Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
Guido5 ha scritto:come “ripasso” della visita araldica guidata di due anni fa alla basilica papale di San Giovanni in Laterano, la cattedrale di Roma (si veda http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=5&t=6157), vi segnalo l'interessante “visita virtuale” realizzata dall’Università di Villanova in Pennsylvania (USA), così come quella della basilica di San Paolo fuori le Mura (per la quale noterete lo stemma realizzato dall’Arciprete emerito card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo). Vi si può accedere attraverso il sito http://www.vatican.va/various/basiliche/index_it.html.
si arriva in cieloGuido5 ha scritto:così come quella della basilica di San Paolo fuori le Mura (per la quale noterete lo stemma realizzato dall’Arciprete emerito card. Andrea Cordero Lanza di Montezemolo)


come coloro che erano presenti alla sopra citata visita ricorderanno.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Antonio Pompili ha scritto:Lo stemma portato in passato dalla Basilica Ostiense - anche il Bascapè-Del Piazzo (p. 344) lo testimonia - era così descrivibile: "di rosso al braccio destro di carnagione, vestito d'azzurro, tenente una spada in palo. Timbro: tiara e chiavi".
si arriva in cielo
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Antonio Pompili ha scritto:Lo stemma portato in passato dalla Basilica Ostiense - anche il Bascapè-Del Piazzo (p. 344) lo testimonia - era così descrivibile: "di rosso al braccio destro di carnagione, vestito d'azzurro, tenente una spada in palo. Timbro: tiara e chiavi".
...e ulteriori testimoni di ciò ne sono non soltanto i due eccellenti autori, ma soprattutto gli stemmi che, nel corso dei secoli, l'abbazia sparse per tutto il Lazio (e verosimilmente anche fuori) sui possedimenti che la rendevano ricca e potente.
Benevale
? Se così fosse: very compliments 
Franz Joseph von Trotta ha scritto:E quindi in barba al rispetto della storia, di una tradizione ed identità araldiche secolari, ed al rigore filologico si è pensato bene di cambiarlo con uno completamente nuovo? Se così fosse: very compliments
! Un metodo araldico eccellente che potrebbe riassumersi nel motto: "cambio uno stemma secolare così come mi pare"
!
Mi sovviene in proposito un araldista non privo di certa fama che molti anni fa, redigendo uno stemmario civico provinciale, ove c'erano stemmi che non gli garbavano li cambiava lui, di suo, diciamo "motu proprio". Fortunatamente, in quel caso, ciò avvenne solo nel suo libro che, ovviamente, ne fu ampiamente sminuito dal valore di testimonianza araldica attendibile.
FJVT
si arriva in cielo
Guido5 ha scritto:Cari amici,
alle tre basiliche papali (o patriarcali) fuori della Città del Vaticano manca quella di Santa Maria Maggiore, o "basilica Liberiana" dal nome di papa Liberio, il cui "stemma" è il seguente:
Ciao a tutti!
Guido5
malamente
sfocato:Antonio Pompili ha scritto:A questo si aggiunga che anche per l'Arcibasilica Lateranense abbiamo un illustre precedente di stemma sostitutivo di quello più antico con lo scudo timbrato dalla tiara, che si può ammirare ad esempio presso gli ingressi della facciata laterale (sotto la loggia delle benedizioni):
o sulle ante degli armadi (datati 1870) che si trovano nella sala attigua al chiostrocome coloro che erano presenti alla sopra citata visita ricorderanno.
Infatti nel prolungamento della navata centrale voluto per ospitare il coro davanti l'abside da papa Leone XIII, sia sul soffitto ligneo a cassettoni che presso le tribune che ospitano le canne dell'organo, sono osservabili scudi caricati della scritta SACROSANCTA LATERANENSIS ECCLESIA timbrati dall'ombrello basilicale (che del resto, come emblema proprio dell'Arcibasilica insieme alle chiavi pontificie, ritorna alla base dei colossali pilastri che ornano la facciata principale di Alessandro Galilei):
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:Franz Joseph von Trotta ha scritto:E quindi in barba al rispetto della storia, di una tradizione ed identità araldiche secolari, ed al rigore filologico si è pensato bene di cambiarlo con uno completamente nuovo? Se così fosse: very compliments
! Un metodo araldico eccellente che potrebbe riassumersi nel motto: "cambio uno stemma secolare così come mi pare"
!
Mi sovviene in proposito un araldista non privo di certa fama che molti anni fa, redigendo uno stemmario civico provinciale, ove c'erano stemmi che non gli garbavano li cambiava lui, di suo, diciamo "motu proprio". Fortunatamente, in quel caso, ciò avvenne solo nel suo libro che, ovviamente, ne fu ampiamente sminuito dal valore di testimonianza araldica attendibile.
FJVT
Il vecchio frate comprende bene ciò che vuoi dire, carissimo FJVT.
Però non possiamo non aggiungere che l'attuale status socio-giuridico della Basilica di San Paolo fuori le mura è totalmente differente (per non dire opposto) da quello rivestito nei secoli passati, quando di fatto essa disponeva di un vero e proprio "territorio" di vastissime proporzioni, su cui esercitava funzioni piene e assolute.
Insomma, una sorta di stato che avrebbe fatto la gioia di qualsiasi famiglia baronale e/o feudale.
Benevale

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Franz Joseph von Trotta ha scritto:E quindi in barba al rispetto della storia, di una tradizione ed identità araldiche secolari, ed al rigore filologico si è pensato bene di cambiarlo con uno completamente nuovo? Se così fosse: very compliments
! Un metodo araldico eccellente che potrebbe riassumersi nel motto: "cambio uno stemma secolare così come mi pare"
!
Mi sovviene in proposito un araldista non privo di certa fama che molti anni fa, redigendo uno stemmario civico provinciale, ove c'erano stemmi che non gli garbavano li cambiava lui, di suo, diciamo "motu proprio". Fortunatamente, in quel caso, ciò avvenne solo nel suo libro che, ovviamente, ne fu ampiamente sminuito dal valore di testimonianza araldica attendibile.
FJVT
Il vecchio frate comprende bene ciò che vuoi dire, carissimo FJVT.
Però non possiamo non aggiungere che l'attuale status socio-giuridico della Basilica di San Paolo fuori le mura è totalmente differente (per non dire opposto) da quello rivestito nei secoli passati, quando di fatto essa disponeva di un vero e proprio "territorio" di vastissime proporzioni, su cui esercitava funzioni piene e assolute.
Insomma, una sorta di stato che avrebbe fatto la gioia di qualsiasi famiglia baronale e/o feudale.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 

QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a) 
Franz Joseph von Trotta ha scritto:... la passata Consulta araldica del Regno, ad esempio, tra le cose sensate che aveva, prescriveva come uno stemma antico non si potesse mutare ...
Antonio Pompili ha scritto:Del resto, caro Franz, sarai d'accordo con me che se è possibile buttare giù una basilica e ricostruirne una in forme architettoniche completamente nuove (come è stato, sia pure con modalità diverse e per diverse motivazioni, per tutte le basiliche papali romane, in minor misura - per la verità - proprio per quella ostiense), è possibile dotare senza troppi problemi una basilica di un rinnovato stemma!
A presto.
Guido5 ha scritto:Franz Joseph von Trotta ha scritto:... la passata Consulta araldica del Regno, ad esempio, tra le cose sensate che aveva, prescriveva come uno stemma antico non si potesse mutare ...
Caro F.J.,
ricordo che molti anni fa un funzionario dell'Archivio di Stato di Roma, esperto di araldica, mi parlava di "prescrizione centennale", cioè della impossibilità di eliminare una determinata figura da uno stemma se è stata usata per almeno un secolo, anche se a sproposito. E questo molto sensato non mi sembra...
Ciao a tutti!
Guido5

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