Stemma Senatore Giustino Fortunato

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Stemma Senatore Giustino Fortunato

Messaggioda adriano » sabato 13 marzo 2010, 19:05

Sto effettuando uno studio sul Senatore Giustino Fortunato di Rionero (Basilicata), ho riscontrato che la famiglia Fortunato ha diritto al titolo di Marchese, qualcuno per caso può aiutarmi per reperire lo Scudo araldico di famiglia?

grazie anticipatamente a tutti
adriano
 
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Re: Stemma Senatore Giustino Fortunato

Messaggioda L.A.S. » domenica 14 marzo 2010, 4:38

adriano ha scritto:Sto effettuando uno studio sul Senatore Giustino Fortunato di Rionero (Basilicata), ho riscontrato che la famiglia Fortunato ha diritto al titolo di Marchese, qualcuno per caso può aiutarmi per reperire lo Scudo araldico di famiglia?

grazie anticipatamente a tutti


Ne aveva diritto, giusta decreto di Ferdinando II del 25 settembre 1850 in favore del Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno delle Due Sicilie cav. Giustino Fortunato [seniore], trasmissibile ai suoi discendenti primogeniti e ai collaterali sino al quarto grado.

Di questa famiglia se n'era parlato a suo tempo, sia pure frammistamente ad altre omonime, nel topic
viewtopic.php?f=3&t=7168&start=0&st=0&sk=t&sd=a in cui ebbi modo di citare un volume del più noto Giustino Fortunato che dà diffuse notizie sulla storia della famiglia paterna.

Non ne conosco lo stemma, ma altri certamente provvederanno alla bisogna.
Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Re: Stemma Senatore Giustino Fortunato

Messaggioda letizia » sabato 1 maggio 2010, 22:01

Più che una risposta la mia è una domanda...visto che si parla di senatori. Ho trovato dei "pezzi" di alcune livree, so che risalgono al 1806 data in cui Patti divenne Senato perchè erano insieme ad un arazzo ed ad altre cose di quel periodo. Dove posso trovare immagini per verificare se erano le livree dei giurati o le vesti dei paggi? Grazie
letizia
 
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Re: Stemma Senatore Giustino Fortunato

Messaggioda Caterini Carlo » mercoledì 16 giugno 2010, 13:05

La famiglia Fortunato di Rionero in Vulture in Basilicata era originaria di Giffoni, come la famiglia Fortunato di Sant' Arcangelo dalla quale imitò lo stemma. Tale stemma fu del vescovo Orazio Fortunato nato a Sant' Arcangelo il 18/01/1634
e morto a Nardò in provincia di Lecce nel 1707. Nella detta diocesi esercitò la sua funzione episcopale e presso il locale seminario studiò il nipote, Carlo Francesco Giocoli, che fu vescovo di San Severo di Foggia e successivamente di Capaccio di Salerno. Lo stemma in questione viene anche riportato dal Crollalanza, ma in modo errato, poiché la fascia la riporta d'azzuro, invece é di rosso, e poi la situa a Sant' Arcangelo di Romagna e non a Sant'arcangelo di Lucania. Il blasone situato nel convento di San Rocco a Sant'Arcangelo di Lucania, dipinto nel 1704 da Fra Ludovico da Gioia é stato da me fotografato e allegato nell'appendice iconogafica al mio libro: " Gens Catherina de terra Balii." di cui allego le note: Nel convento dei Padri Riformati vi è la cappella di San Fortunato, che fu affrescata da fra Ludovico di Gioia, come l’iscrizione mostra ai piedi di San Marco evangelista
<< Fra Ludovico di Gioia pingebat pro S. Nicolai A.D. 1.7.0.4.>> Sull’arco che introduce all’altare maggiore vi è lo stemma del Vescovo Orazio Fortunato, fratello di Anna Fortunato e zio del Vescovo Carlo Francesco Giocoli. Il blasone sormontato dal galero verde di Vescovo ha sulla fascia rossa al centro, tre stelle d’oro e nella parte sottostante un mare increspato con lo sfondo argenteo. Lo stesso stemma venne utilizzato da Monsignor Gennaro Fortunato, per l’elezione a vescovo di Cassano Ionico e Castrovillari nel periodo dal 1729 al 1751. Egli era originario di Giffoni come i Fortunato di Rionero, i quali mostrano una piccola variazione sul loro blasone, ossia le tre stelle su fascia obliqua sopra lo sfondo del mare increspato. I primi a giungere in Basilicata furono i Fortunato di Sant’Arcangelo, i quali si diffusero nella zona, principalmente a Senise e Roccanova. Le altre famiglie giunte successivamente, come i Fortunato di Rionero, da questa ricavarono il blasone. La famiglia Fortunato di Sant’Arcangelo giunse da Giffoni in provincia di Salerno nel 1608, come viene descritto nei capitoli matrimoniali tra Orazio Fortunato e Lucrezia Ferro; appartenente ad una famiglia gentilizia di Sant’Arcangelo: << Beni dotali li quali si promettono per Don Giovanni Ferro, Don Cola Ferro, Clerico Giulio Cesare Ferro e Carlo Ferro della terra di Sant’Arcangelo a Lucretia Ferro loro sorella carnale utriusque coniuncta, per contemplazione del Matrimonio da contrahersi fra essa Lucretia loro sorella et Horatio Fortunato di Giffoni mediante la benedizione della Santa Romana Chiesa...>>
Orazio, come appare dai registri parrocchiali, battezza il 1612 con la moglie Lucrezia Ferro il proprio figlio: Francesco, padre di Monsignor Orazio Fortunato.
In precedenza si era sposato a Sant’Arcangelo Francesco Fortunato, fratello di Orazio, con Lucia Siderio, come descritto negli atti parrocchiali in occasione del battesimo del loro figlio Orazio il 20/05/1609. Essi erano figli di Francesco Fortunato e di Rosa Giannattasio, come esposto nell’atto di successione ereditaria, rogato dal Notaio Catapano di San’Arcangelo il 04/11/1620. << In nostra presentia constituitus Horatio Fortunato de terra Giffuni filius legittimus et naturalis et coheredes tantum cum Petro Antonio Fortunato et Carolo quondam Francisci eorum patris..>> La famiglia Fortunato di Sant’Arcangelo si è distinta con il Vescovo Orazio, con suo padre Francesco, Doctor in utroque iure che sposò Anna de Barberis, appartenente a nobile famiglia di Sant’Arcangelo ora estinta, con Girolamo che fu Erario del Principe Carafa dal 1668 e con Nicola Antonio, che fu Notaio in Sant’Arcangelo dal 1702 al 1728. Monsignor Orazio nacque a Sant’Arcangelo il 18/01/1634, come da atto di nascita rinvenuto dall’autore nell’archivio della Chiesa Madre: << Die 21 Gennaio 1634. Horatio Antonio figlio del Dottor Francesco Fortunato et Anna de Barberis coniugi è stato battezzato da Don Arcangelo Darino al fonte lo levarono Andrea Fortunato e Lucrezia Siderio nacque al dì 18 del mese.>>
Monsignor Fortunato era stato Padre dei Minori Osservanti a Santa Maria di Orsoleo, nella cui chiesa, al lato superiore dell’altare maggiore vi era nella cornice circolare, l’iscrizione della visita fatta tre anni dopo la sua elezione a Vescovo di San Severo. L’iscrizione ricorda ai posteri, che serenamente ne hanno permesso la distruzione, anche la solenne cerimonia di consacrazione il 28/05/1673 della Chiesa. Di questa iscrizione resta visibile, per il momento, segnato dai numeri romani, soltanto l’anno 1673. Monsignor Fortunato, prima di essere designato vescovo, aveva svolto la funzione di Vicario Generale del Cardinale Paoluccio Altieri a Montefiascone. Il Cardinale Altieri era nipote di Emilio Altieri, che divenne Papa il 29/04/1670 con il nome di Clemente X. Orazio Fortunato divenne Vescovo di San Severo di Foggia il 19/11/1670 e qui nel 1676 fece restaurare la chiesa parrocchiale di Santa Maria distrutta dal terremoto del 1627. Nel 1677 divenne Vescovo di Nardò, ove morì il 23/03/1707 in considerazione di santità. Al centro del soffitto della chiesa di San Giovanni Battista a Nardò è raffigurato il suo stemma: <<Horatius Fortunatus a Sant’Arcangelo creatus Episcopus S. Severi anno Domini 1670 a Clemente X. Postea 1677 ab Innoc. XI ad Neritam Eccl.am translatus fuit. Fuit p.mum Vicarius Generalis Palutio Cardinalis de Alteriis in Diocesis Montis Fiasconis. Hic pauperum bono consuluit Sedes et X Kalendis Aprilis 1707 in Sanctimonie dote obiit.>> ( Italia Sacra, Ferdinando Ughelli)
Nella cittadina di Nardò, Monsignor Giocoli intraprese gli studi presso il locale seminario. Studiò successivamente, diritto civile a Napoli e conseguì il titolo accademico a Roma. Espletò a ventisei anni, nella città di Gallipoli, l’incarico di Vicario del Vescovo: Antonio Perez de Lastra. Sostituì poi, per sei anni, nella sede di Nardò, lo zio Orazio. Ottenne il 25 Maggio 1703 la cattedra di San Severo e successivamente venne trasferito a Capaccio nel 1716, con il compito anche di Procuratore Generale dei monasteri delle Clarisse: <<Carolus Franciscus Giocoli in hac mitra Caputaquensi Francisco Nicolai successit. Natus ipse in oppido S. Archangeli in Lucania die 4 Novembris 1664 patre Mario U.J.D. matre Anna Fortunato, a teneris ab Sanctissimo viro Horatio Fortunato tunc temporis S. Severi postea Neriti Episcopo, eius avunculo fuit educatus. Humanis litteris, Philosophiae, ac Theologiae in seminario clericorum Neriti, Neapoli jure civili, canonico operam dedit, demum in archigymnasio sapientiae in alma urbe doctoratus lauream consecutus fuit. Ad omnes Ecclesiasticos ordines ab eodem eius avunculo promotus. Viginti sex annos natus vicariam operam summa cum sui laude praestitit Antonio Perez de Lastra Gallipolitano Episcopo; eamdem demum ipsimet suo avunculo Neritonensi Antistitit. Post sexennium die 25 Maii 1703 ad Urbem vocatus ab regnante feliciter Clemente XI S. Severi Ecclesiae proficiscitur; ab eodem Clemente XI, ad hanc Caputaquensem transfertur… Carolus Franciscus ad suam novam sedem venit, ut verbum Dei per omnem, qua late patet.>>
( Italia sacra tomo VII, Ferdinando Ughelli 484-45 )

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Re: Stemma Senatore Giustino Fortunato

Messaggioda macfor » sabato 19 marzo 2011, 1:42

Le ricerche di Carlo Caterini sono indubbiamente approfondite e rispondono in buona parte alla curiosità di Adriano. Aggiungo solo qualche dato da me conosciuto attraverso le visite al Palazzo di Rionero e da altre fonti personali:

a) Sulla lunga facciata del cortile interno del palazzo sono stati apposti due stemmi araldici (identici), in pietra grigia, che effettivamente riproducono uno stemma simile a quello offerto in foto dal nostro Caterini, ma con la variante della fascia obliqua e (mi sembra) dell'uniformità del mare increspato, sia al di sopra che al di sotto della fascia stessa. Gli stemmi non sono però dipinti e quindi non è possibile stabilire se vi siano anche le coincidenze di colore con quello presente in questo forum;

b) Segnalo che anche tra i Fortunato di Rionero è presente un vescovo, Gennaro (+ 1799), ultimo Vescovo di Lavello, tuttavia lo stemma vescovile di quest'ultimo è completamente differente da quello citato e riproduce invece una figura umana su una ruota della fortuna. Ignoro la colorazione. Sottolineo però il fatto che esso fu creato ben 60 anni prima della nobilitazione, da parte di Ferdinando II, dei Fortunato di Rionero che forse ne avevano perso traccia;

c) Vi è poi un terzo vescovo proveniente dalla famiglia Fortunato di Giffoni (frazione di Sieti), lontanamente imparentato con i Fortunato di Rionero, anche lui di nome Gennaro, il quale amministrò la diocesi di Cassano allo Jonio. Ignoro lo stemma adottato da quest'ultimo, ma sarebbe interessante notare analogie o difformità, perchè amici di Cassano mi segnalano che un ritratto di detto Vescovo con relativo stemma è ancora conservato nella diocesi;

d) Per quanto riguarda i Fortunato di Giffoni (in realtà del contiguo villaggio di Sieti), ritengo che vi fossero diverse famiglie con tale cognome ed una di queste ottenne il titolo di barone nel corso del '500. Il palazzo di tale famiglia di Sieti è ancora in piedi e restaurato in parte (grazie forse all'interesse suscitato attorno all'antico borgo di Sieti dall'annuale Giffoni filmfestival), sulle volte al piano terra dello stesso è riprodotto lo stemma baronale dei Fortunato di Sieti-Giffoni, forse non ancora estinti;

d) I Fortunato di Rionero, come ricorda il senatore Giustino nei suoi scritti familiari, erano lontanissimi parenti di quelli di Sieti-Giffoni, ma certamente non eredi del titolo baronale e quindi del relativo blasone. Forse una parentela più stretta con detto ceppo baronale aveva la famiglia dei Fortunato di Sant'Arcangelo e da qui una probabile spiegazione dell'uso di uno stemma similare a quello dei Fortunato di Sieti-Giffoni;

e) Il movimento dalle aree del salernitano verso alcune di quelle del potentino-materano, da parte di alcune famiglie, nel corso dei secoli XVII e XVIII, era giustificato anche dal fatto che molte di queste aree ricadevano nei feudi della Famiglia Doria Pamphili. Tuttavia la comune provenienza geografica e lo stesso cognome, a mio avviso, non giustificano affatto la deduzione di una comune appartenenza ad uno stesso ceppo familiare tra i Fortunato di Rionero e quelli di Sant'Arcangelo. Segnalo a supporto che nella biblioteca comunale di Rionero, ospitata proprio nel Palazzo Fortunato, è conservato ed esposto un documento nel quale è riprodotto l'albero genealogico dei Fortunato di Rionero (con annotazioni a mano dello stesso Don Giustino), nel quale il ramo di Sant'Arcangelo non viene citato, mentre compare un ramo trasferitosi a Napoli al principio del '700, con capostipite l'avvocato Gerardo (fratello di Carmelio, capostipite dei Fortunato rioneresi), con il quale i Fortunato di Rionero continuavano a mantenere contatti ancora 150 anni dopo.
Sarebbe anche interessante per Adriano svolgere delle ricerche (e darcene notizia) nell'Archivio di Stato di Napoli dove dovrebbero essere depositati gli atti ufficiali di nobilitazione dei Fortunato ed il relativo stemma. Per quanto riguarda il motto da unire al blasone stesso ne ho solo un frammento: FORTUNA NON PREV.

Saluti Macfor

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