"Prelati domestici di Sua Santità"

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"Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » venerdì 11 dicembre 2009, 23:33

Nelle mie ricerche genealogiche e storiche sto considerando anche le varie persone che nei secoli hanno raggiunto carriere ecclesiastiche di un certo livello.
A tal fine mi interesserebbe capire meglio le caratteristiche del titolo ecclesiastico di "prelato domestico di sua Santità".
Ho individuato, nella mia regione, un nominativo citato nei documenti come "Vicario capitolare, Canonico e Arciprete di una Cattedrale, Rettore di un Seminario e PRELATO DOMESTICO DI SUA SANTITÀ".
Quest'ultimo titolo credo di non averlo mai sentito nominare prima, e infatti cercando informazioni ho trovato, anche nel seguente sito
http://www.vatican.va/news_services/lit ... le_it.html

che in tempi recenti tale titolo ha preso la denominazione di "Prelato d'Onore di sua Santità", che in effetti ho già sentito nominare.
Vorrei capire se tale titolo può essere interpretato realmente come un "salto" in avanti nella gerarchia ecclesiastica cattolica, dettato anche da particolari meriti.
O è essenzialmente un titolo prettamente onorifico che veniva elargito a personaggi del Clero che avevano raggiunto una certa età dopo aver ricoperto magari qualche carica locale? Per esempio il nominativo che mi interessa non è mai stato nominato Vescovo (forse perché se ne andato prima), però nei documenti viene citata la sua corrispondenza epistolare e alcuni suoi incontri con il Pontefice di quel periodo, e suoi studi teologici, filosofici ecc..
E in base a ciò dunque mi sono chiesto se i Prelati domestici avevano incarichi direttamente legati allo Stato della Chiesa, e anche un rapporto privilegiato con il Papa e la Curia vaticana.
Oppure ciò accadeva solo per alcuni di essi, ma non era una condizione per forza contingente al loro titolo?
Anche se il termine "domestico" sembrerebbe indicare una qualche "vicinanza" con la Curia vaticana.
Ho anche trovato che a volte il titolo di Prelato domestico di sua Santità precedeva nel tempo la nomina a Vescovo e a volte anche a Cardinale.
Ma con mi sorpresa, nel seguente sito
http://it.wikipedia.org/wiki/Andrea_Riggio

ho rilevato che a volte il titolo di Prelato domestico veniva elargito anni dopo la nomina a Vescovo; e particolare importante per l'ultimo esempio nel sito è che quel Vescovo morì Prelato domestico a Roma, a contatto con la Curia vaticana (e dunque ritorna il mio dubbio sulla vicinanza o non vicinanza con la Curia vaticana).

(continua nel post seguente)
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » venerdì 11 dicembre 2009, 23:39

Nel presente forum ho trovato qualche topic e post inerenti l'araldica dei Prelati domestici e qualche personaggio insignito di tale titolo.
Ho anche trovato qualche sito web dove, spiegando il concetto della denominazione di Monsignore, sembrerebbe che il titolo di Prelato domestico sia essenzialmente onorifico, non per forza legato a incarichi importanti anche "interdiocesani".
Dunque, per orientarmi meglio in tale genere di ricerca, quale era la reale valenza di tale titolo?
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Guido5 » sabato 12 dicembre 2009, 0:13

Caro AntonMaria,
ti rispondo senza sforzo alcuno riportando pari pari la voce "Prelati d'onore di Sua Santità" dalle note storiche dell'«Annuario pontificio»:

Prima del Motu Proprio Pontificalis Domus del 28 marzo 1968 di Paolo VI i Prelati d'Onore di Sua Santità erano denominati Prelati Domestici (Antistites Urbani).
Questa dignità è un titolo d'onore, col quale vengono insigniti chierici benemeriti, e sono familiari del Papa con tutte le prerogative concesse a questa categoria.
Alcuni venivano insigniti di questo titolo in virtù dell'officio che coprivano: così erano Prelati Domestici gli Arcivescovi e i Vescovi Assistenti al Soglio, i Protonotari Apostolici, che prima della loro nomina a Protonotari erano stati nominati con Breve “Prelati Domestici”, i Prelati appartenenti ai Collegi della Prelatura e gli Arcivescovi e Vescovi che ne avevano ottenuto concessione prima della promozione.
Sono Prelati d'Onore di Sua Santità i membri dei Collegi della Prelatura Romana (Protonotari di Numero Partecipanti, Uditori di Rota, Chierici della Camera Apostolica), i Canonici della Primaziale di Pisa, le Dignità del Capitolo Metropolitano di Catania, i Canonici del Capitolo Metropolitano di Vercelli, il seniore fra i Canonici della Perinsigne Basilica di San Lorenzo in Damaso in Roma, i Cappellani della Cappella del Tesoro di S. Gennaro in Napoli, l'Arciprete del Capitolo dei Ss. Celso e Giuliano in Roma, i Giudici del Tribunale della Rota della Nunziatura Apostolica di Spagna, i Canonici della Cattedrale di Siena, e per sovrana concessione di Giovanni XXIII, il Prevosto pro tempore di Clusone, nonché, per decisione del Beato Giovanni Paolo II (Cost. Ap. Magna quidem, del 18 aprile 1983), il Preposito e il Decano della Collegiata di Prabuty. Nel Catalogo di Paolo IV (1555) figuravano tra i Prelati Domestici anche i Penitenzieri di S. Pietro.

Ciao a tutti!
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda nicolad72 » sabato 12 dicembre 2009, 12:38

Salvennor ha scritto:Vorrei capire se tale titolo può essere interpretato realmente come un "salto" in avanti nella gerarchia ecclesiastica cattolica, dettato anche da particolari meriti.


I titoli in questione si possono considerare a tutti gli effetti delle Onorificenze concesse ai chierici ordinati, ossia a coloro che appartengono alla gerarchia.
La gerarchia della Chiesa è su tre gradi (si chiamano proprio così), che sono quelli in cui si articola il sacramento dell'Ordine: Diaconi, Presbiteri, Vescovi.

Tutti gli altri titoli sono qualifiche meramente onorifiche oppure insegne di potestà (legate a particolari uffici o incarichi - Protonotari Apostolici di Numero, Cardinali), ma che nulla modificano nello status gerarchico (ossia il grado nel sacramento dell'Ordine) di chi ne è insignito.
Ai diaconi (che si dividono in Permanenti e Transeunti, i primi reintrodotti con il concilio vaticano II, sono quelli che restano tali a vita, gli altri sono quelli che divengono diaconi per poi - in genere dopo un anno - essere ordinati Presbiteri) l'ordinamento canonico non riconosce (se non a livello - forse - di qualche capitolo locale la qualifica di Canonico) alcun titolo d'onore, mentre in passato anche i Diaconi potevano assurgere al rango di Cardinali (titolari appunto di una Diaconia)
Ai presbiteri può essere conferito il titolo di: Canonico, Cappelano d'Onore di Sua Santità, Prelato d'Onore di Sua Santità, Protonotario Apostolico Soprannumerario, Cardinale.
Ai Vescovi può essere conferito il titolo di Arcivescovo, Patriarca (questi titoli possono essere conferiti sia alla persona che legati alla sede della quale il Prelato è titolare o ordinario), Cardinale.

NB. Questi sono i titoli in uso nella Chiesa Latina, nelle Chiese Orientali, si è sviluppata (nei titoli onorifici e nelle potestà, ma non nella gerarchia) una diversa tradizione.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » sabato 12 dicembre 2009, 18:54

Gentili Guido5 e nicolad72, Vi ringrazio per le delucidazioni e informazioni fornite.
In effetti quando ho scritto "salto in avanti nella gerarchia ecclesiastica" sembra che mi riferisca a molti gradi gerarchici, mentre invece appunto i gradi gerarchici sono tre.
Ora mi è chiara la natura dei Prelati domestici.
Cmq il Prelato domestico oggetto della mia attenzione non è molto "antico", dato che è vissuto fino a poco prima i cambiamenti del Concilio Vaticano II; nominato Prelato domestico credo da Pio XII, ma con rapporti più stretti con Giovanni XXIII sia prima che dopo l'elezione di quest'ultimo.


A proposito di titoli ecclesiastici, vorrei sapere come mai nei secoli passati gli appartenenti al clero, rei di violazioni sia delle leggi civili che ecclesiastiche, venivano rinchiusi quasi sempre nelle "carceri vescovili", e non in quelle civili o militari. Cosa che ho trovato anche nel seguente sito (alla fine)
http://www.giuseppegaribaldi.info/un_ep ... _vita.html

E in tale sito viene anche citato un certo Don Giuseppe Sardo Piccolomini (ma non era del ramo nobile sardo, già estinto), denominato "suddiacono", citato come fuggitivo dalle carceri vescovili. Cosa si intendeva con il termine SUDDIACONO? Era una denominazione esistente nei secoli passati?
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda nicolad72 » sabato 12 dicembre 2009, 19:39

Prima del Consilio si distingueva tra Ordini Minori e Ordini Maggiori. I secondi sono quelli classici Diaconato, Presbiterato, Episcopato, e costituiscono un sacramento e vengono conferiti solo dal Vescovo (che è il ministro del sacramento dell'Ordine)
I Primi, ordini minori (Esocistato, Lettorato, suddiaconato) erano dei Sacramentali (Benedizioni) e non dei veri e propri sacramenti che radicavano lo stato clericale, ma non incardinavano nella gerarchia, potevano essere conferiti anche da un non vescovo.
(NB. Ho dei dubbi sul suddiaconato, perchè non vorrei rientrasse tra gli ordini maggiori, ma non mi sembra, chiedo a qualcuno magari più preparato di me sul punto).

Per quanto riguarda le carceri vescovili, una volta competente a giudicare i religiosi era esclusivamente il foro ecclesiastico, in quanto erano esenti dalla giurisdizione civile (oggi diremmo ordinaria dello Stato), quindi avevano tribunali propri, pene prorie, e luogi di esecuzione della prena propri... non finivano con i "comuni".
Le cose iniziarono a cambiare a far data dal 1789 (14 luglio)
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » sabato 12 dicembre 2009, 19:40

Tutto a posto, ho trovato il significato di SUDDIACONO anche sul web. Non credevo di trovare notizie anche nel web quando ho posto la domanda di cui sopra.
Anche nel sito
http://it.wikipedia.org/wiki/Suddiacono

ci sono varie informazioni a riguardo.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » sabato 12 dicembre 2009, 19:47

Gentile nicolad72, Grazie per la risposta, più esaustiva di quella che ho trovato sul web.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Antonio Pompili » domenica 13 dicembre 2009, 1:04

nicolad72 ha scritto:(NB. Ho dei dubbi sul suddiaconato, perchè non vorrei rientrasse tra gli ordini maggiori, ma non mi sembra, chiedo a qualcuno magari più preparato di me sul punto).

Il Suddiaconato (almeno nella Chiesa latina) costituiva il primo degli Ordini maggiori. Con l'Ordinazione il Suddiacono s'impegnava alla recita quotidiana dell'Ufficio divino (Breviario) e al celibato.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda adj » domenica 13 dicembre 2009, 15:29

Nelle Chiese Ortodosse il Suddiaconato è invece uno dei due ordini minori, insieme al Lettorato.
Ignoro invece come sia considerato nelle Chiese orientali in comunione con Roma. So solo per certo che esiste (ne ho conosciuto personalmente uno).
adj
 

Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » domenica 13 dicembre 2009, 19:58

Gentili Antonio Pompili e adj, un ringraziamento anche a Voi per le ulteriori considerazioni in merito.

A quanto pare nella mia regione furono nominati "Prelati domestici di Sua Santità" anche altri ecclesiastici, e non solo la persona che mi interessa per le mie ricerche.
E nel sito
http://www.canelles.it/secoli%20XVI-XVII.htm

relativo ad un'antico casato sardo-iberico, si legge anche il seguente contenuto

Nicolò nacque ad
Iglesias nel 1515,
studiò nella sua città
natale poi a Cagliari e
infine a Roma. Venne
ordinato sacerdote
conseguendo la
laurea in utroque nel
1548. Grazie alle sue
doti di oratore fu
nominato prelato
domestico
(commensale) di
Papa Giulio III che
apprezzava la sua
profonda cultura.

Dunque i commensali dei Papi, termine che a volte si legge in alcuni libri e documenti (e a volte nominati anche in film storici, se non sbaglio), non sono altro che i Prelati domestici stessi. Credevo che con il termine COMMENSALI si indicasse, in passato, in generale l'insieme delle persone, collaboratori essenzialmente, assai vicine ai Pontefici, indipendentemente da titoli specifici o anche dalla posizione gerarchica. Invece è un nome diverso per indicare i Prelati domestici, nei secoli passati specialmente.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda nicolad72 » domenica 13 dicembre 2009, 20:57

Non è così raro trovre dei Prelati d'Onore (ieri Prelati domestici) di Sua Santità. Io ne conosco diversi, dei quali uno è stato "promosso" alla dignità di Protonotario Apostolico Soprannumerario, un'altro un paio d'anni fa ad una sede Vescovile residenziale.

Oggi le rischieste per queste onorificenze per i Presbiteri sono avanzate dal Vescovo diocesano, questi i requisiti minimi:
1. Cappellano di Sua Santità, a sacerdoti che abbiano compiuto almeno 35 anni di età e 5 di sacerdozio;
2. Prelato d’Onore di Sua Santità, a sacerdoti che abbiano compiuto 45 anni di età e 15 di sacerdozio;
3. Protonotario Apostolico soprannumerario, a sacerdoti che abbiano compiuto almeno 55 anni di età e 20 di sacerdozio;

Viene richiesto di rispettare nelle richieste una "gradualità" nel conferimento dei titoli ed inoltre il numero complessivo dei Cappellani, dei Prealti e dei Protonotari dono deve superare il 10% del clero della diocesi.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Rovelecca » domenica 13 dicembre 2009, 21:32

Guido5 ha scritto:... nonché, per decisione del Beato Giovanni Paolo II (Cost. Ap. Magna quidem, del 18 aprile 1983), il Preposito e il Decano della Collegiata di Prabuty...


Per quanto sia nei voti di molti, il papa Giovanni Paolo II è "solo" Servo di Dio, essendo ancora in corso la causa di beatificazione e canonizzazione :-)

Nulla da aggiungere alle risposte fin qui date: preciso solo un particolare non secondario.
Nella gerarchia ecclesiastica si distinguono due linee di precedenza: quello sacramentale e quello di dignità. Nella linea sacramentale (cioè del Sacramento dell'Ordine) vi sono solo tre gradi: episcopato, presbiterato e diaconato. Sotto questo aspetto, ad esempio, il papa è un vescovo come tutti gli altri, e i vescovi tra loro sono tutti uguali. Per questo motivo, in una concelebrazione la presidenza spetta sempre al vescovo, anche se fosse il più giovane dei presenti (per età o per ordinazione).
Nella linea della dignità vi sono invece diversi ambiti, all'interno di ciascuno dei tre gradi dell'ordine sacro: ci sono precedenze legate all'ufficio, altre legate alla dignità: ad esempio un patriarca ha lo stesso "grado sacramentale" di un vescovo titolare ma chiaramente ha la precedenza, perchè "dignior"; un prevosto ha la precedenza su un arciprete (nel rito romano), ma un canonico ha la precedenza su un prevosto; vi possono essere canonici onorari ma anche prevosti ad personam. Il titolo d'onore concesso dalla Santa Sede ha ovviamente la precedenza su quello concesso dal vescovo diocesano. E in ultima istanza, tra pari grado vale l'anzianità di ordinazione. In una concelebrazione senza la presenza del vescovo, presiede il più importante per ufficio (il vicario generale in quanto rappresentante del vescovo, il vicario foraneo ecc.) a meno che questi non ceda il proprio posto a un altro, più importante per dignità (un prelato d'onore, o un canonico, ad esempio). Nella realtà poi le cose vanno molto più semplicemente.
Tra parentesi, nelle processioni la precedenza viene espressa... al contrario: chi è più importante va dopo, in base al principio evangelico "dei primi e degli ultimi".
Pocch parol, ma ciar e nètt.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » lunedì 14 dicembre 2009, 1:07

Per nicolad72: Grazie per aver postato l'elenco dei requisiti fondamentali richiesti per le citate onorificenze.

Gentile Rovelecca, La ringrazio per le considerazioni relative ai vari ambiti della Linea di dignità.
Per quanto riguarda le processioni infatti avevo notato, nella mia regione, che prima sfilano i fedeli, poi altri fedeli che tengono stendardi e spesso recitano preghiere, poi seguono le Arciconfraternite con i loro stendardi (a volte con il volto coperto per gli uomini e il velo per le donne), poi a volte a questi seguono i Cavalieri (spesso proprio a cavallo) che simboleggiano coloro che nel passato avevano privilegi di nobiltà o cavalierato, o che appartenevano (o che appartengono) a Ordini Cavallereschi, poi viene colui che simboleggia il potere civile e militare, cioè il Vicerè dei secoli passati, e per ultimi sfilano gli appartenenti al Clero, secondo le gerarchie e la linea di dignità.
Per ultimo abbiamo il Vescovo e in genere la statua del Santo/a o la teca sacra.
Dunque anche nelle processioni, seppur al "contrario", si seguono le regole dettate dai concetti di cui sopra.
Nessuna consuetudine (tranne forse alcune differenze locali) ma bensì regole precise anche per le processioni.
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Re: "Prelati domestici di Sua Santità"

Messaggioda Salvennor » lunedì 14 dicembre 2009, 1:41

Dimenticavo, ma occorre dire che quì a volte nelle processioni e in vari riti alcune Arciconfraternite (ma solo alcune) avevano, e hanno ancora, il privilegio di sfilare per ultimi, insieme al Vescovo e al simulacro. E le altre confraternite invece sfilano nella posizione già citata sopra.
E tra l'altro, non so se avveniva anche nella penisola, all'interno delle Arciconfraternite vi erano anche componenti con titoli nobiliari, tanto che a volte il Priore era un Don (l'ho visionato anche in documenti) e credo che in certe confraternite erano i vertici che si prendevano l'obbligo di preparare l'ultimo pranzo e servire i condannati alla pena capitale, e prepararli anche spiritualmente.
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