Idamante ha scritto:GENS VALERIA ha scritto:Idamante ha scritto:E inoltre: qualora si rispondesse di no, la nobiltà non avrebbe oggi nessuno strumento per essere riconosciuta con tutti i crismi?
no , non avrebbe strumenti
Faccio allora una considerazione. La sopravvivenza della nobiltà è stata garantita in passato dalla concessione costante di titoli nobiliari. Ciò consentiva di avere sempre un numero di nuove famiglie nobili che sostituissero quelle che nel tempo inevitabilmente andavano ad estinguersi. Visto che oggi è impossibile concedere nuovi titoli nobiliari e visto anche il notevole cambiamento nei costumi sociali che rende difficile una successione gentilizia nelle antiche forme (vedi i frequenti casi di ragazze-madri, di adozioni, oppure i casi di figli riconosciuti da entrambi i genitori conviventi ma non sposati), mi chiedo quale prospettiva di sopravvivenza possa avere la classe nobiliare nei prossimi cento o duecento anni. Se le associazioni nobiliari avessero veramente a cuore la prosecuzione di queste antiche tradizioni, non dovrebbero rendere più flessibile (e moderna!) la normativa sulle successioni e sulle concessioni di titoli nobiliari?GENS VALERIA ha scritto:Diciamo che... ai fini dell'aggiornamento degli elenchi nobiliari ( eravamo partiti da qui ), i curatori di pubblicazioni del settore generalmente considerano molto autorevoli i pareri delle associazioni nobiliari riservandosi , tuttavia, un discreto margine di autonomia
Nella giornata di ieri, su richiesta di uno dei discendenti del conte Fabio e mio carissimo amico, mi sono messo alla ricerca - tramite Internet - dell'indirizzo della Commissione Genealogica Regionale del Corpo della Nobiltà Italiana di pertinenza nel nostro caso (Lazio, Marche e Umbria), ma purtroppo non sono riuscito a trovarlo. Qualcuno di voi potrebbe cortesemente fornirmelo? Grazie mille.
Cordialmente,
Idamante
Sto leggendo in questi giorni i volume di Claudio Donati : L’Idea di Nobiltà in Italia , sec XIII – XVIII e mi sto rendendo conto di quanto sia evoluto nel tempo questo concetto che sembrava immutabile e cristallizzato , anch’io sono dell’idea che o la nobiltà si evolve o rischia di estinguersi in poche generazioni ( soprattutto per disinteresse degli stessi nobili , come scrivevo in un intervento precedente) .
Abbiamo visto quanto l’applicazione pedissequa di leggi fuori tempo e fuori… legge porti ad aberranti situazioni nelle quali viene negato addirittura l’evidenza di fatti sociali e storici .
Forse oggi è arrivato il momento di incominciare a parlare non tanto di nobili ma di discendenti ( anche ex foemina ) di casate di antica distinzione , di quelle famiglie nobili e notabili che hanno avuto un ruolo rilevante nella società , promuoverne lo studio genealogico , quello della storia , dei vecchi muri , delle antiche tradizioni . Dall’aggregazione di queste case ( censite con criteri meno ingessati ) si può ricavare nuova linfa di crescita morale , religiosa , civile e culturale per tutti.
Sono certo di fare sobbalzare dalla sedia più di una persona , con queste affermazioni molto poco ortodosse , ma francamente non vedo, per la nobiltà , nell’Italia del XXI secolo , altre vie di "salvezza" .
Gentile Idamante ,
le fornirò per messaggio privato le coordinate dell' Associazione Nobiliare Regione Veneta ( CNI ) , potrà informarsi sulla corrispondente Associazione del Lazio .
Cordialmente

