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Antesterione ha scritto:Per la Chiesa Cattolica in quanto tale, L'ordine di Santo Stefano non è più un Ordine Cavalleresco Cattolico in senso stretto.
Dal momento in cui il pontefice non riconosce, non tutela e non protegge un'istituzione, come si può pensare che per essa perdurino bolle e riconoscimenti di diritto concessi ad altro tipo di istituzione (dal punto di vista ecclesiastico, riconosciuta ed omonima).
E' come se un ordine religioso non più riconosciuto, volesse recuperare le vecchie bolle di un ordine omonimo già riconosciuto in passato.
Da un punto di vista canonico ed ecclesiale, la situazione dell'Ordine di S. Stefano e di tutti gli ordini cavallereschi non riconosciuti, non tutelati, non protetti è la medesima.
Lo dice l'espressione stessa "Non riconosciuto". Perché la santa Sede dovrebbe tutelare con una bolla un consesso che non riconosce più. Lo tutelava infatti nelle espressioni, con le bolle ecc. fino a che lo riconosceva.
Perché dunque scrivere imprecisioni qui e lì sul web?
In alcuni interventi, non si capisce come, alcuni di questi ordini sembrano godere di -alcuni- dei diritti più conosciuti dell'Ordine del Santo Sepolcro, che invece di tali riconoscimenti e prerogative gode veramente e pubblicamente per la Santa Sede. Ed essa stessa in più occasione li riattesta e si esprimono nei diplomi stessi degli appartenenti... Perciò non è possibile manipolare il diritto canonico a proprio piacimento per partorire riconoscimenti, protezioni, identità associative pubbliche di un'Istituzione che n o n riconosce l'oggetto in questione.
Non è questa la via per ottenere tali riconoscimenti, questo dovrebbe essere ovvio per tutti.
Basti il riconoscimento di stati sovrani in qualità di onorificenze per il momento e ci si rivolga ad altri metodi per ottenere (se lo si vuole), il riconoscimento della Santa Sede, non certo cercando nelle note e nelle interpretazioni (e dovrebbe essere la Santa Sede ad emetterle prima che qualcuno affermi certe cose come verità di fatto).

nicolad72 ha scritto:Poi, visto che mi si vuole insegnare il diritto facciamo un po' il punto della situazione.
...
Con questo spero di aver soddisfatto le curiosità di alcuni e colmato le lacune di altri.




salstefio ha scritto:1)Nella molteplicità di Chiese esistenti, da quella Ortodossa a quella Veterocattolica e così via, e che comunque abbiano una valida linea di successione apostolica, gli Ordini tutelati e riconosciuti da esse, sono validi in linea generale?
Domenico Serlupi ha scritto:La Bolla "His quae pro Religionis" di Pio IV del 1 febbraio 1562 ha conferito al Gran Maestro lo speciale "privilegio" di mutare direttamente gli Statuti senza far riferimento alla S. Sede. Nè tale singolare "privilegio" è stato annullato dal C.J.C. perchè i privilegi possono essere revocati solo in modo espresso, il che non è mai avvenuto.
CJC Can. 314 ha scritto:Gli statuti di ogni associazione pubblica, la loro revisione e il loro cambiamento necessitano dell'approvazione dell'autorità ecclesiastica cui compete erigere l'associazione a norma del can. 312, § 1.

salstefio ha scritto:1)Nella molteplicità di Chiese esistenti, da quella Ortodossa a quella Veterocattolica e così via, e che comunque abbiano una valida linea di successione apostolica, gli Ordini tutelati e riconosciuti da esse, sono validi in linea generale?
2)Un Ordine che sia riconosciuto con tanto di Bolla da queste Chiese, può essere legittimato in Italia?
3)Se un Ordine, anche nuovo, riceve la Protezione di una famiglia ex regnante, quindi con Fons Honorum accertata, è regolare? Può ottenere legittimità in Italia?



nicolad72 ha scritto:Per non scendere nel Giuridico per esercizio giuridico della sovranità il diritto (non io) intende: l'esercizio di una potestà di governo, in via esclusiva, su di un territorio e una popolazione con un proprio ordinamento giuridico.
Limitata fons honorum non è un controsenso è uno stato giuridico: non hanno fons honourm piena... non potendo più esercitare tutte le prerogative che che questa comporta, ma solo quelle che ho elencato nel mio intervento precedente.


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