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Mario Volpe ha scritto:Beh ? nessuno vuol contribuire ad integrare il riepilogo degli onori assegnati in Italia con le cifre ancora mancanti ? ...
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Mario Volpe ha scritto:Per rispondere al nostro Elmar Lang sull'eccessivo numero dei conferimenti OMRI (nonostante le forti riduzioni degli ultimi anni), vorrei fare presente che i numeri italiani sono oggi piuttosto in linea con quello che avviene in altri Paesi europei.
Prendiamo ad esempio la Francia, che dispone, oltre ai due ordini principali di merito generico (Legion d'Onore e Merito Nazionale), anche di una consistente serie di onorificenze specializzate, che certamente portano il numero complessivo delle assegnazioni annue ben al di sopra di quelle italiane.
Mario Volpe ha scritto:OMRI – circa 6000 conferimenti annui (attuali), circa 150/180.000 membri attivi;




Antesterione ha scritto:1) Definire questo paese, il paese della cuccagna per quanto riguarda la possibilità di essere insigniti di un'onorificenza. Salvo poi notare come in fondo, il numero di concessioni non è smisurato a confronto con altri paesi del mondo occidentale e soprattutto considerato il numero di abitanti di una nazione.
Antesterione ha scritto:2) Dall'1) ne deriva uno sgradevolissimo e neanche troppo velato insulto a chi il titolo Cavalleresco ce l'ha e meritatamente, insinuando la facilità di ottenersi un'onore al banco del supermercato. La qual cosa i veri cavalieri possono smentire superando, cortesemente, le interne rivalità.
Antesterione ha scritto:3) I dati, come dimostrato dal mio intervento in merito allo SMOM, basato su documenti di meno di un paio di anni fa (peraltro tutti voi avrete letto i medesimi dati sul sito ufficiale durante il gran magistero di Andrew Bertie), dimostrano come le dichiarazioni in termini numerici possano non corrispondere o quantomeno non essere realmente rappresentativi della distribuzione a livello internazionale o nazionale di un ordine cavalleresco. Poiché tali dati non vengono visti per rilevare la vitalità di un'istituzione ma per giudizi in merito al rispettivo valore della stessa... meglio a questo punto non diffonderli, né approssimativi né precisi, così che la gente debba provare ad affacciarsi alle stesse istituzioni e ottenere il tanto agognato cavalierato con la supposta facilità di cui sopra. E' facile non arrivare all'uva, o non sapere come arrivarci e dire quanto sia acerba.
Non mi ricordo chi, ma in passato qualcuno ha scritto che questa storiella é stata tirata in ballo cotante volte (e quasi sempre a sproposito) da risultare più squalificante per chi la scrive che non per chi debbe leggersela.
Antesterione ha scritto:4) E' molto sgradevole utilizzare questi dati numerici per stabilire il valore odierno di un'istituzione illustre quale quella cavalleresca. Vi sono ordini che devono contare diverse migliaia di persone, altri che per loro natura sono ristretti ai fedelissimi di una casa reale, altri ancora vengono conferiti per meriti in situazioni eccezionali e per tale ragione non vi è motivo di una loro presenza capillare. In tutti i casi il Cavalierato è un onore eccezionale rispetto agli obiettivi che la gente comune può raggiungere e raggiunge al giorno d'oggi.
Antesterione ha scritto:5) L'essersi esposti su questo spazio aperto, troppe volte ed in modo troppo specifico in polemiche o giudizi sul mondo cavalleresco ha evidentemente portato i frequentatori non appartenenti a tale ambiente a sviluppare un giudizio che non rende giustizia della realtà delle cose, pur con i problemi reali che l'istituzione cavalleresca deve affrontare. Un'altra concreta ragione per evitare di s-parlare su una piazza pubblica come questa. Per la qual cosa inviterei tutti i frequentatori appartenenti ad un ordine di cavalleria, di moderare la propria veemenza quando si giudichi un'istituzione equestre, che sia la propria o quella altrui.
Antesterione ha scritto:Fare di tutta l'erba un fascio, facendo credere che in Italia il Cavalierato sia il titolo di Pulcinella, mi sembra dunque la sintesi generale di queste "Concrete Ragioni" per "svegliarsi" dal torpore e cominciare a rivendicare un po' lo stato delle cose.
Poi ognuno è libero di proseguire nei termini che meglio preferisce. E' evidente che alcune istituzioni soprattutto se di merito, per la loro diffusione possano non essere prestigiose quanto altre... più una cosa è difficile da raggiungere, maggiormente è tenuta in considerazione...
Ma pur ammettendo ciò, non si può certo dire che chiunque possa aspirare ed ottenere ("quei pochi che non ci sono ancora riusciti"... si è detto). Se permetti, caro Tilius queste cose stimolano non senza ragione il militare istinto a "trincerarsi".

Antesterione ha scritto:Concrete Ragioni:
1) Definire questo paese, il paese della cuccagna per quanto riguarda la possibilità di essere insigniti di un'onorificenza. Salvo poi notare come in fondo, il numero di concessioni non è smisurato a confronto con altri paesi del mondo occidentale e soprattutto considerato il numero di abitanti di una nazione.
2) Dall'1) ne deriva uno sgradevolissimo e neanche troppo velato insulto a chi il titolo Cavalleresco ce l'ha e meritatamente, insinuando la facilità di ottenersi un'onore al banco del supermercato. La qual cosa i veri cavalieri possono smentire superando, cortesemente, le interne rivalità.
3) I dati, come dimostrato dal mio intervento in merito allo SMOM, basato su documenti di meno di un paio di anni fa (peraltro tutti voi avrete letto i medesimi dati sul sito ufficiale durante il gran magistero di Andrew Bertie), dimostrano come le dichiarazioni in termini numerici possano non corrispondere o quantomeno non essere realmente rappresentativi della distribuzione a livello internazionale o nazionale di un ordine cavalleresco. Poiché tali dati non vengono visti per rilevare la vitalità di un'istituzione ma per giudizi in merito al rispettivo valore della stessa... meglio a questo punto non diffonderli, né approssimativi né precisi, così che la gente debba provare ad affacciarsi alle stesse istituzioni e ottenere il tanto agognato cavalierato con la supposta facilità di cui sopra. E' facile non arrivare all'uva, o non sapere come arrivarci e dire quanto sia acerba.
*****Per rispondere al Gentile Sig. Onorati anche per riportare l'inesattezza e l'appossimazione dei dati trattati: Sull'Ordine di Malta, molti di noi hanno i dati e non li han condivisi (i dati infatti normalmente li ha chi ha buon senso tale da saperli serbare con discrezione... non a caso i membri SMOM presenti in questo forum non li esternano... una ragione ci sarà). Idem per i dati esatti del Santo Sepolcro che sono superiori a quelli ipotizzati nelle discussioni. Oggi l'ordine che richiede il maggior impegno in assoluto in termini di oblazioni e donativi è proprio l'OESSG (la situazione inoltre può variare da luogotenenza a luogotenenza e l'impegno sta divenenedo sempre maggiore). Purtroppo io avrei preferito che chi avesse "sentito parlare" di tali quote, in modo più o meno esatto, le avesse serbate per se (come principio), appunto perché l'oblazione non dev'essere preoccupazione del degno cavaliere e l'aspirante non deve venirne a conoscenza se non quando è già stato ritenuto da altri "degno" di ricevere tale onore. I Cavalierati non hanno un costo.
4) E' molto sgradevole utilizzare questi dati numerici per stabilire il valore odierno di un'istituzione illustre quale quella cavalleresca. Vi sono ordini che devono contare diverse migliaia di persone, altri che per loro natura sono ristretti ai fedelissimi di una casa reale, altri ancora vengono conferiti per meriti in situazioni eccezionali e per tale ragione non vi è motivo di una loro presenza capillare. In tutti i casi il Cavalierato è un onore eccezionale rispetto agli obiettivi che la gente comune può raggiungere e raggiunge al giorno d'oggi.
5) L'essersi esposti su questo spazio aperto, troppe volte ed in modo troppo specifico in polemiche o giudizi sul mondo cavalleresco ha evidentemente portato i frequentatori non appartenenti a tale ambiente a sviluppare un giudizio che non rende giustizia della realtà delle cose, pur con i problemi reali che l'istituzione cavalleresca deve affrontare. Un'altra concreta ragione per evitare di s-parlare su una piazza pubblica come questa. Per la qual cosa inviterei tutti i frequentatori appartenenti ad un ordine di cavalleria, di moderare la propria veemenza quando si giudichi un'istituzione equestre, che sia la propria o quella altrui.
Fare di tutta l'erba un fascio, facendo credere che in Italia il Cavalierato sia il titolo di Pulcinella, mi sembra dunque la sintesi generale di queste "Concrete Ragioni" per "svegliarsi" dal torpore e cominciare a rivendicare un po' lo stato delle cose.
Poi ognuno è libero di proseguire nei termini che meglio preferisce. E' evidente che alcune istituzioni soprattutto se di merito, per la loro diffusione possano non essere prestigiose quanto altre... più una cosa è difficile da raggiungere, maggiormente è tenuta in considerazione...
Ma pur ammettendo ciò, non si può certo dire che chiunque possa aspirare ed ottenere ("quei pochi che non ci sono ancora riusciti"... si è detto). Se permettete queste cose stimolano non senza ragione il militare istinto a "trincerarsi"!

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