Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

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Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » venerdì 29 gennaio 2010, 12:16

Gentili Amici,
da qualche mese sto conducendo una ricerca su una chiesa palermitana e su una confraternita annessa. All'interno della chiesa vi sono delle cappelle sormontate da stemmi difficilmente riconducibili a famiglie nobiliari. In effetti le cappella erano intestate tutte a membri della confraternita, gente non nobile ma sicuramente benestante erano orafi, argentieri, arrendatari (cioè imprenditori), librai, "occhialai" etc. Tutti scolpirono sulla propria sepoltura degli stemmi, moltissimi di loro oltre ad avere i lavori già citati erano Sacerdoti o Canonici. Le 11 cappelle vennero distribuite in un arco di tempo che va dalla primissima metà del 600' fino alla fine dello stesso secolo e non oltre. La confraternita veniva usata per la scalata sociale di questi uomini che si assicuravano la sepoltura in una chiesa molto grande e sulla via più prestigiosa della città ed utilizzavano l'Unione per congelare il proprio patrimonio estromettendo alcuni familiari ed istituendo legati pro monacato e per il matrimonio. insomma l'unione di pio aveva solo la forma di clientelare molto... Volevo sapere se la prassi si farsi scolpire degli stemmi seppur non si era nobili era permessa e se era molto diffusa all'epoca (credo che poi solo una di queste famiglie divenne nobile nel XVIII secolo). Semmai riuscirò nella pubblicazione con altre persone curerei una piccola appendice araldica in proposito, in cui oltre alla descrizione dello stemma vorrei meglio chiarire "la voglia di nobiltà" che c'era anche all'epoca. Grazie mille per la collaborazione

P.S. Dimenticavo che la zona è Palermo.
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda angelofm » sabato 30 gennaio 2010, 17:04

Gentile Claudio, desidero - senza alcuno spirito polemico - precisare che avere il giuspatronato di una cappella o di una sepoltura, avere Canonici in famiglia (specie all'inizio del 1600), avere diritto all'uso pubblico (in una chiesa!, addirittura molto grande e sulla via più prestigiosa della città!!) di uno stemma , istituire legati (magari con l'uso dello "jus presentandi ac nominandi"), essere benestanti (cioè avere "censo"), erano tutte prerogative della Nobiltà! La Nobiltà Civica, quella per intenderci dei "Patres" e dei "Possessores" di antica-romana memoria, tra tutte le forme di nobiltà, è probabilmente quella più elevata, perchè indica i "Primi" della società come diritto naturale.
Per quanto riguarda la "voglia di nobiltà", cosa dire... la vanità è una malattia più diffusa oggi che nel seicento, quando su questi argomenti c'era molto più ordine!
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » sabato 30 gennaio 2010, 17:18

Gentilissimo Angelo,
grazie mille per la risposta chiarificante. Queste famiglia però non tennero mai incarichi pubblici erano degli ottimi mercanti "arredantari" per la precisione che non sono annoverati in nessun nobiliario siciliano (copie originali). Posso reputare tali famiglia nobili seppur non titolate? O è meglio ritenerla notabili ? Ringrazio in attesa di una vostra risposta.
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » sabato 30 gennaio 2010, 17:26

Le famiglie fanno tutte parte o quasi della stessa confraternita che secondo i capitoli non può annoverare "nobili". Le cappelle sono confusamente vendute e concesse o meglio si può usufruire del bene con la concessione di porre il marmo con le proprie insegne ma non si può beneficiare della vendita della sepolutura a terzi, parte del controllo rimaneva in mano della confraternita
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda angelofm » sabato 30 gennaio 2010, 18:37

Ho capito bene, questa confraternita aveva un regolamento secondo il quale si doveva rifiutare l'ammissione ai nobili? Strano, credevo che fossero solo i nobili ad escludere dai propri consorzi gli appartenenti al ceto popolare...!
Per quanto riguarda il diritto di patronato su una cappella e la facoltà di stabilire "legati" o altre forme di benefizi, come una cappellania o una rettoria, rientrano nella dottrina sullo juspatronatus che è materia di competenza ecclesiastica, così come stabilito da papa Alessandro III quando affermava che lo jus patronatus dovesse essere considerato come uno jus spirituali annexum, per cui non poteva rimanere sotto il controllo dei soci della confraternita ma solo del Vescovo. Questi sono jussi e privilegi di natura feudale, difatti aboliti con la fine dell'antico regime nel Mezzogiorno d'Italia, mediante le riforme eversive dei napoleonidi. Per cui protenderei col ritenere "nobili" e non semplicemente "notabili" le famiglie patrone di cappelle e benefizi. Almeno per quanto ne capisca io, che non vorrei certo essere preso per uno competente in materia! Mi auguro semmai di leggere un'esauriente risposta da un vero specialista.
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda dpascale » domenica 31 gennaio 2010, 1:06

angelofm ha scritto:Ho capito bene, questa confraternita aveva un regolamento secondo il quale si doveva rifiutare l'ammissione ai nobili? Strano, credevo che fossero solo i nobili ad escludere dai propri consorzi gli appartenenti al ceto popolare...!


Non vorrei sbagliare, ma anche le Scuole grandi veneziane non ammettevano fra i propri confratelli i nobili, o comunque non permettevano loro di assumere incarichi direttivi. Vado a memoria, quindi potrei sbagliare, ma mi pare che la situazione fosse proprio questa...

Un caro saluto, :)


Daniele
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » domenica 31 gennaio 2010, 1:54

Riporto da Capitoli dell'unione:
Che qualità di persone possono entrare in nostra unione:..nonsi ricevono persone povere, ma maestri di bottega onorati, che siano decorati,infino alli notari e detentori,esclusi sempre i Professori ed avvocati,come ancora le persone nobili inabili a poter camminare per la città a raccogliere elemosina, ed uomini che per fama fossero dediti al denaro...Possono ammettersi ad honorem figli di fratelli, ministri, togati,cavalieri titolati,avvocati e procuratori che servono l'unione.

Da un saggio su quaderni storici:
I termini utilizzati nelle fonti notarili per defenire il trasferimento dei diritti sugli spazi sacri lasciano immaginare della vere e proprie compravandite, sebbene gli atti vengano indicati come concessioni. in un solo documento viene esplicitamente precisato che la cappella è "ad emphiteosim concessam". Non si tratta di diversi stili o forumle usate dai notai per definire una medesima fattispeci giuridica....emerge un linguaggio giuridico non formalizzato in cui vi p un uso promiscuo di termini di vendita e concessione....la cappella sono qualificate sia in fonti diverse che nello stesso documento, indistantamente come vendute e concesse. Non è in ogni caso contemplata la facoltà di disposizione, cioè di potersi disfare del bene per acquisirne il suo valore economico, prerogativa che in alcuni casi è esplicitamente esclusa in alcuni casi....Piuttosto sembra essere invece (la concessione/vendita) un diritto limitato e derivato dall'associazione stessa che, di fatto, lo costruisce. L'esclusione della facoltà di vendita del bene dalla prerogativa concesse ai titolari delle cappelle sarò di certo tornata particolarmente utile e funzionale a questa sorta di sistema fisso:il capitolo dei confratelli infatti avrà così potuto sovrintendere sulla sorte dell'intero spazio della chiesa, mantenendo un notevole controllo sui titolari delle cappelle. (la sepoltura è costruita per sè e per qualsiasi successore è concesso il diritto di "ponere balatam marmoream cum armis et insignibus")

Grazie a tutti per la collaborazione ;)
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 31 gennaio 2010, 8:08

Claudio di Renda ha scritto:La confraternita veniva usata per la scalata sociale di questi uomini che si assicuravano la sepoltura in una chiesa molto grande e sulla via più prestigiosa della città ed utilizzavano l'Unione per congelare il proprio patrimonio estromettendo alcuni familiari ed istituendo legati pro monacato e per il matrimonio. insomma l'unione di pio aveva solo la forma di clientelare molto...


Situazioni del genere erano molto diffuse all'epoca, almeno in tutto il Sud, nonostante l'intervento deciso dei vescovi per limitare gli abusi, soprattutto dopo il Concilio di Trento.
Mons. Francesco Perrotta, in un suo saggio di qualche anno fa, Le cappellanie e la cronotassi degli Arcipreti(di Sant'Andrea Apostolo di Arienzo, in Provincia di Caserta, ndr) ha sottolineato che gli abusi più diffusi erano i giochetti fatti dai laici benestanti per sottrarsi agli obblighi fiscali; l'istituzione di benefici/cappellanie intestate a beneficiati di comodo, spesso neppure sacerdoti, e da questi "affittati" a gente senza scrupoli; la trascuratezza spesso cronica nella manutenzione finanche ordinaria del beneficio; la non soddisfazione delle obbligazioni legate (i "legati") ai benefici predetti... Ed altro ancora. il Vescovo di Sant'Agata de'Goti, Mons. Feliciano Ninguarda, nel sinodo diocesano celebrato nel 1585 nel convento domenicano di Santa Maria a Vico e nel 1587 nella Cattedrale prese duri prrovvedimenti contro questo diffuso malcostume e, conseguentemente, per oltre mezzo secolo si assistette ad una radicale diminuzione, in tutta la Diocesi, delle cappellanie officiate.
Grazie per l'attenzione.
PMMO
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Pasquale M. M. Onorati
 
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » domenica 31 gennaio 2010, 23:23

Grazie mille per le notizie molto interessanti. Ma la mia domanda si rinnova ora sotto un' altra veste...gli stemmi ci sono, le sepolture pure, posso appellare tali famiglie Nobili?? (seppur non comprese in nessun nobiliario) o meglio definirle notabili o ricchi commercianti? Grazie.
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda angelofm » lunedì 1 febbraio 2010, 13:11

Gli almanacchi nobiliari sono sempre incompleti e comprendono generalmente le Grandi Famiglie o quelle che, avendone i requisiti, ne fanno richiesta di iscrizione.
Per quanto riguarda le 11 Famiglie palermitane di cui ti (mi permetti, vero, il "tu"? vedo che in rete, tra chat e forum, è molto usato...) poni la questione, sono tutte titolari di cappelle con stemma. Da un'opera di un illustre studioso, Luigi Volpicella, "PATRIZIATI E NOBILTA' CIVICHE", traggo la seguente citazione:
Real Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno delle Due Sicilie - Massimario Alfabetico di Cesare Volpicella, cavaliere gerosolimitano, Membro della Commissione stessa e corrispondente della Commissione Napolitana della Real Consulta Araldica, alla voce "CAPPELLE GENTILIZIE" è scritto: "LA FONDAZIONE DI CAPPELLE DI DIRITTO DI PATRONATO ERA PROVA DI NOBILTA' A TUTTI GLI EFFETTI." Le relative fonti citate sono: 15/1/1834, vol. I dei verbali, carta 5/ter; vol. II dei verbali, carta 265.
Comunque, a riprova del rigore con cui procedeva la Commissione dei Titoli di Nobiltà del Regno di Napoli vi è la seguente puntualizzazione (pag. 69): "Le sepolture gentilizie sono deboli elementi di prova di nobiltà." (18/8/1840, vol II dei verbali, carta 75). Attenzione però a non confondere una cappella (anche se con "diritto di sepoltura"), con una sepoltura!
Spero di essere stato più esauriente, anche se in linea con le mie precedenti risposte, ed aspetto di leggere altri pareri, più autorevoli del mio, su questo interessante argomento.
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda angelofm » lunedì 1 febbraio 2010, 13:23

A proposito di requisiti nobiliari, è possibile che nessuno sa darmi un parere alla questione che ho posto in PIAZZA PRINCIPALE/MAIN SQUARE, dal titolo "Uffici della Mastrodattia e della Fiscalaria Catastale"?
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » lunedì 1 febbraio 2010, 13:42

Sig. Angelo grazie mille le sue risposte sono gradite e interessanti ;)
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda angelofm » lunedì 1 febbraio 2010, 14:06

Vedo, con rammarico, che il "tu" mi è stato rifiutato! [sorry.gif] Sarà perchè ho 30 anni più di te?
Ultima modifica di angelofm il lunedì 1 febbraio 2010, 14:12, modificato 1 volta in totale.
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Re: Stemmi araldici e famiglie non nobili nel 1600

Messaggioda Claudio di Renda » lunedì 1 febbraio 2010, 14:11

Scusami l'errore di battitura il "Tu" è accettatissimo. Poi alla mia età mi vine più semplice dare del tu che del lei :)
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