Garibaldi, l'Archivio Storico del Banco di Napoli e...

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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda L.A.S. » mercoledì 15 luglio 2009, 17:52

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:In realtà, Benedetto croce si limitò a scrivere un breve saggio su de'Sivo definendolo, a mio avviso in modo riduttivo, uno "storico reazionario". La prima riedizione dell'opera da me citata, che de' Sivo pubblicò in esilio tra mille difficolta, risale infatti al 1960, quando il nostro stato era già una Repubblica. L'Opera era mal vista sia dai "vincitori" sia dai "vinti" perchè denunciava il peggio sia degli uni sia degli altri.
Cordialmente.


Caro Amico,
Permettimi di ricordarti il "contesto". La biografia sul de Sivo è stata posta nel volume Una famiglia di patrioti, accanto ai saggi sui Poerio, sugli esuli napoletani e sul De Sanctis. E in quel contesto (che, ad un primo esame superficiale, potrebbe apparire sfuggente, ove non si conoscessero le "parti" prese dagli altri autori trattati) va letta e capita, come va capito - last, but not least - l'interesse mostrato per un (fino ad allora) oscurato autore, pur definito "reazionario". Quell'attenzione che Croce gli conferiva, nell'ambito dell'articolato e complesso quadro formatosi con il suo volume, assumendo gli atteggiamenti psicologici e i sentimenti genuini utili, per comprendere, come scriveva, la <<storia vera e compiuta>> della nazione. Anzi, quando Croce vi pose mano, fu anche rimproverato da Giustino Fortunato, che riteneva eccessiva quell'attenzione. Ciò posto, come ben comprenderai, a quell'epoca (prima che le sue opere fossero poste all'Indice), Croce era lettissimo...Ecco, perché, a conti fatti, non è stato necessario attendere la riedizione del 1960. Chi lo voleva conoscere, de Sivo, aveva ancora ampie possibilità di leggerlo nell'originale. Sul tema, solo per citare l'ultima pubblicazione specifica in ordine di tempo, mi permetto di rimandare al volume Benedetto Croce ed il brigantaggio meridionale: un difficile rapporto, Colacchi, L'Aquila 2005 (ISBN 88-88676-28-7; euro 10,00).
Cordialmente,
Lorenzo
L.A.S.
 
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » giovedì 16 luglio 2009, 10:46

Caro L.A.S., ammettendo che Ella abbia ragione, Croce, fu "monoculi in terra coecorum".
Ricordo che appena venti anni fa il defunto on.le missino Angelo Manna, poeta e storico molto noto, almeno in Campania, pose un'interrogazione parlamentare all'allora sottosegretario alla Difesa, on.le Clemente Mastella, sul perchè il "fondo Brigantaggio" del Ministero fosse ancora in buona parte inaccessibile.
La risposta del sottosegretario, ovviamente fu molto vaga. Chissà se negli ultimi venti anni è cambiato qualcosa?


PS Nel mio archivio, ho il resoconto dell'interrogazione per chi voglia conoscerne gli estremi.
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » martedì 4 agosto 2009, 13:31

Gentili forumisti,
riapro questa discussione per sfatare il mito secondo cui Garibaldi sarebbe morto "povero in canna"; infatti, negli ultimi anni, storici seri e di chiara fama hanno dimostrato che il Nostro non aveva certo problemi a "sbarcare il lunario" e se (e sottolineo se) morì povero fu perchè era un pessimo amministratore. Ecco cosa scrisse nel 1992 Vittorio Messori in Pensare la storia:

"...Come se la passava, economicamente, Garibaldi? Era davvero così povero come vorrebbe il mito? Va detto che sin dal 1854 aveva abbastanza denaro per comprare almeno parte di un'isola come, appunto, Caprera. Quando vi si ritirò, dopo la spedizione contro siciliani e napoletani, la sua azienda agricola contava una trentina di dipendenti e altre decine di persone (tra cui i membri della numerosa famiglia) ne vivevano. I capi di bestiame superavano i 500 e, in una rada, era ancorato un grande panfilo regalatogli da un ammiratore. Poiché le abitudini di Garibaldi erano frugali (e poiché ciò che gli interessava era la "gloria" e non il denaro), avrebbe potuto vivere da benestante, non fosse stato per i figli - Ricciottì e Menotti - che si misero a speculare sul boom edilizio di Roma divenuta capitale italiana. Una storia poco edificante, anche dal punto di vista patriottico: i due, cioè, parteciparono a quel "sacco urbanistico" che, in pochi anni, distrusse la vecchia Roma, divenuta terra di conquista di speculatori che crearono orribili quartieri "da rendita" dove erano splendidi parchi, rovine antiche, palazzi medievali e rinascimentali. Già ne parlammo. Ricciotti e Menotti finirono però per lasciarci le penne e, disperati, ricorsero, per soccorso, al famoso padre. Sparsasi la voce delle difficoltà in cui si trovava la famiglia Garibaldi, il Governo (sempre pronto a tenere buono un uomo dei cui colpi di testa diffidava: e non a torto) deliberò un "Dono di gratitudine nazionale" di ben 50.000 lire l'anno vita natural durante. Una somma enorme, pari alla rendita di due milioni di lire-oro. Da qui il beffardo nomignolo cattolico di "Eroe dei Due Milioni" inventato dall'implacabile Civiltà Cattolica. Garibaldi cercò di salvare le forme: sulle prime respinse la rendita con sdegnate parole; poi ci ripensò e finì coll'accettarla, approfittando del fatto che al governo era salito Agostino Depretis, uno dei Mille."

Chi volesse leggere il resto dell'articolo può farlo a questo link: http://www.brigantaggio.net/Brigantaggi ... aldi04.htm .
Grazie per l'attenzione.
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 4 agosto 2009, 15:32

Carissimo Pasquale, il Messori è stato un caro amico di mio zio buonanima scrittore cattolico anch'egli. Uno scrittore spagnolo, Unamuno mi sembra, ha scritto che la Verità è grigia; parlava dell'America coloniale spagnola, citando la leggenda bianca e quella opposta nera:tutto il bene da una parte, spagnoli o amerindi, tutto il male dall'altra. A seconda del punto di vista. Già personalmente al corrente di tutto quanto postato, inclusa la personale frugalità disinteresse e mancanza di senso degli affari di uno dei 4 Padri del nostro attuale vivente Stato nazionale italiano, rammentata dal Messori nel resto dell'articolo, cerco una visione equilibrata, virgiliana direi, del nostro Risorgimento. Il nostro poeta nazionale Virgilio, sepolto a Napoli, comprende le ragioni e celebra le gesta sia di chi combatteva a fianco del pio Enea che di coloro che gli portavano guerra, cantati nell'Eneide. Una visione manichea la considero negativamente, a meno che non si parli di Inferno e Paradiso. Per concludere: nel complesso Garibaldi merita il buon ricordo che ha lasciato, in Italia in Francia in Inghilterra in Uruguai etc. etc. L'unità nazionale italiana è stata un progetto, un sogno plurisecolare divenuto realtà. Come scrive il Montanelli, grande stimatore della monarchia napolitano - palermitana nei suoi scritti, il grande errore dei Borboni locali è stato la mancanza di una visione peninsulare, accettata troppo tardivamente. Ciao,
fabrizio guinzio
 
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 5 agosto 2009, 3:53

Signor Onorati,

grazie per averci spiegato come e' che Garibaldi da moderatamente benestante si ritrovo' quasi povero. Speculazioni sfortunate dei figli, una vera colpa, un vero birbante. Anche perche' Messori scrive:

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:Poiché le abitudini di Garibaldi erano frugali (e poiché ciò che gli interessava era la "gloria" e non il denaro)


Grazie ancora per aver reso sempre piu' salda e limpida la figura dell'Eroe dei Due Mondi, liberatore del Sud da miserie plurisecolari.
Distinti saluti,

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Garibaldi, "l'Eroe dei Due Milioni"

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 5 agosto 2009, 11:12

Gentile Cronista di Livonia, mi meraviglio del fatto che Ella non riesca a comprendere l'ironia di certe affermazioni di Vittorio Messori, come quella da Lei quotata, e l'uso accurato che fa questo grande storico contemporaneo di parentesi e virgolette.
Comunque, nella parte dell'articolo che non avevo citato finora, Messori afferma:
"Anche se si tratta di un episodio che mal si inquadra con il mito, tra le tante riserve cui la storia quella "vera" - obbliga davanti a Garibaldi-, non c'è più quella di avidità di denaro. Le grandi somme da lui dilapidate furono inghiottite da una torma di familiari, profittatori, parassiti, oltre che dalla sua nullità come amministratore di se stesso".
Non se la prenda, ma in questa occasione Ella mi sembra come un marito che, colto in flagrante adulterio dalla moglie, cerca a tutti i costi di negare l'evidenza dei fatti.
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Cronista di Livonia » mercoledì 5 agosto 2009, 11:30

Egregio Signor Onorati,

preferisco limitarmi a leggere cosa c'e scritto in italiano evitando di interpretare le virgolette sulla gloria e l'assenza delle stesse sul denaro.
Comprendo come Giuseppe Garibaldi, ricordato da tutto il mondo come grande finanziere, economista ed amministratore possa effettivamente risultare sminuito a gli occhi di tutta l'umanita' grazie a queste clamorose scoperte.

Certo, forse il fatto che di mestiere facesse il marinaio ed il soldato non c'entra nulla, tutti i marinai ed i soldati sono tenuti ad essere maghi della finanza, amministratori perfetti e padri fortunati (altrimenti non valgono nulla come marinai e soldati).

Parlando di clamorose scoperte lo sa che fu anche protagonista di un disgraziato matrimonio (il secondo) e scarsuccio come Deputato al Parlamento nazionale? Cose imperdonabili all'Eroe che il mondo intero ci invidio' (oggi il mondo preferisce altri eroi che di eroico hanno ben poco).

Le ho gia' spiegato quale dovrebbe essere il sistema per giudicare Garibaldi il personaggio storico, proprio in questa medesima discussione, ma lei si ostina a fare il processo a Garibaldi l'uomo, tirandogli addosso anche le colpe altrui (quelle dei figli e dei famelici parenti), complimenti!
Cordialmente,

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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Guido5 » mercoledì 5 agosto 2009, 12:46

Cari amici,
ovviamente di quanto andate dicendo si trova traccia nell'Archivio storico del Banco di Napoli ... o sbaglio? Ricordo, per inciso, che per le polemiche personali esistono i messaggi privati, tanto più che - ne sono convinto - nessuno riuscirà a convincere l'altro.

Ciao a tutti!
Guido5
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda giubileum73 » mercoledì 5 agosto 2009, 14:18

Povero o ricco che sia stato l'ultimo periodo della sua vita, sarebbe meglio RINGRAZIARLO all'infinito per averci donato il bellissimo posto in cui viviamo chiamato ITALIA.
Grazie GIUSEPPE GARIBALDI.
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda adj » mercoledì 5 agosto 2009, 15:38

Santo subito! [harp.gif]
adj
 

Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 5 agosto 2009, 15:39

Guido5 ha scritto:Cari amici,
ovviamente di quanto andate dicendo si trova traccia nell'Archivio storico del Banco di Napoli ... o sbaglio?


Caro Guido, l'articolo di Messori non parla specificatamente del debito contratto con il Banco di Napoli da Menotti Garibaldi, garantito dal nostro "Eroe dei Due Milioni" e poi non pagato da nessuno dei due, ma è sicuramente utile per capire come i Garibaldi scialacquavano il loro discreto capitale e i tanti soldi ottenuti dall'Italia, visto che gli italiani non erano ancora stati fatti... Garibaldi fu, forse, un eroe senza paura, certamente non fu senza macchia!!! [mf_argue.gif]
A presto.
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda giubileum73 » mercoledì 5 agosto 2009, 17:57

Probabilmente il Banco di Napoli non sarebbe mai esistito senza il "tenace lavoro" di Giuseppe Garibaldi e comunque a me non sembra che abbia reclamato così tanto e così a lungo, forse per puro gossip ....... gli avrà fatto comodo far sapere in giro che il figlio di un Eroe della Patria avesse rapporti finanziari proprio con loro.

In ultima analisi Garibaldi non si discute ........ SI AMA !!! [notworthy.gif]
giubileum73
 
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda adj » mercoledì 5 agosto 2009, 18:17

giubileum73 ha scritto:Povero o ricco che sia stato l'ultimo periodo della sua vita, sarebbe meglio RINGRAZIARLO all'infinito per averci donato il bellissimo posto in cui viviamo chiamato ITALIA.
Grazie GIUSEPPE GARIBALDI.


Senza soffermarmi sul rigore storico di altre affermazioni, quali quella che "Garibaldi non si discute, ma si ama", vorrei far notare che "il bellissimo posto in cui viviamo chiamato Italia" esisteva già prima di Garibaldi e semmai - per chi crede - ci è stato donato da nostro Signore.
Garibaldi - se vogliamo ascrivere a lui tutto il merito, o il demerito - al più ci ha donato una forma di governo sull'Italia che - a prescindere da qualche piccolo dettaglio tipo il passaggio da monarchia a repubblica - dura tuttora.

Io non so se voi vi siete mai domandati come sarebbe oggi, alla luce degli accordi di Schengen, un'Italia suddivisa in 5 o 7 o 10 (fate voi) stati autonomi ma senza barriere doganali né altre limitazioni al transito di merci e persone.
Io me lo sono chiesto spesso ed è una prospettiva - ahimé ormai irrealizzabile grazie anche, se non solo, a Garibaldi - che mi affascina.
adj
 

Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda giubileum73 » mercoledì 5 agosto 2009, 18:28

A parte l'enfasi iniziale sull'amare o meno un grande personaggio della storia italiana, concordo pienamente con il resto.
[cheers.gif]
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Re: Garibaldi e l'Archivio Storico del Banco di Napoli

Messaggioda Pasquale M. M. Onorati » mercoledì 5 agosto 2009, 18:52

giubileum73 ha scritto:Probabilmente il Banco di Napoli non sarebbe mai esistito senza il "tenace lavoro" di Giuseppe Garibaldi e comunque a me non sembra che abbia reclamato così tanto e così a lungo, forse per puro gossip ....... gli avrà fatto comodo far sapere in giro che il figlio di un Eroe della Patria avesse rapporti finanziari proprio con loro


Gentile Giubileum73, il Banco di napoli esiste dal lontano 1539 e Garibaldi ha solo contribuito a impoverirlo, non solo con i debiti del figlio da lui garantiti e non onorati, ma anche con i tanti prelievi forzati fatti all'epoca in cui era dittatore.
Garibaldi, purtroppo per noi, non "fece l'Italia" in modo disinteressato, come qualcuno ci vorrebbe far credere! [medieval.gif]
Cordialmente.
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