LANCIA o LANZA

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Messaggioda Marcello Cantone » sabato 29 gennaio 2005, 19:02

Gentili Colleghi
Per me sta bene anche da Ocre, sebbene sono abituato a chiamarli de Ocra (credo che sia la forma latina) e, a pensarci :oops: :oops: :idea: :oops: , non avevo mai collegato questa famiglia col paese di Ocre e al monastero del Sacro Spirito, dove credo :roll: che Lei risiede Venerabile Frate. 8)

Ritornando ai da Ocre sui singoli personaggi, Berardo o Bernardo, Gualtiero e Raimondo, li trovo citati in tanti libri, ma quasi niente ritrovo sulla storia di questa famiglia. Il Mango è l’unico ad inserirla nel suo Nobiliario ma non ne riporta l’arma.

A. Mango di Casalgerardo – Nobiliario di Sicilia – Vol. II° pag. 19

Ocra o Ocrea (de). — Un Bernardo, al dir dell' Amico, tenne la signoria delle terre di Butera e Paternò nel 1219, signoria tenuta da Gualtiero e Raimondo d'Ocrea, padre e figlio, Gran Cancellieri del Regno di Sicilia sotto gli Svevi (3).
Arma: ?
_____________

(3) Barberi, Capibreve, Val di Noto, pag.38. – Pirri, Chronologia regum, pag. 37


Un lavoro interessante è quello del Professore C. A. Garufi, esperto di storia medievale della Sicilia, che si intitola: “I de Parisio e i de Ocra nei contadi di Paternò e Butera” in Archivio Storico per la Sicilia Orientale (ASSO) anno X -1913 pp. 346-373.

In questo lavoro il Garufi, come ritroviamo sempre nei suoi scritti, riporta la trascrizione dei tanti documenti originali da lui consultati, inoltre cita tantissime fonti archivistiche e bibliografiche.

In uno di questi documenti si legge: “Ideo nos Berardus de Ocra Dei et regia gratia comittum Bufere dominus, una cum – contessa Sibilla predilecta uxore nostra ………..” questo documento, con “Suggello cereo dentro teca di bossolo”, è conservato nell’Archivio di S. Nicola dell’Arena di Catania Arm. I, 63 (chi sa se il sigillo riproduce lo stemma di Berardo?).

Questo autore riporta anche la notizia di alcune donazioni fatte nel 1222 da detto Berardo de Ocra al Monastero Cistercense di Ocre, insieme alla moglie Sibilla, per l’anima della madre Realda; come fonte riporta: Febonio – Historia Marsorum, Nespoli,1671 pp.345-348. Ugelli Italia Sacra – VI p.722


Carissimo Fra :D grazie della notizia sull’arma dei da Ocre. :D

Cordialmente
Marcello
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 29 gennaio 2005, 21:35

Marcello Cantone ha scritto:Gentili Colleghi Per me sta bene anche da Ocre, sebbene sono abituato a chiamarli de Ocra (credo che sia la forma latina) e, a pensarci :oops: :oops: :idea: :oops: , non avevo mai collegato questa famiglia col paese di Ocre e al monastero del Sacro Spirito, dove credo :roll: che Lei risiede Venerabile Frate. 8)

No, caro amico, perchè ora esso è disabitato... e soprattutto perchè, a suo tempo, fu monastero femminile!

Ritornando ai da Ocre sui singoli personaggi, Berardo o Bernardo, Gualtiero e Raimondo, li trovo citati in tanti libri, ma quasi niente ritrovo sulla storia di questa famiglia. Il Mango è l’unico ad inserirla nel suo Nobiliario ma non ne riporta l’arma...(omissis)...Carissimo Fra :D grazie della notizia sull’arma dei da Ocre. :D
Cordialmente
Marcello


:wink: Doveroso, direi...

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Messaggioda T.G.Cravarezza » domenica 30 gennaio 2005, 19:33

Egregi Signori,
ecco un'immagine inviatami dal gentile signor Cantone:

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Messaggioda Marcello Cantone » lunedì 31 gennaio 2005, 19:05

danti73 ha scritto:Gentili signori,
bisogna diffidare degli autori che citano fonti andate perdute. Spesso con questo sistema si cercava di dare importanza a storie inventate di sana pianta.

Verissimo, ma non è sempre così, allora dobbiamo mettere in dubbio la veridicità di tante opere che conosciamo solo perchè sono state trascritte da altri autori, compreso la Commedia di Dante, credo che ci sono dei metodi ben precisi con cui (certamente non io) gli specialisti del settore riescono a stabilire l'autenticità del documento.

E' vero che i due storici siculi citati furono grandi nella loro materia, è pur vero che non furono ne i primi ne gli ultimi a trattare periodi storici anteriori al loro in maniera abbastanza sommaria e approssimativa.

Concordo con te ogni tanto si lasciavano prendere la mano, ma non troppo, dei due soprattutto l'Abate Rocco Pirri è molto attendibile.
TI PREGO! Chiamali Siciliani e non Siculi. I Siculi vissero un millennio prima di Cristo e hanno poco a che vedere con gli attuali abitanti dell'isola, da noi il termine Siculo (molto stereotipato) suona un po' da sfottò, e ad alcuni ci fa arricciare il naso.


....... (omissis)
La teoria delle due omonime Bianca Lancia è simpatica ma poco realistica.

In campo medico, dove io lavoro, spesso l'originalità ha portato a nuove scoperte.

Più probabile che i Lancia del Piemonte e quelli di Sicilia non fossero parenti, almeno non tutti,

Io non mi ero mai interessato ai Lanza e tutto quello che apprendo mi è nuovo e deve essere verificato; Il Mango, nella nota 3 di p.381 del I° volume del suo Nobiliario, trattando della famiglia LANZA o LANCIA, scrive: "La distinzione tra l'una e l'altra famiglia, che si è voluta sostenere di alcuni autori e che si è voluto conservare in occasione del riconoscimento del titolo di Marchese alla linea di Brolo con l'attribuzione di uno stemma differente da quello riconosciuto al ramo di Trabia e da quello sempre appartenuto a casa Lanza, non è secondo noi, mai esistita [....]". Quindi qualche autore che io non conosco e che il Mango non riporta, sosteneva che i Lanza con i Lancia erano due famiglie distinte e separate con armi diverse. Il Mango poi cercherà di dimostrare il contrario.

eppure Galvano è provatamente piemontese di nascita e i Lancia di Brolo si dicono suoi discendenti. Ma ne esistono le prove di questa discendenza?

E' tutto da scoprire!

......(omissis)



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Messaggioda danti73 » lunedì 31 gennaio 2005, 21:35

Gentile signor Marcello,
se l'uso del termine "siculo" è stato frainteso le posso assicurare che non era nelle mie intenzioni, io sono nato e cresciuto a Torino ma ho un padre pugliese e una madre calabrese, non sarei nemmeno la persona giusta per farlo.
Riguardo alle citazioni "andate perdute" rimango dell'opinione che la storia si scrive con fonti e documenti che si possono consultare e confrontare, parliamo del Medio Evo e non del Giurassico. Altrimenti oltre al topic delle fantagenealogie dovremmo crearne anche uno di fantastoria.
Inoltre lei mi insegna che gli storici di una certa epoca dovevano "sposare" alcune teorie anche se non ci credevano troppo neanche loro. Fortunatamente la storia vive un continuo processo di revisioni e la scoperta di nuovi documenti a volte costringe a riscriverne alcuni pezzi, per quanto attendibili anche i due storici siciliani, come la maggioranza dei loro illustri colleghi sparsi per il mondo intero, commisero degli errori, oggi più che mai evidenti. Il bello è anche questo no?
Se può interessarla sul sito GENEALOGIE DELLE DINASTIE ITALIANE troverà una genealogia della famiglia Lancia.
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Messaggioda mcs » mercoledì 23 febbraio 2005, 20:52

L'antica ed illustre famiglia di Ocre che fu seminario di Eroi ed oggi è estinta trae l'origine dalla Terre di Ocre del contado aquilano e dall'istessa Patria presero anche il Cognome. Filippo che è il primo che di questa Famiglia abbia rinvenuto fu Conte di Albe, Cavaliere e Capitano del Re Rugero dal quale per li meriti del suo valore era grandemente amato. In un'Istrumento di Donazione che fa all'Abbadia di Casanuova di alcuni beni, così sta notato = Eccellens Miles Filippus de Ocre de Aquila Comes Albe Rugerj Regis Italie Armorum Capitanus die 13 Maii 1130.

Queste notizie riguardanti la famiglia Ocre, sono tratte dal manoscritto di CLAUDIO CRISPO MONTI PATRIZIO AQUILANO datato 1629 e conservato presso la Biblioteca Provinciale di L'Aquila.
Oltre a quanto riportato qui sopra, vi è anche tutto il seguito che riguarda i personaggi illustri di detta famiglia, fino all'ultimo... Tommaso di Ocre fu insigne Dottor di Decreti, e Arciprete di S. Biagio Amiternino nel 1463.

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Messaggioda Marcello Cantone » giovedì 24 febbraio 2005, 18:24

Raggioniamo sull'arma dei da Ocre

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Secondo T. Bonanni, I catasti antichi con descrizione degli stemmi dei Comuni dell'Abruzzo aquilano, L'Aquila 1881 (rist. Cerchio 2002), pag. 107, i da Ocre alzavano "una fascia d'argento".

Ritengo di poter aggiungere in campo d'azzurro.

Per affermare questo, conoscendo che non esprimi giudizi avventati, conosci altre fonti con lo smalto del campo oppure deduci da altro il colore del campo?

Bene :D vale


Quindi secondo Fra Eusanio: d'azzurro alla fascia d'argento, ma da dove spunta la fascia rossa dello stemma sottopostoci dalla gentile MCS? e la M d'argento per cosa sta?

Saluti
Marcello
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Messaggioda Marcello Cantone » giovedì 24 febbraio 2005, 18:41

mcs ha scritto:[..(omissis).....
Queste notizie riguardanti la famiglia Ocre, sono tratte dal manoscritto di CLAUDIO CRISPO MONTI PATRIZIO AQUILANO datato 1629 e conservato presso la Biblioteca Provinciale di L'Aquila.

Interessante!

Oltre a quanto riportato qui sopra, vi è anche tutto il seguito che riguarda i personaggi illustri di detta famiglia, fino all'ultimo... Tommaso di Ocre fu insigne Dottor di Decreti, e Arciprete di S. Biagio Amiternino nel 1463.

Ci sono notizie su Berardo e sua moglie Sibilla?

E' riportata la discendenza di detto Berardo?

mcs


Saluti
Marcello
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Messaggioda mcs » venerdì 25 febbraio 2005, 19:49

Marcello Cantone ha scritto:Quindi secondo Fra Eusanio: d'azzurro alla fascia d'argento, ma da dove spunta la fascia rossa dello stemma sottopostoci dalla gentile MCS? e la M d'argento per cosa sta?

Saluti
Marcello


Azzarderei :? ... lo stemma civico di Ocre, non dovrebbe per forza corrispondere a quello della famiglia Ocre, anzi!
:oops: :oops: :oops:

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Messaggioda mcs » venerdì 25 febbraio 2005, 19:55

:oops: errare umanum est... :oops: :oops:

mcs
Ultima modifica di mcs il venerdì 25 febbraio 2005, 20:01, modificato 2 volte in totale.
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Messaggioda mcs » venerdì 25 febbraio 2005, 19:59

Marcello Cantone ha scritto:Ci sono notizie su Berardo e sua moglie Sibilla?

E' riportata la discendenza di detto Berardo?


Saluti
Marcello


Berardo che vivea nel 1227 era Cavaliere Conte di Albe, fondò l'Abbadia di S. Spirito d'Ocre e sua moglie il Convento di S. Angelo.

Gent.mo Sig. Cantone, mi auguro che si stesse riferendo a questo Berardo. Della moglie, come vede, nemmeno il nome :evil: ...
Il testo aquilano, non riporta le genealogie :( , ma solo nomi e vicende dei personaggi illustri.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 28 febbraio 2005, 21:50

mcs ha scritto:Azzarderei :? ... lo stemma civico di Ocre, non dovrebbe per forza corrispondere a quello della famiglia Ocre, anzi!
:oops: :oops: :oops:
mcs


Invece, è tutt'altro infrequente che uno stemma civico sia preso (quasi) di peso dall'arma della famiglia dominante... :wink:

...fatte salve minime differenze, è ovvio, che nel caso di Ocre potrebbe ben essere la cancellazione di quella M, che peraltro era e resta misteriosa ai nostri limitati occhi. :oops:

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Messaggioda Marcello Cantone » martedì 1 marzo 2005, 14:54

Gentilissima mcs
la ringrazio delle sue preziose informazioni, il Berardo da Ocre signore di Albe è lo stesso che ebbe vasti possedimenti in Sicilia. Ma per capire un po’ bisogna inquadrarlo nel contesto storico dell’isola.

Lo stato Aleramico in Sicilia comprendeva una vasta porzione dell’Isola che si estendeva da Piazza Armerina, Mazzarino e Butera fino a Paternò. L’Imperatore Enrico VI lo divise in due Contadi, Paternò e Butera,che furono assegnati a due personaggi di spicco dell’epoca. Paternò andò a Bartolomeo de Luci congiunto dell’Imperatore e Butera a Pagano de Parisio conte di Avellino figlio di Bartolomeo che, con molta probabilità, anche lui era congiunto dei reali di Sicilia.
Pagano, durante la minorità di Federico II di Svevia, godette di un’alta posizione a corte ed ebbe un ruolo di primaria importanza nei negoziati del matrimonio che contrasse l’Imperatore con Costanza d’Aragona.
Bartolomeo de Luci aveva sposato Desiderata di Policastro, ultima discendente degli Aleramici in Sicilia; la loro unica figlia, di nome, Margherita andò in sposa in prime nozze a Guglielmo Malcovenant e, secondo il Garufi (in “I de Parisio e i de Ocra nei contadi di Paternò e Butera” ASSO -1913 p.357), fu poi sposa del suddetto Pagano de Parisio; così, i due assegnatari dello stato Aleramico, non erano altro che suocero e genero, legati con vincoli di parentela agli Aleramici.
Come si evince dai documenti riportati nel su citato scritto del Garufi, in questo periodo Berardo de Ocra aveva possedimenti sia nel contado di Paternò che in quello di Butera. Questi già nel 1201, dopo la morte di Bartolomeo de Luci, considera Paternò come suo dominio e dona, insieme alla moglie “comitissa Sibilla”, il suo Casalino de Siclis con tutte le pertinenze al monastero di San Leone di Mongibello, inoltre, conferma il cambio del mulino di Roveto con un altro nuovo fatto costruire dal “quondam” Bartolomeo de Luci.
Nello stesso periodo (1208) Pagano de Parisio conte di Butera dona alcuni casali siti nella contea di Paternò ai Templari di Messina, mentre Berardo dona casali siti nella contea di Butera. Da ciò risulta che l’antico contado Aleramico di Sicilia, alla morte del de Luci, era diviso tra il de Parisio e il de Ocra e sia l’uno che l’altro avevano terre e casali nella contea dell’altro. Carlo Alberto Garufi scrive che questo stato di cose può essere giustificato solo con uno stretto vincolo di parentela tra i due, e avanza l’ipotesi che la Sibilla moglie di Berardo non è altro che la Isabella figlia di Bartolomeo de Parisio e sorella di Pagano.
Dopo la condanna di Pagano de Parisio Berardo è a pieno titolo conte di Paternò e conte di Butera, la data dell’investitura è incerta, forse 1219; nel 1222 si legge nei donativi fatti al monastero di S. Spirito di Ocre “Berardus de Ocra Dei et Imperiali gratia comes Albe et Barilium”. Sempre il Garufi ipotizza che la regina Costanza abbia elevato Berardo, suo fedele cavaliere, prima a conte di Butera e poi a conte di Albe e Barrili.

Questa è la successione nelle contee di Paternò e Butera riportate dal San Martino de Spucches:
a Berardo successe Guglielmo che fu Gran Cancelliere di Sicilia, il quale trasmise i feudi al figlio Raimondo che ricoprì la stessa carica del padre. Poi i contadi dell’antico stato Aleramico, scrive il suddetto autore furono concessi da re Manfredi a Galvano Lancia.


Nell’albero genealogico dei Lancia del sito http://www.sardimpex.com/Lancia/LANCIA.HTM Galvano è riportato come marito di Margherita, figlia di Gualtiero de Ocra (+ post 1247).

Mi chiedo se questa notizia è vera, :roll: forse :oops: , Galvano subentrò alle contee di Paternò e Butera per successione. :?::?:

Cordialmente
Marcello
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 4 marzo 2005, 17:43

La scarsità di notizie su una così antica famiglia permette purtroppo ritrovamenti sporadici e saltuari: l'ultimo si riaggancia a ciò che
mcs ha scritto:Berardo che vivea nel 1227 era Cavaliere Conte di Albe, fondò l'Abbadia di S. Spirito d'Ocre e sua moglie il Convento di S. Angelo. mcs

Un altro testo (L. Mammarella, Abbazie e monasteri cistercensi in Abruzzo, Cerchio 1995, 2ª ediz., pag. 101) precisa testualmente che "La montagna di Ocre è un massiccio di contenuta altitudine ma impervio e brullo (quant'è :( vero...! Ma non per questo inaccessibile né ostile. :wink: - n.d.f.E.d.O.), fra la valle dell'Aterno e la conca del Fucino. La regione, scarsamente abitata (com'è in parte tuttora - n.d.f.E.d.O.) ebbe nel Medioevo notevole importanza strategica, tanto da giustificarne l'erezione a contea, affidata ad un ramo cadetto della potentissima famiglia dei conti di Celano".

In particolare, nel 1222 Berardo da Ocre, forse su desiderio della madre Roalda, concedette al Beato Placido de Vera di costruire il locale convento di Santo Spirito d'Ocre, di cui restano tuttora imponenti vestigia.

Sempre lo stesso testo, ma a pag. 105, menziona un Jacopo di Simone da Ocre il quale, verso il 1280, fece alla medesima abbazia un lascito testamentario per eseguirvi una serie di affreschi.

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Re: LANCIA o LANZA

Messaggioda ludovico1985 » sabato 29 novembre 2014, 9:22

Gentili signori,

Innanzitutto vorrei chiedere scusa se incontrate errori nei miei messaggi, vi scrivo dalla Francia :)

Per interessi personali faccio ricerche sulle famiglie di grandi linaggi baronali siciliani e le loro origini. Ovviamente ho incontrato più volte la famiglia De Parisio e ho letto diversi vostri articoli.

Ho trovato che le prime traccie scritte che abbiamo di questa famiglia sono del 1194 come riporta Mongitore nella sua Monumenta Sanctissima Trinitatis e del 1195 come riporta Gregorio nel suo primo volume intitolato Considerazioni sopra la storia di Sicilia dai tempi normanni, o ancora nel 1200 come riporta Pionati nelle sue Ricerche sull'istoria di Avellino..

In questi tre accenni, scopriamo questi indici sulla Famiglia:

Pagano de Parisio nel 1194 firma un atto come "Ego Paganus de Parisio Dei, et Imperialis gratia Comes Alife hoc (testor)"

Pagano de Parisio nel 1195 firma un atto di donazione come "comitis Pagani de Parisio" trattandosi questa volta di Butera.

Gualtiero de Parisio, come conte di Avellino nel 1200 "Nos Gualtierus de Parisio Dei, et Regia gratia Comes Avellini..."

Alla luce di queste affermazioni vorrei, se solo è possibilie ovviamente, sapere se avete un'idea dove potrei trovare le lettere patenti o gli atti di donazione nei loro confronti, che attesterebbero della loro posizione al capo di queste contee.

Vi ringrazio molto per il vostro aiuto!!!

Cordiali Saluti a tutti !
ludovico1985
 
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