Nobiltà Civica

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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » mercoledì 31 marzo 2010, 12:37

fabrizio guinzio ha scritto:Da quanto postato la famiglia Marinucci, in forza del titolo signorile(a proposito: signori di qual/e - i località?) dovrebbe appartenere alla nobiltà feudale. Tornando sul generale, che io sappia l'appartenenza alla nobiltà civica - patriziato dovrebbe essere attestata dall'ascrizione giuridica a consiglio nobile cittadino - cariche civiche, con le diverse denominazioni(credendari o credenzieri, decurioni, senatori etc.) in uso nelle tante città e località minori(arcaicamente dette terre) del nostro Paese. La "noblesse inachevè" dovrebbe costituire il cosiddetto notabilato. Ciao,


La famiglia Marinucci aveva in feudo il territorio di Civitatomassa nel XV sec. Successivamente quel feudo fu alienato ad altre famiglie, ma nei secoli i Marinucci si mantennero in uno status di nobiltà generica (non so se anche civica, dato che non ho notizie dell'appartenenza dei Marinucci alla magistratura di una terra o città con separazione dei ceti), contraendo matrimoni con altre famiglie simili. Ricordo poi che da tempo immemorabile godevano del giuspatronato sulla chiesa di S.Giusta di Colle di Sassa, della quale furono i fondatori. Un giuspatronato gentilizio "è il feudo ecclesiastico risultante dalla collazione dei diritti ecclesiastici" [cfr Negri Cristoforo, Scritti varii, Torino, 1867], e quindi anch'esso, come il feudo civile, recava un certo grado di nobiltà.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda gattovalois » mercoledì 31 marzo 2010, 16:29

...come?
esistono "...certi gradi di nobiltà"?? [hmm.gif]
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » mercoledì 31 marzo 2010, 17:45

gattovalois ha scritto:...come?
esistono "...certi gradi di nobiltà"?? [hmm.gif]


Non è che esistono dei gradi, ma certamente un patrizio è diverso da un nobile civico e un nobile civico da un nobile generico. Penso che quest'ultimo caso sia quello più adeguato per chi viene investito da Jus Patronatus e vive nobilmente.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda gattovalois » mercoledì 7 aprile 2010, 8:41

A Reggio Emilia, vedo, ci sarebbe quindi il Patriziato.
Quale era quindi il documento che attestasse l'ingresso in questa classe? :?
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » mercoledì 7 aprile 2010, 23:11

gattovalois ha scritto:A Reggio Emilia, vedo, ci sarebbe quindi il Patriziato.
Quale era quindi il documento che attestasse l'ingresso in questa classe? :?


Il processo di ammissione nella magistratura di Reggio Emilia.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda gattovalois » giovedì 8 aprile 2010, 1:26

FP ha scritto:Il processo di ammissione nella magistratura di Reggio Emilia.

Che avveniva per aggregazione al numero degli anziani e senatori della città?
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » giovedì 8 aprile 2010, 12:29

gattovalois ha scritto:
FP ha scritto:Il processo di ammissione nella magistratura di Reggio Emilia.

Che avveniva per aggregazione al numero degli anziani e senatori della città?


Certamente. Di sicuro in archivio di stato ce ne sarà traccia, ammesso che non esista un archivio comunale.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda Signore di Castello » venerdì 9 aprile 2010, 0:59

Scusate se torno su un precedente messaggio, ma è doveroso precisare che per la nobiltà generosa non vi è stata mai necessità di inserimento in elenchi ufficiali, considerando che in alcuni territori come ad es. il regno di Napoli non è mai stata promossa la stesura di un elenco completo delle famiglie nobili viventi ed estinte, restando l'unica fonte solo quella storica e/o libraria. Di converso, negli Stati settentrionali tali iniziative si sono susseguite nel tempo, forse anche perchè la misura ridotta del territorio favoriva l'elaborazione delle liste. In particolare, laddove non vi sia stata promossa la compilazione degli elenchi da parte dei monarchi, come affermato da alcuni anche in questo forum, essa scaturiva dalla posizione di una famiglia all'interno della società, (es. jus patronatus su chiese o altari con sepoltura gentilizia in amore Dei, vita more nobilium, ingenti possedimenti terrieri liberi o infeudati, alte dignità civili ed ecclesiastiche generazionali, privilegi civici od ecclesiastici, possesso di oratori domestici, etc.), lo status era maggiormante la posizione sociale e non tanto l'inserimento negli elenchi.
Ad esempio, in Canali di Serino (AV) ha vissuto la famiglia Maurelli, di origine spagnola, la quale non risulta iscritta in alcun albo nobiliare italiano, ma che ha goduto del privilegio dell'immunità sul proprio palazzo, esteso a chiunque si fosse ivi rifuggiato o si sia soltanto appoggiato al suo portone, e che pertanto non consentiva di procedere al suo arresto (da parte dei gendarmi) se non previo intervento del marchese Maurelli.
La nobiltà, a mio avviso, è un argomento vasto e di differente approccio a seconda degli Stati e delle epoche. Quante famiglie feudatarie per secoli, oggi estinte o viventi, non sono mai state inserite negli elenchi ufficiali del regno d'Italia. Questo forse e soprattutto per loro inettitudine.
Cordiali saluti a tutti.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » venerdì 9 aprile 2010, 18:03

Signore di Castello ha scritto:...(es. jus patronatus su chiese o altari con sepoltura gentilizia in amore Dei, vita more nobilium, ingenti possedimenti terrieri liberi o infeudati, alte dignità civili ed ecclesiastiche generazionali, privilegi civici od ecclesiastici, possesso di oratori domestici, etc.), lo status era maggiormante la posizione sociale e non tanto l'inserimento negli elenchi...


Nel caso dello Jus Patronatus si può parlare di una vera e propria investitura di diritti feudali di natura ecclesiastica, quindi de facto di una nobilitazione!
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda Signore di Castello » sabato 10 aprile 2010, 19:15

FP ha scritto:Nel caso dello Jus Patronatus si può parlare di una vera e propria investitura di diritti feudali di natura ecclesiastica, quindi de facto di una nobilitazione!

Dipende dal tipo di jus patronatus.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda gattovalois » domenica 11 aprile 2010, 10:25

da cosa dipende? [yikes.gif]
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda Signore di Castello » domenica 11 aprile 2010, 16:01

Per avere una più chiara esposizione di quanto detto è doveroso rappresentare un esempio comparativo tra due tipi di privilegi ecclesiastici:
ad es. il patronato su un altare di una chiesa poteva essere concesso anche ad un semplice sacerdote o ad un benefattore e non per questo comportava la sua nobilitazione.
Viceversa, godere del patronato su una chiesa con diritto di nomina del sacerdote che ivi doveva stabilmente officiare, quale privilegio di natura superiore, era prerogativa del ceto aristocratico e quindi importava nobiltà.
In questo ultimo caso il connotato del jus constava nel presentare al vescovo il sacerdote da nominare per una data chiesa e sentire accogliere il proprio eletto, influenzando in tal guisa le decisioni della diocesi assurgendo, il titolare, ad una posizione di comando e prestigio anche nei confronti della comunità religiosa locale laddove era ubicata la chiesa.
In conclusione, la generosa nobiltà di una famiglia non iscritta in elenchi scaturisce dalla importanza e moltitudine dei privilegi e prerogative goduti dalla stessa nell'arco dei secoli, e dei quali gli eredi, seppur con la estinzione dei privilegi monarchici e con l’affievolimento di quelli ecclesiastici nei tempi moderni, ne hanno sempre conservato e ne conservano tutt’ora la tradizione. "essere, non apparire".
Di converso, un isolato privilegio ecclesiastico potrà essere considerato solo al fine della individuazione della distinta civiltà limitata ad una singola persona (laico o chierico che sia) e ad un ristretto periodo di tempo.
Cordiali saluti.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » domenica 11 aprile 2010, 19:28

Signore di Castello ha scritto:Per avere una più chiara esposizione di quanto detto è doveroso rappresentare un esempio comparativo tra due tipi di privilegi ecclesiastici:
ad es. il patronato su un altare di una chiesa poteva essere concesso anche ad un semplice sacerdote o ad un benefattore e non per questo comportava la sua nobilitazione.
Viceversa, godere del patronato su una chiesa con diritto di nomina del sacerdote che ivi doveva stabilmente officiare, quale privilegio di natura superiore, era prerogativa del ceto aristocratico e quindi importava nobiltà.
In questo ultimo caso il connotato del jus constava nel presentare al vescovo il sacerdote da nominare per una data chiesa e sentire accogliere il proprio eletto, influenzando in tal guisa le decisioni della diocesi assurgendo, il titolare, ad una posizione di comando e prestigio anche nei confronti della comunità religiosa locale laddove era ubicata la chiesa.
In conclusione, la generosa nobiltà di una famiglia non iscritta in elenchi scaturisce dalla importanza e moltitudine dei privilegi e prerogative goduti dalla stessa nell'arco dei secoli, e dei quali gli eredi, seppur con la estinzione dei privilegi monarchici e con l’affievolimento di quelli ecclesiastici nei tempi moderni, ne hanno sempre conservato e ne conservano tutt’ora la tradizione. "essere, non apparire".
Di converso, un isolato privilegio ecclesiastico potrà essere considerato solo al fine della individuazione della distinta civiltà limitata ad una singola persona (laico o chierico che sia) e ad un ristretto periodo di tempo.
Cordiali saluti.


Quando lo Jus Patronatus era di tipo gentilizio (trasmesso cioè di padre in figlio) e comportava anche Jus Presentandi (diritto di nomina di un sacerdote) e Jus Sepeliendi era un'investitura pari a quella di un feudo.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda Signore di Castello » domenica 11 aprile 2010, 23:42

FP ha scritto:Quando lo Jus Patronatus era di tipo gentilizio (trasmesso cioè di padre in figlio) e comportava anche Jus Presentandi (diritto di nomina di un sacerdote) e Jus Sepeliendi era un'investitura pari a quella di un feudo.

Per me non lo era. Non confondiamo la giurisdizione civica con la chiesa. Piuttosto questi jus nella maggior parte dei casi erano posseduti dalle famiglie feudatarie. Diversa è la posizione di chi veniva investito della cappellania su una chiesa regia (che risquoteva diritti feudali). In questo ultimo caso si può parlare di investitura feudale, ma era pur sempre il monarca che investiva un soggetto nei diritti di una chiesa regia.
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Re: Nobiltà Civica

Messaggioda FP » lunedì 12 aprile 2010, 0:12

Signore di Castello ha scritto:
FP ha scritto:Quando lo Jus Patronatus era di tipo gentilizio (trasmesso cioè di padre in figlio) e comportava anche Jus Presentandi (diritto di nomina di un sacerdote) e Jus Sepeliendi era un'investitura pari a quella di un feudo.

Per me non lo era. Non confondiamo la giurisdizione civica con la chiesa. Piuttosto questi jus nella maggior parte dei casi erano posseduti dalle famiglie feudatarie. Diversa è la posizione di chi veniva investito della cappellania su una chiesa regia (che risquoteva diritti feudali). In questo ultimo caso si può parlare di investitura feudale, ma era pur sempre il monarca che investiva un soggetto nei diritti di una chiesa regia.


La Chiesa era uno stato e cedeva una parte della sua sovranità con lo Jus Patronatus; in proposito si legga Negri Cristoforo, "Del vario grado d'importanza degli stati odierni", link http://books.google.it/books?id=v0IRAQA ... &q&f=false
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