Cortese RFVS,
essendomi iscritto da poco, sto cercando i topic più interessanti.
Il quesito che Lei propone è molto interessante ed il dibattito molto molto attuale.
Per i libri o registri di anagrafe sacramentale esistono dei programmi che possono essere utilizzati. Tra il sipa.net, un altro messo a disposizione nel sito della regione Lombardia ed altri elaborati per conto dell'Ufficio Beni culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana (cfr
www.chiesacattolica.it) c'è da poter scegliere.
Ma, per personale esperienza nel settore, devo dirLe che sarebbe buono un database che venga aggiornato e non sia abbandonato nella ricerca. Quello che mi pare migliore e che ho sperimentato è filemaker pro. L'ho usato e mi ha fornito garanzie in ordine alla qualità, alle possibilità di ricerche incrociate, alla duttilità. In più gira su Mac os e su pc windows, che significa poterci lavorare con compatibilità tra sistemi operativi.
Quanto ai registri, alcune osservazioni:
1- vanno fatti restaurare da laboratori idonei (pagare meno = restauri non validi). La tradizione monastica, per antica esperienza degli addetti, è di certo garanzia di serietà. A costo di farne uno alla volta;
2- vanno fotografati e/o filmati riga per riga e portate le pagine su supporto magnetico (DVD) in almeno due copie (nel caso che una per motivi di rigatura del supporto non si legga, c'è sempre l'altra...);
3- avere un progetto chiaro e sapere bene cosa fare, programmando gli interventi e le fasi. Sembra banale, ma nel prosieguo dell'operazione accadono situazioni che potrebbero bloccare l'iniziativa;
4- la trascrizione. Cosa trascrivere? I dati o l'intero atto? Anche qui la scelta è fondamentale, poiché il database va tarato sulle nostre necessità.
5- a chi la competenza? Personalmente, se si conosce un paleografo, anche giovane, (soprattutto le grafie dei secc. XVI-XVIII sono ostiche e lo scioglimento delle abbreviazioni non sempre facile) è bene inserirlo nel gruppo di lavoro. E' il suo mestiere. Bisogna stilare delle schede sui singoli registri con dati precisi. Garantisce serietà e competenza anche di fronte al parroco.
6- si provi a vedere se in giro ci sono pubblicazioni di trascrizioni dei registri di anagrafe sacramentale. Non se ne trovano integrali. Pochissime sono le pubblicazioni, per le oggettive difficoltà (trascrizione, problemi linguistici, comparazioni di termini, nomi, ricostruzione di attribuzioni di nomi, ricostruzioni di genealogie per attribuire il nome laddove assente, apparati di corrispondenze, indici finali) e perché spesso di uso ed utilizzazione locale. Non hanno né mercato né sono ricercate per i limiti geografici dell'indagine...
7- l'entusiasmo è importantissimo ma anche le delusioni fanno bene: si sia pronti all'uno ed alle altre.
Ho abbastanza esperienza nel settore da essere contento che ci si adoperi per la salvaguardia di registri, che sono la nostra storia e contengono dati altrimenti impossibili da reperire altrove. Le parrocchie, al di là delle opinioni confessionali o laiche, hanno generalmente davvero conservato contrariamente allo Stato, che spesso ha distrutto parte significativa del patrimonio archivistico per incuria, per pochezza visuale, per miopia culturale.
Resto a disposizione.
Con cordialità e buon lavoro.
Rachis