Confermo quanto detto dagli altri forumisti, la Croce al Merito di Guerra viene concessa al personale che abbia partecipato ad operazioni militari di guerra o ai civili che abbiano collaborato con reparti impiegati in operazioni di guerra.
Le operazioni militari che, soprattutto dagli anni '90 in poi, hanno previsto dei combattimenti e delle vere e proprie azioni di fuoco (vedi la battaglia del pastificio a Mogadiscio o la Battaglia dei tre ponti a Nasiriyya) non sono riconosciute come guerra e, in questo caso, il termine peacekeeping non è corretto, il termine più appropriato è peace enforcing.
A controprova di quanto ho affermato posso portare gli esempi dei militari italiani che in Somalia, in Iraq o in Afghanistan hanno meritato la Medaglia al Valore Militare, ma
mai sono state concesse in questi scenari le Croci di Guerra al Valore Militare o le Croci al Merito di Guerra.
fabiomartella ha scritto:"La Croce al Merito di Guerra non è concessa per uno specifico atto di valore personale, ma è data in generale per le fatiche di guerra"
Questa affermazione è corretta...ma con riserva, difatti il R.D. 14 dicembre 1942, n. 1729 prevede che:
Concessione della croce al merito di guerra al personale che dal 10 giugno 1940, abbia partecipato ad operazioni militari nella guerra in corso.
omissis
2. La croce al merito di guerra può essere concessa soltanto a coloro che, oltre ad avere tenuto un lodevole comportamento militare, si siano trovati in una delle seguenti condizioni:
omissis
b) abbiano riportato ferite o mutilazioni in cambattimento che diano diritto al conferimento degli appositi distintivi;
c) abbiano tenuto contegno esemplare in più fatti d'arme o si siano distinti in operazioni di notevole importanza;
omissisquindi è giusto affermare che non è concessa per un specifico atto di valore personale (per questi esistono le medaglie e le croci al valore), però parlare di fatiche di guerra non è propriamente corretto.
Massimiliano