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Cronista di Livonia ha scritto:Trovo che vi sia una certa differnza tra il "fare la storia in senso onesto e critico" e "fare del pettegolezzo allo scopo di mettere alla berlina un mito avverso".
Questo mi sembra molto piu' il secondo caso.
Il primo sarebbe forse stato scrivere "nella repressione al brigantaggio si combatterono indiscriminatamente sia veri briganti che patrioti borbonici e il Generale Nino Bixio, braccio destro di Garibaldi si segnalo' per la durezza con cui agi', durezza dovuta a ragioni speso piu' politiche che legali" o qualcosa del genere.
Garibaldi e' discutibile come personaggio, ma da qui a volerlo proprio far passare da comune ladro ce ne corre. La critica dovrebbe essere piu' sull'operato a livello politico e militare, fu un buon generale? era coraggioso? agi' bene? fu avveduto? fu strumento altrui od ebbe autonimia politica? questi sono i quesiti che interessano allo storico. Piccole miserie come quella citata restano nell'ambito della curiosita' per pochi o della ripicca, senza fare o cambiare la storia.
Cordialmente,
Il Cronista di Livonia

Pasquale M. M. Onorati ha scritto:A chi ha un pò di tempo da "perdere", consiglio di leggere "Storia delle Due Sicilie dal 1847 al 1861" di Giacinto de'Sivo (1814-1867), opera in 5 volumi (in parte scaricabile da Google libri) che, per la sua imparzialità, fu mal vista anche dalla stessa corte borbonica in esilio a Roma.
Cordialmente.
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