Abbiamo aperto il convegno 2009 di Bologna con una visita al Palazzo della Mercanzia, un gioiello incastonato nel centro della città.
La visita è stata ancora più preziosa perché normalmente il luogo non è visitabile (è la sede della Camera di Commercio).

La guida era la Prof.ssa Silvia Neri docente dell'Università di Bologna, esperta di storia bolognese, del linguaggio araldico e di araldica medievale civica e corporativa... con decisione e chiarezza espositiva ci ha raccontato la storia dell'edificio nel contesto della storia della città, le corporazioni, l'architettura dell'edificio e i vari rimaneggiamenti subiti durante i secoli, uno dei quali fu il bombardamento del 1943 che ha causato gravissimi danni alla struttura.


La bellissima decorazione lignea sopra la porta d'ingresso.
Purtroppo all'interno non è stato possibile fotografare, ma il colpo d'occhio lascia senza fiato! Immaginatevi uno scalone d'onore con varie rampe di scale, il cui muro perimetrale è tappezzato di stemmi!! Sono bellissimi, colorati, vivi, solo pochissimi sono sbiaditi, e sono circa 300! Rappresentano i Giudici del Tribunale della Mercanzia che si sono succeduti dal 1441 al 1796, e sono esponenti fra le più nobili famiglie della città: Boncompagni, Carbonesi, Fantuzzi, Gozzadini, Grassi, Lambertini, Malvasia, ecc.. E nello specifico troviamo nomi come Ugo Boncompagni (futuro Papa Gregorio XIII), il March. e Sen. Francesco Albergati Capacelli (famoso commediografo), l'avvocato Antonio Aldini (fedele collaboratore di Napoleone).
Le famiglie di appartenenza di questi Giudici erano nobili e importanti, ma gli stemmi che abbiamo visto erano tutti semplici, senza ornamenti o coroncine, come a sottolineare che lì dentro erano Giudici e basta. E la Proff.ssa Neri ha sottolineato come la stessa cosa si sia manifestata all'Archiginnasio, dove gli stemmi di studenti di nobili casati (anche figli di sovrani europei), sono rappresentati nello stesso modo e con gli stessi ornamenti di stemmi di studenti con origini più modeste.
Oltre agli stemmi dei Giudici, alle pareti e in cuciti in un bellissimo gonfalone abbiamo potuto vedere gli stemmi delle corporazioni, delle arti e dei mestieri: gli Orefici, i Notari, gli Strazzaroli, i Macellari, i Falegnami, i Marzari, i Cambiatori, i Fabbri, le Quattro Arti, i Drappieri, i Tintori, i Lanaioli, i Pescatori, gli Arconnari (filavano la matasse grazie ad un utensile che si chiamava "arcolaio"), i Bombasari (lavoravano la bambagia, cotone molto commercializzato per utilizzi di vario tipo), i Calegari (fabbricavano calzari ma fornivano la materia prima come cuoio, tomaie e corami anche per abbellire le carrozze o per realizzare arazzi pregiati), i Calzolari (scarpe), i Gargiolari (lavoravano la canapa, una delle specialità dei Bolognesi), gli Speziali (in origine era intesa come farmacologia, poi ha inglobato la cosmesi e "somministrazione di alimenti e bevande"), i Setaioli (lavoravano la seta, altra specialità Bolognese!).
Un ringraziamento doveroso a chi ha reso possibile questa visita, come ha sintetizzato Maria Cristina Sintoni raggruppandoli in una delle sue belle fotografie:
- il Presidente della Camera di Commercio Dott. Bruno Filetti che, tra l'altro, è stato estremamente gentile omaggiandoci di un libretto sulla storia del Palazzo e un altro libretto sull'arte culinaria della tipica cucina bolognese,
- in rappresentanza dello Iagi, la Dott.ssa Maria Loredana Pinotti,
- la Prof.ssa Silvia Neri, che oltre in qualità di "guida" e relatrice, ha approfondito e lavorato a questo progetto da diverso tempo, con la collaborazione di Maria Cristina Sintoni, socio corrispondente Iagi.