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Messanensis ha scritto:Vi è una qualche attinenza tra lo scaglione ed il compasso aperto?
L'arma dei Galluppi dovrebbe essere: "d'azzurro, al capriolo d'oro, accompagnato da tre stelle dello stesso". Invece ho visto un paio di stemmi dei Galluppi che al posto dello scaglione (o capriolo che dir si voglia) recano un compasso aperto con le punte all'ingiù. Perchè?


antonio_conti ha scritto:Gentile signor Messanensis,
scusi la mia ignoranza, di dove sono questi Galluppi?
La famiglia Galluppi fu tra le più cospicue della Calabria e si divise nei due rami di Tropea e di Messina-S. Lucia del Mela.
Riguardo alla sua domanda, così a botta calda escluderei che lo scaglione (capriolo nooo!) sia una pezza araldica nata originariamente come rappresentazione simbolica del compasso... cavalieri erano, mica liberi muratori![]()
Scherzi a parte, visto che la sua domanda era seria, credo che si dovrebbe tenere conto dell'intervento degli artisti e degli artigiani che realizzavano effettivamente i manufatti araldici, per quanto tra uno scaglione ed un compasso ce ne passa.
Sarebbe interessante anche sapere a quando potrebbe risalire l'origine dell'arma dei Galuppi in generale ed a quando risalgono gli stemmi col compasso. Sono più antichi gli uni o gli altri? oppure sono contemporanei o persino contestuali? Lasciando perdere l'origine dell'araldica ed i cavalieri, forse una certa situazione contingente potrebbe aver "costretto" o "favorito" un qualche cambiamento dell'arma?
Le prime notizie dei Galluppi si hanno nel 1270 quando prestarono denaro a Carlo I d'Angiò. Già a quel tempo penso che l'arma fosse quella che ho sopra descritto, con lo scaglione: questa è l'arma che compare nei vari blasonari e che per esempio si trova nella cappella gentilizia eretta nel 1560 da Monsignor Teofilo Galluppi nella Cattedrale di Tropea.
Lo stemma con il compasso l'ho visto nella Chiesa del Rosario di S. Lucia del Mela sopra la lapide del Canonico Francesco Galluppi datata 1758. L'ho notato poi su una partecipazione di matrimonio di una Barbara Galluppi della fine dell'800. Infine a casa ho un atto d'inventario del 1826, in cui leggo che tra gli oggetti appartenenti alla defunta Donna Caterina Galluppi (mia antenata) vi era una "calamarera (....) portante in mezzo un'impronta gentilizia divisa in due parti, dalla parte superiore vi è espressa una testa di cavallo, e dalla parte inferiore un compasso con tre stelle" (la testa di cavallo è il cimiero).
Sulle lapidi della seconda metà dell'800 nel cimitero di S. Lucia del Mela è costantemente presente lo stemma con lo scaglione.
Questo è quanto posso dire sulla "cronologia" degli stemmi.
Non ho notizia di nessuna situazione contingente che possa aver favorito un cambiamento dell'arma.
In conclusione le riporto un caso "urbinate" che potrebbe avere a che fare con i compassi dei Galuppi.
In quel di Urbino, molti studiosi d'arte e di storia dell'arte, ma non solo, hanno spesso indicato un'impresa usata da Federico da Montefeltro come l'impresa "delle spirali" perché vedevano rappresentate due spirali legate assieme ad un capo e terminanti nell'altro con delle punte divaricate a mo' di compasso. Qualcuno si è anche sbilanciato a dare spiegazione del significato di queste spire.
Si trattava invece dell'impresa Sforzesca cosiddetta "del morso", donata a Federico o adottata dallo stesso visti gli strettissimi rapporti che lo legavano a quella famiglia a partire dai due fratelli Francesco (poi duca di Milano) ed Alessandro (poi signore di Pesaro).
Per quanto l'impresa non nasca per stare dentro ad uno scudo, non mancano esempi di imprese rappresentate entro gli scudi come ornamenti architettonici (ma questo è un'altro discorso...).
Che si tratti del "morso" anche per i Galuppi?
Mi scusi, ma non ho afferrato bene il discorso![]()
Cordiali saluti,
Rosario
Alessio Bruno Bedini ha scritto:
In molti libri si parla della presunta collusione tra Templari e antica massoneria. Secondo alcuni fu proprio dalla 'conoscenza' massonica, che attraverso i Templari cominciò l'età moderna del mondo con grandissime scoperte, specie in architettura.
Non è un mistero che in alcune chiese templari vi siano conservati ancor'oggi, simboli misteriosi come il 'filo a piombo' o il compasso, da sempre associati alla massoneria.
Non conosco la famiglia in questione nel il luogo di appartenenza: ma se davvero quel compasso fosse un simbolo indicante qualcosa di preciso teso oltre un puro gusto estetico?
Messanensis ha scritto:Dunque se non ho capito male lei ipotizza un legame dei Galluppi con la massoneria. Potrebbe anche essere, ma mi sembra azzardato pensare che già nel 1758 avessero aderito alla massoneria. Sbaglio?


Alessio Bruno Bedini ha scritto:Messanensis ha scritto:Dunque se non ho capito male lei ipotizza un legame dei Galluppi con la massoneria. Potrebbe anche essere, ma mi sembra azzardato pensare che già nel 1758 avessero aderito alla massoneria. Sbaglio?
Non ipotizzo nessun legame. Ho solo detto che molto spesso il compasso è un simbolo che ha un determinato significato.
Messanensis ha scritto: Mi scusi, ma non ho afferrato bene il discorso![]()
Cordiali saluti,
Rosario
antonio_conti ha scritto:Tornando ai Galluppi ed agli esempi citati, parrebe di capire che il compasso fa la sua comparsa in tempi assai recenti –rispetto al XIII secolo, s’intende!- , peraltro in epoca di “malaraldica” (se mi è consentito il termine).
Questi Galluppi appartenevano alle medesima linea familiare, o a rami diversi?
Gli esempi di stemma con il compasso sono due e relativamente vicini nel tempo, chissà se possono essere ricondotti ad un evento o ad un personaggio in particolare che adottò quell’arma poi soppiantata dal riemergere dello scaglione? Quale rapporto c’era tra il canonico Francesco e la calamarera descritta nell’inventario?
La cosa è un pò complicata. Cercherò di spiegarle brevemente la situazione.
Per secoli i Galuppi risiedettero a Tropea. Da qui Cesare Galluppi, barone di Cirella e capitano dei Corazzieri del Re Filippo II di Spagna, si trasferì a Messina verso la fine del '500. Dopo la rivoluzione dei Merli e Malvizzi (1672-1678) i suoi discendenti si ritirarono a S. Lucia del Mela (Me). Qui nacquero i fratelli Onofrio II (capostipite di una linea che tornò a Tropea, riottennendo il titolo baronale di Cirella, e di altri Galluppi che rimasero a S. Lucia) e Marcello, capostipite dei baroni di Pancaldo che rimasero in S. Lucia-Messina.
Il Canonico Francesco del precedente messaggio era fratello dei suddetti Onofrio II e Marcello. La Caterina della "calamarera" era nipote di Onofrio II (era figlia del figlio Giuseppe). In effetti la "calamarera" potrebbe essere appartenuta al Canonico perchè suo erede fu il nipote Giuseppe e questi ebbe come unica figlia Caterina.
Infine la Barbara della partecipazione di nozze se non erro discende da Onofrio II.
Potrebbe anche essere che i Galluppi di S. Lucia per un periodo abbiano usato il compasso e poi questo sia stato soppiantato con il riemergere dello scaglione. Ma non si spiega allora perchè in una partecipazione di nozze di fine '800 sia ancora presente questo compasso, quando il cimitero di S. Lucia è pieno di stemmi Galluppi della stessa epoica che sono "regolari".
Soprattutto non mi spiego ancora il perchè di questa "sostituzione". Una brisura? Un esempio di "malaraldica" come dice lei?
Non so se qualche studioso si sia cimentato nell’analisi della figura del compasso in araldica, sarebbe interessante conoscerne le conclusioni, magari proprio su eventuali connessioni tra lo scaglione ed il compasso.
Per trovare qualche esempio utile ho dato uno sguardo allo Stemmario Trivulziano (seppur prevalentemente costituito di stemmi d'altro contesto geografico), ho trovato otto stemmi col compasso. Quattro sono parlanti “Capitanei de Sesto” o “da Sesto”; uno è alludente “di Iusti” (compasso come proporzione e perfezione; in uno la parte superiore del troncato è caricata da un’impresa (compasso coronato con cartiglio) “Fregoso”. Nell’insieme il compasso risulta spesso associato ad altre figure di equivalente o superiore importanza (la metà delle volte un castello).
Il Dizionario Araldico di P. Guelfi Camaiani, alla voce "Compasso" cita l'esempio dei Ferrara di Napoli "D'azzurro alla fascia abbassata accompagnata in capo da un compasso aperto accompagnato da tre stelle e in punta da tre monti, il tutto d'oro." Probabilmente non c'entra nulla, ma più di un elemento in comune c'è.
Messanensis ha scritto:Potrebbe anche essere che i Galluppi di S. Lucia per un periodo abbiano usato il compasso e poi questo sia stato soppiantato con il riemergere dello scaglione. Ma non si spiega allora perchè in una partecipazione di nozze di fine '800 sia ancora presente questo compasso, quando il cimitero di S. Lucia è pieno di stemmi Galluppi della stessa epoica che sono "regolari". [/b]
(...)
Sì, gli elementi comuni ci sono, ma non credo che i Ferrara c'entrino qualcosa non i Galluppi.
antonio_conti ha scritto:Riguardo al ritorno del compasso in epoca più tarda, ovverosia a noi più recente, mi permetto di citare fra' Eusanio (sperando che intervenga presto per zittire qualche mia scempiaggine e per darci il suo prezioso parere sull'argomento): "... ogni figura simbolica ha settanta volte sette vite... e quindi anche da un uso apparentemente episodico e casuale della medesima può derivarle una fama ed una diffusione imprevedibili..."....(omissis)...
si arriva in cielofra' Eusanio da Ocre ha scritto:...anche senza motivi dietrologicamente validi: bastano un titolare distratto e un artefice maldestro, la modifica arriva, nessuno se ne cale, ed il gioco è fatto!![]()
Benevalete
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