Dubbio su stemma malatestiano

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Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » martedì 18 maggio 2010, 0:06

Buonasera,
mi permetto di porre a quest'ora tarda un quesito. Qualche tempo fa trovandomi in quella splendida cittadina che è Fano, non ho potuto trattenermi dal visitarne il Museo archeologico che è ospitato all'interno di quella che è conosciuta come Corte Malatestiana. Mi sono imbattuto nel seguente stemma malatestiano:

Immagine

In rete, invece, ho trovato questo stemma, esposto in qualche luogo (non sono riuscito ad appurarlo con certezza) di Ripatransone (AP):

Immagine

Ciò che si vede, meglio nella prima che nella seconda immagine, nelle bande non scaccate, e disposto in modo differente, è la lettera G, presumibilmente l'iniziale di Galeotto Malatesta, che fu signore, tra le tante città, anche di Fano e Ascoli Piceno? Nel 1348 la città di Ascoli Piceno dette il comando delle milizie a Galeotto, e all'incirca nello stesso anno Galeotto ed il fratello Malatesta III Guastafamiglia assunsero il controllo di Ripatransone come "Gubernatores et Difensores".

Forse mi sono risposto da solo, ma volevo chiedere a voi che sicuramente ne sapete. :D

saluti ;)

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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda Tilius » martedì 18 maggio 2010, 7:57

La G che ricorre su stemmi (lapidei e non) malatestiani viene normalmente attribuita a Galeotto Malatesta (1299-1385).
Immagine
Spesso i principi del primo Rinascimento connotavano le proprie armi personali con la propria iniziale ovvero le prime due prime lettere del nome (e i Malatesta applicarono con frequenza particolarmente spiccata questa prassi: SI sarà il monogramma di Sigismondo Pandolfo, come KA lo sarà di suo zio Carlo e NO del fratello Novello).
L'iniziale/sigla venina collocata indifferentemente all'interno dello scudo o come ornamento esterno.
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda Tilius » martedì 18 maggio 2010, 9:52

A volte il monogramma (in questo caso il SI di Sigismondo Pandolfo) figurava inquartato. :D
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » martedì 18 maggio 2010, 16:27

Gentilissimi [notworthy.gif]

Uno dei bei boccali esposti a Montefiore Conca, me ne ero completamente dimenticato! [sweatdrop.gif]
Tra l'altro, bellissimo castello quello di Montefiore.

Tilius ha scritto:A volte il monogramma (in questo caso il SI di Sigismondo Pandolfo) figurava inquartato. :D
Immagine


Come si può vedere, mi pare di ricordare, anche sul monumento funebre di Pandolfo III signore di Fano, nel sottoportico della chiesa di San Francesco. Il figlio Sigismondo Pandolfo ne affidò la realizzazione più di trent'anni dopo la scomparsa del genitore.
Qui nel caso particolare ad accompagnare il tutto c'è anche la celebre Rosa Pandolfesca... :D

saluti ;)

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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » martedì 18 maggio 2010, 16:34

Anche la sigla MN venne usata da (Domenico) Malatesta Novello ;)

Immagine

saluti ;)

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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » mercoledì 19 maggio 2010, 17:56

Immagine

Questo stemma, purtroppo rovinato in parte, è di un altro Galeotto, ovvero Galeotto Malatesta (m. 1492) figlio di Almerico, governatore di Rimini in assenza di Roberto Malatesta, e tutore del figlio di questi, Pandolfo IV.

saluti ;)

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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda Sorante » giovedì 12 maggio 2011, 19:42

Gentili Partecipanti,
tramite i vostri pareri di inarrivabile livello, vorrei fugare ogni dubbio in merito ad una pagina nella quale mi son imbattuto proprio pochi minuti fa.
Il libro alla quale essa appartiene è la raccolta "Pagine Sparse" (Araldica- Vol.3 -Miscellanea- pag. 107) che riunisce vari articoli e brevi saggi di Paolo Guerrini, storico bresciano. Quello da me chiamato in causa risale al 1925 e riguarda lo stemma di Brescia.
Ad un certo punto l'Autore esegue la descrizione di uno stemma in pietra conservato nel Museo Civico dell'Età Cristiana di Brescia: "...elegante modellatura quattrocentesca, porta nello scudo il leone rampante... che tiene tra le mani un disco con l'aquila imperiale ad ali spiegate stemma del condottiero Pandolfo Malatesta ...Signore in BRescia dal 1400 al 1421".
La foto presente nel libro è di infima qualità, cosa che non mi permette di appurare se in cuore all'aquila sia accollato uno scudetto (martedì conto di andare a vedere di persona lo stemma...) ma comunque sia: c'entra qualcosa l'aquila imperiale con gli stemmi Malatestiani? Non è più probabile (Scudetto o meno...) che questo stemma sia testimonianza del periodo in cui regnò Arrigo VII, in Brescia, , un centinaio d'anni prima rispetto alla Signoria di Pandolfo?Grazie
Fabio
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » giovedì 12 maggio 2011, 20:37

Gentile Sorante,
è possibile che lo stemma in questione sia il seguente?

Immagine

Qui di seguito, cliccando sull'immagine, si può ottenere un forte ingrandimento:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/c ... Giulia.JPG

Che io sappia, in base alla mia modesta esperienza, la famiglia Malatesta non innalzò mai un'arma recante un'aquila, dall'epoca della sua ascesa politica (sec. XII) fino a quando la fortuna la abbandonò (Pandolfo IV Malatesta ed il figlio Sigismondo vennero definitivamente cacciati da Rimini nel 1528, quando per l'ultima volta tentarono di impadronirsi della città, e non vi fecero più ritorno).

Pandolfo III Malatesta, che tenne il governo di Brescia e Bergamo dal 1404, fino a quando non gli vennero tolte dal Carmagnola, non utilizzò mai uno stemma di tal fatta, ne' il padre Galeotto ne' i figli Galeotto Roberto, Sigismondo e Domenico.

Uno stemma con l'aquila non compare sulla tomba fattagli costruire trent'anni dopo la morte dal figlio Sigismondo, non compare sul monumento funebre della moglie Paola Bianca Malatesta, ne' compare sulla lapide che chiudeva la cripta della famiglia nella chiesa di San Francesco, a Fano, ora esposta al di sopra del monumento di Bonetto da Castelfranco, nel portico della suddetta chiesa, mentre compaiono sempre le tre bande scaccate (accompagnate dalla sigla SI nel caso del monumento funebre) e le tre teste (monumento di Paola Bianca Malatesta).

Ovviamente non posso escluderlo con assoluta certezza, ma uno stemma con l'aquila mi fa nascere fortissimi dubbi.

un saluto ;)

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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » giovedì 12 maggio 2011, 21:43

Aggiungo una curiosità. In alcune monete bresciane di Pandolfo III compare lo stemma di famiglia, quello a tre bande scaccate. Nella moneta che segue vi è anche quello che suppongo essere lo stemma di Brescia.

Immagine

In questa seconda moneta, che dovrebbe essere un grosso, compaiono le insegne di Pandolfo III (con l'elefante crestato come cimiero) insieme ai Santi Faustino e Giovita, protettori della città di Brescia.

Immagine

un saluto ;)
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda Sorante » venerdì 13 maggio 2011, 9:18

Gent.mo Bardo,
ringrazio davvero di cuore.
Sì lo stemma è esattamente quello (ho cercato anch'io sul web, con il solito insuccesso...). Le sue esaurientissime risposte hanno confermato il dubbio che nel mio piccolo coltivavo.Voglio recarmi a Brescia per vedere se c'è qualche pannello esplicativo che ancora riporti la tesi dello stemma "malatestiano" (Come? Sì, lo so, probabilmente non vi sarà alcun pannello esplicativo... [nonono.gif] ).
Grazie ancora davvero, anche per il collegamento numismatico, che senza il suo aiuto mi sarebbe ovviamente rimasto del tutto ignoto.
Fabio
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » venerdì 13 maggio 2011, 16:00

Se capita a Brescia, presso il Palazzo del Broletto dovrebbero essere presenti alcuni stemmi di Pandolfo III: in questo Palazzo infatti il Malatesta occupò un'ala facendola riccamente decorare, e nel 1410 fece affrescare una Cappella - oggi scomparsa - da Gentile da Fabriano.

Forse lo stemma in questione potrebbe essere attribuito ad una famiglia bresciana?

un saluto ;)
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda Sorante » sabato 28 maggio 2011, 16:43

Carissimo Sig. Luca,
in tutto questo tempo non ho lasciato cadere il suo quesito nel vuoto. Ho avuto sì un gradito imprevisto lavorativo, ma anche ho consultato alcuni stemmari di famiglie bresciane e delle valli. Mi sono inoltre recato al Museo di S. Giulia in Brescia e quando disperavo di farlo, ho trovato, verso la fine del percorso, e in tutt'altra parte ormai rispetto a dove asseriva di averlo osservato il buon Guerrini quasi un secolo fa, lo stemma in pietra di cui abbiamo discusso. La mia profezia sull'assenza di pannelli esplicativi (forse l'unico caso in tutto il museo...) è stata confermata. Lo stemma riposa all'inizio della sezione sull'età veneta, accanto ad un altro stemma inquartato di Francia moderna e di Visconti (immagino che sia testimonianza dell'epoca di dominio di Brescia da parte di Luigi XII di Francia a cui accenna un pannello a fianco), come detto senza didascalie, vigilante su una manciata di file di sedie pieghevoli...
Io credo e non avevo dubbi che lei ci abbia visto giusto con lo spostare l'attenzione su qualche famiglia. Tra quelle delle valli ce ne sono giusto un paio "candidabili" come stemma, ma difficilmente come storia (negli stemmari consultati non si cita, come invece per altri casi, il loro inserimento nel patriziato della città di Brescia, nè il loro spostarsi nel nucleo cittadino), ma in Brescia c'è un'aquila famosa da secoli che è quella dei Martinengo. Io non ho competenza per dire se il Guerrini abbia ragione nell'affermare che lo stemma sia di foggia quattrocentesca, ma se così fosse, so di restauri avvenuti proprio in quell'epoca nel vicinissimo palazzo Martinengo-Cesaresco. La butto lì.
Rimane il mistero del perchè proprio quello stemma sia rimasto senza una riga di spiegazione nell'itinerario museale del S.Giulia e soprattutto quello relativo all'attribuzione del Guerrini, che fu direttore della Queriniana, direttore dell'A.S. di Brescia, e considerato da un relatore della Storia di Brescia come il miglior storico bresciano. DI fronte a simile curriculum, nel mio piccolo non mi sento di dire: "errore". Quello lo lascio dire a qualcuno tra gli esperti che frequentano questo bellissimo forum. Io pongo solo il problema. Che comunque esiste, perchè nel suo libro il pluricitato Guerrini non cade in un lapsus, svista o errore non corretto che dir si voglia, in quanto parla di stemma malatestiano per ben due volte: nel testo e nella didascalia della foto (a meno che essa sia stata inserita da qualche addetto all'impaginazione che nel farlo si rifece al testo...un errore tira l'altro insomma).
Ringrazio per la pazienza e la disponibilità.
Un caro saluto.
Fabio
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » sabato 28 maggio 2011, 20:22

Alessandro Pontoglio-Bina, nel documento Lo stemma di Brescia (Archivio Storico Lombardo, a. CXXI, 1995, ser. XII, II) parla proprio di questo stemma alla pagina 320.

Intanto riporto quanto google libri mi ha permesso di ottenere:

[...] Giungiamo più avanti di circa un secolo, e troviamo un altro celebre stemma quattrocentesco attribuito al Comune, che è pur esso manifestamente gentilizio. Si è parlato di “matrimonio” di Brescia con Pandolfo Malatesta con tale convinzione, che se ne è voluto pure trovare il simbolo in una lunetta marmorea di buona fattura, conservata nel Museo Cristiano di Brescia (che purtroppo non si sa donde provenga); essa è riprodotta nella Storia di Brescia, con tal significato simbolico (60). Tale lunetta però rappresenta due figure, maschile a sinistra, femminile a destra, imprecise e rigide, purtuttavia nettamente distinguibili sia per il profilo del volto, che per la forma del seno; queste figure quasi a mezzo tondo, sono tecnicamente dei “tenenti” che reggono lo stemma, e sembrerebbe comunque forzato attribuirle, in prima istanza, ad una rappresentazione allegorica, tanto più che una simile disposizione si trova appunto, tradizionalmente, nei monumenti coniugali effettivi. Tali tenenti reggono uno scudo a targa, raffigurante un leone rampante al naturale (il leone è ben raffigurato in dettaglio, senza accenni a stilizzazione), in campo argento (il campo è liscio); esso tiene a sua volta fra le zampe uno scudo tondo, scudo in cui campeggia un'aquila monocapite ad ali dispiegate; trattandosi di una scultura, certamente, la lettura degli smalti può essere non significativa. Orbene, in tali simboli si è voluto vedere lo stemma del Comune di Brescia, che regge fra gli artigli quello del Malatesta. Niente di più errato, però.
In primo luogo l'aquila non fu mai stemma dei Malatesta, bensì, a Brescia, è lo stemma dei Martinengo. L'errore è da attribuire ad una macroscopica svista di monsignor Guerrini (61) (ma non solo sua) (62), rara per lui; egli fu ripetuto forse sulla fiducia, per la sua nota competenza di araldista e vasta cultura di storico; certo il Guerrini [...].
___________
(62) Incredibilmente il Guerrini confuse quest'aquila ad una sola testa, l'Aquilone dei Martinengo, con l'aquila bicipite dell'Impero, proprio sulla “Rivista del Collegio Araldico” del 1928, e nessuno di tal Collegio vi badò. Possiamo parlare di svista veramente “collegiale”.

L'autore quindi propende per l'ipotesi Martinengo. E parrebbe che lo stesso monsignor Guerrini abbia riconosciuto nello scudo tondo sia i Malatesta che l'aquila bicipite dell'Impero. Forse lei avrà la possibilità di reperire questo volume in biblioteca. :) Sarebbe interessante poter visionare anche l'articolo citato sulla "Rivista del Collegio Araldico" del 1928.

A Brescia anche i Bargnani/da Bargnano/da Barignano innalzarono uno stemma simile: d'argento (alias d'oro) all'aquila di nero coronata. Antonia di Giacomino o Comino da Barignano fu amante di Pandolfo III e madre di due dei suoi figli, Sigismondo Pandolfo e Domenico Malatesta (Novello). Chissà. ;)

un saluto ;)
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda Sorante » domenica 29 maggio 2011, 10:53

Gent.mo Bardo, mi ero scordato di dire che tra le altre cose, in quel famoso martedì 17 a Bs ho fotografato numerosi testi tra cui (si trova nell'emeroteca della QUeriniana) il da lei citato: Alessandro Pontoglio-Bina, nel documento Lo stemma di Brescia (Archivio Storico Lombardo, a. CXXI, 1995, ser. XII, II) parla proprio di questo stemma alla pagina 320, foto che però non ho ancora avuto il tempo di visionare. E' certo che cercherò di trovare anche l'altro testo in cui si parla di aquila imperiale (non è strano che il Guerrini compia due errori diversi su uno stesso stemma?). Credo però che la sua ipotesi sui Bargnani (ho qui sotto mano stemma e poche stringate righe del libro di A.Augusto Monti della Corte sul Patriziato Bresciano) sia la più sottilmente suggestiva e riabiliterebbe in parte l'attribuzione Guerriniana, facendo rientrare detto stemma in un ambito assai genericamente (ed in senso amplissimo!) ...."Malatestiano". Resta possibile anche l'idea che detto stemma provenga dai rifacimenti quattrocenteschi del palazzo Martinengo.Se reperirò ancoa qualcosa (temo che questo sarà l'argomento del mio lavoro di fine secondo anno della scuola IAGI), e soprattutto se le va, le farò sapere. Intanto la ringrazio di cuore per quanto lei abbia portato a mia conoscenza.
Un caro saluto.
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Re: Dubbio su stemma malatestiano

Messaggioda bardo » domenica 29 maggio 2011, 12:54

Caro Fabio,
l'ipotesi da Barignano è un'ipotesi molto, come dire, romantica, ma non so quanto possa avvicinarsi al vero. :)
Strano che non si sappia da dove provenga lo stemma: il Museo di Santa Giulia dovrebbe avere una sorta di registro delle acquisizioni, così da poterne capire la storia, come ne sia entrato in possesso il Museo, ed eventualmente confrontare le date con restauri di edifici (vedi ipotesi Martinengo), abbattimenti, o altre evenienze che potrebbero avere a che fare con questo misterioso stemma. Ho cercato in rete un indirizzo email a cui scrivere, ma la ricerca è stata infruttosa.
Mi farebbe sicuramente piacere se volesse tenermi aggiornato. ;)

un saluto ;)
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