PRUEFER ha scritto:Ufficiale dei paracadutisti del Corpo di amministrazione e commissariato
Questo ruolo mi appre nuovo... I paracadutisti mi risulta siano una specialità di fanteria (Arma) non del Corpo di Amministrazione e Commissariato...
forse lei è stato un ufficiale del Corpo di Commissariato che ha prestato il servzio di Prima Nomina presso la Brigata Paracadutisti "Folgore".
Perchè la dizione Ufficiale dei Paracadutisti del Copro di amministarzione e commissariato può - a chi non è espertissimo di cose militari - trarre in inganno.
Penso, poi, che si faccia un uso un po' troppo facilone del termime Ordine (che in realtà è una struttura giuridica complessa) legata al termine Onorificenza e Decorazione, che nel nostro ordinamento hanno significati ben precisi e sui quali sia la dottrina, sia la pubblica amministrazione si sono più volte espessi, arrivando a delinearne bene de differenze ed i contorni.
La non facile distinzione tra Onorificenze e ricompense, si basa sulla circostanza che le Onorificenze in senso stretto sono quelle c.d. cavalleresche (dal nome della classe di base di cavaliere, evocativa della antica milizia cavalleresca medioevale o della cavalleria onoraria moderna), vale a dire quelle che non solo premiano il merito e convalidano l’onore che ne deriva, ma che conferiscono uno status personalissimo, per quanto simbolico, caratterizzato da un titolo ad personam (cavaliere, appunto, o altro superiore), con eventuali attributi onorifici (a titolo di puro esempio il diritto a ricevere gli onori militari) e patrimoniali (sempre a titolo di esempio il diritto ad un assegno di pensione); comportano anche - ad immagine degli ordini cavallereschi storici - la partecipazione ad un ordine, cioè ad un’associazione degli insigniti, e dunque l'iscrizione ad un apposite albo.
Si tratta di associazioni di diritto pubblico che hanno la natura di enti strumentali dello Stato o dell’ente sopranazionale che li ha istituiti, perché dell’ente hanno, a tutto concedere, la sola forma esteriore, ma nella sostanza sono meri uffici dello Stato o dell’ente stesso.
Queste associazioni, o ordini, hanno propri organi, più o meno simbolici e rappresentativi (di rappresentatività esterna, interna o mista a seconda dei casi), come ad esempio Capo dell'Ordine, Consiglio, Cancelliere. Si tratta di organi con funzioni essenzialmente di parziale auto-amministrazione e, soprattutto, di stretto raccordo strutturale, oltre che procedimentale, con l'ordinamento generale mediante l’unione reale delle figure di capo dell'ordine e, ad esempio, di cancelliere con figure apicali dell'ordinamento generale. Raccordo che è tale da evidenziare il carattere essenzialmente verticale e concessorio della decorazione e che lascia all’auto-amministrazione solo attribuzioni di gestione e consultive.
La circostanza che, di fatto, una tale associazione non svolga una vera e propria attività associativa è priva di un effettivo rilievo: e infatti conseguenza della sua funzione essenzialmente simbolica di uno status onorifico, metaforicamente evocativo degli antichi ordini cavallereschi, la semplice appartenenza al quale è già satisfattiva dell’effetto sociale di riconoscimento per cui è previsto e che non abbisogna di un’attività comune degli associati.
Le ricompense, invece, conferiscono la facoltà di fregiarsi di insegne esteriori, ma non danno anche il diritto di fare uso di un titolo equestre. Queste si distinguono a contrario dalle Onorificenze cavalleresche e consistono in distinzioni onorifiche con diritto ad un’insegna portabile, possono più propriamente denominarsi “decorazioni” e, a differenza di quelle, non conferiscono anche un grado in un ordine cavalleresco e il diritto a fare uso di un titolo equestre.
Si può insomma dire che con l’attribuzione della ricompensa si premia il gesto fine a se stesso, mentre nell'attribuzione del cavalierato (o classe superiore) di un Ordine cavalleresco si premia e convalida la qualità personale che è dietro il gesto. E che la prima è solitamente concessa in retribuzione o in memoria di azioni o fatti specifici, e quindi assume un significato diverso a seconda della benemerenza che premia e di cui individua la natura, mentre l'onorificenza è ordinariamente data per una valutazione complessiva e generica delle qualità del soggetto e, quindi, a remunerazione di tutto un passato meritorio, senza altre precisazioni: l'onorificenza dunque si riferisce al complesso dell’attività militate del soggetto insignito o insignendo - per quanto postuli almeno una “azione distinta” che ne sia sintomo - e non è circoscritta all’attività svolta in un solo incarico, in un solo evento o in una sola funzione.
Tradizionalmente, infatti, nelle decorazioni l’insegna esteriore aveva in se il valore di una ricompensa, che non vincolava per il futuro il comportamento del beneficiato; mentre nella onorificenza cavalleresca l’insegna era solo un elemento secondario e accessorio, indicante un altro genere di ricompensa, vale a dire l’ammissione in una speciale associazione, che per il futuro comportava il rispetto di particolari regole di vita e la creazione di stretti legami con gli altri membri dell’ordine e il suo Capo.
Come ora detto, la decorazione premia singole benemerenze, mentre l'onorificenza non si riferisce a determinate azioni, ma remunera tutto un passato meritorio: richiede cioè la presenza dei due elementi della azione distinta e della qualità complessiva del militante. Vero è che una distinzione che si basi sul riferimento all’“ordine cavalleresco” sarebbe di suo formale perché da tempo questa è una caratterizzazione che tende ad attenuarsi, con la laicizzazione e la democratizzazione degli ordini cavallereschi nobiliari, sostituiti dagli ordini “di merito”, con la scomparsa dunque degli ordini tradizionali e la loro sostituzione con entità solo nominalmente cosi chiamate, con il venir quasi del tutto meno ogni effettivo legame associativo tra i membri e la riduzione dei doveri all’obbligo di non rendersene indegno. Nondimeno la distinzione continua ad essere utile perché alla configurazione dell’insieme degli insigniti come “ordine” corrisponde ancora una diversa disciplina sostanziale e la circostanza che soltanto le onorificenze in senso stretto conferiscono uno status con il diritto di fare uso di un titolo cavalleresco.
Da ciò si desume che il Brevetto Sportivo Tedesco non è per quanto riguarda il nostro ordinamento né un Ordine, né una Onorificenza né una Decorazione. Esso è quello che semplicemente è: un brevetto che attesta delle attitudini di tipo sportivo, mantenute (se del caso) nel tempo.
Basta mistificare l'incredibile, serve solo a sviare ad ingannare ad illudere chi non ha (tantissimi) le idee chiare su cosa siano gli onori, il loro mondo e i loro valori.
Ripeto il resto sono solo mistificazioni di chi vuol fare apparire una cosa per quello che in realtà non è.
Talvolta basta vedere come ci si presenta, per capire le intenzioni di ci agisce o parla.