Nobiltà Civica

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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » sabato 1 maggio 2010, 17:00

gattovalois ha scritto: [hmm.gif] ...ma al patriziato si veniva inseriti direttamente dalla "comunità" (anziani senatori etc...) della città o era il duca/principe/signore di turno a inserire la famiglia?
.... [hmm.gif] o entrambi?... [bangin.gif]


Se c'era il patriziato erano le famiglie di esso aggregare nuove famiglie; essendo un comune libero per definizione, inoltre, non aveva un feudatario!
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » sabato 1 maggio 2010, 17:09

Signore di Castello ha scritto:
FP ha scritto: Nel R. di Napoli, per esempio, i notai erano spesso inclusi tra i Magnifici o Onorati

Interessante sarebbe conoscere la norma che ne attribuiva la generosa nobiltà.


Esistono dei dispacci reali del '700.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda gattovalois » sabato 1 maggio 2010, 19:16

...ecco...allora il mio dubbio è leggittimo poichè esiste una pergamena di Francesco IV il quale inserisce una famiglia reggiana nel ceto nobile della città...in quella pergamena non esiste però menzione a altre famiglie che, almeno, avvallassero questa decisione ducale.
Forse poteva esserci un ingresso a discrezione ducale?
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda gattovalois » domenica 2 maggio 2010, 9:54

ho approfondito anche questo...gli Este avevano ottenuto possibilità di inserire famiglie "loro" nel ceto nobile della città di Reggio. [glasses3.gif]
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda Signore di Castello » domenica 20 marzo 2011, 17:53

FP ha scritto:
Signore di Castello ha scritto:
FP ha scritto: Nel R. di Napoli, per esempio, i notai erano spesso inclusi tra i Magnifici o Onorati

Interessante sarebbe conoscere la norma che ne attribuiva la generosa nobiltà.


Esistono dei dispacci reali del '700.

Ha notizia se qualche dispaccio è reperibile on line?
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » lunedì 21 marzo 2011, 12:55

Qui http://www.adsic.it/2002/05/12/550/ può trovare quello che Le serve.
Saluti,
F.
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Re:

Messaggioda Maria Vittoria » martedì 22 marzo 2011, 10:42

Alessio Bruno Bedini ha scritto:
Francesco Pompili ha scritto:Non sei da meno nè a me, bieco ma giovanissimo studioso, nè al Sig. Aristarco :D
Ottime osservazioni; per quanto riguarda il punto 1b la questione è più complicata. Ho avuto modo di studiare una famiglia aquilana (i Marinucci) che, insignita almeno dal XIV-XV secolo (sospetto da ancor prima, almeno dal XII sec., ma l'unico documento è reperibile nel Catalogum Baronum) di un titolo signorile, divenne già dal Cinquecento una famiglia di Nobiltà Civica acquisendo un elevato modus vivendi con vari diritti di Jus Patronatus e vantando sia in città che nel contado tante proprietà tra ville, palazzi e, in un certo senso, chiese. Ovviamente utilizzava da tempo immemorabile uno stemma semplicissimo, come tutte le antiche famiglie, e i suoi membri erano appellati con i trattamenti nobiliari in ogni occasione, ufficiale o meno. E' chiaro che, benché non fossero ascritti al "patriziato di Aquila", la famiglia avesse ormai un'ufficiale ed evidente nobiltà ab immemorabile.


Il discorso sulla nobiltà "ufficiosa" (come l'ho definita prima) è molto interessante. Però su alcuni punti non sono d'accordo con te.

Occorre chiamare il pane, pane e il vino, vino. Una famiglia residente in una città non seggio di nobiltà o non iscritta in nessun elenco, per quanto di vita "more nobilium" non è nobile nel senso proprio del termine. La nobiltà era anzitutto uno status giuridico.

Anzi tutto sgombriamo il campo da possibili equivoci.


Quali sono i luoghi seggio di nobiltà nei vari secoli e nei vari territori italiani?
Esiste un elenco riconosciuto a livello internazionale?
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Re: Re:

Messaggioda FP » martedì 22 marzo 2011, 11:53

Maria Vittoria ha scritto:Quali sono i luoghi seggio di nobiltà nei vari secoli e nei vari territori italiani?
Esiste un elenco riconosciuto a livello internazionale?


Esiste un elenco di città riconosciute nobili dalla Consulta Araldica del cessato Regno d'Italia, pubblicato nel 1947 dal prof. Carmelo Arnone; è consultabile su questo sito: http://www.cnicg.net/patriziato.asp
Tuttavia esistono un'infinità di comuni, alcuni oggi più importanti di tante città citate nell'elenco dell'Arnone, che ebbero separazione dei ceti e, dunque, nobiltà. Per il solo fatto di non aver avuto il riconoscimento del titolo di città dagli Stati preunitari, la nobiltà di questi comuni non fu riconosciuta dal Regno d'Italia. C'è da dire però che l'Ordine di Malta riconosceva e riconosce questo tipo di nobiltà, che è sempre nobiltà civica.
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