Indubbiamente lo stemma carmelitano ha conosciuto nel corso dei secoli e a seconda delle diverse regioni, molteplici varianti, come è avvenuto per non pochi stemmi di Ordini e Congregazioni.
La presenza o meno del cimiero non è forse tra le più significative, considerata ad esempio la variante più sostanziale qui ricordata tra il cappato e la montagna stilizzata cimata da una croce. Probabilmente dobbiamo vedere in queste due diverse rappresentazioni un riflesso (o forse una causa) del diverso valore o della diversa interpretazione attribuiti alla composizione dello stemma, ritenuto come derivante dall'abito carmelitano, cappato di bianco su un abito tanè (in modo parallelo a quanto accade per l'arma domenicana), o piuttosto come rappresentazione simbolica del Monte Carmelo di biblica memoria al quale le origini dell'Ordine sono ricondotte.
Molto significativa può essere considerata anche l'assenza delle stelle, osservabile in alcuni casi. In altri casi le stelle possono essere anche d'oro invece che degli smalti dello scudo, come è ricordato nella pagina web sopra indicata, e come appare nel caso di queste versioni nella chiesa di Santa Maria in Traspontina a Roma (dove peraltro possiamo valutare anche un numero diverso di raggi per gli astri):


Possiamo infine notare come il
motto scritto sul breve svolazzante al di sotto dello scudo, diventi una
divisa ponendosi al di sopra dello scudo e facendo parte del cimiero quando è presente il braccio tenente la spada fiammeggiante.

Nulla di anomalo dunque, ma solo varianti dello stesso stemma.