da Mario Volpe » giovedì 8 aprile 2010, 17:59
Spero non me ne vorrete se affronto un argomento che probabilmente attirerà delle critiche e obiezioni, e soprattutto se, per spiegarmi adeguatamente, dovrò essere un po’ prolisso. Ma si tratta di una questione che già da qualche tempo mi suscita qualche perplessità.
Capita infatti di leggere su queste pagine di ricerche effettuate da giovani discendenti di ex-combattenti che avevano preso parte a qualcuno dei principali conflitti del secolo scorso, al fine di richiedere ai relativi distretti militari l’assegnazione (alla memoria) di decorazioni per le quali si erano maturati i requisiti ma che, per qualche ragione, non erano state a suo tempo assegnate. E in quest’ambito, abbiamo avuto sia casi di semplici richieste di “reintegrazioni” di medaglieri già ottenuti all’epoca ma poi andati dispersi o perduti, sia casi di richieste “ora per allora” di decorazioni che non risulterebbero invece essere state mai assegnate.
Questo tipo di interesse è certamente lodevole, soprattutto se si pensa a quante decorazioni e documenti appartenuti ai combattenti di ogni epoca e che presero parte ai più disparati eventi bellici, sono invece andate tristemente disperse o cedute per disinteresse, incuria o estinzione dei relativi eredi, per finire poi nelle mani di qualche “pulisci cantine” o sulle bancarelle di qualche mercatino di quartiere…
E posso ben comprendere come il riuscire ad ottenere – sia pure in forma molto tardiva – la consegna di questi vecchi riconoscimenti spettanti ai propri antenati scomparsi ormai da anni, possa costituire un motivo di soddisfazione ed una sorta di “riparazione” ad un qualcosa che era ingiustamente rimasto da così tanto tempo incompleto. Soprattutto in quei casi in cui questi giovani e volenterosi discendenti abbiano avuto l’occasione di raccogliere direttamente dagli anziani interessati, quando erano ancora in vita, delle testimonianze sul loro effettivo interesse e desiderio di ricevere o completare questi medaglieri. Per alcuni di questi veterani infatti, per le cause più disparate, fu materialmente impossibile ottenere queste distinzioni a cui avevano diritto, e in questo caso l’azione postuma finalizzata dai loro figli o nipoti, altro non è che la giusta riparazione all’aspirazione mai soddisfatta di un anziano soldato. Com’è che si dice ? Meglio tardi che mai…
Se però non vi fu nessuna testimonianza, né diretta né indiretta, se il vecchio parente finché è rimasto in vita non ha mai manifestato nessun interesse ad ottenere queste distinzioni, le iniziative messe ora in atto da questi loro solerti discendenti finiscono per suscitare più d’una perplessità. E la loro autonoma aspirazione ad ottenere queste distinzioni “in nome e per conto” dei loro avi, finisce per stimolare qualche considerazione di tipo morale, temporale, di diritto e di opportunità. In particolare, mi sorgono spontanee alcune domande:
- perché questi ex-combattenti, pur avendone maturato i requisiti, non hanno a suo tempo fatto una regolare richiesta per ottenere queste decorazioni, o per completare un medagliere rimasto incompleto ?
- a quale scopo richiedere oggi delle decorazioni spettanti ad un destinatario che non è più in vita, un soggetto che non può quindi ormai ricevere alcun beneficio o soddisfazione da queste distinzioni ?
- che senso ha richiedere oggi dei riconoscimenti che furono creati per specifici avvenimenti di un passato ormai remoto (almeno sessant’anni se ci riferiamo agli eventi della Seconda Guerra Mondiale, e addirittura un’ottantina per i conflitti precedenti) ?
- siamo proprio sicuri che se queste persone non hanno provveduto a farne richiesta all’epoca dei fatti non avessero delle particolari ragioni per farlo ?
Forse infatti, non è stato per delle impossibilità oggettive, per ragioni di salute, o per semplice dimenticanza o ignoranza che non le richiesero. Magari fu proprio per scarsa considerazione nei confronti di orpelli e medaglie che non vollero farlo. Magari fu per cancellare al più presto i ricordi di esperienze tristi o sgradevoli, come la distruzione e la miseria a cui avevano assistito in guerra, o la perdita di camerati, amici o parenti. Forse fu la semplice convinzione che non valesse la pena di perdere tempo ed energie per cose ritenute tutto sommato inutili. Inutili soprattutto ora che, dopo la fine della guerra, il congedo dal servizio militare ed il ritorno a casa, la vita civile doveva ricominciare e bisognava pensare ad andare avanti. Non era dunque meglio concentrarsi su cose più importanti, come la famiglia, la casa e il lavoro, piuttosto che attardarsi in lunghe trafile per ottenere medaglie e decorazioni che poi sarebbero finite in un cassetto e ben presto dimenticate ?
Mi domando quindi, a che scopo intraprendere ora, dopo così tanto tempo, questo tipo di ricerche ? Perché voler recuperare a tutti costi – e con una decisione tutto sommato tardiva e unilaterale - quelle due o tre decorazioni che è ancora oggi possibile richiedere ? Non credo infatti che sia attualmente più possibile ottenere proprio “tutte” le decorazioni che furono emesse all’epoca, o per le quali si sarebbero maturati i requisiti. Alcune non sono certamente più conferibili per la prescrizione dei termini, per altre possono essersi materialmente esaurite le scorte, per altre ancora è magari oggi impossibile accertare l’avvenuto conferimento o la loro effettiva assegnabilità ex-post. Non ci dimentichiamo infatti che i fogli matricolari e gli stati di servizio compilati nei periodi di guerra, quando gli organici militari subiscono improvvisi ed esponenziali incrementi per la mobilitazione generale, possono risultare incompleti, mal compilati, o addirittura possono essere andati parzialmente o completamente perduti o distrutti. Anzi, in questo contesto si rischia di commettere magari anche qualche errore (o abuso), facendo addirittura assegnare oggi una decorazione ad un soggetto che all’epoca non ne maturò effettivamente tutti i necessari requisiti…
Certo, se in casa ritroviamo in un vecchio e polveroso baule dei cimeli militari appartenuti ad un nostro antenato scomparso da anni, la cosa può certamente farci piacere, incuriosirci e fornirci un ricordo concreto e palpabile di lui. E magari può aprirci un’inedita finestra sulle esperienze che ha vissuto in un periodo certamente difficile della sua vita, nonché sulle sue capacità personali e sul suo carattere. Se poi queste testimonianze sono fuori dall’ordinario, nel senso che durante il suo periodo di servizio egli riuscì a mettere insieme un medagliere importante, magari impreziosito da qualche ricompensa al valore, da qualche onorificenza cavalleresca o da delle distinzioni di merito non comuni, il desiderio di preservare questo medagliere si giustifica pienamente anche per ovvie ragioni di orgoglio familiare e di rispetto verso questo nostro antenato.
Ma se questi ricordi si riferiscono soltanto a quelle distinzioni commemorative o di campagna che furono allora distribuite praticamente a tappeto e senza particolari requisiti di merito o di servizio (se non il fatto di essere stati per qualche mese in zona d’operazioni). E magari si deduce dal foglio matricolare ora ottenuto che una o due di queste medaglie per qualche misteriosa ragione non furono all’epoca assegnate, che senso ha incaponirsi oggi a richiederle ? Ne vale veramente la pena, e che soddisfazione può dare ? Mi chiedo se queste iniziative non siano solo il frutto di una personale interpretazione di chi ha voluto effettuare queste ricostruzioni, e soprattutto mi chiedo se il nonno finirebbe per apprezzarlo per davvero…
Si Deus nobiscum quis contra nos
(motto dell'Ordine di Filippo il Magnanimo - Assia-Darmstadt)