da L.A.S. » venerdì 26 febbraio 2010, 16:44
Nel caso del Regno delle Due Sicilie i projetti (denominazione ufficiale) assumevano di frequente il cognome della madre, legalmente, quando questa era nota, a partire dalla legislazione francese (quindi successivamente al caso in questione), poi in sostanza mantenuta anche dopo la restaurazione. Non mi è nota, invece, al pari di Fabrizio, le legislazione pontificia.
Sul tema, in relazione al periodo e al contesto, anche essendo ormai abbondantissima la bibliografia, potrebbero esserle utili i seguenti studi:
- C. Schiavoni, Gli esposti (o projetti) alla ruota dell'Archiospedale di Santo Spirito in Saxia di Roma dal 1700 al 1824, in La demografia storica delle città italiane. Relazioni e comunicazioni presentate al Convegno (Assisi, 27-29 ottobre 1980), Clueb, Bologna 1982, pp. 663-679.
- L. Tittarelli - F. Tomassini, I projetti dell'ospedale Beata Lucia di Narni dal 1738 al 1859, in G. Da Molin (a cura di), Trovatelli e balie in Italia. Secc. 16-19, Bari, Atti del Convegno Infanzia abbandonata e baliatico in Italia (Bari, 20-21 maggio 1993), Cacucci, Bari 1994, pp. 157-214.
- M. Norbiato, Esposti e abbandonati a Viterbo e nella sua provincia nei secoli XVIII e XIX, in <<Rivista Storica del Lazio>>, VII (1999), n. 11, pp. 145-196.
- M. Surdacki, I trovatelli nelle famiglie affidatarie a Roma e nei dintorni nel Settecento, in <<Ricerche di storia sociale e religiosa>>, XXX (2001), n. 59, pp. 91-119.
- A. Palombarini, Gettatelli e trovatelli. I bambini abbandonati nelle Marche (XVI-XX secc.), Affinità Elettive, Ancona 2005.
Cordialmente,
Lorenzo