da Antonio Pompili » lunedì 30 novembre 2009, 13:59
Gentile Ninni, se possiamo indicare dei criteri per la preferenza dell'una o dell'altra scelta nella localizzazione di uno stemma posto come decorazione araldica di un palazzo, questi non potranno che essere molto generici e tutt'altro che universalmente applicabili. Ne segnalerei due tra i tanti possibili.
Un primo criterio di ordine puramente tecnico, in relazione al materiale e/o alle tecniche decorative utilizzate per lo stemma. Evidentemente materiali lapidei saranno usati anche per una decorazione araldica esterna, mentre stemmi di materiali meno resistenti alle intemperie o completati cromaticamente saranno localizzati per lo più in zone interne.
Un secondo criterio che in molti casi può aver ispirato i realizzatori di manufatti araldici posti a decorazione di dimore civili è senz'altro quello di una certa uniformità nell'uso, per cui in un determinato centro urbano si osserva la prevalenza (talora una quasi esclusività) di un dato uso rispetto ad altri. A tal proposito, posso riportare una mia recente esperienza, proprio di pochi giorni fa, nella bellissima cittadina di Popoli, in Abruzzo. A parte lo stupore che ho provato davanti ai superbi stemmi che ornano la Taverna Ducale costruita nel XIV secolo dai Cantelmo, ho ammirato decine di stemmi rappresentati in bassorilievo sulla chiave di volta dei portali di edifici realizzati in tempi più recenti (quasi tutti verosimilmente negli ultimi due secoli). Da quanto ho osservato non solo era questa la disposizione di manufatti araldici ornamentali di gran lunga più diffusa, ma la stessa collocazione era utilizzata anche per diversi stemmoidi che facevano bella mostra di sé sui portali di alcune dimore con chiaro intento imitatorio dell'uso realmente araldico di altre. Quindi le mode e l'imitazione giocano anche per la collocazione di uno stemma (e non solo per la sua foggia o la sua composizione) la loro parte.
Anche se - lo dobbiamo riconoscere - le decorazioni (araldiche, para-araldiche e non araldiche) sulla chiave di volta, per il valore strutturale e la centrale visibilità di cui questo elemento architettonico è necessariamente dotato, sono riscontrabili con molta facilità un po' ovunque.
QUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)