Raymond Ward Bissell demolisce alquanto, proprio per considerazioni araldiche, l'ipotesi di Mary Garrard che potesse essere il genovese
Pietro Maria di Cesare Gentile (che é documentato essere stato, ma ben dopo il 1622, collezionista di dipinti di Artemisia).
Sostiene che sia i
Pepoli (a proposito, il ritratto é pervenuto alle collezioni comunali bolognesi proprio col lascito Pepoli
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) sia i
Gentile di Genova avevano per stemma uno scaccato, per'altro differenti fra loro (Pepoli 6x6, Gentile 3x3) e differenti dagli scacchi dello stemmino sovradipinto: 5x3 (totale di 15 in 5 righe di 3 quadrati cascuna, la prima e l'ultima però prive di due quadrati in quanto "tagliati" dai 4 "angoli" dell'ovale).
Inoltre la Garrard parla sì di Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, descrivendo però la croce mauriziana come una "Maltese cross" (sic!), confermando quindi, una volta di più, di capirci gran poco di Araldica. Per aggiungere delirio al delirio, la Garrard conclude sosteneddo che lo scaglione riverso fosse uno stemma "di fantasia, senza significato, inventato" (!) dalla stessa pittrice tanto per dipingere qualcosa nell'ovale dello stemma, destinato fin dall'inizio ad essere "ricoperto" col vero stemma dell'effigiato una volta che il quadro fosse giunto a destinazione... (sì, alle volte gli storici dell'arte si dovrebbero veramente e semplicemente vergognare delle boiate che si ingegnano a
inventare per giustificare le loro "conclusioni"...

).
In conclusione, é possibile che lo stemmino sovradipinto (comunque NON ORGINALE) fosse uno stemma Pepoli reso male ma comunque vicino all'originale per gli scacchi numerosi e fitti (inoltre ciò é corroborato dalla provenienza Pepoli del dipinto). Certamente non poteva essere (poiché in tal caso sarebbe stato riprodotto talmente male da essere irriconoscibile) lo stemma Gentile, così rado nei suoi soli 9 grandi scacchi. Inoltre c'é anche una ragione storica che esclude che il cavaliere raffigurato possa essere il Gentile. Infatti Pietro Maria fu protagonista di primo piano nell'eroica resistenza che la Repubblica di Genova oppose ai Savoia nella guerra del 1625. Improbabile quindi (anche se non impossibile) che un patriota genovese ostentasse con tanta fierezza un ordine dell'odiato nemico
sabaudo.
Ma tutto questo é pura accademia, poiché lo stemma originale (e non certo "meaningless" come farfuglia la Garrard...) é quello con lo scaglione rovesciato e bordato d'argento, corredato vieppiù sin dall'origine del capo di San Maurizio, che costituisce un collegamento palese e incontrovertibile con la croce sull'armatura.
Anche se "originale", però, la qualità pittorica molto bassa di questo piccolo inserto araldico rende molto improbabile che sia stato dipinto dalla Gentileschi.
Quanto tempo (un mese, una anno, un decennio, un secolo???) dopo sia stato dipinto e da chi (dall'effigiato? dagli eredi? da intermedi non noti nuovi proprietari vogliosi di "riciclare" il ritratto nella propria galleria familiare in modo del tutto analogo a come, a tutta e comprovata evidenza, fecero i Pepoli successivamente?)
Per conferma, la crocetta nel capo dello stemma é proprio mauriziana.