Cronista di Livonia ha scritto:Egregio Signor Tilius,
grazie per il principio di risposta, mi sembrava che le mie domande fossero chiare ma forse non lo erano, provo a riformulare:
1. Per lei il Toson d'Oro od il San Michele di Francia o l"Aquila Nera di Prussia valgono tanto quanto la "patacca di platino di frattadisotto"?
2. Chi conferisce (perche' magari non indossa, ma conferisce) questi antichi Ordini, non le sembra un po' piu' serio di Mario Tumistufi Principe di Bactria e Sogdiana?
3. Non si dovrebbe fare un distinguo tra queste due categorie?
4. Accomunare il tutto e bene o male?
Le mie rispsote sono nell'Ordine No, Si, Si, Male.
Posso chiderle quali sono le sue?
5) Infine se e' antica (plurisecolare) tradizione che i principi detronizzati ed i loro eredi conferiscano i loro Ordini dobbiamo prorpio muovere loro guerra per questa tradizione?
Secondo me no, dobbiamo invece aiutarla a sopravvivere in quanto parte della nostra eredita' culturale, secondo lei?
Grazie.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia
Ullallà! Ma qui abbiamo il giochino della
Settimana Enigmistica ! Ma che
bellooo !
Vogliamo veramente giocare? E allora giochiamo...
1) La dignità della tradizione degli antichi Ordini tutt'ora conferiti dalle Case ex-regnanti non viene minimamente intaccata dall'
autorizzabilità sul suolo italico. Essi possono essere tranquillamente ed opportunamente usati nelle cerimonie religiose e in ambito privato, come tutt'ora felicemente avviene. Gli ordini
farlocchi non vanno nemmeno considerati in quanto in termini cavalereschi sono
inesistenti. Se qualcuno vuole farsi alleggerirre il portafoglio e soprattutto vuole rendersi ridicolo abbracciando 'ste robe, liberissimo di farlo parimenti
in privato. La differenza 'sta nella
sostanza, non nella
forma (e l'autorizzabilità é questione di forma).
2) i Principi a capo delle Case ex-regnanti che tutt'ora conferiscono (generalmente estrema parsimonia, ma con
significative eccezioni) i propri insigni Ordini dinastici dovrebbero sbattersene altamente dell'
autorizzabilità o meno sul suolo italico (e generalmente é questo che fanno, e con
serietà infinitamente superiore a quella dei loro spesso non richiesti né graditi
supporters). A meno che (casi rari ma
tristemente presenti) i suddetti conferimenti non siano mossi da preponderanti interessi
economici, nel qual caso il tutto risulta persino più
squalificante degli ordini
farlocchi (questi almeno non hanno una antica dignità che viene trascinata nel fango del
mercimonio); in questi casi sì che sarebbe auspicabile una legge
ad hoc, ma non certo in termini di tutela: per
sbattere una bella porta in faccia a questi
mercanti del Tempio, altroché.
3) i
distinguo fra veri Ordini Dinastici e gli ordini
farlocchi sono
già insiti nella
sostanza delle cose. I secondi dovrebbero essere vietati inequivocabilmente, e così i primi, ma per
per motivi diversi. I secondi sono una truffa (e le truffe, anche se basate esclusivamente sull'
idiozia e sull'
ignoranza del truffato, sono sempre illegali), i primi sono qualcosa che non é opportuno e neanche sensato ostentare pubblicamente sul territorio della Repubblica.
That's all.
4) solo l'
estrema debolezza della consapevolezza della Storia e della Tradizione può ingenerare l'impressione che una pari trattamento legislativo dia luogo a una
comunanza fra due cose che palesemente (per chi non é completamente ignorante) sono assolutamente differenti. Il
male di questa impressione sta solo nell'
occhio di chi guarda. Dello
scandalo degli
ignoranti bisogna curarsi? Io dico di no...

5) già risposto (vedasi punto 2).
Soddisfatto?
E davvero queste mie piccole opinioni non risultavano già
totalmente chiare da quanto già avevo
scritto e scritto e scritto...?
E le preciso che, a me, i giochetti da Settimana Enigmistica non piacciono. É
cultura fatta con la "c" minuscola (e vieppiù
sbozzata con la roncola).
