Fam. Debellis

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

Moderatori: Novelli, Lambertini, Messanensis, GENS VALERIA, Alessio Bruno Bedini

Fam. Debellis

Messaggioda Franco1960 » martedì 18 maggio 2010, 23:57

Cercavo notizie sulla famiglia Debellis.

Le notizie che sono riuscito a trovare ne segnalano l'origine a Bari intorno al 1282.

Ne esistono due ceppi uno nell'udinese ed uno nel barese,del primo (quello da cui discendo) non riesco a reperire notizie.

Una curiosità,in provincia di Udine c'è una frazione Debellis appartiene al comune di Taipana in provincia di Udine, nella regione Friuli-Venezia Giulia.
La frazione di Debellis dista 2,16 chilometri dal comune di Taipana cui essa appartiene.

La frazione di Debellis sorge a 352 metri sul livello del mare.
Nella frazione di Debellis risiedono 25 abitanti.
Avatar utente
Franco1960
 
Messaggi: 4
Iscritto il: sabato 15 maggio 2010, 22:57

Re: Fam. Debellis

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 19 maggio 2010, 21:29

http://www.friulinprin.beniculturali.it/ita/WebAsud/
La presenza di molti Debellis / De Bellis nel comune di Taipana ( come confermato nella banca dati di Friuli in prin ) confermerebbe l'ipotesi toponimica del cognome.
Benvenuto nel forum :D
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Andreas de Florentia » giovedì 20 maggio 2010, 11:28

Franco1960 ha scritto:Cercavo notizie sulla famiglia Debellis.

Le notizie che sono riuscito a trovare ne segnalano l'origine a Bari intorno al 1282.

Ne esistono due ceppi uno nell'udinese ed uno nel barese,del primo (quello da cui discendo) non riesco a reperire notizie.

Una curiosità,in provincia di Udine c'è una frazione Debellis appartiene al comune di Taipana in provincia di Udine, nella regione Friuli-Venezia Giulia.
La frazione di Debellis dista 2,16 chilometri dal comune di Taipana cui essa appartiene.

La frazione di Debellis sorge a 352 metri sul livello del mare.
Nella frazione di Debellis risiedono 25 abitanti.


Debellis (de- bellis), a mio parere, potrebbe essere una delle tante varianti dei cognomi che derivano dal nome augurale "Bello", da cui i vari Belli, Bellis, Di Bello, Del Bello, Bellini, Bellotti, Bellucci, Belloni...
Andreas de Florentia
 
Messaggi: 158
Iscritto il: venerdì 28 novembre 2008, 3:21
Località: Faesulae

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Moscjon » sabato 22 maggio 2010, 16:31

Secondo il prof. Merkù si tratta del cognome dialettale sloveno Debéliž ( da un soprannome: “debel” = ‘grasso, grosso’, con l’aggiunta del suffisso –iž ), poi italianizzato in Debellis / De Bellis.

anno 1726 “Marino Debelis q.m Zuane di mont’ Aperta”
anno 1767 “Debelis oriundus Montis Aperti ”
anno 1781 “Paolo q.m Giuseppe de Bellis di Monte Aperta”
anno 1781 “Marino q.m Antonio Debellis oriundo di Monteaperta, abitante in Cesarijs”
anno 1781 “Maria moglie di Marino De Belis di Cesarijs”
anno 1794 “Mathias q.m Joannis Debellis de Cesariis”.


Moscjon
Moscjon
 
Messaggi: 91
Iscritto il: martedì 17 giugno 2008, 22:12
Località: Friûl / Friuli

Re: Fam. Debellis

Messaggioda PAOLO COGNETTI » lunedì 24 maggio 2010, 20:17

eGREGIO SIG. dE BELLIS,
vado di fretta ma ho conosciuto un sig. De Belli, persona gentilissima, esperta di araldica con il qule mi sono scambiato utili consigli.
La mia famiglia è di origine barese. mi scriva pure perchè penso di poterle dare qualche dritta utile.
ossequi.
NH Paolo Cognetti
PAOLO COGNETTI
 
Messaggi: 10
Iscritto il: martedì 27 aprile 2010, 20:32

Re: Fam. Debellis

Messaggioda PAOLO COGNETTI » lunedì 24 maggio 2010, 20:18

errata corrige ho conosiuto un de bellis. con la "s"
NH Paolo Cognetti
PAOLO COGNETTI
 
Messaggi: 10
Iscritto il: martedì 27 aprile 2010, 20:32

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Lasa pur dir » martedì 25 maggio 2010, 0:35

Egregio Franco,
le trascrivo di seguito una nota inviatami dal compianto Comm. Lorenzo Longo de Bellis, il cui ricordo sempre rimarrà caro nel cuore degli utenti di questo forum per la sua preparazione e per la sua gentilezza.

Ill.mo Domenico,

conoscevo i ceppi da te indicati tranne quello marchigiano, ora ti indico quello pugliese che trae le sue origini da:

Diretti discendenti di Nicolaus Bellus, vissuto a Bari nella seconda metà del 1200, è nominato tra i Nobiles et de genere militum de eadem Terra Bari pheuda non tenentes, in un documento del 1282.
Tale documento, trascritto nel 1603 dal Notaio Vincenti ha per titolo: Inquisitio facta iussu Caroli Regis Anno 1282 in provintia Terra Bari, continens nomina et cognomina baronum et nobilum ac loca, in quibus morantur; cuius inquisitionis exemplar conservatur Neapoli in Archivio Siclae, a quo exemplum hoc sumptum est fideliter manu mei Petri Vincenti u.i.d quo signo notari publici pro fide publica corroborari feci.
( Carte Angioine -Archivio di Stato di S. Severino, Napoli fascicolo 45).

Arma: d’azzurro al castello d’oro aperto e fenestrato del campo, merlato alla guelfa e torricellato di tre pezzi quello di mezzo più alto pure merlati aperti e fenestrati del campo.

La famiglia nel corso del Medioevo si diramò in alcune città del barese: Castellana, Rutigliano, Casamassima (ove i de Bellis portarono un’altra arma). Le insegne sono inserite anche nel Blasonario generale di Terra di Bari di Edgardo Noja di Bitetto.

Un altro ceppo sono i de Bellis di Cervinara( napoletani), Baroni di Malaspina,

Arma: d'azzurro al leone d'oro rivolto e posto a destra, affrontato ad una vipera al naturale ondeggiante in palo e posta a sinistra: con il sole d'oro nel punto del capo.

Lorenzo Longo de Bellis


Le notizie in mio possesso riguardano la (o le) famiglia/e del Bello fiorentine del XII - XIII secolo, la famglia del Bello/ de Bello/ Belli di Capodistria (sulla quale possiedo un bellissimo articolo pubblicato dalla Rivista Araldica nel 1942), altre notizie sulla famiglia marchigiana dei del Bello di Montegiorgio e per finire ssui del Bello Lanciano alla metà del '500 e sulla quale sto svolgendo delle ricerche anche se non sono ancora riuscito ad appurare la provenienza con precisione, benchè presumo possa essere un ramo dei del Bello veneti visto in gran numero di famiglie originarie dei territori della Serenissima che viveva a Lanciano.

Sempre cordialmente.

Domenico Maria d. B.
"Gridaro tucti insieme la città facciamo bella che nulla nello regame non se apparecchie ad ella" - Buccio di Ranallo.

Nescire quid ante quam natus sis acciderit, id est semper esse puerum (Cicerone)

QVOD NON EST IN ACTIS NON EST IN MVNDO
Avatar utente
Lasa pur dir
 
Messaggi: 373
Iscritto il: domenica 23 aprile 2006, 17:52
Località: Lanciano (Ch)

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Franco1960 » martedì 25 maggio 2010, 0:41

Il signor Carlo Longo de Bellis scrive sull’origine della famiglia:


http://www.nobili-napoletani.it/Bellis-de.htm

http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/debellis00.htm




per quanto riguarda il ramo Udinese

http://www.cognomiitaliani.org/cognomi/cognomi0004e.htm
Avatar utente
Franco1960
 
Messaggi: 4
Iscritto il: sabato 15 maggio 2010, 22:57

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Franco1960 » martedì 25 maggio 2010, 0:42

In provincia di udine:

Taipana
(Tipána in sloveno, Taipàne o Tipàne in friulano )
È un comune Italiano della provincia di Udine e dista 28 chilometri da Udine, capoluogo della omonima provincia. Conta 715 abitanti e ha una superficie di 65,7 chilometri quadrati per una densità abitativa di 10,88 abitanti per chilometro quadrato. Sorge a 478 metri sopra il livello del mare in Friuli-Venezia Giulia . Fino al 1935 il comune prendeva il nome della odierna frazione di Platischis. "Taipana in Monti", come si chiamava questa località nel Medioevo, dipendeva dalla Gastaldia di Tricesimo, che aveva una giurisdizione feudale molto ampia. Come comune compare citato in un decreto napoleonico del 1807 (dicembre, 22), dove risulta inserito nel Dipartimento di Passariano, Distretto di Cividale, Cantone di Faedis. Subito dopo però, nel 1816, in epoca austriaca, Taipana fu aggregato, come frazione, al Comune di Platischis, di terza classe, che faceva parte del Distretto di Faedis, della Provincia del Friuli .


Al Comune di Platischis erano aggregate le frazioni di Monteaperta, Debellis, Monte Maggiore, Prossenicco e Taipana. Nel 1819 il Convocato generale fu sostituito da un Consiglio comunale senza ufficio proprio. Nel 1866 il Comune di Platischis entrò a far parte del Regno d'Italia. Solo in epoca post-unitaria Taipana ridivenne comune, con le frazioni di Platischis, Cornappo, Debellis, Monteaperta, Monte Maggiore e Prossenicco. Fa parte del Mandamento di Tarcento (Udine). La storia del comune di Taipana si intreccia con quella della Pieve di Nimis e di Tricesimo fino alla creazione della parrocchia resiedente a Taipana nel 1896. La prima fonte scritta che attesta l'esistenza del toponimo Taipana (citato con il nome Taypana) risale ad un atto notarile depositato il 20 luglio 1320 presso la pieve di Nimis in cui si accerta che " Presentibus... Leonardus filius Marini de Taypana... medietas vertat presbitero...in dicta Ecclesia. Rimasta prima sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia in seguito a quella Austro-Ungarica, sotto la Repubblica Veneta Taipana e le frazioni vicine assunsero importanza e si svilupparono come ville, poi raggruppate in epoca Napoleonica nella "vicinia" (l'assemblea dei capi famiglia) di Taipana. Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo .
Il territorio del Comune di Taipana area di minoranza linguistica Slovena fu probabilmente abitato fin da epoca preistorica, lo dimostrano i resti di selce rinvenuti nelle grotte di tipo carsico sparse nel suo comprensorio.
Certo è che il territorio di Taipana fu necessariamente zona di passaggio e di conseguenza di insediamento di gruppi di Celti, chiamati Galli dai Romani, fin dal 500 a.C.
Ai Celti dovettero seguire verso il III secolo a. C. i Carni, popolazione di stirpe celtica, ai quali potrebbero appartenere alcuni resti di muraglie a secco, ancora ben evidenti nella VaI Comappo.
Tali muraglie circondavano, alla maniera dei castellieri camici, i primi insediamenti formati da semplici capanne. Tra il 181 a.C. (fondazione di Aquileia) e il 50 a.C. (fondazione di Iulium Camicum, attualmente Zuglio Carnico) iniziarono ad insediarsi, sempre in questo territorio, anche nuclei di Romani, posti a guardia di torri di segnalazione lungo uno dei percorsi secondari che univano la valle dell'Isonzo con le vie romane: "Glemona - Forum Iulii" e "Iulia Augusta".
Infatti, alcuni studiosi parlano dell'esistenza di una strada romana che dalla Sella di Caporetto, per Boreana, Prossenicco e Subìt, portava ad Attimis, Nimis fino a Tricesimo.
In questo territorio dovettero trovar rifugio nuclei di Romani, specialmente durante il susseguirsi delle invasioni dei Visigoti (401), degli Unni (452) e degli Ostrogoti (489). Infatti questa zona, difficilmente accessibile a quei tempi, fu immune dalle suddette invasioni. Quasi tutti i sette abitati che attualmente compongono il Comune di Taipana:
Debellis, Monteaperta, Cornappo, Taipana, Montemaggiore, Platischis, Prossenicco, iniziarono probabilmente a prendere consistenza durante il peri del dominio longobardo (558-776). Gli eventi salienti per la storia dell'Alta VaI Torre e della VaI Cornapp' meglio gli eventi che hanno un determinante significato geografico, sociologico e culturale, risalgono al periodo compreso fra i secoli VII - IX e il secolo XIX.
Bisogna infatti partire dall'epoca altomedievale e dalle prime invasioni sI per capire la genesi del gruppo etnico di origine slovena che attualmente vive comune di Taipana.
Lo storico più noto della terra friulana, Pio Paschini afferma che la zona montagnosa che fa corona alla parte nord - orientale dell'alta pianura friulana non sia stata abitata nell'antichità se non nei fondovalle. Nemmeno i Longobardi che avevano a Nimis un loro punto di riferimento privilegiato nel sistema strategico - militare dei loro possedimenti, andarono oltre quella strozzatura di Crosis, dove il Torre si apre alla discesa in pianura.
Solo verso la fine del VI secolo gruppi di stirpe slava, provenienti dall'Alta Valle del Natisone, si insediarono sulle pendici dei monti dell'Alta VaI Torre guardano la pianura, allora dominata dai Longobardi. Da allora gli abitanti questi luoghi prealpini conservano la loro parlata d'origine fino ai giorni nostri.
Queste nuove popolazioni, sparse per i grandi spazi montani, si stanziarano sui piani più soleggiati, dove coltivavano ortaggi, frutta e cereali ed allevavano pecore, capre e bovini, spingendo le loro greggi sui pascoli di montagna. Certamente all'epoca vi erano contatti tra le popolazioni dell'Alto Torre, Cornappo e dell'Alto Natisone con quelle del Medio Isonzo.
Questo legame è documentato da una rete di percorsi che si estendevano Bergogna a Montemaggiore, a Monteaperta e infine a Lusevera e all'Alto Torre con diramazioni per Taipana, Prossenicco, Subit, Porzus e Canebola. Nella seconda metà del Quattrocento tale collegamento si renderà manifesto con la vivace attività degli architetti costruttori di chiese della scuola di Skofja Loka, che lasceranno la loro impronta in tutte le Prealpi Orientali e nella Valle del Comappo sopra Monteaperta, nella chiesa della S.S. Trinità (o Sveta Trojica) risalente al XV secolo. Così questo territorio che, visto dalla pianura friulana, appariva chiuso e privo di rapporti con il fondovalle, in realtà manteneva fitti legami con il territorio montano retrostante.
Di fatto per molti secoli furono scarsi i contatti delle popolazioni slave della nostra montagna con la gente della pianura: una secolare solitudine ed un isola mento imposti dall'assetto geografico del territorio, che hanno purtroppo causa to anche un totale disinteresse, da parte della storiografia ufficiale, nel riferirci notizie e fatti su questa valle.


Il territorio di Taipana viene menzionato per la prima volta nel 1170 in un documento nel quale sono elencati alcuni possedimenti riferiti a diversi castelli e ville, tra queste Prossenicco, che Voldarico ex marchese di Toscana, fa alla Chiesa di Aquileia.
In questo periodo vanno pure sorgendo, a cura di nobili tedeschi, i castelli di cui ancora oggi restano gli imponenti resti che si scorgono lungo le pendici o sulle sommità delle colline nel versante sud del territorio di Taipana. Tra i castelli citati nel documento di Voldarico figura pure quello di Attimis di cui si fa già menzione nel 1006, attraverso una donazione che il vescovo di Salisburgo fa ad alcuni parenti.
Anche questi castelli erano sorti con la finalità di sorvegliare e proteggere la strada che da Cividale portava a Gemona e che all'altezza di Nimis si diramava per Tricesimo.
Dal 1177 il territorio di Taipana assieme a quello di Nimis e Attimis, passò sotto la giurisdizione della gastaldia patriarcale di Tricesimo.
Ma durante il secolo XIII, il territorio di Taipana si trovò sotto ben tre giurisdizioni diverse, ossia: Taipana e Prossenicco sotto la gastaldia (in seguito capitanato) patriarcale di Tricesimo; Monteaperta, Comappo e Montemaggiore sotto i conti Savorgnan di Osoppo; Platischis sotto i conti d'Attems e poi dal 1322, sotto i Cuccagna. Nel 1655, la Repubblica Veneta vendette la giurisdizione di Taipana e Prossenicco ai conti Antonini di Udine i quali, nel 1720, costruirono un castello sul monte Zuffine.
Gli Antonini a loro volta nel 1750, cedettero la suddetta giurisdizione ai conti Zanetti - Locatelli di Bergamo i quali la tennero fino alla venuta di Napoleone (1797).
A capo degli insediamenti maggiori, detti anche ville, c'era una persona autorevole del luogo chiamata "degano" che operava già forse dal secolo XIV (da quando erano stati proclamati gli statuti di Nimis, Attimis e Faedis) su delega del giurisdicente, nell'amministrare la giustizia (le leggi che regolavano la vita della villa) e nel presiedere le assemblee, dette anche vicinie, formate dai capifamiglia. Alla figura del "degano" si ispirò, lo scrittore romantico Ippolito Nievo nel romanzo il "Conte Pecoraio':, del 1856, ambientato lungo la VaI Cornappo tra Torlano (di cui si conserva ancora il borgo descritto dal Nievo) e l'abitato di Monteaperta. I sentieri per raggiungere i villaggi montani correvano lungo i torrenti ed il Cornappo era attraversabile nei pressi di Nimis solo con strutture di legno assai precarie. Ancora nel 1606, il nobile Girolamo Frangipane parla di "strada tanto faticosa, sassosa et periculosa che senza evidente periculo per la vita non si può andare a cavallo: ma a tocchi montavo giù e facevo menar a mano il cavallo, et una volta con tutto che io facessi menar a mano, già 20 anni, sono capuzio et il cavallo andò giù in precipizio nella Torre et si ammazzò; il simile in questa strada è successo a molti altri, così nelle persone come negli animali..." . Si tratta della strada che da Tarcento porta a Crosis, al cui toponimo Olinto Marinelli attribuisce un significato negativo, derivato dagli infortuni mortali accaduti nel percorrerla.

Un avvenimento importante per le Ville dell'Alta VaI Torre è l'arrivo agli inizi del Seicento dei "perticatori" veneti che catasticarono il territorio fin alle sorgenti del Torre, dato che la Serenissima non rinunciò ad una ricognizione capillare dei suoi possedimenti. Da tale misurazione risulta che le sette Ville slave avevano, almeno sui registri fondiari, le loro "comugne", ossia dei beni comunali da godere collettivamente, che vennero registrati per la prima volta dopo un silenzio plurisecolare. I "pubblici perticatori", con l'intervento giurato del Degano e di alcuni uomini del paese, identificavano i beni comunali, ne descrivevano i confini secondo i quattro punti cardinali e ne valutavano la superficie in campi trevigiani (5.200 mq), dopodiché veniva rilasciato il "Privilegio", da conservare in Chiesa e da far revisionare ogni dieci anni, per verificare che non vi fossero state usurpazioni da parte dei privati. Così nel 1613 comparirono i primi veri documenti che oggi ci danno un quadro particolareggiato sulla situazione della valle. Per la popolazione della VaI Cornappo, le terre comuni, dette "comugne" sono state sempre al centro della storia scritta, in quanto oggetto di liti e dispute tra gli abitanti dei comuni viciniori come Nimis e Lusevera. Nel territorio di Taipana si ricordano gli ambiti di pascolo promiscuo fra le ville di Monteaperta, Cornappo e Debellis, che godevano in comune tutta la testata della Vai Cornappo, comprese le pendici meridionali del Gran Monte, un territorio ampio circa 2000 campi, con più di 1000 ettari di terreno a disposizione. Nella conca di Taipana, il paese aveva 900 campi di sua competenza e 500 campi in località Campo di Bonis, di terreno adibito a pascolo e a bosco di faggio, per un totale di circa 700 ettari. Montemaggiore aveva la sua comugna di 480 campi sulla testata occidentale della VaI Natisone, con circa 250 ettari di bosco e prato. Platischis e Prossenicco partecipavano, invece, ad una grossa comunità di pascolo estesa fino al crinale orientale delle Zufine, per raggiungere la testata della VaI Grivò e della VaI Malina. Questa comugna comprendeva circa 6900 campi destinati all'alpeggio del bestiame e al taglio del legname. Nel 1807 si formò anche il nuovo catasto, fondato su un rilevamento topografico geometrico e particellare, basato sulla distinzione dei tipi di coltura e dei possessori. Fu adottata come misura la pertica censuaria di 1000 mq. per la prima volta abbiamo a disposizione delle vere mappe, in scala 1:2000, con le particelle numerate. Tutti i beni comunali nel frattempo si andavano drasticamente riducendo e praticamente tutte le aree appetibili, sia per l'ubicazione che per la qualità del terreno, furono privatizzate; si mantennero all'uso promiscuo soltanto i pascoli più remoti e i boschi meno accessibili: con ciò si dava un taglio netto a tutta la rete di diritti, di consuetudini e di privilegi che avevano caratterizzato la vita rurale fino ad allora.

A Taipana si assegnarono i beni comunali con contratti di enfiteusi, con effetto immediato sull'economia e specialmente sul sistema di allevamento. La divisione del territorio in piccolissime parcelle indusse la popolazione ad un abbandono immediato della pastorizia, con il passaggio all'allevamento dei bovini. In seguito la zootecnia crollò e per l'assenza di radicali riforme socioeconomiche l'unica soluzione per questa valle fu l'emigrazione. Le direttrici migratorie erano quelle dell'Austria - Ungheria, della Croazia, della Germania, della Francia e della Grecia e non mancarono ondate di migrazione transoceanica.
La prima fonte scritta che attesta l'esistenza del toponimo Taipana (citato con il nome Taypana) risale ad un atto notarile depositato il 20 luglio 1320 presso la pieve di Nimis in cui si accerta che " Presentibus... Leonardus filius Marini de Taypana... medietas vertat presbitero...in dicta Ecclesia. Rimasta prima sotto la giurisdizione del Patriarcato di Aquileia in seguito a quella Austro-Ungarica, sotto la Repubblica Veneta Taipana e le frazioni vicine assunsero importanza e si svilupparono come ville, poi raggruppate in epoca Napoleonica nella "vicinia" (l'assemblea dei capi famiglia) di Taipana. Durante la seconda guerra mondiale il territorio del Comune fu coinvolto dalle attività della resistenza friulana con la partecipazione delle Brigate Garibaldi e delle Brigate Osoppo . Il censimento del 1971 riscontrava che il 74,4% della popolazione del comune si dichiarava appartenente alla minoranza linguistica slovena. Questo dato in seguito al fenomeno dello spopolamento montano ha visto ridursi drasticamente la minoranza linguistica slovena.
La frazione di Debellis appartiene al comune di Taipana in provincia di Udine, nella regione Friuli-Venezia Giulia.
sorge a 352 metri sul livello del mare.
vi risiedono 25 abitanti.
Avatar utente
Franco1960
 
Messaggi: 4
Iscritto il: sabato 15 maggio 2010, 22:57

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Franco1960 » martedì 25 maggio 2010, 0:56

Il cognome ha la sua massima diffusione nelle seguenti località:

Nimis
Attinis
Taipana
Debellis
TRICESIMO
LEONACCO
PLATISCHIS
MONTEAPERTA
MONTEPRATO
LUSEVERA

In pratica la sua diffusione è molto circoscritta in una zona piuttosto piccola.


Il cognome potrebbe essere presente anche nelle seguenti varianti:
DE BELIS
DEBELIS
DEBELLIS
Debellis
Avatar utente
Franco1960
 
Messaggi: 4
Iscritto il: sabato 15 maggio 2010, 22:57

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Moscjon » martedì 25 maggio 2010, 16:55

Ma non vedo citati i preziosissimi Schedari di G. B. Corgnali: Schedario Toponomastico e Schedario Antroponimico (conservati presso la bibl. V. Joppi di Udine).
Sicuramente ci chiariranno se è stato il cognome ad originare il toponimo o viceversa!


Moscjon
Moscjon
 
Messaggi: 91
Iscritto il: martedì 17 giugno 2008, 22:12
Località: Friûl / Friuli

Re: Fam. Debellis

Messaggioda GENS VALERIA » mercoledì 26 maggio 2010, 14:35

Moscjon ha scritto:Ma non vedo citati i preziosissimi Schedari di G. B. Corgnali: Schedario Toponomastico e Schedario Antroponimico (conservati presso la bibl. V. Joppi di Udine).
Sicuramente ci chiariranno se è stato il cognome ad originare il toponimo o viceversa!

Moscjon


Quoto in pieno l'amico Moscjon: per chiarire l'origine del cognome con puoi far altro che rivolgerti alla biblioteca richedendo fotocopia dei documenti riguardanti iil cognome ( anche nelle forme derivate ) da lui citati .

Manda una e-mail ed, in secondo tempo, telefona alla

dr.ssa Francesca Tamburlini
Responsabile della Sezione
Manoscritti e rari della Biblioteca Civica "V. Joppi"
Piazza Marconi 8
33100 U D I N E

tel. 0432 271586

francesca.tamburlini@comune.udine.it


La dott.ssa Tamburlini è molto gentile e disponibile, ti darà una mano volentieri .
In passato ho approfittato della sua professionalità nel corso dei miei forsennati studi "friulani", appunto su consiglio e sostegno di Moscjon
( al quale dovo moltissimo ed del quale sono sinceramente debitore). :D

Cordialissimi saluti
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

Sergio de Mitri Valier Immagine
Avatar utente
GENS VALERIA
Moderatore Forum Genealogia
 
Messaggi: 5352
Iscritto il: domenica 24 giugno 2007, 22:39
Località: Cicagna ( GE )

Re: Fam. Debellis

Messaggioda Moscjon » sabato 8 settembre 2012, 15:53

Da un dettagliato elenco dei villaggi della zona, redatto nel 1601, non risulta il paese di Debellis.
Si tratta invece di un cognome sloveno, attestato a Monteaperta già nel Seicento; soltanto dopo il 1601 si è verificato uno stanziamento di alcune famiglie Debellis in un borgo, poi così denominato.

http://www.dom.it/riti-usi-abusi-e-trad ... -di-nimis/


M.
Moscjon
 
Messaggi: 91
Iscritto il: martedì 17 giugno 2008, 22:12
Località: Friûl / Friuli


Torna a Storia di Famiglia e Genealogia / Family History and Genealogy



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 17 ospiti