Archivio Ordine Mauriziano

Per discutere sugli ordini cavallereschi e le onorificenze/ Discussions on orders of chivalry and honours

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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Tilius » sabato 19 settembre 2009, 1:02

Cronista di Livonia ha scritto:Lei ritiene forse che ca. 460 titoli in 40 anni, di cui in realta' una discreta parte furono rinnovazioni a favore di famiglie che si andavano estinguendo in linea maschile (quindi gia' nobili, spesso da molto, ma molto tempo), siano una cifra scandalosa? Mi saprebbe dire quanti titoli furono concessi dai precedenti Sovrani di Casa Savoia durante i loro rispettivi regni?
Senza questo dato come fa a dire se 460 fossero tanti o pochi?
Il Cronista di Livonia


Caro Cronista, personalmente ho interpretato il numero 460 portato da PMMO non come un indicazione di scandalo, ma come un termine di raffronto numerico: 460 titoli/40 anni, ovvero 460/480 mesi, ovvero circa 1 titolo pro mese, a fronte dei 37.5 titoli pro mese dell'ultimo monarca.
Temo cha abbiate ragione entrambi: poche decine di concessioni certo non potevano cambiare le sorti della Monarchia, ma poterono invece essere prese a pretesto da chi della Mponarchia era avversario per screditare (a torto o a ragione, sia prima che dopo lo spartiacque del '46) il Sovrano. Forse fu anche il tentativo ingenuo di modficare il corso degli eventi, certo fu un esporre il fianco che, col senno di poi, forse sarebbe stato meglio se non avesse avuto luogo. [confused.gif] In ogni caso, un episodio tutto sommato marginale di eventi ben più grandi e complessi. Ma spesso il dettaglio gossipparo attrae l'attenzione molto più del quadro generale. ;)
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Tilius » sabato 19 settembre 2009, 1:04

nicolad72 ha scritto:
stefano86 ha scritto:... ho trovato i Calendari Generali del Regno d'Italia, ...



Questo mi fa pensre che si tratti di una nomina post 1861... quindi è facile che gli atti istruttori possano anche essere conservati altrove... o a (dal 1870) Roma o a (fino al 1870) Firenze...

Firenze comincia a essere capitale solo dal '65... ;)
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda nicolad72 » sabato 19 settembre 2009, 9:25

Ma il Regno d'Italia nasce nel 1961...

Sarebbe molto utile sapere l'anno del conferimento!
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Cronista di Livonia » sabato 19 settembre 2009, 11:43

Cortesi Tilius e stefano86

i Calendari del Regno d'Italia dovrebbero essere la versione unitaria (del Regno d'Italia) del precedente "Catalogo generale pe' regii Stati" (proprio degli Stati sabaudi). Elencano quindi tutta una serie di persone ricoprenti cariche pubbliche od insignite di onorificenze sabaude.
In genere la voce per ciascuno è abbastanza scarna, a volte solo nome e cognome o titolo e cognome, altre volte vi è qualcosa di più (magari incarichi, altre onorificenze e qualche altr dato), sempre vi è la data esatta del conferimento ed il grado.

Se i Calendari danno qualche cenno sulla professione (magistrato, militare, funzionario ecc ecc) è un punto da cui si può partire è infatti possibile che la croce sia stata ricevuta su proposta dell'amministrazione di appartenenza. Se non vi è nulla si deve lavorare sui dati in proprio possesso relativi all'antenato e cercare di esaminare le varie possibilità. Se però la croce fosse stata ricevuta per motu proprio temo che si debba tornare per forza all'Archivio dell'Ordine (ed in questo caso attendere e sperare per il meglio).


Per quello che riguarda la questione delle onorificenze e dei titoli concordo in sostanza con l'intervento di Tilius. Sulla teorica possibilità che possano essere anche stati usati per cercare di salvare la Monarchia può forse anche essere, ma, a livello meramente personale, ritengo ciò altamente improbabile.
E' vero che 75 titoli in due mesi fanno una media ben più alta di uno al mese, però ci siamo già detti che forse alcune croci non poterono essere date prima perchè il destinatario abitava nell'Italia occupata, lo stesso potrebbe valere per i titoli. Ho comunque messo in forma dubitativa la frase perchè non mi era del tutto chiaro il senso dell'intervento del Avvocato Onorati. Comunque anche in questo caso non abbiamo altri dati storici con cui fare un raffronto e questo impedisce di farsi un quadro esatto della situazione, lasciandoci affidati più che altro alle sensazioni.

A livello scientifico ho già detto che per fare certe affermazioni, oltretutto potenzialmente lesive dell'onore di chi ha dato e ricevuto queste croci, si devono avere delle prove, altrimenti si resta nel campo dell'ipotesi e della possibile diffamazione.
Questo anche perchè di norma negli Stati civili il diritto prevede l'onere della prova a carico dell'accusa e non già della difesa, quindi senza prove da parte di chi sostiene la tesi accusatoria non vedo come si possa prendere sul serio la questione.

Detto ciò sottolineo che di solito (bisognerebbe comunque vedere le carte/documenti per capire cosa avvenne nel 1946) i conferimenti erano per la maggior parte a disposizione del Governo (e questo nel 1946 era composto da Ministri o semi-neutrali, come il Presidente del Consiglio De Gasperi che comunque votò per la Repubblica, o repubblicani, come i Ministri di Interni e Giustizia Romita e Togliatti) e non già del Sovrano, che aveva per se solo i conferimenti motu proprio (di norma forse un 10% del totale).
Questo significa che se veramente furono distribuite 27.000 croci in un mese e che i conferimenti ebbero luogo come di prassi, allora circa 2500 le conferì probabilmente il Sovrano (abbastanza chiaramente monarchico) e 24.500 il Governo (filo-repubblicano), in tal caso mi si può spiegare come avrebbe fatto il Sovrano a distribuire decine di migliaia di croci per comprare altrettanti voti?

Cordialmente,

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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 20 settembre 2009, 2:25

Gentili forumisti,
visto che questo è diventato un processo e che in un giudizio "ei incumbit probatio qui dicit non qui negat", vi sottopongo una prova, a mio avviso, schiacciante, la dichiarazione di un testimone oculare dei fatti, quel Matteo Mureddu a cui ho solo accennato più sopra. Costui, lo ricordo, nato a Nuoro nel 1907, entrò nel 1935 come funzionario del Ministero della Real Casa; fu segretario particolare di Alessandro Mattioli Pasqualini, ministro della Real Casa dal 1910 al 1938, e successivamente addetto all'ufficio del Primo aiutante di campo di S. M. Vittorio Emanuele III e dopo di S. M. Umberto II. Infine dal 1948 al 1970 fu funzionario di ruolo della Presidenza della Repubblica. Ecco cosa affermò:
Uno strumento formidabile di propaganda monarchica sono le onorificenze degli Ordini della Corona d’Italia e dei Santi Maurizio e Lazzaro, che vengono profuse a piene mani. Quanti ne saranno insigniti terranno a conservarle e quindi dovranno concorrere a mantenere in piedi la monarchia, dando a essa il voto e procurandone altri, almeno quelli dei familiari, i quali saranno orgogliosi di avere in casa “il cavaliere”.
L’ufficio che le sforna a getto continuo è al ministero
[della Real Casa ndr] ed è diretto da Vitale Cao di San Marco [direttore generale della stessa ndr].
Diverrà presto una babele e non sarà più possibile mettervi ordine. Impiegatucci di pochi scrupoli e galoppini esterni, che vi hanno libero accesso, imbastiranno imbrogli e speculazioni, che si protrarranno anche dopo l’avvento della repubblica.
Una succursale dell’ufficio è dislocata nella Casa Militare
[dove lavora Mureddu ndr] e si specializzerà nel conferimento di croci e di commende agli americani.
Dai centri monarchici di tutta Italia, dai devoti di Casa Savoia, da monsignori, strenui difensori della conservazione, pervengono lunghissimi elenchi di aspiranti o presunti tali, giacchè succede talvolta che qualcuno, ricevute le insegne cavalleresche, le respinga siccome non richieste e tanto meno gradite.
E’ un’alluvione che raggiunge ogni angolo del paese, soprattutto da Roma in giù, dove l’avidità di onorificenze è molto radicata.
Negli scaffali, negli armadi, sui tavoli si accatastano migliaia e migliaia di promemoria e di segnalazioni e anche di autoproposte, bene accette anch’esse. A un certo momento non si riesce più a sbrigare il lavoro di copia, si omette di chiedere le consuete informazioni sul conto dei decorandi, che dovrebbero essere senza precedenti penali e di specchiata moralità e a Lucifero
[ministro della Real Casa ndr] manca il tempo di firmare le montagne di partecipazioni di nomina. Si allestiscono, allora, lettere a stampa, su cui è riprodotta a cliché la firma del ministro. Al servizio copia non rimane altro che scrivervi gli indirizzi degli interessati e le date. Si allegano poi dei questionari, color rosa per la Corona di Italia e verde per i Santi Maurizio e Lazzaro, che gli interessati devono riempire e restituire.
In tal modo l’opera degli impiegati è ridotta al minimo
e il numero dei cavalieri e dei commendatori aumenta in proporzione geometrica.
Cao non sa più dove mettere le mani ed è disorientato.
Quando ritornano al ministero, i questionari compilati sono affastellati e rimessi, ogni giorno, al Gran Magistero degli ordini equestri. Negli uffici del primo segretario e cancelliere Paolo Thaon di Revel, si lavora febbrilmente: si preparano, per la firma di Umberto, decreti comprendenti ognuno centinaia di nomi e, dopo la firma, bravi calligrafi appresteranno i diplomi, che verranno finalmente inviati, dentro tubi di cartone, a coloro che ansiosamente li attendono.
Ma saranno in pochi coloro che riceveranno il diploma, l’unico documento valido a comprovare la nomina,
poiché gli avvenimenti precipiteranno e, con la proclamazione della repubblica, la straordinaria macchina che appaga i vanesi e genera voti, si arresterà.
Intanto, migliaia di lettere concessive, con la firma di Lucifero, ma con l’indirizzo e la data in bianco, sono state trafugate e, per lungo tempo, circoleranno in Italia, e con esse, saranno turlupinati molti idioti.
Quante sono state le onorificenze distribuite durante la luogotenenza e il regno di Umberto? E’ impossibile accertarlo. Il giornale “L’Unità” del 26 giugno 1946, sostiene che, in un solo mese, ne siano state conferite 27.000.

Le insegne, per ragioni di economia, non vengono offerte a tutti, ma solo alle persone altolocate e agli stranieri.
Nel corso della campagna di seminagione di croci e commende, gli addetti ai lavori sono incorsi in “gaffes” strabilianti. Un bambino di 9 anni e un altro di 10, dei quali era stato chiesto il ricovero in un istituto, per un disguido nel passaggio di carte da un ufficio all’altro, ebbero la notizia di essere stati elevati alla dignità di cavalieri. Alcuni valentuomini, nel giro di pochi giorni, si videro arrivare, due e anche tre lettere di nomina a commendatore. Un propagandista, imparentato con un funzionario pensionato di Casa Reale, che era solito far visite a Cao, si autonominò prima commendatore e poi cavaliere di gran croce della Corona d’Italia e infine grande ufficiale di SS. Maurizio e Lazzaro.
Non meno macroscopica è stata qualche corbelleria combinata dalla succursale di Infante [aiutante di campo di S.M. Umberto II].
L’ammiraglio Garofalo parte per la Svizzera e porta al nunzio apostolico a Berna il gran cordone della Corona d’Italia. Al momento della consegna, il prelato ringrazia e afferma che ne è già decorato da tempo. L’ammiraglio rimane impacciato, si scusa, ma non si perde d’animo. Bisogna rimediare a tutti i costi. Telefona a Roma e si fa mandare d’urgenza un gran cordone mauriziano, che il Nunzio accetta di buon grado.
Un uomo di 80 anni, tale Pacitti, spazzino capo del comune di Roma a riposo, chiede che gli venga assegnata la Stella al Merito del Lavoro, con la quale il ministero fascista delle corporazioni premiava i lavoratori che si erano dimostrati per lunghi anni fedeli alle aziende da cui dipendevano.
Dopo la caduta del Fascismo, questa speciale onorificenza è rimasta congelata e il colonnello Ruggeri Laderchi pensa di conferire al vecchietto la croce di cavaliere della Corona d’Italia. Quando la pratica è portata a termine, lo manda a chiamare e gli mette in mano l’insegna. Pacetti esclama: “Ma io sono già cavaliere!” E allora Ruggeri Laderchi, con un gioco di bussolotti, seduta stante, sostituisce la croce di cavaliere con quella di cavaliere ufficiale e l’ex spazzino è più che soddisfatto.
I militari statunitensi hanno un gran debole: amano fregiarsi di medaglie, di croci e di nastrini, guiderdoni che porteranno in patria, per mostrarli alteramente a parenti e amici. Essi si ingegnano a procurarseli e Casa Reale è lieta di accontentarne quanti è più possibile. Hanno anche imparato a distinguere, in quanto all’importanza, gli ordini cavallereschi.
Un tenentino si raccomanda a Luca Dainelli scrivendogli: “My dear Luca, remember the colour I prefer is green,” ricorda che il colore da me preferito è il verde e cioè quello dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.

Gli ufficiali americani vengono a frotte al Quirinale per essere decorati. Sovente li accompagna l’onorevole Biagio Borriello, napoletano, già consigliere nazionale della camera dei fasci e delle corporazioni
[e già vicepresidente internazionale del Rotary negli anni 1931-33 ndr]. Egli è ora alle prese con l’alto commissariato per i profitti del regime, che gli ha confiscato alcuni beni. Siccome conosce la lingua inglese, collabora con i comandi alleati. E’ monarchico e ogni volta che entra in Palazzo per condurvi i suoi bravi ragazzi, reca con sé una valigetta colma di cioccolata, di caffè e di stecche di sigarette, “gifts” per Infante e Ruggeri Laderchi. Poi gli americani salgono allo studio di Umberto e insieme con lui si fanno ritrarre sorridenti, i ciondoli appesi al petto o al collo. Dopo mandano le fotografie a Infante per farle fregiare dell’augusta dedica.
Agli uomini di truppa, di norma, si assegna la croce al merito di guerra.
Il generale McNarney, comandante del Mediterranean Theatre of Operations, si preoccupa dell’estendersi di questi contatti ufficiali o ufficiosi fra i suoi uomini e le autorità italiane e dispone che nessuna proposta di decorazioni straniere sia inoltrata senza il suo parere o quello dell’ammiraglio Stone, capo della commissione alleata. Infante deve abbassare la cresta e, per salvare il prestigio, aggiunge, che a quello degli americani, sia associato il parere dei comandi o degli uffici italiani con i quali gli aspiranti alle “patacche” mantengono relazioni di servizio.
Il governo inglese, invece, ha vietato drasticamente ai suoi soldati di accettare le onorificenze dei vinti.
Una decorazione fa piacere anche agli uomini politici nostrani e Lucifero, non appena avverte il più lieve indizio che essa possa essere gradita, si affretta a conferirla, nella forma del “motu proprio”, s’intende. E così viene appioppata la commenda della Corona d’Italia anche al democristiano Giulio Andreotti.
Questi ringrazia con una lettera che è un saggio singolare di ermetismo: disquisisce sul concetto di autorità, ma nessuno, alla segreteria reale, riesce a ravvisare la forma istituzionale dello Stato da lui preferita
(cfr. Matteo Mureddu, Il Quirinale del Re, Milano 1978, pp 235 ss).
Fin qui la lunga testimonianza di Matteo Mureddu che evito di commentare per lasciare spazio agli altri forumisti.
Grazie per l’attenzione.

PMMO
Ultima modifica di Pasquale M. M. Onorati il domenica 20 settembre 2009, 13:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Cronista di Livonia » domenica 20 settembre 2009, 4:27

Gentili forumisti,

ancora una volta molte, tante, belle (o meglio brutte) parole, ma nessuna prova. Non tragga in inganno la lunghezza dell'intervento, è semplicemnete la versione estesa e ripetuta dei precedenti ed ha i medesimi punti deboli, cui se ne aggiungono altri grazie al dettaglio di questa versione.

1. Mureddu rimase al servizio della Repubblica, molti altri diedero le dimissioni, questo non fa ben pensare sulla sua imparzialità.

2. La cifra di 27.000 croci in un mese è riportata da "L'Unità" (giornale di simpatie non esattamente monarchiche) il 26 giugno, quando chi avrebbe potuto rispondere era od in esilio o esautorato ed alla Repubblica poteva solo far gioco dimostrare che non era stata l'unica a barare. Che poi un funzionario e dirigente del Quirinale, così addentro a queste vicende, non possa citare altra fonte che un articolo de "L'Unità" fa veramente venire grossi dubbi sulla validità di quanto scrive.

3. Restano e vengono ampliati i casi palesemente assurdi, di gente che non poteva votare (o forse i soldati ed ufficiali americani votarono al Referendum istituzionale del 2 giugno, magari insieme ai bambini di 9 e 10 anni, e magari i pluri-insigniti ricevettero 2 o 3 schede a seconda del loro numero di croci).

4. Infine Mureddu dipinge scene da bolgia infernale, che fanno veramente sorridere. Vediamo, accettiamo per un momento e per mera ipotesi i 27.000 nomi in un mese, si legge chiaramente che
Pasquale M. M. Onorati ha scritto:si preparano, per la firma di Umberto, decreti comprendenti ognuno centinaia di nomi

questa non era una novità, sono i medesimi decreti usati dopo la Grande Guerra del 1915-18 (ed all'epoca non vi era alcun referendum istituzionale, come si spiegherebbe quindi tale scelta?), brutti, ma estremamente funzionali, pieni di correzioni allora come immagino nel '46. Centinaia di nomi? forse duecento per decreto? Bene allora 27.000/200 = 135 decreti, 135 decreti in un mese? 135/22 giorni lavorativi (anche se non escluderei si possa essere lavorato data la situazione anche di sabato e domenica, voi cosa ne pensate?) sono circa 6 decreti al giorno, basta un singolo impiegato di buona volontà a fare sei elenchi di 200 nomi in forse poco più di mezza giornata lavorativa, non serve nessuna bolgia caotica.

Insomma, Mureddu mi sembra contraddirsi da solo, non porta dati affidabili, sembra filo-comunista, filo-repubblicano e animato da voglia di screditare la Monarchia. Nulla di nuovo sotto il sole e ancora nessuna prova.
Senza dati presi dai documenti non si può avere un'idea esatta, viene solo il sospetto che Mureddu sia in malafede od ignorasse persino le procedure per il conferimento degli Ordini (si legga, prego, il mio precedente intervento).
Potrei aggiungere anch'io ricordi dall'interno del Quirinale (non pubblicati come quelli di Mureddu, ma di gente che il Quirinale lo lasciò al cadere della Monarchia) e da posizione gerarachica superiore a quella di Mureddu, ma ritengo che la questione vada risolta documenti alla mano e quindi eviterò.Cordialmente,

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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda nicolad72 » domenica 20 settembre 2009, 10:12

Una prova per essere valida deve anche essere credibile, ed un laureato in giurisprudenza questo dovrebbe saperlo, soprattutto se ha svolto (spero effettivamente - a sud di Roma anche questo è un problema) la pratica forense.

Il Sig. Mureddu, dimostra di sicuro simpatie repubblicane ed i termini da bolgia (per citare il Cronista) sicuramente lo fanno apparire come un testimone interessato, che cerca di dare un taglio a alle sue idee proprizio di quanto racconta... di conseguenza gode di una credibilità nulla...

oltre alle osservazioni già avanzate dal Conista mi permetto di fare osservare un paio di frasi che dimostrano l'assoluta "imparzialità" e "terzietà" di chi la "prova" fornisce".

Dai centri monarchici di tutta Italia, dai devoti di Casa Savoia, da monsignori, strenui difensori della conservazione,


Quindi monarchia = conservazione mentre Repubblica = evoluzione, sviluppo, riformismo. Soggetto assolutamente imparziale si!

Ma saranno in pochi coloro che riceveranno il diploma, l’unico documento valido a comprovare la nomina, poiché gli avvenimenti precipiteranno e, con la proclamazione della repubblica, la straordinaria macchina che appaga i vanesi e genera voti, si arresterà.


Qua appare quasi profetico... pur essendo il testo del 78 qua sembra parlare rifacendosi a quei tempi... dimostrando la sua "partigianeria".... e il suo essere "disinteressato"


Se nei processi portassi prove di tal fatta.... bhe potrei tranquillamente cambiare professione... farei meno danni!


Finora non è stato in grado di produrre una fonte di prova che possa essere considerata indifferente, ma al contrario solo presunte prove provenienti da ambienti interessati a denigrare l'istituzione monarchica... come quadro probatorio mi sembra un po' molto debole e altrettanto ridondante (forse in alcuni casi anche autoreferenziale) oltre in alcuni passaggi privo di coerenza interna (mentre politicamente sono coerentissimi con una certa linea di pensiero, poco attenta alla realtà e propensa alla retoria se non addirittura all'eristica)
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » domenica 20 settembre 2009, 16:06

Gentili forumisti,
noto che, come al solito, si cerca, da più parti, di "smontare" le fonti da me proposte, senza proporne altre di segno opposto, ma semplicemente ricorrendo ai "mi hanno riferito", o al massimo cercando di minare la credibilità e la coerenza delle prime, siano esse fonti “secondarie” o testimonianze. Bè, mi sembra che qui qualcuno si stia "arrampicando sugli specchi" per tentare invano di restituire ai Savoia la "verginità perduta" in quei concitati anni '40 e anche prima.
Certamente la ragione non sta mai tutta da una parte, ma, invece, di cercare di distruggere tutto il mio “impianto accusatorio”, se così vogliamo definirlo, non sarebbe più opportuno iniziare ad ammettere che ci fu almeno qualche errore o leggerezza da parte della Casa Reale?
Per quanto riguarda i titoli nobiliari, io dividerei i 460 provvedimenti in 3 gruppi:
1) Luogotenenza Generale: 14 provvedimenti in 23 mesi dal 05 giugno 1944 all’ 08 maggio 1946;
2) Regno: 69 provvedimenti in soli 24 giorni dal 09 maggio al 01 giugno 1946;
3) Esilio: 377 provvedimenti in quasi 37 anni dal 02 giugno 1946 al 18 marzo 1983.
Detto questo, non penso che quelli del secondo periodo rientrino nella propaganda filo-monarchica; a mio avviso, fu solo un’accelerazione dei tempi di una settantina di pratiche, visto che la monarchia stava per cadere; forse, gli stessi decreti datati il primo giugno, in realtà furono firmati qualche giorno dopo, quando il re era già pronto a partire; in questo non ci vedrei nulla di male, ma il titolo “ironico” di Conti di Ciampino per i beneficiari di quei provvedimenti ci sta tutto.
Discorso diverso quello relativo alle onorificenze e, appunto, sul nostro “testimone oculare”, Matteo Mureddu, bisogna aggiungere che rimase al Quirinale anche dopo la fuga della corte e come membro delle bande carabinieri “Generale Caruso” fu incaricato dai pochi dirigenti rimasti al loro posto al ministero della Real Casa di organizzare la difesa del Palazzo, perciò, con il grado di capitano dei Regi Carabinieri, organizzò una squadriglia composta, tra gli altri, da 29 corazzieri del Quirinale e per girare indisturbato negli uffici, venne fatto figurare come Intendente di Palazzo; incarico che conservò anche sotto il ministro Lucifero, al ritorno del Luogotenente Generale, il Principe Umberto, il quale lo nominò “motu proprio” Commendatore della Corona d’Italia, regalandogli nella stessa occasione, oltre alle insegne, un piccolo orologio d’oro. Solo due mesi prima, però, era stato censurato dal ministro Falcone Lucifero, per le manchevolezze e le incurie che questi aveva riscontrato (vetri rotti, latrine sporche, ecc.) nel suo primo giro d’ispezione del palazzo che, durante l’occupazione tedesca, subì diverse incursioni dei nazisti, in cerca dei gioielli della corona (che non trovarono, poiché Mureddu e gli altri murarono negli scantinati del Quirinale) e delle provviste del Palazzo, compresa la cantina con migliaia di vini pregiati. Forse, tutti questi fattori insieme, fecero nascere in Mureddu sentimenti repubblicani, ma basta questo per inficiare le sue dichiarazioni? Personalmente credo proprio di no! Inoltre nel 1977, quando fu pubblicato da Feltrinelli la prima edizione de il “Quirinale del Re”, volume da cui ho tratto tutte le notizie precedenti, una parte delle persone che Mureddu “dipinse negativamente” era ancora in vita; sicuramente era in vita il ministro della Real Casa in esilio Falcone Lucifero che avrebbe potuto querelare l’autore, ma non lo fece e il libro ebbe una seconda edizione nel 1978 a cura del Club degli Editori e nel 1982, Mureddu pubblicò, nuovamente con Feltrinelli, anche “Il Quirinale dei Presidenti”. Concludo dicendo che Mureddu, fu nominato nel 1962, sempre con “motu proprio”, questa volta del Presidente Segni, Grande Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.
Grazie per l’attenzione.

PMMO
Ultima modifica di Pasquale M. M. Onorati il martedì 3 novembre 2009, 0:03, modificato 1 volta in totale.
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda nicolad72 » domenica 20 settembre 2009, 17:17

Devo dire che ho avuto la fortuna e l'onore di conoscere personalmente Facone Lucifero di Aprigliano, egli fu sempre fedele al volere di Umberto II, e se non provvide a intraprendere azioni guidiziarie come paventato poco prima da Onorati fu solo perchè Umberto II non volle!

Poi non si può dare credito ad una tesi interessata solo perchè l'altra parte tacque nell'udire le verità distorte... stiamo parlando di un Re e del suo rappresentante in Italia... e lo stile dimostrato da Umberto II nella vicenda referendaria è sempre stato caratterizzato da forte signorilità e ferreo rispetto delle istituzioni.

Queste cose mi sono anche state raccontate (e confermate - in contesti differenti) da altra persona vicina ad Umberto II.

Ecco perchè non reputo credibile quanto riportato dal Mureddu e dalle altri fonti da riportate. Sono troppo interessate e tendono a dare credibilità ad una tesi storica (e ciò si evince dai toni e dalle gratuite illazioni) più che a descrivere quanto è accaduto.
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 21 settembre 2009, 4:14

Gentili forumisti,

vedo che come al solito uno degli interlocutori o non legge bene o non capisce o fa finta di non capire quando le risposte che riceve non gli garbano, provvedo ad esemplificare:

c'e' chi scrive:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:noto che, come al solito, si cerca, da più parti, di "smontare" le fonti da me proposte, senza proporne altre di segno opposto, ma semplicemente ricorrendo ai "mi hanno riferito",


quando gli si e' appena scritto che:

Cronista di Livonia ha scritto:Potrei aggiungere anch'io ricordi dall'interno del Quirinale (non pubblicati come quelli di Mureddu, ma di gente che il Quirinale lo lasciò al cadere della Monarchia) e da posizione gerarachica superiore a quella di Mureddu, ma ritengo che la questione vada risolta documenti alla mano e quindi eviterò.


Io ho sempre chiesto se si avevano documenti probanti, come tutta risposta si sono portati stralci vari presi da libri assortiti ed una unica testimonianza oculare di dubbia validita' ed imparzialita' per palese contraddizione con quanto scrive da sola, con la logica e con il diritto dell'epoca.
Comprendo il voler difendere le proprie fonti (fonte), specie quando non si ha altro in mano, ma se questo e' tutto cio' che si puo' presentare e si ha come unico strumento la ripetzione all'infinito di cio' (rifiutandosi ostinatamente di portare le prove richieste, prove che potrebbero confermare o smentire una volta per tutte la tesi accusatoria) non vedo cosa altro ci sia da dire se non "Ha per caso le prove? No? Allora, grazie e buona giornata a lei".

Cordialmente,

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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 21 settembre 2009, 8:46

Salve,

lo stralcio di memoriale del Mureddu lo reputo -eufemisticamente- una cialtronata.

Questo eccelso servitore dello stato -che avrà pur fatto qualcosa di buono, se veramente fu lui a far murare i gioielli della Corona- da quello che scrive (ed ha atteso il 1977... e che anno formidabile fu quello, politicamente) rientra in quella categoria di italiani cosi ben dipinti da Longanesi, che "accorrono in aiuto del vincitore".

Così come i dati pubblicati dall'Unità ai tempi di Togliatti non possono essere considerati in alcun modo attendibili, altrettanto la casa editrice Feltrinelli ai tempi della pubblicazione delle memorie di Mureddu era ben evidentemente "allineata" politicamente.

Scusate la divagazione e a presto,

Elmar Lang
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Tilius » lunedì 21 settembre 2009, 11:12

Caro Pasquale, pare proprio che Tu ti sia tirato addosso l' universale sdegno.
Non foss'altro che per questo motivo (ah! il fascino eroico delle battagle perse!), istintivamente sono portato a schierarmi senza esitazione dalla Tua parte. [thumb_yello.gif]
Ma il motivo non é semplicemente filosofico: che il Re abbia sfruttato tutti i mezzi a disposizione mi sembra cosa non solo pienamente plausibile per ragioni di contingente opportunità, ma arrivo anzi a credere che sarebbe stato criminoso nei confronti della Monarchia se non si fosse tentata ogni via per conservarla! E questo senza vergogna e quindi senza necessità di negazionismi.
Che alcune fonti (Mureddu) mi si dicano inattendibili semplicemente perché politicamente allineate... bé, é discorso che mi sembra gracilino, anche e soprattutto perché che essere diametralmente ribaltato senza perdere di efficacia (Lucifero et altri).
Che poi un servitore dello Stato venga denigrato semplicemente perché allo Stato, quale che fosse, rimase fedele... bé, mi sembra un concetto molto attuale. Oggidì una concezione che non sia di parte, quale che sia, non lice.
Personalmente, nel caso specifico, credo che questo mercimonio di titoli e onorificenze fu più negli occhi di chi verso la Monarchia simpatie non aveva. Epperò mi trovo ad ammettere che un certo anomalo incremento in tal senso in quei fatidici mesi vi fu, col risultato negativo di esporre il fianco alle critiche. Fu manovra deliberata per creare consenso? Se sì, peccò di estrema ingenuità nel credere che simili mezzi avessero ancora efficacia. Se no, peccò comunque di ingenuità, ché forse la situazione avrebbe tratto beneficio dall'evitare ogni concessione.
Le fonti citate sopra sono allineate e quindi non vi spuò credere? D'accordo. Può anche darsi. Le fonti che negano il fatto sono però del pari allineate. Su questo punto, quindi, personalmente trovo che vi sia differenza fra un fatto possibile e plausibile ma malamente documentato e un fatto impossibile in quanto malamente documentato/non documentato. E questo senza essere possibilista a oltranza.
Quello che però mi lascia veramente perplesso é la crudezza della piega presa (da tutte le parti) dal discorso (questo come molti altri), traformatosi in una sorta di processo penale in cui c'é una accusa che deve essere provata.
Siamo sicuri che questo sia l'approccio storico migliore? Come in tribunale, considerare tutti innocenti (o tutti colpevoli, dipende dal punto di vista) fino a prova contraria?
Che la Storia fatta col bianco vs. nero, col colpevole vs. innocente sia quella più vicina al vero?
Perché, se ci si concentra sul colpevoli/innocenti fino a prova contraria, di solito scatta automaticamente nella psiche umana il procedimento di scartare come irrimediabilmente inattendibili le prove addotte dalla parte avversa alla propria. Sempre e comunque.
Perché, estremizzando le posizioni, di solito si ottiene il risultato di non smuoversi d'una virgola dalle proprie, le quali, per quanto eccelse, non per questo sono esenti dall'essere migliorabili.
Memoriali distanti 30 e più anni dai fatti narrati non sono propriamente il massimo come fonte storiografica. Niuna difficoltà da parte mia ad ammettere questa constatazione, molto autoevidente. Epperò perdonatemi se del pari considero non propriamente il massimo come fonte storiografica anche le private conversazioni con membri della Real Casa. Non dubito che questa siano avvenute, beninteso: considero solo come decisamente coinvolte le fonti, le quali andrebbe quindi ulteriormente vagliate. Anche questa constatazione, a mio parere, dovrebbe essere molto autoevidente.
Concludendo: la Monarchia pagò lo scotto della ventennale convivenza col Fascismo, culminata con la guerra sciagurata, i cui lutti e devastazioni vennero attribuiti all'unico imputato rimasto sul banco: la Monarchia. Di fronte alla innegabile tragicità di questo evento, credo che la discussione sui episodi secondari e tutto sommato storicamente insignificanti potrebbe anche essere condotta, da tutti gli interlocutori, con più tranquilla e civile calma. [thumb_yello.gif]
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 21 settembre 2009, 11:43

Quale è la data della chiusura dell'Archivio? Per che data si prevede la riapertura? Spero non si debba attendere fino al ristoro della Monarchia! Anche la nostra Repubblica, comunque sia nata e qualunque siano le motivazioni e modalità del parto, potrebbe occuparsi degnamente dell'Ordine Mauriziano. Almeno, spero! Sono personalmente interessato, mi domando: intorno al 1841 lo zio paterno e padrino di battesimo di avo venne nominato cavaliere e patrimoniale(responsabile del patrimonio dell'Ordine), nel 1867 , da commendatore, lo era ancora; nel 1841 per essere nominato cavaliere doveva presentare un suo albero genealogico? Da quanto ci ha postato il Cronista di Livonia, sembrerebbe che fino al 1851 fosse così. Mica male ritrovare un ulteriore albero genealogico da aggiungere a quello nell'archivio comunale di Valperga! Ciao,
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Cronista di Livonia » lunedì 21 settembre 2009, 13:29

Cortese Tilius,

potrei sbagliare, ma mi sembrava di essere partito da posizioni relativamente possibiliste ed aver assunto una certa chiusura solo nel prosieguo della discussione. Questo per alcuni motivi:

1. La discussione era nata sull'Archivio dell'Ordine Mauriziano ed e' stata dirottata in una ennesima discussione pro o contro Casa Savoia e questo mi urta profondamente (non in quanto discussione pro o contro, ma in quanto dirottamento, prassi non proprio esente da critiche, e non e' il primo). Avrei preferito che si aprisse una apposita discussione.

2. I dati potrebbero anche essere tutti veri e tutti validi (mi sembrava di averlo anche ipotizzato), ma finora abbiamo solo dei "si dice", il dato piu' rilevante e' (a mio avviso) un parere di Lord Acton, che in parte contraddice ed in parte conferma le tesi del Dottor Onorati. Partendo da questa situazione di incertezza ho detto che sarebbero serviti alcuni dati e documenti (che ho indicato con una certa precisione) ed ho elencato motivi logici e giuridici per i quali la tesi proposta dall'Avvocato Onorati sembrerebbe essere priva di reale sostanza, invece di procurarsi tali documenti mi e' stato ripetuto ad nauseam lo scritto di Mureddu (citato forse 3 o 4 volte), che personalmente ritengo confuso, male informato (al punto dal rasentare il ridicolo), contraddittorio e dubbio in vari punti.

3. Si e' cercato e si e' arrivati a farmi dire cose che non ho mai detto.

4. La tesi non fa fare una bella figura a chiunque abbia ricevuto una croce di cavaliere in quei 40 giorni ca. (nessuno di questi rientra che io sappia tra miei parenti e conoscenti), in quanto da' loro dei "venduti per una croce" e questo mi urta profondamente, infatti tra di loro potrebbero esservi eroi di guerra o cittadini che mossi da alti sentimenti portarono conforto ad altri piu' sfortunati e cosi via. Visto che la tesi proposta e' cosi' infangante per costoro (ci sarebbe da querelare per diffamazione) ho ritenuto corretto sottolineare come servisse dimostrare con le prove una tesi che equivaleva ad un'accusa.

5. Il non considerare minimamente, almeno nella maggiranza dei casi, buona parte gli elementi portati in gran numero da chi sostiene la tesi opposta da parte del Dottor Onorati non facilita' il dialogo.

Per il resto, qualora venissero prodotti dei _documenti_ sarei ben disposto ad esaminarli insieme ed anche eventualmente a covenire sul fatto che si siano presi voti con le croci qualora cio' risultasse dagli stessi, ma non prima (aggiungo che il lottare per delle cause perse in genere si attira le mie simpatie, ma c'e' modo e modo di farlo e questo non e' quello corretto).


Cortese fabrizio,

posso verificare, ma se Cavaliere di Giustizia (categoria abolita nel 1851) le prove nobiliari erano richieste, se Cavaliere di Grazia no. Ho visto anche casi di Cavalieri che sembrerebbero di Grazia ma sicuramente nobili (in genere stranieri), ma cui era stata conferita la croce per meriti straordinari (di solito militari).
Verifichero' se le cariche dell'Ordine richiedessero l'appartenenza alla categoria di Giustizia.
Prove di Giustizia da me visionate, risalenti al 1829, avevano un bellissimo albero genealogico che risaliva fino ai bisnonni, unito ad un incartamento nel quale si documentava l'intero albero.

Purtroppo sullo sfacelo dell'Ordine Mauriziano (forse dovremmo dire sul "sacco del Mauriziano") vi sono innumerevoli articoli (ed anche documenti vari, direi della Regione Piemonte), facilmente rintracciabili su Google, che danno un'idea sconfortante di quanto bene la nostra Repubblica abbia curato e custodito questo grande patrimonio che per secoli e' servito ad assistere gli ammalati e proteggere le nostre coste. Fa male al cuore.

Cordialmente ad entrambi,

Il Cronista di Livonia
Ultima modifica di Cronista di Livonia il mercoledì 23 settembre 2009, 12:43, modificato 1 volta in totale.
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Re: Archivio Ordine Mauriziano

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 22 settembre 2009, 14:52

Caro Tilius,
ti ringrazio per l'appoggio morale e materiale; iniziavo a sentirmi un "monoculus in terra coecorum" in questo Forum! [king.gif]
A presto.

PMMO

PS Non so cosa rispondere a chi, non fornendo uno "straccio" di fonte, chiede a me di fornirne ulteriori!
Ultima modifica di Pasquale M. M. Onorati il martedì 22 settembre 2009, 17:46, modificato 1 volta in totale.
Fructum affert in patientia
Pasquale M. M. Onorati
 
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