Girovagando per il forum ho rispolverato questo post neppure troppo vetusto.
Anzitutto vorrei ringraziare Antonio De Battisti per aver postato questa magnificenza. Questo stemma, a mio parere, è una gioia per gli occhi.
Per quel che concerne la parte dell'intervento dove s'ipotizza una derivazione della losanga peculiare delle armi femminili dal sostegno araldico denominato
"carello", il
"DIZIONARIO DELLE ORIGINI, INVENZIONI E SCOPERTE" a firma di una Società di Letterati Italiani, edito in Milano per cura della Tipografia di Angelo Bonfanti, pare smentire specificamente la supposta parentela della losanga con alcun tipo di cuscino
![nono [nono.gif]](./images/smilies/nono.gif)
alla voce
"LOZANGA" che qui riporto:
LOZANGA. Termine araldico, figura di quattro lati eguali, che ha due angoli acuti e due ottusi, rombo. Lozangato quindi nell'arte araldica dicesi uno scudo diviso in lozanghe di diversi colori.
Lo scudo dell'armi, dicono i Francesi, può essere in forma di Iozanga, e si danno anche figure negli stemmi che sono coperti di lozanghe.
Scaligero crede che quella parola sia tratta dall'antico vocabolo laurentia, perche quella figura sembra in qualche modo imitare quella delle foglie di lauro. Più verisimile giudicano alcuni l'opinione del P. Menestrier, il quale derivare vorrebbe quel vocabolo dall'italiano di loza (che però non trovasi ne' nostri Vocabolarj) o piuttosto dallo spagnolo lozas, indicante quegli scompartimenti di pietre, d'ardesie , o di altri quadrati fatti a scacchiere, e tagliati ad angoli acuti, dal che si sono tratti i vocaboli di losè e losangè e insensibilmente si è formato quello di losange, come pure il nostro di lozanga.
Soggiugne quello scrittore di araldica, che molti mal a proposito credettero lo scudo in forma di lozanga, dagli araldici stessi assegnato alle damigelle, derivante dal cuscino da cucire in forma quadrata di cui esse fanno uso; perché quel nome sembra venire dui Paesi Bassi, ove ogni anno attaccavansi al principio di maggio alla porta dei nuovi consoli, dei capitani e degli altri ufficiali, versi e cantici di lode, che i Fiamminghi chiamavano lossange, come louange dicono i Francesi, i quali versi scrivevansi sopra tavolette tagliate in forma di lozanga.
I giovani in Fiandra facevano lo stesso alle porte delle loro belle e delle nuove spose, e quel costume passò anche ai funerali, cosicché morendo una persona di qualità, si esponeva per un anno intero sulla sua porta un grande scudo in forma di lozanga, contenente il suo nome, il suo stemma, e il giorno della sua morte. Gli stemmi delle donne, dice lo stesso scrittore, non comparivano d'ordinario se non se nelle loro nozze e alla loro morte; e di là pigliossi occasione di dare ai loro stemmi la forma di lozanga, assegnata d'ordinario alle donzelle.
Non saprei, per vero, quale valore annettere a una tale spiegazione, anche in considerazione del fatto che i primi decenni dell'Ottocento (periodo di edizione dell'opera dalla quale traggo le informazioni) risentivano ancora di quell'anelito codificatore della conoscenza cui aveva dato impulso l'Illuminismo con la produzione copiosa di enciclopedie e dizionari che avevan la pretesa di spiegare, talora anche in modo un po' forzoso, ogni più riposto recesso dello scibile umano.
Resta però un dato curioso, se non altro di
"erudizione araldica".saluti
MB