Ciao Fabrizio ,
da quel che scrivi deduco che i disegni dello stemmario sono frutto di un solo autore , ricordi per caso il criterio con il quale sono raccolti ?
Grazie per l'interessamento !
Moderatori: Novelli, Antonio Pompili, mcs, Lambertini
fabrizio guinzio ha scritto:Secondo me i due stemmi, quello dell'elenco dalmata e quello dello stemmario detto Pasinati, dovrebbero essere l'arma antica il primo e l'arma moderna il secondo della medesima famiglia de Mitri. Che fine ha fatto il ramo non immigrato in Italia? Come, quando e per quale motivo l'arme è stata modificata così come risulta dal ripetuto codice Pasinati? Per esempio: alleanza matrimoniale? Ciao,
GENS VALERIA ha scritto:Zaccheo ha scritto:Permettimi altre due domande, caro Sergio:
1) a quale contesto geografico fa riferimento l'armoriale settecentesco custodito presso la Biblioteca Nazionale Centrale dal quale è tratto lo stemma proposto?
2) si conoscono ulteriori manufatti araldici antichi pertinenti alla stessa famiglia?
Si tratta del famoso ( o famigerato ) mastodontico e settecentesco Stemmario Pasinati dal nome di uno dei due antiquari di Roma ( Micheletti e Pasinati , appunto) che l' acquistarono nel 1889 , meglio conosciuti quali “Manoscritti Vittorio Emanuele dal n° 314 al n° 327” Ho aperto un post in questa sezione per avere qualche notizia in più ,ma sembra l'intera raccolta sia avvolta da una fumosa nube di mistero, gli stessi bibliotecari romani non mi hanno saputo dare ulteriori ragguagli (quando sono riuscito a trovarli).
Credo comunque siano raccolti stemmi di varie zone geografiche italiane .
Per quello che riguarda l’origine dello stemma " Mitri " dovrebbe essere all' 95 % friulano-giuliano, lasciando un 5 % alla zona del Molise .
Tento di spiegarmi , non vorrei passare per troppo... fantasioso :
da più di un anno sto svolgendo una ricerca sulle tracce della mia famiglia ho potuto appurare l’esistenza di due soli ceppi Mitri ben distinti , provenienti dai Balcani , quello molisano originato da popolazioni in fuga nel ‘500 della violenza ottomana i quali si stanziarono in pochi villaggi qui vissero di pastorizia e rimasero isolati , gelosi delle loro tradizioni esprimendosi in un dialetto croato , tutto ciò fino alla fine del XIX secolo, quando cominciarono ad aprirsi al mondo esterno . Uno studioso locale ha escluso la presenza di famiglie con questo cognome , tra le notabili molisane e zone limitrofe .
I Mitri friulani , sono apparsi un secolo prima ( inizi Quattrocento ) molto probabilmente da un unico personaggio dedito al commercio proveniente dalla Dalmazia e stabilito a Gemona . Facendo una seria ricerca documentaria sulle mie origini sono arrivato a documentare la presenza dei miei ascendenti a Cormons nei secoli XVI , XVII e XVIII tra di loro numerosi membri della famiglia (de) Mitri furono personaggi ragguardevoli; tra questi alcuni furono Podestà altri fecero parte del Consiglio dei XII del Comune altri della Magistratura .
( Cormons l’archivio storico , inventario a cura di Lucia Pillon ).
Mi rendo perfettamente conto che questa non provi la sicura appartenenza dello stemma al ramo friulano cormonese ma costituisca onestamente un “indizio pesante”, considerando la notevole massa di notizie da me vagliate in cerca omonimi della zona – ho realmente interpellato mezzo mondo - .
Non ho trovato, per ora altri manufatti araldici simili anche se nel fare ricerche sulla famiglia Dimitri ( di Ragusa di Dalmazia , oriundi dalla nobiltà mercantile della città di Cattaro ) ,
ho trovato tuttavia una singolare analogia tra l’arma da me postata ieri, “d’argento alla mitra di… “(?), tratta da “Der Adel von Kroatien und Slavonien” e quella Mitri ,un ulteriore caso di arma parlante oppure un residuo di memoria araldica tramandata?
Tutto qui , sperodi scovare altri reperti araldici collegati , ma francamente dubito
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Saluti cari
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