Notizie su un "tipario" monastico-cavalleresco

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Notizie su un "tipario" monastico-cavalleresco

Messaggioda Salvennor » lunedì 19 ottobre 2009, 0:22

Cercando notizie su alcuni nomi di battesimo, forse di origine toscana, presenti nei documenti sardi fino al XV sec, sono capitato in siti web inerenti la storia della presenza della Repubblica di Pisa in Sardegna. E in relazione a ciò vorrei sapere se esistono maggiori dettagli riguardo alla seguente cronaca ottocentesca:

Nel 1838 un notaio di Dorgali (NU), mentre effettuava delle riparazioni nella propria abitazione, rimuovendo una
lastra dall'uscio della
sua casa ritrovò una
medaglia presumibilmente dell'Ordine di
San Lazzaro con l'iscrizione, a tratti non chiara

"+ Sigillum
FratRIS TIBALDI ORDO
MILITIE SanCtI LAZzARI
IER...L...Osolymitani"

Tale medaglia, della
quale esisterebbe un
disegno di Lamarmora,
che la visionò, riporta la resurrezione di
Lazzaro, in procinto di alzarsi da un sepolcro
che si apre, attorniato da Cristo e tre figure oranti, sovrastato da
un grande lampadario
sostenuto al soffitto
da due lunghe funi.

Ero al corrente che nella mia regione furono scoperti vari reperti relativi alla presenza di Ordini monastici italiani e europei e anche relativi a antichi OrdiniReligiosi-Cavallereschi, la maggiorparte non più esistenti, ma di tale ritrovamento ero all'oscuro. Esiste ancora tale medaglia? Sempre che fosse realmente una medaglia. Magari era un sigillo. O perlomeno il disegno realizzato dal Lamarmora (uno studioso piemontese credo conosciuto solo in Sardegna) esiste ancora?
Però poi visionando un altro sito, questo
http://209.85.229.132/search?q=cache:3G ... en&ct=clnk

relativo anche allo studio dei sigilli religiosi e cavallereschi, sembrerebbe che nello stesso luogo la natura del ritrovamento sia stata diversa; e cioè si trattava di una incisione in un "Ripario", e non di una medaglia. Quale è la definizione esatta di "Ripario"? Anche il testo, riportato poco prima di metà pagina dell'ultimo sito indicato (dove è citata la scena di Lazzaro), è leggermente diverso. E vorrei anche capire quale legame esisteva tra il centro monastico di Altopascio, in Toscana, e il potere politico di Pisa in Sardegna nel periodo medievale. Infatti pare che esistesse un legame tra tale ritrovamento e monasteri e ospedali siti in quella zona dell'isola. In pratica tale scoperta a quali conseguenze ha portato nell'ambito dello studio degli Ordini Monastici siti in Sardegna?
Ultima modifica di Salvennor il lunedì 19 ottobre 2009, 18:15, modificato 1 volta in totale.
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Re: Notizie su un "ripario" monastico-cavalleresco

Messaggioda enza » lunedì 19 ottobre 2009, 13:58

Ho riletto la frase in PDF non è ripario ma "tipario" non conosco il significato forse è sinonimo di matrice?
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Re: Notizie su un "tipario" monastico-cavalleresco

Messaggioda Salvennor » lunedì 19 ottobre 2009, 18:10

Gentile enza, La ringrazio per la Sua osservazione. Avevo letto solo la versione html del sito, e in special modo la parte relativa al ritrovamento in questione, e appunto c'è scritto "ripario". E non riuscivo a capire cosa potesse significare, avevo pensato anche ad una sorta di custodia per sigilli. Ma invece leggendo il sito pdf in effetti la parola corretta dovrebbe essere "tipario". Allora la Sua ipotesi che possa trattarsi di una matrice credo sia giusta. Infatti forse è collegabile al concetto di "tipo", elemento atto a stampare o a imprimere un simbolo o una scritta.
Dovrebbe essere questo il significato. Ora modifico il titolo del topic.
Dunque oltre al presunto sigillo fu ritrovato anche l'elemento "tipario".
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Re: Notizie su un "tipario" monastico-cavalleresco

Messaggioda Sigillum1 » martedì 27 ottobre 2009, 17:11

Cari Salvennor e Enza, vedo solo ora il vostro quesito: il tipario è un antico termine che indica la matrice sigillare, lo strumento attraverso il quale emblemi e iscrizioni che caratterizzano una persona o una istituzione vengono impressi (da cui il termine "impressione") su un supporto, molto comunemente la cera, ma non soltanto. Il sigillo tipario di cui si tratta potrebbe essere quello pubblicato da Bascapè in Sigilli degli ordini militari e ospedalieri, p. 91 (posso darvi le indicazioni bibliografiche complete), che dice sia stato ritrovato a Dorgali, in Sardegna: esso reca la stessa iscrizione e viene attribuito al XIII secolo (anche se lo Spano lo aveva invece datato al XII). Le figure presenti vengono così descritte: la scena di Cristo che comanda a Lazzaro di risorgere, ai lati sono Marta e Maria, in basso, genuflesso, il titolare. Un cordiale saluto. Silvia
PS. Il testo di cui è inserito il link è il manuale di Sigillografia di Gian Giacomo Bascapè, in linea sul sito del Ministero dei Beni culturali
Silvia
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Re: Notizie su un "tipario" monastico-cavalleresco

Messaggioda Salvennor » mercoledì 28 ottobre 2009, 0:55

Gentile Sigillum1, La ringrazio per le informazioni e delucidazioni fornite, che confermano la veridicità del citato ritrovamento, e le caratteristiche dello stesso.
Tra l'altro alcuni giorni fa, nel seguente sito
http://www.unica.it/pub/7/show.jsp?id=5689&iso=574&is=7

ho rilevato, in riferimento a Oristano e ad altre zone della Sardegna centro-settentrionale interessate dalla antica presenza di Ordini Monastico-Cavallereschi, il seguente contenuto

... potrebbe
ipotizzarsi la fondazione
dell’ hospitalis ad opera
degli ospitalieri di San
Giacomo d’Altopascio,
presso Lucca,
caratterizzati
dall’insegna del TAU. Nel
giudicato d’ Arborea la
presenza di monaci
ospitalieri di Altopascio
è documentata con
certezza dal 1255, data
in cui il papa Alessandro
IV esonera i Cistercensi,
i Templari e gli
Hospitalarii
Jerosolymitani et de
Alto passu dal
provvedere
economicamente alle
spese per il castrum
Grapalle, Arborensis
Diocesis.
Un sigillo in bronzo, di
forma ovale con la
croce a TAU e la legenda
sigillum Fratris Bardi
Gerardi de Altopascio, il
ventiquattresimo gran
maestro di Altopascio
fra il 1367 e il 1394, fu
rinvenuto in Sardegna
ed è conservato nel
Museo Archeologico
Nazionale di Cagliari.
Altro sigillo bronzeo del
frater Martinus, d(omi)n
(u)s et m(a)g(iste)r hosp
(italis) de S(an)c(to) Jac
(obo) de Alt(o) pa(ssu) si
rinvenne nel 1797 a
Fordongianus. Infine
croci a TAU, del
medesimo tipo della
croce di Sant’ Antonio di
Oristano, sono incise sul
prospetto della chiesa
dell’hospitalis di Santa
Maria di Cea di Banari
insieme all’ iscrizione di
un frate(r) Aldib
(randus ?) del 1260. ...


Quindi uno dei ritrovamenti citati nel testo dovrebbe essere proprio quello oggetto del presente topic, e sarebbe conservato a Cagliari. Interessante anche l'altro ritrovamento citato nel sito.
Tali testimonianze provano che nel Medievo la presenza nell'isola degli Ordini Monastici-Cavallereschi era più imponente e diffusa di quello che si potrebbe pensare.
Però occorre anche cautela, specie con la questione della presenza Templare. Presenza che sembrerebbe assente nella zona di Cagliari.
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Re: Notizie su un "tipario" monastico-cavalleresco

Messaggioda Salvennor » mercoledì 28 ottobre 2009, 1:01

Per esempio se si analizzano scientificamente le seguenti tematiche

> il De Laude Novae
Militiae
> la bolla Vox in excelso
e lo scioglimento dei
Templari
> I Templari in Sardegna:
la ricerca
> I Cavalieri del Tempio e
gli altri ordini militari
> L'Ordine di Malta in
Sardegna nel Trecento
> Le commende italiane
di Malta nel XVI secolo
> Il processo ai Templari
nella Diocesi di Elne-
Rossiglione
> L'Ordine di Altopascio
in Sardegna

si può capire, seguendo la interpretazione di studiosi seri, che per la zona di Cagliari si può affermare che

Non si fa cenno a
Templari in Cagliari e
dintorni nelle bolle
pontificie e nelle
cronache sull’assedio e
caduta di Santa Igia
(1257-58), dove pure
intervenne un dignitario
templare mandato
direttamente dalla
Santa Sede
(evidentemente sul
posto non ve n’erano),
né nella relazione della
visita alla città
dell’arcivescovo di Pisa,
Federico Visconti (1263),
né ancora nelle
cronache dell’ultima
Crociata quando le navi
di San Luigi IX ripararono
una settimana nel porto
di Cagliari (1270). Né ha
valore di prova la
generica citazione di
Templari nelle lettere
papali del 1216, 1291 e
1308, poiché dirette a
tutta la Cristianità:
peraltro la lettera di
Onorio III con data 21
novembre 1216 era
indirizzata all’arcidiocesi
kalaritana, non alla città
di Cagliari, che venne
fondata dai Pisani l’anno
seguente.

e ancora si ha che

È nota pure la risposta
dell’arcivescovo di
Cagliari nel 1308
sull’assenza di beni
templari nel territorio di
sua competenza, ossia
tutto l’ex giudicato di
Kalari, compresa, quindi,
l’attuale città.

Quindi per CA non si discute la presenza di vari Ordini, ma per i Templari non ci sono tracce al momento. Al contrario, per altre zone dell'isola, ci sarebbero indizi di tale presenza, ma da analizzare con attenzione.
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