Cari Signori
giorni fa ho letto su questo forum che si accennava all'araldica giapponese; il dott. Degli Uberti disse che i giapponesi non hanno storia araldica e quindi per loro usare uno stemma sarebbe ridicolo.
Siccome non è che conosca molto l'araldica giapponese e m'interessa abbastanza, volevo chiedervi delucidazioni circa l'argomento e specie circa articolo di Franco Bigatti pubblicato sulla Rivista Araldica nel 1973, il cui titolo è "Araldica giapponese", in cui si parla della situazione storico-sociale giapponese dopo il 1854 e dopo la seconda guerra mondiale e quindi si focalizza l'attenzione sull'aspetto che l'araldica ha da sempre ricoperto in questo paese.
Vi scrivo alcune tracce dell'articolo: "Dopo la sconfitta nella seconda guerra mondiale, il Giappone ha dovuto ridimensionare il suo essere con accordi con il vincitore americano, ma subito dopo è riuscito ad intraprendere una strada dell'innovazione e del progresso senza per questo rinunciare al suo retaggio storico, le tradizioni, etc. Di queste tradizioni resta fermamente ancorata anche l'araldica, il cui interesse è testimonianza autorevole una tradizione artistica, la quale risale a novecento anni fa, e mostra di mantenersi viva ed operante, ma anzi di estendersi con costanza e di interessare un numero sempre crescente di persone.
La maggior parte delle famiglie ne possiede uno e lo trasmettono di generazione in generazione; non si tratta di un'eredità inerte, ma gli stemmi continuano a disimpegnare, sotto vari punti di vista, una parte importante nella complessa società giapponese attuale, benchè in modo diverso da quello iniziale (ovvero il sec. XI allorchè l'araldica era appannaggio dei soli nobili)."
L'autore conclude: "questo breve exursus è solo un minimo saggio su quello che costituerebbe uno studio ampio ed oltremodo interessante, soprattutto a motivo della nostra mentalità di araldisti, che ci induce a tutto vedere e considerare in chiave europea e medievalistica. Eppure quanto godimento spirituale ci verrebbe, se spingessiimo maggiormente lo sguardo verso oriente, la nobilissima ed intramontabile civiltà dei samurai!"
Poi viene riportata una tavola delle figure più caratteristiche dell'araldica giapponese.
Sarei molto curioso di sapere se qualcuno conosce colui che ha scritto questo articolo e se è considerato nel settore un esperto o meno di araldica e la validità (culturale) di quest'articolo.
Tra l'altro vedo che neanche su ICA (
http://www.ngw.nl)si fa cenno dell'araldica civica giapponese (sempre che ne abbia una).
Grazie.