titolo di cavaliere e onorificenze omri

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: titolo di cavaliere e onorificenze omri

Messaggioda Tilius » giovedì 13 maggio 2010, 13:26

Antesterione ha scritto:i più furbi potrebbero inventarsi qualcosa da fare per rientrare in una categoria o in un'altra


Tu l'hai detto.
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Re: titolo di cavaliere e onorificenze omri

Messaggioda Qohelet » giovedì 13 maggio 2010, 14:55

Carissimi interlocutori,
per la prima volta, e lo faccio con i sensi della più profonda stima intellettuale, mi trovo a dover dissentire dall' amico Tilius. Quantomeno sul metodo: l' estrapolazione di una singola frase dal discorso del sempre piacevolissimo e documentatissimo Antesterione (che leggo con immenso piacere, oggi ancor più che in passato) non fa onore al tuo raffinato metodo dialettico, che tanto ammiro e apprezzo.
Il discorso dell' amico Antesterione è chiarissimo, ed inappuntabile: sottoscrivo in toto, senza eccezioni di sorta. As usual.
Però qui ci si concentrava su un apsetto particolare, e su un' asserzione dell' amico Tilius che mi ha lasciato un pochino sconcertato: gli ordini dinastici, per come li conosco, sono impegni effettivi a fare, non ricompense per quello che si è fatto. Si badi, la questione non è di lana caprina, ma di sostanza ontologica. Equiparando i due aspetti solo per il fatto che gli insigniti si definiscono nello stesso modo (cavalieri) si svaluta l' abisso di differenze che è rappresentato dalle due croci, l' una di riconoscimento, l' altra di impegno solenne. Una si indossa, l' altra si porta.
Ripeto, magari a qualcuno queste parole fanno sorridere. Per me, che non son cavaliere di un accidente e che mi limito a lavorare (nel senso che faccio volontariato ma che è anche la mia sfera professionale che mi spinge a....) con gli Ordini cavallereschi, per me dicevo non è paragonabile l' impegno ed il lavoro che vedo profusi a piene mani in molti Ordini dinastici.
Il mio è probabilmente un problema di miopia: ho a che fare solo con quella parte degli Ordini che lavora ed ignoro bellamente (perchè non ci ho a che fare, non essendo "dignitario" e non potendo in alcun modo agevolare postulanti, se non in via incidentale come stamane) con quella che invece si bea di una croce al bavero. Per la carità, prendo atto che esistono, ma non esistono nell' Ordine, scompaiono dopo la consegna del cofanetto, e comunque sono pochi. Amen, buon pro gli faccia.
Sottoscrivo, come dicevo, ogni altra osservazione dell' ottimo Antesterione, la cavalleria non è solo "fare", è fatta di una forma che molti Ordini hanno malauguratamente perso che è anche sostanza, ma nella fattispecie di questo si discuteva, come sempre amabilmente, quando si ha a che fare con galantuomini.


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Re: titolo di cavaliere e onorificenze omri

Messaggioda Tilius » giovedì 13 maggio 2010, 15:23

Carissimo, la mia non voleva essere una estrapolazione arbitraria, ma solo l'evidenziare un punto che mi trova più concorde di altri.

La differenza ontologica fra ordine di merito e ordine militante mi é estremamente chiara.

Così come mi é estremamente chiaro quali siano gli ordini militanti tout-court.

La componente militante degli ordini dinastici é come l'amaro a fine pasto: puoi prenderlo o non prenderlo, ma ciò non toglie che tu abbia mangiato. [sorry.gif]
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Re: titolo di cavaliere e onorificenze omri

Messaggioda Qohelet » giovedì 13 maggio 2010, 15:34

Concordo. Come sempre, ci si intende perfettamente. Con molta amicizia


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Re: titolo di cavaliere e onorificenze omri

Messaggioda AIKIDO77 » giovedì 13 maggio 2010, 22:59

Antesterione ha scritto:Criteri:
Non limiterei il distinguo solo sul fare e il non fare per definire questi ordini, lo trovo molto riduttivo anche perché, i più furbi potrebbero inventarsi qualcosa da fare per rientrare in una categoria o in un'altra alla luce di quanto affermato in questo seguitissimo forum. (Giusto un esempio di cui si è discusso in passato: Ordine Patriarcale di Sant'Ignazio di Antiochia, che si definiva cavalleresco per via del sostegno al Patriarcato da cui trae origine).

Vi sono altre componenti che fanno parte del patrimonio di un'istituzione che sanciscono le sostanziali differenze tra un ordine e l'altro. Prerogative, antichità, riconoscimenti, rituali di investitura, benefici spirituali, privilegi araldici ecc. ecc.

I postulanti (cioè coloro che postulano):
Sui postulanti.... mi si lasci ironicamente affermare (senza con ciò voler minimamente appoggiare il goffo personaggio, perché io sono stato testimone di tentativi ben più imbarazzanti) che il tizio ha sicuramente sbagliato metodo per inesperienza ed ingenuità, ma anche molti altri personaggi (più astuti e forse ancor meno degni) postulanocon metodo al fine dell'ottenimento dell'onore, non mi si dica che nell'ambiente non girino persone che non abbiano fatto qualcosa al fine di.

Anche su questo forum, dopo aver tanto discusso, osservando attentamente, si noterà che alcuni frequentatori, allettati dai tanti contenuti ben analizzati in queste pagine, sono entrate magicamente nel "circolo" di qualche ordine. ;)

Semplicemente hanno compreso la via. Anche un nobile (che magari in passato non sarebbe stato accolto, ma che oggi in carenza di numeri... viene accolto a braccia aperte) che decide di accedere per aggiungere un evento di rilievo nella storia della propria famiglia, senza mai partecipare alle attività, lo fa al fine di acquisire maggior onore (come giustamente accennato anche da Qohelet).

D'altronde trovo magra consolazione il gloriarsi della propria condizione, guardando a coloro che non possono accedervi... sarebbe più nobile il silenzio che il giudizio morale. Ambisce all'onore e dovrebbe ottenerlo (non con l'onorificenza, ma perché guadagnato nella vita), chi possiede le qualità per apprezzarne e testimoniarne davvero il valore.

D'altronde, non credo che la maggior parte (dunque con una sempre dignitosa eccezione) dei non appartenenti agli ordini cavallereschi, che pure frequenta queste stanze, sia solo animato da puro spirito conoscitivo. A mio avviso c'è tanta gente attratta dall'"onore" e dalla storia di questo o quell'altro ordine, nel quale aspira fortemente ad entrare e ciò diviene possibile studiando bene quanto viene approfondito su questo forum... i metodi sono stati sufficientemente (e a mio avviso fin troppo) illustrati, financo nelle quote di ingresso.... (guardacaso tale curiosità viene da chi non appartiene ad un ordine cavalleresco, poiché un cavaliere normalmente è informato su questi dati, ed approssimativamente anche su quelli degli altri ordini).

Un forum che può essere un valido consesso per gli studiosi della materia, ma (e purtroppo) anche il portale d'ingresso di alcuni che pur non avendo avuto contatti con queste realtà (se il contatto c'è ed è naturale è un conto... se invece viene artificiosamente costruito... [nono.gif] ), riescono a trovare il metodo di, al fine di.

Meglio soprassedere...
Un onesto dialogo può avvenire solo tra persone veramente interessate alla materia e non all'ottenimento di informazioni al fine di ottenere il riconoscimento.

Faccio mia una citazione di un altro forumista apparsa pochi giorni fa su questo forum:

Adriano Colucci Vespucci (presidente della Rivista Araldica) 1938 sosteneva

“ Il patrimonio morale, peraltro assai poco coltivato, che poteva ancora distinguere il vero gentiluomo dalla massa , consisteva nella religiosità, nell’amore per la Patria, nel coraggio , nell’aver costumi semplici e modesti , senza mostrare né burbanza né albagia e nel rifuggire dall’avarizia."
Ma il nobile che "poteva essere tale anche senza possedere ricchezza ,[i]" doveva soprattutto avere "il grande , costante , assolutissimo culto dell’Onore e sentirsi soggetto di doveri e non di privilegi
[/i] ”.

Alla luce di tutto questo, converrà forse ritornare all'analisi dei dati per un confronto di studio e abbandonare i giudizi morali, poiché le persone degne ci sono, e le indegne (come in tutti i consessi umani) anche. Chi è fuori da un ambiente ovviamente tende a valutare una realtà guardando più alle persone indegne, come avviene esattamente per la Chiesa Cattolica, figuriamoci per gli ordini cavallereschi.
Chi ne comprende il valore e lo testimonia con la vita è un degno cavaliere, chi non lo fa, disonora se stesso nel danneggiare l'ordine di cui porta le insegne.


Le Sue parole sono perle di saggezza. Spero siano intese e condivise da tutti.
Cordialmente
AIKIDO77
 

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