opera conclusa, anche se non sappiamo quanto gli studenti effettivamente lo facessero. La documentazione relativa si è perduta quasi interamente ma quella che si è conservata testimonia con chiarezza questa pratica.
La decorazione veniva poi realizzata da artigiani certamente non esperti di Araldica ed ha subito, nel corso del tempo, ogni genere di traversie e molti restauri.
Si sono tuttavia conservate molte sequenze originali o quasi e ritengo perciò di poter dire che l'attenzione all'uso corretto (diciamo da manuale...) di elmi, cimieri e corone era, sin dal Cinquecento, assai scarsa: le sequenze hanno un proprio stile e se quello scelto contiene un elmo in posizione frontale, tutti gli scudi degli studenti componenti la consigliatura sono sormontati dallo stesso elmo, indipendentemente dalla loro condizione sociale e dalla loro provenienza, di regola, almeno. Un cordiale saluto. Silvia


Ringrazio per le interessanti delucidazioni. :)
Non sapevo che si fosse conservata una parte (seppur piccola) della documentazione relativa alla creazione degli stemmi dell'Archiginnasio: per pura curiosità, è possibile sapere dov'è conservata? E qual era l'organo che curava tutta la pratica per l'apposizione degli stemmi?

Grazie ancora, un caro saluto,


Daniele
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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda Sigillum1 » giovedì 24 giugno 2010, 19:26

Cari tutti, la descrizione del Blasone vicentino ha sciolto tutti i miei dubbi, determinati dall'uso del Crollalanza che parla semplicemente di una fascia posta sul troncato: questo intendevo, caro frate, per la mia incertezza circa la forma dell'arma dei da Porto, e ringrazio il collega per la citazione.
La documentazione residua relativa agli scudi la vedrete pubblicata sul volume sull'Archiginnasio che non tarderà molto ad uscire ma potete, se interessati, soprattutto mi rivolgo a Daniele che saluto affettuosamente, leggere intanto l'articolo di Andrea Daltri sugli Annali del CISUI, un bel lavoro che illustra con chiarezza e con i relativi e puntuali rinvii alla documentazione, la storia della decorazione parietale. Un cordiale saluto. Silvia

http://www.cisui.unibo.it/annali/07/tes ... ameset.htm
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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 giugno 2010, 19:47

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, la descrizione del Blasone vicentino ha sciolto tutti i miei dubbi, determinati dall'uso del Crollalanza che parla semplicemente di una fascia posta sul troncato: questo intendevo, caro frate, per la mia incertezza circa la forma dell'arma dei da Porto, e ringrazio il collega per la citazione.

Bene, ora è davvero tutto più chiaro.
Sì, grazie a tutti per il :P bel lavoro di squadra.

Rimarrebbe la quisquilia del fatto che una cosa è un filetto nebuloso minuto in fascia --->
bardo ha scritto:Immagine


e un'altra cosa è una fascia increspata --->
San Marco ha scritto:Fonte: " Il Blasone Vicentino " a cura di Sebastiano Rumor
Spaccato d'oro e d'azzurro ,alla fascia increspata d'argento,attraversante sullo spaccato,ed accompagnata in capo da un'aquila imperiale


Ma queste sono minuzie da [confused.gif] vecchi araldisti [euro.gif] barbogi.

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda San Marco » giovedì 24 giugno 2010, 20:52

....minuzie?....ma allora perchè esistono delle regole araldiche codificate?

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 giugno 2010, 21:04

...e le minuzie sono come le ciliegie, l'una tira l'altra.
Ad esempio, una viene fuori approfondendo questa menzione :
Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, la descrizione del Blasone vicentino ha sciolto tutti i miei dubbi, determinati dall'uso del Crollalanza che parla semplicemente di una fascia posta sul troncato

Il Crollalanza, nel Dizionario storico-blasonico..., vol. II, p. 369, così blasona lo stemma dei "Porto di Vicenza":
"Spaccato, alla fascia d'argento, attraversante sulla partizione, ed accompagnata in capo da un'aquila bicipite di nero, rostrata e membrata di rosso, ciascuna testa coronata d'oro".

Coincide col disegno in affresco?

Lo stesso autore, ibidem ma qualche riga prima, parla dei "Porto (da) di Ravenna" e ne blasona l'arma:
"Spaccato; d'oro, all'aquila spiegata e coronata di nero; e d'azzurro, alla fascia nebulosa d'argento, attraversante sul tutto".

Coincide col disegno in affresco?

Minuzie, ribadisco. :P

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda Sigillum1 » giovedì 24 giugno 2010, 23:00

Cari tutti, la descrizione del Rumor mi ha tranquillizzata, ma non certo perchè non mi ero resa conto che non coincideva perfettamente con le armi dell'Archiginnasio, ma perchè comunque vi compariva una fascia nebulosa...Mi pare di avervi più volte comunicato quanto le rappresentazioni dell'Archiginnasio siano spesso dissimili dai modelli registrati nella letteratura araldica e, aggiungo, questa estrema imprecisione non riguarda, ritengo, solo l'Archiginnasio ma gran parte della documentazione araldica di età moderna, come osserva del resto anche Pastoureau nella più recente versione del suo famoso manuale. Ve ne fornisco un altro esempio bolognese: qualcuno di voi ricorderà la mia, per la verità brevissima relazione all'ultimo convegno IAGI, uscirà sulla rivista una articolo decisamente più organico, sugli stemmari di un collegio di educazione bolognese, l'Accademia degli Ardenti. Vi mostro lo stesso scudo, grosso modo della stessa epoca, di due componenti della famiglia che lo frequentarono. Difficile dire se si tratti di varianti in uso dalla famiglia o di prodotti dell'imperizia degli esecutori e del disinteresse dei committenti, che certo videro le miniature: quando non ne troviamo riscontro, ci limitiamo a registrarle, confrontandole con i modelli che conosciamo, e a metterle a disposizione di coloro che continueranno il nostro lavoro.
Un cordiale saluto. Silvia
http://img257.imageshack.us/img257/659/dscf0059um.jpg
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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » giovedì 24 giugno 2010, 23:09

Sigillum1 ha scritto:Cari tutti, la descrizione del Rumor mi ha tranquillizzata, ma non certo perchè non mi ero resa conto che non coincideva perfettamente con le armi dell'Archiginnasio, ma perchè comunque vi compariva una fascia nebulosa...

Grazie ancora al caro San Marco per l'attento contributo.

Mi pare di avervi più volte comunicato quanto le rappresentazioni dell'Archiginnasio siano spesso dissimili dai modelli registrati nella letteratura araldica e, aggiungo, questa estrema imprecisione non riguarda, ritengo, solo l'Archiginnasio ma gran parte della documentazione araldica di età moderna, come osserva del resto anche Pastoureau nella più recente versione del suo famoso manuale. Ve ne fornisco un altro esempio bolognese: qualcuno di voi ricorderà la mia, per la verità brevissima relazione all'ultimo convegno IAGI, uscirà sulla rivista una articolo decisamente più organico, sugli stemmari di un collegio di educazione bolognese, l'Accademia degli Ardenti.

Attendiamo con piacere di poter leggere questo contributo.

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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda dpascale » venerdì 25 giugno 2010, 13:20

Sigillum1 ha scritto:La documentazione residua relativa agli scudi la vedrete pubblicata sul volume sull'Archiginnasio che non tarderà molto ad uscire ma potete, se interessati, soprattutto mi rivolgo a Daniele che saluto affettuosamente, leggere intanto l'articolo di Andrea Daltri sugli Annali del CISUI, un bel lavoro che illustra con chiarezza e con i relativi e puntuali rinvii alla documentazione, la storia della decorazione parietale. Un cordiale saluto. Silvia

http://www.cisui.unibo.it/annali/07/tes ... ameset.htm


Ricambio calorosamente i saluti! :)

Nell'attesa di leggere l'attesissimo volume sull'Archiginnasio, mi sono "accontentato" dell'articolo segnalato, davvero ben documentato e che risponde a tutte le mie curiosità. Interessante notare come le esigenze di auto-rappresentazione avessero finito per essere quasi l'unica preoccupazione delle università degli studenti, che, all'epoca dell'esecuzione degli stemmi, avevano perso l'importanza che avevano in epoca medievale (forse è proprio questo il motivo del fenomeno). Addirittura, gli stemmi fagocitavano, a seconda degli anni, da uno a due terzi delle -invero esigue- entrate delle università, garantite dalla famosa "colletta della neve".

Ve ne fornisco un altro esempio bolognese: qualcuno di voi ricorderà la mia, per la verità brevissima relazione all'ultimo convegno IAGI, uscirà sulla rivista una articolo decisamente più organico, sugli stemmari di un collegio di educazione bolognese, l'Accademia degli Ardenti. Vi mostro lo stesso scudo, grosso modo della stessa epoca, di due componenti della famiglia che lo frequentarono.
http://img257.imageshack.us/img257/659/dscf0059um.jpg


Non ho potuto partecipare all'ultimo convegno IAGI, quindi aggiungo anche un ringraziamento per questa immagine che mi permette di vedere una testimonianza araldica dello stemma di una famiglia che mi è particolarmente cara (e non sono i Porto)... 8-) Non conoscevo queste miniature, quanti stemmi compongono questo documento?

Grazie ancora, un caro saluto, :)


Daniele
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Re: Archiginnasio Bologna

Messaggioda Sigillum1 » venerdì 25 giugno 2010, 19:45

Caro Daniele, si tratta di due stemmari, diciamo tre, ma soprattutto i primi due, che contengono le armi araldiche degli studenti che frequentarono, in età moderna, l'Accademia degli Ardenti di Bologna, un collegio d'istruzione che si occupò essenzialmente della formazione di giovani nobili provenienti dall'attuale Regione Emilia Romagna e da molti stati del nord Italia. Nell'articolo, davvero un piccolo contributo, avrai a disposizione un indice delle famiglie che vi sono araldicamente rappresentate che, se ti serve prima, posso comunque fornirti sin d'ora.
Sono contenta che il lavoro di Andrea di sia piaciuto e posso assicurarti che, per quanto sia uscito qualche anno fa, ben rappresenta la storia della nostra bella decorazione parietale che non è, come può apparire, una caotica e incomprensibile caterva di scudi araldici. Aggiungo che, è un'ipotesi, ma ben sostenuta dai documenti, questa magnifica vetrina, frequentata e visitata da studenti di ogni parte d'Europa, rappresentò un'occasione per molte famiglie per procurarsi, in vario modo, uno scudo araldico che non possedevano. Ciao, a presto. Silvia
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