Gentile sig. Giulio,
lo stemma inciso sulla caffettiera argentea che ci mostra sembrerebbe del tutto simile a quello dei siciliani Ventimiglia, marchesi di Geraci e principi di Castelbuono. Lo stesso discorso vale per gli ornamenti esteriori dello scudo visibili.
L'antica e nobile famiglia menzionata, originaria dell'omonima città ligure che possedeva in feudo e discendente dai Lascaris (o Lascari), ramo italiano degli imperatori di Bisanzio, si trasferì in Sicilia durante il sec. XIII ed ebbe importante parentela con la casa reale normanna di Altavilla. Tale alleanza fu prontamente celebrata in araldica con l'unione, in uno stemma sovente "inquartato" e più raramente "troncato", delle due insegne familiari Ventimiglia (ARMA: "di rosso, al capo d'oro") e di Altavilla (ARMA: "d'azzurro, alla banda scaccata di due file di rosso e d'argento" o "d'argento e di rosso").
L'unica discrepanza blasonica tra l'arma in oggetto e quella della citata famiglia siciliana consiste nell'inversione degli smalti: "d'oro, al capo di rosso", così come visibile nel manufatto proposto, invece che "di rosso, al capo d'oro", come detto, propriamente Ventimiglia.
Stemma dei principi Ventimiglia inquartato con quello d'Altavilla
Diversa versione dell'arma Ventimiglia-Altavilla
(qui unita ad altri stemmi familiari)Sperando di averle suggerito un utile percorso di ricerca, la saluto distintamente.
Ferrante M.L.