salute a tutti, è un pò che non entro nel forum ma oggi ho delle novità che potrebbero interessarvi.
Nel sito
http://siusa.archivi.beniculturali.it/c ... iave=38194ho trovato quanto segue:
La famiglia Pelliccioni di Poli ha per capostipite Ubertino che, venuto in Italia al seguito di Carlo Magno, fu investito della terra, castello e titolo di Monte Cocullo sui confini tra le Marche e l'Abruzzo con diritto di battere moneta. Nel 1479 una bolla di Sisto IV confermò il titolo di Monte Cocullo, con mero e misto imperio, ai fratelli Luca, Giovanni e Tommaso Pelliccioni. Da Giovanni, detto Ser Janni, discesero i Serianni conti di Ascoli; da Luca discese il ramo che conservò il cognome originale. Tale ramo ha il titolo di Conte e Signore di Monte Cocullo, Nobile di Tivoli. Da Tivoli i conti Pelliccioni si stabilirono in Capranica Prenestina e da qui si trasferirono a Poli dove si trova il Pallazzo Pelliccioni del sec. XVII.
Interessante è anche il contenuto dell'Archivio:
Descrizione: Il fondo è costituito dalla seguente documentazione:
- Istrumenti di acquisto e vendite di beni immobili, 1769-1821 (4 voll.);
- Lettere, 1612-1803 (4 voll.);
- Carte varie di vari luoghi, 1631-1873 (1 vol.);
- Cariche e beni in Capranica e Poli, 1706-1830 (1 vol.);
- Documenti e diplomi dal 1200 al1900 (si tratta di documenti non rilegati), secc. XIX - XX;
- Descrizioni e divisioni della proprietà di Poli, sec. XIX (2 voll.);
- Nomina del capitano Nicolò Pelliccioni a castellano della fortezza di Rocca di Gavi, 1524;
- Procura del conte Camisano a favore di suo fratello Tommaso e della moglie contessa Brigida di Castel Besozzo, 1592;
- Epitalamio di Luca Antonio Casini per le nozze delle Altezze Serenissime di Toscana Ferdinando II e Vittoria della Rovere, a stampa, 1635;
- Contea di Montecocullo, 1666-1669;
- Documenti degli Aureli di Poli, 1751-1793;
- Lettera del card. Spinelli, 1756;
- De Pizzicariis, notabile di Poli, 1764-1801;
[espandi/riduci]- Presa in consegna dei beni dei feudi di Poli e Guadagnolo, 1769;
- Dote di Maddalena Aureli di Montemonaco, 1769;
- Dazione in affitto di immobili e terreni a Capranica, 1794;
- Aureli, patrizi di Roma, 1794;
- Casini, nobili di Arezzo, 1794;
- Documenti dell'affitto dei feudi di Poli e Guadagnolo, 1798-1823;
- Duca, patrizi di Bisanzio, 1803;
- Inventario della chiesa di S. Maria Maddalena di Capranica, 1830;
- Divisione dei beni del conte Giuseppe Pelliccioni di Poli, 1848;
- Documenti della causa della Compagnia del SS. Sacramento di Poli, 1854-1871;
- Divisione dei beni in Poli, 1856;
- G. Battista Palanca, ricettario del 1860 (vol. manoscritto);
- Documenti della causa con l'Opera pia Rosa di Poli, 1865-1896;
- Documenti della causa "Tiburtina di pretesa manutenzione in possesso" contro il duca Giulio Torlonia, 1866-1875;
- "Pastorale" di G. Battista Palanca, componimento poetico manoscritto, 1870 ca.;
- Divisione dei beni in Poli, 1877-1958;
- G. Battista Palanca, appunti di chimica, 1889;
- Divisione dei beni in Poli, 1896;
- Lodovico Palanca, appunti di chimica, 1900;
- Collezione archeologica Palanca nel 1939;
- Atti della famiglia Palanca de la Roque.
E' interessante notare la presenza di atti pubblici, e lo sarebbe ancora più scoprire il perchè sono in questo archivio e non nelle loro sedi originali, relativamente alla presenza della famiglia in Capranica e a Poli. Vorrei anche evidenziare la citata Nobiltà di Tivoli della famiglia Pelliccioni, evidenziata in questa sede e per me per la prima volta conosciuta.
Rifacendomi ad alcuni interventi precedenti cira la cognomizzazione del predicato di Poli, posso con tranquillità affermare per aver avuto modo di consultare atti e registri delle due cittadine, che in tutti gli atti in cui mi sono imbattuto, anche riguardanti altre famiglia, era uso scrivere Giovanni Pelliccioni di Poli, Basilio Duca di Capranica Prenestina, Vincenzo Cialdea di Capranica Prenestina ecc ecc. Sicuramente avrà utilizzato analoghi documenti per "provare" la cognomizzazione del predicato, certamente non feudale ma d'uso identificativo di provenienza. Poi, passano gli anni, passano le persone, e il predicato diventa simil-feudale. Posso anche aggiungere che il Pelliccioni, fantagenealogista o meno che dir si voglia, era pur sempre un gentiluomo, e pur utilizzando il titolo di Conte, non ha mai appoggiato tale titolo al "Poli" ne tanto meno ha mai avanzato rivendicazioni feudali sul "simil-predicato" di Poli.
Un caro saluto
Silvaticus