Gentile Giovanni Stelluti,
la fonte è l' Enciclopedia storico-nobiliare del marchese Vittorio Spreti.
STELLUTI SCALAArma :
Partito : nel 1°d'azzurro alla fascia di rosso accompagnata in capo da tre stelle di 6 raggi d'oro, male ordinate, ed in punta da una stella simile, pure d'oro (STELLUTI) ;
nel 2°d'azzurro alla scala d'oro posta in banda (SCALA).
Motto : AVERTE A MALO, FAC BONUM
Dimora : Napoli, Genova, Pesaro

La famiglia
STELLUTI è antichissima e nobilissima di Fabriano. Il suo capostipite STELLUTO, vissuto circa il 1200, era della potente famiglia dei CHIAVELLI, che fu signora di Fabriano fino al 1435.
Ebbe ALDOVRANDINO, da cui un TINTO, che ebbe STELLUTO e CECCO, che furono podestà di Roccacontrada (Arcevia), il primo nel 1311, il secondo nel 1338.
Dette essa chiari personaggi alla patria fra cui un FRANCESCO (vedi
Stelluti Cesi).
MARIA, celebre poetessa che appartenne all' Arcadia col nome di < Teonoe > e che morì il 15 ottobre 1736.
Nel 1662 COSTANZO MICHELE sposò la nobile Maria SCALA, contessa di Rotorscio (castello del comune di Serra S. Quirico), che ultima di sua famiglia, ottenne che inquartasse il proprio stemma, aggiungesse il cognome Scala ed assumesse il titolo di conte di Rotorscio per sè e discendenti.
In seguito a tale matrimonio, GIROLAMO, primogenito di Costanzo Michele, nel 1711 fu aggregato con tutta la discendenza alla nobiltà di Fabriano, e nel 1737 per il tramite di suo fratello IGNAZIO, vescovo di Macerata,
http://www.catholic-hierarchy.org/bishop/bstelluti.html fu aggregato con tutta la discendenza al patriziato maceratese.
La famiglia
SCALA è pure antichissima e nobilissima. Il 23 agosto 1365 SMEDUCCIO, figlio di Gismondo SCALA SMEDUCCI, vicario di S. Severino, comprò dal card. Egidio Albornoz, legato del papa, il castello di Rotorscio, già appartenuto ai conti di ROVELLONE, per 4400 fiorini d'oro.
E tale feudo rimase poi sempre nella famiglia Scala, i cui signori
allorchè si recavano al vicino paese Serra S. Quirico avevano diritto di essere alloggiati per tre giorni a spese del comune.Nel 1557 troviamo un PROSPERO Scala, conte di Rotorscio, gonfaloniere di Jesi, ciò che porterebbe alla nobiltà jesina, per lui e discendenti.
La dominazione degli Scala nel castello di Rotorscio durò fino al 1662, anno in cui si estinse la famiglia, passando negli Stelluti di Fabriano come già detto.
La famiglia è iscritta nel Libro d'Oro della Nob. Ital. (22 maggio 1929) e nell' El. Uff. Nob. Ital. coi titoli di :
- Nobile di Fabriano (mf)
- Nobile di Macerata (mf)
- Conte di Rotorscio (m)
STELLUTI CESIArma :
Partito : nel 1°d'azzurro alla fascia di rosso accompagnata in capo da tre stelle di 6 raggi d'oro, male ordinate, ed in punta da un stella simile, pure d'oro (STELLUTI) ;
nel 2°di rosso all'albero di verde piantato sopra un monte di sei cime all'italiana, d'oro movente dalla punta (CESI).
Dimora : Roma

Ramo della famiglia precedente che dette illustri personaggi e che discende da un FRANCESCO (* 1577 + circa il 1652), traduttore di Persio, compilatore di un trattato sul legno fossile allora scoperto, amico devoto di Galileo Galilei, scienziato sperimentale, poeta e fondatore dell' accademia dei Lincei nel 1608, cui appartenne col nome di < Tardigrado > in unione a Francesco CESI, duca d' Acquasparta.
Ebbe egli moltissime onorificenze e fra queste quella datagli dal detto Francesco Cesi, duca di Acquasparta, principe di S. Angelo, con diploma del 23 novembre 1626 :
< Essere la famiglia Stelluti dello stesso stipite dei potenti Chiavelli, signori di Fabriano, nonchè parente coi Piccolomini, nipoti di Pio II per quarto materno del sopradetto Francesco. Dichiarar rome poi non solo competere al detto Francesco tutti i privilegi e prerogative spettanti ai suoi gentiluomini e famigliari e veri commensali, ma di ascriverlo ed aggregarlo alla sua casa Cesia, con facoltà di aggiungere al cognome Stelluti quello di Cesi, ed inquartare le armi delle due famiglie >.In fondo a detta pergamena vi è miniato lo stemma inquartato delle due famiglie. Altra importante pergamena è quella del Senato romano, in data 7 settembre 1605, in cui dopo aver commentati i privilegi del detto Francesco, la nobiltà ed antichità della famiglia Stelluti, conclude aggregando il detto Francesco alla cittadinanza e patriziato romano, < nonchè i suoi figli, nepoti e posteri in perpetuo, etc. >.
Nel 1759 l'abate CARLO ANNIBALE, fu socio dell' accademia della Colonia Misena in Arcevia con il nome di < Maurillo Creopolitano >.
LUIGI e PACIFICO, ebbero casa tanto in Ostra che in Arcevia per aver sposato dame di quelle città e ne ottennero la nobiltà per loro e discendenti nel 1794.
GIUSEPPE e CARLO ANNIBALE, di Girolamo, nel secolo XVIII ebbero il titolo di conte (mpr).
La famiglia è iscritta nell' El. Uff. Nob. Ital. con i titoli di :
- Nobile di Fabriano (mf)
- Nobile di Ostra (mf)
- Nobile di Arcevia (mf)
- Conte (mpr)
ed è oggi rappresentata da
Giuseppe, del conte Carlo, di Angelo, di Carlo Annibale.
Figli :
ALFREDO
CESIRA
Cugini [ nati dal nob. CARLO ( +1916), di Pietro, di Pacifico, di Carlo Annibale ] :
GIORGIO
BICE
LAURA
FAUSTA
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