da Franz Joseph von Trotta » mercoledì 2 febbraio 2005, 11:13
Cari fra’ Eusanio e Signor Grimaldi,
il topic è arrivato ad un punto molto interessante e vedrò di approfondire le mie opinioni in materia e, spero mi perdonerete la lunghezza che temo andrò a raggiungere.
Io parto dal presupposto che oggi chi per passione, tradizione o bisogno (penso ad esempio ai vinificatori toscani o agli albergatori alpini che alzano emblemi su etichette e chalets) fa uso di araldica famigliare, esercita questo uso solo come un mero fatto privato, una scelta personale e di proprio gusto. Di fatto oggi tutti, se vogliono, posso alzare uno stemma: nessuna norma, legge, regolamento, codice vigente sul territorio della Repubblica italiana (o dell’Unione Europea) lo proibisce.
Questi usi contemporanei sono regolati quindi solo dal senso di reponsabilità, dalla conoscenza storica della disciplina e dal gusto personale del possessore dello stemma. L’araldica ha codificato nel corso della sua storia una serie di consuetudini grafiche più o meno simili e sempre rispettate (le forme dello scudo, la posizione di elmo e cimiero, delle corone etc.), e un certo numero di regolamenti normativi (tutti piuttosto tardivi) tendenti soprattutto a circoscrivere la disciplina all’interno della classe nobilare (ma anche questo non è sempre vero), regolamenti nell’uso pratico spesso disattesi già ai loro tempi, durati chi più, chi poco, chi pochissimo come i pochi decenni di quello del Regno d’Italia
È plausibile che la famiglia Mazzanti Vien dal Monte e Vien Dal Mare, famiglia antica e titolata con una lunga tradizione araldica alle spalle se nel 2005 usa araldica lo fa rispettando il proprio stemma riconosciuto dalla Consulta araldica secondo i suddetti RR.DD.; quindi con lo scudo sannitico, l’elmo messo così perché sono conti, i lambrecchini ghirigorati perché allora andavano di moda così, il cimiero messo cosà perché così è raffigurato sulla patente ufficiale etc. Ma se la stessa famiglia ama invece fare uso di un suo stemma medioevale tolto magari da un antico camino per sottolineare la sua antica nobiltà etc. non può farlo?
Poniamo invece che il signor Brambilla Fumagalli scopre che la sua famiglia originaria delle valli bergamasche nel ‘700 usava liberamente uno stemma con una corona patriziale particolare che lì si usava per consuetudine - che la gloriosa Repubblica di San Marco non tediava certo i propri sudditi per simili quisquilie araldiche (si badi bene, dico araldiche e non nobiliari). Il Brambilla Fumagalli non può fare legittimo uso di questo stemma dei suoi antenati perché il R.D. del 1943 dice che allora in Italia non si poteva e che lo stemma deve essere raffigurato così e cosà etc.? Mi pare un’approccio non filologico e del tutto irrispettoso della realtà e tradizione storica.
Il signor Bianchi di Firenze invece non ha rintracciato uno stemma antico ma l’idea dell’arma gli piace. Realizza un emblema che simbolicamente riassume la storia della sua famiglia e, visto che è fiorentino doc, si ispira alle armi del Bargello scudo gotico, elmo a becco di passero con cimiero e, visto che il sig Bianchi è persona seria, certamente nessuna corona nobilare. Che fa il Bianchi nel 2005? Si pone il problema che il R.D. del 1943 diceva che non si può perché solo i nobili riconosciuti ed obliterati con timbro sabaudo hanno stemma, o al limite, solo quelli di distinta civiltà, etc., etc. etc?
Il signor Grimaldi si chiede a quale precedente ci si debba attenere per “usare araldica” oggi: io ritengo che qui e adesso quel precedente può essere solo la schietta storia dell’araldica che tanta bellezza, eleganza e buon gusto ha saputo creare nel corso della sua esistenza, certo con un occhio attento alle consuetudini storiche della propria zona, certo con un forte spirito critico e senso di responsabilità per non scadere nel ridicolo, ma certo senza nessun imbarazzo o sudditanza psicologica verso il R.D. del 1943.
Che alcuni non lo facciano e che si mettano fantasiosi manti, patacche e corone questa è un’altra storia.
Un saluto cordiale.
FJVT
P.S. Ovviamente le famiglie degli esempi forniti sono solo ipotetiche!
2° P.S. « Un Ufficio Araldico che si rispetti avrebbe da tempo emesso o prodotto un'apposita normativa interna, o quant'altro, se non altro per far conoscere come e perchè e con quali criteri e su quali basi storico-iconografiche abbia creato (ad esempio) una curiosa ed inedita foggia di corona radiata per la Regione Valle d'Aosta... ».
Caro Fra' Eusanio questo è un discorso diverso e, nel mio specifico, cannoneggi una breccia aperta!
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar