Mi permetto di "uppare" questo topic cui ci siamo affezionati...
per Rosario: ti ripeto, non sapevo di questa omonima famiglia. Quel che è certo e che un cognomen o soprannome Franco è già attestato in area campana nel secolo X e più volte (CDC, Cod. Verg., Montecass., ecc...), per cui puoi immaginarti quante diverse origini per un unico cognome. E' comune anche agli ebrei (questo, però, nel Nord della penisola, dove un ramo di Livorno, trasferitosi in Inghilterra nel XVIII sec. ebbe il titolo di baronetto).
In generale, penso sia più che possibile che una famiglia fancese stanziatasi nel meridione d'Italia possa essere stata chiamata o intesa "Franco" (v. la stirpe veneziana dei Dal Franco). Tuttavia suggerirei un'altra ipotesi... Si cita Carlo VIII, poi il Gran Conestabile, infine il Maresciallo francese, quindi i ricordi affondano ai primi del '500 o, al massimo alla fine del '400, quando il meridione era conteso fra Spagna e Francia. Una famiglia napoletana o, in generale, campana che appoggiasse i francesi doveva assicurarsi che l'impegno profuso nel sostenere questa fazione gli ritornasse poi utile. Ed ecco spiegato l'aggancio con i francesi, i quali avranno garantito sulla nobiltà (di origine francese) di questi Franco, mentre probabilmente in realtà nobili non erano ed erano più napoletani dei napoletani. Lo stesso nome del padre di Antonio, Orlando, sta a testimoniare questa ideologia filo-francese di fondo ed avversatrice agli Aragona e loro successori. Cmq si dovrebbe indagare più approfonditamente (purtroppo nell'elenco del Collegio dei Dottori in Napoli non vi figura la scheda di Orlando, si dovrebbe passare al notarile). Di certo non sono nè baroni nè feudatari fra l'inizio del Viceregno (1503) e i primi del '600. Lo stemma non mi dice nulla, anzi, rompe con le antiche raffigurazioni degli stemmi famigliari, sia per figure che per partizioni. Sai mica se c'è qualche altra notizia di carattere famigliare (mi sto interessando sempre più al caso)?
per Giovanni: Concordo sul quanto da te riportato nell'ultima tua. Io intendevo fornire uno spunto di riflessione più che un "sasso di inciampo". Ai fini giuridici so benissimo che la corrispondenza privata non avrebbe alcun effetto in tribunale (salvo nel caso da te suddetto, che potrebbe rappresentare una forma di riconoscimento di prole).
Ritornando, poi, sul problema della effettiva validità di una ricerca... Se gli atti rilasciati dal Comune sono in copia conforme all'originale e quelli desunti dai Registri delle parrocchie vengono convalidati dal parroco, dall'archivista e dal Vicario della Curia diocesana, credo che questo sia la migliore forma di convalida di genealogia possibile. Ben venga poi la valutazione accademica dei certificati, ma poi, a prova di che? Servirebbe a corroborarne la veridicità? No.
Con amicizia,
Alfredo.
P.S. Io sto realizzando molte tavole con l'ultima versione di AUTOCAD in italiano. Si possono importare le immagini che si desiderano e poi ripassarle con le linee. Alla fine l'effetto non è malvagio, ma la differenza fra la mano e il cpu si vede.



