Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » sabato 27 giugno 2009, 12:52

Riguardo questo la Circolare è piuttosto sintetica; sono nobili coloro che sono ascritti alla classe nobile di quel comune, distinta da quella cittadina. Personalmente ritengo che si tratti di quelle famiglie che, all'atto della separazione in ceti della terra o civitas, furono ascritte al primo ceto e che costituiscono le plurisecolari famiglie distinte per censo e aristocratico modus vivendi. In poche parole le famiglie che hanno sempre espresso sindaci e ufficiali prima, priori, gonfalonieri e anziani dopo.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda herald » venerdì 24 luglio 2009, 11:04

signori, complimenti per le argomentazioni riportate e per il modo di discutere adottato: "scientifico" e diretto. [clapping.gif]
vorrei, se posso, fare una digressione che, in quanto tale, prevede un momento di discontuinuità con il tema.
la mia città, Taglicozzo, fu dal 1000 circa, solvo qualche decina di anni intorno al 1500, infeudata prima ai Berardi, poi ai De Pontibus, agli Orsini (dal 1250 circa) ed in ultimo ai Colonna (fino alla abolizione del feudalesimo), pur essendo territorio del Regno delle due Sicilie (o di Napoli) confinante con il Regno Pontificio (era sede di dogana).
Anche se era territorio del Regno di Napoli, la struttura sociale prevedeva la divisione in 4 ceti e una Magistraura formata da Priori, Consiglieri e Decurioni.
L'Univesità di Tagliacozzo fu sempre appellata Nobile Università (anche se prima Contea e poi Ducato), chi rivestiva le cariche di Priore e Consigliere (del Primo e Secondo Ceto) anteponeva il titolo di Don o Magnifico al suo nome.
Ora mi chiedo: per il solo fatto di essere feudo (anche se importantissimo) non si può parlare di Nobiltà Civica oppure ......BISOGNA LEGGERE GLI STATUTI .... come diceva più su l'ottimo RFVS [notworthy.gif] ?

scusate la digressione e grazie.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » sabato 25 luglio 2009, 9:46

purtroppo il solo fatto d'essere infeudata ne pregiudica ogni nobiltà interna, nonostante vi fosse un nucleo di famiglie primarie che si spartivano le cariche.

La Nobiltà Civica poteva nascere solo nei centri abitati, città e terre di vario grado, che fossero direttamente soggette al governo centrale, così che le locali famiglie primarie "condividessero" col sovrano requisiti, appunto, di sovranità sul territorio in quanto facenti parte dell'amministrazione comunale.

grazie per i complimenti, immeritati ;)
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda herald » domenica 26 luglio 2009, 21:22

grazie per la risposta e di nuovo complimenti. [thumb_yello.gif]
fabrizio
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » martedì 30 marzo 2010, 19:39

Il 9 gennaio 1700 fu ricevuto nella religione di Malta Giovanni Alimena della terra di Montalto, il cui quarto materno era originario della terra di Bisignano. Il SMOM disse che "benché queste due città siano soggette, e baronali, ad ogni modo godono nobiltà, essendovi separazione", chiamandole città anche se si trattava di terre, peraltro infeudate. Questo significa che gli statuti del SMOM consentono l'ammissione nelle classi nobiliari anche a chi discende da una famiglia aggregata alla magistratura di una terra, infeudata o meno, qualora questa abbia presentato separazione dei ceti.
Ora mi chiedo, se il quarto paterno di un aspirante (ipotesi) discende da un uomo che sposò prima del 1870 una donna appartenente a famiglia della magistratura civica di una terra pontificia con separazione dei ceti, quindi dal SMOM riconoscibile come nobile, in virtù del breve apostolico di Pio VII del 26-09-1820 (che consentiva l'acquisto della nobiltà ad un uomo che avesse sposato una donna nobile purché egli avesse dimostrato di avere una rendita stabilita), l'aspirante può essere ammesso alla classe nobiliare del SMOM?
Ultima modifica di FP il mercoledì 31 marzo 2010, 17:48, modificato 2 volte in totale.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Guido5 » mercoledì 31 marzo 2010, 1:02

FP ha scritto:... posso oggi chiedere di essere ammesso alla classe nobiliare del SMOM?

Caro amico,
se lo chiedi tu non sarai mai ammesso all'Ordine di Malta né a qualsiasi Ordine cavalleresco degno di questo nome...

Ciao a tutti!
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 31 marzo 2010, 12:08

Guido5 ha scritto:
FP ha scritto:... posso oggi chiedere di essere ammesso alla classe nobiliare del SMOM?

Caro amico,
se lo chiedi tu non sarai mai ammesso all'Ordine di Malta né a qualsiasi Ordine cavalleresco degno di questo nome...

Ciao a tutti!
Guido5


Certo, l' "io" è generico, mi chiedevo solo se queste prove di nobiltà sono valide.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 31 marzo 2010, 17:50

La domanda è, per chi non avesse ben compreso:

Se un aspirante (ipotesi) discende in linea paterna da un uomo che sposò prima del 1870 una donna nobile perché appartenente a famiglia della magistratura civica di una città o terra pontificia con separazione dei ceti, in virtù del breve apostolico di Pio VII del 26-09-1820 (che consentiva l'acquisto della nobiltà ad un uomo che avesse sposato una donna nobile purché egli avesse dimostrato di avere una rendita stabilita), l'aspirante può essere ammesso alla classe nobiliare del SMOM?
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 31 marzo 2010, 21:30

Dovresti appurare se nel caso in questione la legge da te citata sia stata applicata. Sarebbe utile postarla, la cosa non era automatica. Recentemente in una conferenza/presentazione di libro araldico è stato ricordato che in un sistema alla Antico Regime(anche quelli del periodo storico della Restaurazione) le norme erano rigide ma l'applicazione molle, morbida, in ogni settore. Se la famiglia di cui trattasi è stata innobilita in base a quella normativa, deve pur risultare registrata giuridicamente come tale da qualche parte e con lo stemma alzato. Nel caso specifico, dovrebbe risultare l'ascrizione alla nobiltà cittadina cui apparteneva la famiglia della coniuge. Parlando in generale, per quanto ne sappia Magnifica Comunità coincide con Città Nobile o Terra(le località minori) Nobile. Ciao,
fabrizio guinzio
 
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » martedì 6 aprile 2010, 19:13

fabrizio guinzio ha scritto:Dovresti appurare se nel caso in questione la legge da te citata sia stata applicata. Sarebbe utile postarla, la cosa non era automatica. Recentemente in una conferenza/presentazione di libro araldico è stato ricordato che in un sistema alla Antico Regime(anche quelli del periodo storico della Restaurazione) le norme erano rigide ma l'applicazione molle, morbida, in ogni settore. Se la famiglia di cui trattasi è stata innobilita in base a quella normativa, deve pur risultare registrata giuridicamente come tale da qualche parte e con lo stemma alzato. Nel caso specifico, dovrebbe risultare l'ascrizione alla nobiltà cittadina cui apparteneva la famiglia della coniuge. Parlando in generale, per quanto ne sappia Magnifica Comunità coincide con Città Nobile o Terra (le località minori) Nobile. Ciao


Fabrizio, ti ringrazio per la risposta. Due cose:

- Riguardo la bolla di Pio VII del 1820, A. Squarti Perla riferisce che si tratta di una bolla ratificata per la città di Bologna, ma valida circa le norme generali per tutto lo Stato Pontificio, dato che ebbe notevole influenza in campo nobiliare in tutto il Paese. Mi chiedo quali elementi abbiano indotto lo Squarti Perla a trarre questa conclusione. E' verosimile che nella bolla si dicesse che quelle norme sarebbero valse per tutto lo Stato e che la legge avrebbe nobilitato automaticamente tutti i possidenti dotati di rendita che avessero sposato una nobile? Nel caso infatti di un possidente non nobile che avesse sposato una contessa (insomma non una donna della nobiltà civica ma feudale), credo che la legge avrebbe dato per acquisita la nobiltà al possidente. Recita Squarti Perla riguardo la bolla: Il matrimonio era mezzo all’acquisto della nobiltà del coniuge per la moglie non nobile solo per speciale concessione sovrana; e per il marito non nobile di una moglie nobile purché egli avesse giustificato di avere la di lui famiglia una rendita stabilita. Dunque nel secondo caso non occorreva sanzione pontificia. Mi chiedo poi se la bolla parlasse di semplice nobiltà generica (riguardo il marito ignobile di moglie nobile), anche se la sensazione è che sia proprio così. Inoltre l'acquisizione era immediata o, come dici tu, andavano prodotti incartamenti? La mia sensazione è che fosse automatica.

- Cosa sai dirmi delle Magnifiche Comunità? Questo appellativo era sinonimo di città o terra con separazione dei ceti? Qual è la fonte del tuo interessante asserto?

Saluti,
Francesco
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 7 aprile 2010, 10:03

L'asserzione è corretta sul generale, magnifiche sono le Comunità nobili, ma sul particolare lascia il tempo che trova poichè per ogni comune è necessario uno studio araldico - giuridico ad hoc. Ciao,
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 7 aprile 2010, 16:07

fabrizio guinzio ha scritto:L'asserzione è corretta sul generale, magnifiche sono le Comunità nobili, ma sul particolare lascia il tempo che trova poichè per ogni comune è necessario uno studio araldico - giuridico ad hoc. Ciao,


Grazie, però mi piacerebbe leggere qualcosa riguardo le magnifiche comunità...Per esempio Voghera, che fu insignita di questo appellativo, vide il suo sindaco e i suoi consiglieri esser chiamati "Magnifici Signori sindaco e deputati al reggimento della Mag.ca Comunità di Voghera"; mi chiedo se questo, de facto, significa che fossero considerati, dalle autorità, dei nobili.
So poi che chi aveva la carica di Massario nelle Università del Regno di Napoli veniva appellato Magnifico e, per quanto ne so, nel regno napolitano i magnifici erano proprio i nobili.
Il sindaco e i priori della terra (non fu infatti mai proclamata città) di Montecassiano, nelle Marche, venivano, nel XV sec., appellati come Nobili dal Governatore Carlo Malatesta.
Il SMOM ammette come Nobili solo i discendenti di coloro che furono aggregati alle magistrature di terre o città (feudali o meno) che praticavano una separazione dei ceti. Questo credo sia il criterio unico da adottare per capire se una terra o città fosse nobile o meno.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 14 aprile 2010, 18:58

fabrizio guinzio ha scritto:Dovresti appurare se nel caso in questione la legge da te citata sia stata applicata...


Fabrizio, il conte Squarti Perla, che ha minuziosamente studiato l'ordinamento nobiliare pontificio, mi ha riferito per e-mail che l'acquisizione della nobiltà avveniva proprio nel modo contemplato dal breve del 26-IX-1820; dunque avendo una rendita stabilita si poteva accedere alla nobiltà di una città o terra nobile.
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