mi decido a scrivere...
Come ho scritto nel mio primo messaggio (http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=3&t=8494), io sono appassionatissima di storia, amore che mi è stato inculcato quasi in fasce... mia madre per i miei otto anni mi regalò la Storia d'Italia di Montanelli!
Alle medie "approfondivo" sui libri di liceo di mia sorella, che invece di ripassare, chiedeva conferma a me per certi dettagli della storia... tanto mi riteneva affidabile.
Leggo che qui molti amici approdano perchè vorrebbero avere notizie della loro famiglia... a me è successo che approfondendo certi aspetti, inaspettatamente mi sono imbattuta nel percorso della Storia in qualcuno da cui penso proprio di poter discendere...
A me interessa andare indietro nel tempo qui a Barletta, e arrivare almeno al Settecento.
So che un mio antenato nato a Barletta, o meglio una persona di cui ho lo stesso nome e cognome, ovviamente al femminile, partecipò - da eroe, recita la cronaca di un nobile barlettano dell'epoca conservata manoscritta nella Biblioteca di Barletta- alla Rivoluzione Napoletana del 1799. Vorrei sapere se discendo direttamente da lui; ma anche se discendessi da un suo fratello sarei orgogliosa lo stesso.
Qui la questione si fa però a mio parere più complessa e affascinante: iI mio antenato e i suoi familiari ricoprirono cariche pubbliche a Barletta e anche a livello provinciale; uno di loro, omonimo di mio nonno, fu sindaco, a quanto scrive Giuseppe De Leone Pandolfelli nelle sue memorie. Per essere eletti secondo la legislazione borbonica, bisognava far parte del ceto civile; conferma del fatto che Francesco - lo chiamo per nome, il mio antenato eroe - apparteneva al ceto civile la ho avuta da un testo di uno storico che ho trovato grazie al meraviglioso Google Libri e che ho ordinato alla casa editrice. Spero arrivi presto, anche perchè la visualizzazione non è completa e mi interessa poter consultare le sue fonti.
In questo libro, scritto con vero rigore storico da Nicola Antonacci, ricercatore barese specializzato nella storia del Mezzogiorno italiano specie tra Sette e Ottocento (Dalla Repubblica napoletana alla monarchia italiana - Politica e società in Terra di Bari 1799-1860), si legge che la famiglia apparteneva al ceto civile e negli anni Novanta aveva ricoperto cariche importanti: "le cariche di primo o secondo eletto o di deputati (al catasto, per le liti, per le liti ecc.)", scrive Antonacci. Viene analizzata la situazione patrimoniale dei patrioti baresi prima e dopo la Rivoluzione, e Francesco è citato tra quelli che da avere rendite di oltre 1000 ducati erano scesi al di sotto dei 100 (che erano necessari per legge borbonica per essere inseriti nelle liste elettorali), o addirittura si ritrovavano senza nulla.
Ma mi domando: perchè il cognome della mia famiglia - poco diffuso in Italia - non compare nelle liste qui postate?
La partecipazione alla Rivoluzione indusse i Borboni a cancellarli dalla lista della nobiltà civile?
Giusto per curiosità, per vedere cosa avrebbero scritto, ho richiesto a uno di quei siti che promettono ricerche la ricerca sulla mia famiglia.
Mi hanno mandato una "pergamena" con le notizie e una con lo stemma che però se appartiene al ramo veneto (marchesi), non mi riguarda e secondo me non dovevano nemmeno mandare: il contentino per chi vuole avere lo stemma da esporre.
La ricerca contempla tre rami: uno veneto, uno di Benevento (della cui esistenza ho trovato conferma in un sito di storia locale), e uno, quello di Barletta, di cui viene citato particolarmente proprio Francesco, oltre a un Giovan Battista, citato come "maestro d'armi di Lodovico compagno di Ettore Fieramosca" durante la Disfida di Barletta. Di quest'ultima notizia un po' pittoresca non ho trovato conferma.
Termina con questa frase: "Che i membri della famiglia siano noncuranti delle cose volgari, ripromettendosi dalle sole loro energie la dovuta ricompensa, lo provano i documenti fino ad oggi conosciuti l'enciclopedia storico - nobiliare di Vittorio Spreti che ne ha raccolte le tracce lasciate dalla famiglia in quelle città ove ebbe dimora ricoprendo cariche legislative, militari od altro, contribuendo non poco alla riuscita di quei documenti utili alla scoperta di questa famiglia".
Questa cosa detta della mia famiglia mi ha lasciata di stucco perchè è vera; mio padre mi ha sempre spinta a non vantare le cose di famiglia, a mantenere un profilo "basso", e a non chiedere mai favori o aiuti!
Mio nonno e mio padre erano chiamati con l'appellativo di "don", cosa che io quando ero piccola non riuscivo a capire.
Oggi che capisco molte più cose, ricordo che mio padre commentava il fatto che il nonno dicesse che eravamo nobili con un lapidario "Fesserie", e lo stemma che teneva appeso con un "Basta che paghi, e dicono a tutti che sei nobile"...
Oggi che ho scoperto queste cose vorrei chiedergli se lo diceva perchè ero ancora piccola, ma lui purtroppo non c'è più, portatomi via troppo presto e all'improvviso.
Vorrei scoprire la verità, ma al tempo stesso provo ritrosia a mettere in piazza, così su Internet le vicende della mia famiglia.
Lo stemma del nonno è risultato - a memoria, perchè il quadretto fu portato via da mio zio, cui mio padre lo cedette con un sorriso - uguale a quello che mi hanno inviato insieme alla ricerca: a riquadri bianchi e azzurri.
Perdonatemi se non ho scritto il cognome; penso che la nobiltà non sia una cosa di cui vantarsi...
Le ricerche posso farmele da sola, solo vorrei qualche dritta sul metodo da seguire.
Per realizzare una genealogia che abbia valore scientifico bisogna avere copia di ogni atto e documento?
Chiunque può aver accesso ai documenti dell'Archivio di Stato, o servono permessi e autorizzazioni particolari?
Vorrei cominciare partendo dalla ricostruzione dell'albero genealogico, ma mi hanno detto che quello che forniscono non va più indietro di quattro generazioni, un po' pochino.
Vorrei poi sapere se è vero che il mio cognome compare nell'Enciclopedia dello Spreti e/o in qualche altra pubblicazione riconosciuta; è troppo chiedere a chi ne è in possesso di comunicare con messaggio privato, dato che non ho scritto qui il mio nome?
Perdonatemi, ma sono riservatissima in questo; il forum può essere visionato da chiunque entri in Rete, e la privacy...
Se poi dovesse esservi conferma a quanto spero di sapere, se avete piacere posso svelare il nome... dato che si tratterebbe di fatti storici comprovati.
Sto rileggendo tutto e mi vien quasi da ridere vedendo i salti mortali che ho fatto per non citare il mio cognome.
Perdonatemi, ma in questo mi sento molto pudica.
Sono emozionata, e fino a non troppo tempo fa non avrei immaginato neanche niente di tutto questo di cui sto raccontando, e meno che mai di parlarne su Internet!
Allo stesso tempo però voglio rendere giustizia a un antenato eroe che è stato punito per aver partecipato a una storica Rivoluzione senza successo.
E che ha quasi certamente pagato duramente con la riduzione drastica dl patrimonio, la perdita dei suoi diritti, e forse con l'esilio la sua scelta coraggiosa.
Il suo nome però non è stato del tutto cancellato; ho trovato notizia delle memorie manoscritte di un suo compagno rivoluzionario di Picerno, il medico Tommaso Cappiello, che narra di aver avuto l'incarico di capo amministrativo della guarnigione di Castel dell'Ovo insieme a lui e ad un altro.
Un editore locale, però, nel pubblicare le memorie manoscritte di un nobile barlettano conservate alla Biblioteca di Barletta, ha tagliato proprio la parte in cui si dice che egli si comportò da eroe durante la Rivoluzione.
Un giorno gli chiederò perchè l'ha fatto... il problema è che questa persona ritiene di essere uno storico.
Per me uno storico non opera questi tagli arbitrari.
Ringrazio tutti per l'aiuto che potrete darmi.
Francesca



