Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

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Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda Salvennor » martedì 18 agosto 2009, 22:11

In un documento seicentesco relativo al comune di origine di una mia antenata ho rilevato la presenza di persone, con il cognome della stessa, che vennero investite dell'incarico di "Familiar dell'Sant'Uffizio". È ovvio che del Sant'Uffizio e delle sue prerogative principali ero al corrente, ma non ricordavo l'esistenza della figura di "Familiare del Sant'Uffizio". Sul web ci son pochi riferimenti diretti a tale figura, e non ho trovato una definizione precisa di tale carica. Quali erano le precise prerogative delle persone investite di tale carica? Erano dei giudici locali? O erano di ausilio nell'attività di questi ultimi? O avevano essenzialmente prerogative inquisitorie e di indagine? Ho letto che tali persone ottenevano una "patente" e che a volte, a cavallo nelle cerimonie, tenevano le insegne del Sant'Uffizio. Da chi era rilasciata tale "patente"? Dal Re di Spagna, dall'Arcivescovo, dalle Cortes o dal Papa? Era necessaria una certa istruzione per rivestire tale carica? Nel sito

http://www.cnicg.net/trofcav.asp

ho trovato il seguente testo

ORDINE SUPREMO DELLA MILIZIA DI GESÙ CRISTO

Fondato nel 1317 da Gio­ vanni XXII dopo la caduta dei Templari, e per sostituirli in Portogallo e negli Stati della Chiesa. L'abito militare del Cristo continuò in Italia anche la Milizia fondata da San Domenico, che può considerarsi divisa in due rami, uno dei quali inerente al grado di familiare del Sant'Uffizio, lasciò l'antica demonizione per prendere quella di cavalieri di ...

Che c'entrano i familiari del Sant'Uffizio con gli Ordini Religiosi Cavallereschi? E nel sito

http://www.geocities.com/melitahistoricac/20021.html

relativo a Malta ho trovato riferimenti a tali familiari del S. U. e a contrasti con un Gran Maestro di un Ordine Cav.
Neanche nel sito

http://it.wikipedia.org/wiki/Sant'Uffizio

è riportata la funzione dei familiari del S. U.
Una cosa è certa, essi erano diffusi in tutto il territorio della Sardegna, e non erano pochi.
Inizialmente avevo pensato che essi provenissero dalla Chiesa, e invece quelli documentati nel comune della mia antenata erano sposati, e svolgevano anche altre attività.
Tra l'altro tali persone erano, diciamo così, plebei, popolani, nel senso che non possedevano nessun titolo nobiliare; però sembrerebbe che appartenessero ai ceti locali più alti.
Grazie.
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Re: Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda adj » mercoledì 19 agosto 2009, 12:33

Gentile Salvennor,

rispondo rifacendomi a quanto scritto in Joseph Pérez, Breve storia dell'Inquisizone Spagnola (ma analoghe notizie sono reperibili negli altri libri che trattano dell'inquisizione)

I famigli appartenevano al personale non retribuito ed erano uomini d'arme che accompagnavano gli inquisitori negli spostamenti per proteggerli e eseguirne gli ordini.
In seguito il loro ruolo cambiò e furono incaricati di tenere d'occhio la popolazione e denunciare i sospetti: divennero una polizia sussidiaria al servizio dell'inquisizione.
Si accrebbe anche il loro numero e cambiò l'estrazione sociale: mentre prima erano ingaggiati dalla classe plebea, in seguito vennero scelti dai ceti più alti: notabili e la stessa aristocrazia, fino a arrivare al punto che anche grandi nobili rivendicavano l'onore di diventare famigli.
Questo però dipendeva, in Spagna, da luogo a luogo: per esempio in Aragona continuarono a essere ingaggiati dagli strati sociali bassi o medi.
Si stima che nell'intera penisola iberica si sia arrivati a un massimo di circa ventimila famigli verso la metà del XVII secolo.
adj
 

Re: Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda Salvennor » mercoledì 19 agosto 2009, 14:30

Gentile adj, La ringrazio per le informazioni che ha fornito.
Interessante; dunque in origine i "familiari del Sant'Uffizio" appartenevano ad una sorta di milizia al servizio degli Inquisitori. E forse nel periodo che ho citato io, tra la prima metà del 600 e la fine del 600, tale figura aveva forse già le caratteristiche di "corpo di polizia dell'Inquisizione". Tra l'altro uno di quelli citati nel documento che mi interessa era stato tra i fondatori di una Arciconfraternita.
Ma come mai non percepivano un compenso per il loro incarico? E in origine erano pagati? Cmq in Sardegna forse erano scelti nei ceti medio-alti. Infatti nel seguente sito dell'A.A.G.N.d.S., che ho appena individuato,

http://www.araldicasardegna.org/genealo ... tretto.htm

si legge il testo

Albero genealogico della famiglia Petretto

Scheda di Enrico Tola Grixoni

La famiglia Petretto ( anche Petreto) esistita a Sassari sin dal secolo XVI è probabilmente, come molte altre, originaria della Corsica dove ancora esiste una località chiamata Petretto. Lo stipite familiare noto a Sassari fu il Dottore in Ambe Leggi Giuseppe Petretto, un borghese di buon censo e di buona cultura giuridica e teologica che, ammesso quale familiare del Sant’ Uffizio, ne divenne ben presto Consultore e, infine, primo Consultore.

Quello del testo appena postato sembrerebbe addirittura un uomo di Legge, un dottore, mentre quelli omonimi della mia antenata, residenti nel suo comune di origine, non avevano l'appellativo Dott. davanti ai nomi. Anche se però sempre nel 600 in tale centro viene citata una persona con quel cognome e con l'appellativo di Mossen, ma senza indicare il nome di battesimo. Ma era un'appellativo onorifico, dato che in tale comune non esistevano rami titolati con quel cognome, mentre i rami titolati erano già residenti a Cagliari, e con altri nomi di battesimo. Dunque solo a volte tale carica era ricoperta da persone titolate, perlomeno quì nell'isola.
Cmq pensavo che fosse una carica di maggior prestigio, non credevo che fosse una sorta di corpo di polizia e di spie.
Saluti.
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Re: Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda adj » mercoledì 19 agosto 2009, 20:02

Il loro ruolo e la loro estrazione sociale varia nel tempo e anche da luogo a luogo.
Non credo siano mai stati pagati, ma indubbiamente essere un famiglio dell'inquisizione rappresentava un pivilegio che poteva tradursi anche in benefici economici.
Come detto, nel tempo e specie in alcuni contesti - per esempio in Castiglia - divenne un onore ambito, tanto che il Re cercò di trarne profitto, mettendo addirittura in vendita il titolo.

Un altro testo che parla dei famigli è Bartoloné Bennassar, Storia dell'inquisizione spagnola, da cui traggo le seguenti notizie.

Il famiglio era un impiegato laico del Santo Uffizio, comparso molto presto nella storia dell'inquisizione.
Nacquero dalla necessità di avere ausiliari laici per inseguimenti e arresti. La loro nomina era sempre accompagnata dal porto d'armi.
Ebbero però anche il ruolo di informatori e spie.
Il Bennassar fa anche una accurata esamina documentale sui ceti di provenienza, arrivando a conclusioni analoghe a quelle del Pérez.
Tra i vantaggi di cui godono, elenca: non pagano affitto, sono esonerati dall'alloggiare con le truppe in guerra e dal pagamento di alcuni balzelli.
Inoltre, cosa molto importante, la concessione della famigliatura era preceduta da inchiesta genealogica che garantiva la purezza delle origini.
Godevano inoltre di immunità nei confronti della giustizia ordinaria ed erano autorizzati a portare permanentemente le armi.
Alla fine divenne sorgente di privilegi più che impegno di servizio e ne venne fatto anche commercio per esempio alcuni "nuovi cristiani" riuscirono in questo modo a farne parte, ottenendo così la migliore delle garanzie.
adj
 

Re: Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda Salvennor » mercoledì 19 agosto 2009, 23:13

Per adj: La ringrazio per le ulteriori informazioni e delucidazioni.
Dunque i "famigli del Sant'Uffizio" godevano, specie tra 500 e 600, di vari privilegi, che compensavano l'assenza di una retribuzione. Tali privilegi assomigliano a quelli che venivano concessi ai Cavalieri Ered. e ai Nobili Don, con la differenza che per questi ultimi era un fatto ereditario.
Interessante anche il fatto che chi ambiva a tale carica dovesse essere prima esaminato genealogicamente. Ma era per appurare eventuali origini ebraiche? Allora il cognome della mia antenata e di quei "famigli del S. U." non è di lontanissima origine ebraica come qualche studioso ha ipotizzato, basandosi solo su qualche assonanza con termini orientali. Dunque probabilmente è vera la tesi maggioritaria che vuole tale stirpe proveniente direttamente dalla Toscana, al tempo dell'influenza pisana. E infatti anche il ramo di Eleonora d'Arborea e dei suoi figli Doria-Bas-Serra era scaturito dall'unione di un Giudice arborense con la sua concubina, la figlia di un proprietario terriero, di nome Vera, (prima del 400 era diffusa la pratica di avere una prima moglie ufficiale, e altre concubine) come si rileva nel sito

http://www.lamiasardegna.it/files/939.htm

e precisamente nel testo

"popolazione. In questo periodo Papa Bonifacio VIII istituisce il Regno di Sardegna e Corsica e concede a Giacomo II di Aragona l'autorizzazione ad invadere la Sardegna. Giovanni era sposato con la pisana Giacomina Della Gherardesca, avendo già due figli nati da una relazione con una certa Vera Cappai: Mariano e Andreotto. Una rivolta popolare lo uccide nel 1304 ed alla sua morte Tosorato rimane reggente dato che i due figli naturali Andreotto e Mariano sono ancora minorenni. Andreotto muore nel 1305 ed il titolo regale viene passato a Mariano."

E l'origine toscana è accettata con alta probabilità anche in tale testo dell'A.A.G.N.d.S.

http://www.araldicasardegna.org/genealo ... /capay.pdf

E dunque per quei "famigli del S. U." del documento di mio interesse, forse non c'è stato bisogno neanche di indagini genealogiche, dato che era nota l'origine dei loro antenati medioevali, e anche i documentati e non numerosi centri di insediamento dei ceppi più antichi, e cioè appunto il comune della mia antenata, poi Cagliari ( ma questi ultimi provenivano in parte dal comune della mia antenata e in parte dall'ex Giudicato arborense), e l'ex Arborea.
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Re: Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda adj » mercoledì 19 agosto 2009, 23:18

Salvennor ha scritto:Interessante anche il fatto che chi ambiva a tale carica dovesse essere prima esaminato genealogicamente. Ma era per appurare eventuali origini ebraiche? Allora il cognome della mia antenata e di quei "famigli del S. U." non è di lontanissima origine ebraica come qualche studioso ha ipotizzato, basandosi solo su qualche assonanza con termini orientali.



Questo però non è detto con certezza, perché, come spiegao sopra:

Alla fine divenne sorgente di privilegi più che impegno di servizio e ne venne fatto anche commercio: per esempio alcuni "nuovi cristiani" riuscirono in questo modo a farne parte, ottenendo così la migliore delle garanzie.
adj
 

Re: Chi erano i "Familiari del Sant'Uffizio"?

Messaggioda Salvennor » giovedì 20 agosto 2009, 0:22

adj ha scritto:
Salvennor ha scritto:Interessante anche il fatto che chi ambiva a tale carica dovesse essere prima esaminato genealogicamente. Ma era per appurare eventuali origini ebraiche? Allora il cognome della mia antenata e di quei "famigli del S. U." non è di lontanissima origine ebraica come qualche studioso ha ipotizzato, basandosi solo su qualche assonanza con termini orientali.



Questo però non è detto con certezza, perché, come spiegao sopra:

Alla fine divenne sorgente di privilegi più che impegno di servizio e ne venne fatto anche commercio: per esempio alcuni "nuovi cristiani" riuscirono in questo modo a farne parte, ottenendo così la migliore delle garanzie.

Si, certo. Infatti tra il 400 e la fine del 500 a volte si assisteva, in varie parti d'Europa, specie in alcune zone, alla conversione di persone di origine ebraica, spesso provenienti dalla Spagna. E magari alcuni di essi raggiungevano poi una elevata posizione sociale.
Per il cognome della mia antenata la teoria dell'orgine ebraica, sostenuta mi pare da uno o due studiosi, si riferisce all'epoca della Repubblica di Roma, a presunti esodi in Europa di genti ebraiche. Esodi che cmq ci sono stati. Ma non è che perché la parte finale o iniziale di una parola ebraica assomiglia a termini italiani o latini o di lingue europee presenti a partire dall'anno 1000, allora è giustificato dire che tali cognomi sono di origine ebraica. Non significa nulla, non si può basare su tale osservazione: e invece quel tale afferma teorie del genere, e anzi afferma che una forte percentuale di cognomi isolani, ma anche europei, sono di origine ebraica. Ma senza portare altre dimostrazioni. E invece è probabile che quelle persone discendano da una famiglia toscana: infatti già nel medioevo, pur non essendo molto numerosi, sono documentati qualche canonico, sacerdote e abate con tale cognome. E più tardi anche qualche vescovo. E dunque non erano nuovi cristiani. Anche se però non ho ancora capito l'anno esatto di arrivo nell'isola degli avi della mia antenata; prima del 1150 o del 1200 sembrerebbe che non fossero documentati, poi piano piano sono comparsi nei documenti.
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