Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » mercoledì 6 maggio 2009, 12:45

Zanetto ha scritto:
FP ha scritto:
Zanetto ha scritto:"...a prescindere dai ceti era prassi e poi praticamente legge, nello Stato della Chiesa, in terre e città con distinzione dei ceti, dare la qualifica di Nobile ai membri della Magistratura e quindi ad Anziani, Priori e Gonfalonieri (prima del XIX sec. questi ultimi erano detti Sindaci o Consoli in alcuni luoghi). "

"Dunque per Cento credo che le famiglie Consolari, corrispondenti poi sicuramente a quelle di primo ceto, venissero considerate nobili. Tantopiù che, ad esempio, le famiglie di nobiltà civica a Velletri (RM) erano dette "famiglie nobili consolari" veliterne."

Caro Francesco,
a quale legge ti riferisci? Ne hai il testo? Di che epoca è?

Altro quesito, la nobiltà civica spettava solo al magistrato e ai suoi discendenti od anche ai rami collaterali (p.es. il fratello del Console o dell' Anziano) e ai suoi discendenti? Insomma la carica cittadina nobilitava il ramo o la famiglia?
Ciao e grazie


Ma io trovo Cento inserita tra le città che ebbero riconosciuta la nobiltà delle proprie famiglie dal regno d'Italia. Stando così le cose basta prendere gli elenchi ufficiali del Regno e controllare quali sono state le famiglie centesi riconosciute Nobili di Cento.
Nulla di più semplice ! [jump.gif]
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 6 maggio 2009, 12:56

Zanetto ha scritto:
FP ha scritto:
Zanetto ha scritto:"...a prescindere dai ceti era prassi e poi praticamente legge, nello Stato della Chiesa, in terre e città con distinzione dei ceti, dare la qualifica di Nobile ai membri della Magistratura e quindi ad Anziani, Priori e Gonfalonieri (prima del XIX sec. questi ultimi erano detti Sindaci o Consoli in alcuni luoghi). "

"Dunque per Cento credo che le famiglie Consolari, corrispondenti poi sicuramente a quelle di primo ceto, venissero considerate nobili. Tantopiù che, ad esempio, le famiglie di nobiltà civica a Velletri (RM) erano dette "famiglie nobili consolari" veliterne."

Caro Francesco,
a quale legge ti riferisci? Ne hai il testo? Di che epoca è?

Altro quesito, la nobiltà civica spettava solo al magistrato e ai suoi discendenti od anche ai rami collaterali (p.es. il fratello del Console o dell' Anziano) e ai suoi discendenti? Insomma la carica cittadina nobilitava il ramo o la famiglia?
Ciao e grazie


Di solito se eri fratello di un Magistrato o Console e facevi domanda per essere aggregato in Magistratura anche tu venivi "imbussolato" e di conseguenza potevi essere eletto. Una volta eletto anche tu eri a tutti gli effetti nobile.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Zanetto » mercoledì 6 maggio 2009, 13:10

Gentile Riccardo,

se fosse così semplice perderemmo il gusto di ogni ricerca o riflessione araldica genalogica.
A parte che mi trovo sprovvisto delle foti che Lei indica [hmm.gif] e avrei piacere di sapere quali sono state le famiglie centesi riconosciute Nobili di Cento, mi pare di ricordare che altrove sul forum si è parlato di molte famiglie che per diversi motivi non si premurarono di avere riconoscimenti dal nascente R.I. .
Anche il Pasini Frassoni nel suo blasonario delle famiglie dei domini Estensi (ma cita anche quelle di territori della Chiesa), fa notare che la pur ricca aristocrazia romagnola si andò a ridurre a poche decine col R.I..
Grazie anche a Lei per le risposte.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » mercoledì 6 maggio 2009, 13:42

Zanetto ha scritto:Gentile Riccardo,

se fosse così semplice perderemmo il gusto di ogni ricerca o riflessione araldica genalogica.
A parte che mi trovo sprovvisto delle foti che Lei indica [hmm.gif] e avrei piacere di sapere quali sono state le famiglie centesi riconosciute Nobili di Cento, mi pare di ricordare che altrove sul forum si è parlato di molte famiglie che per diversi motivi non si premurarono di avere riconoscimenti dal nascente R.I. .
Anche il Pasini Frassoni nel suo blasonario delle famiglie dei domini Estensi (ma cita anche quelle di territori della Chiesa), fa notare che la pur ricca aristocrazia romagnola si andò a ridurre a poche decine col R.I..
Grazie anche a Lei per le risposte.


Sì, ok, ma se c'è una cosa semplice perchè andare a rendersela difficile?
Per quanto riguarda le famiglie centesi che ottennero il riconoscimento dal Regno d'Italia basta fare una ricerchina su google digitando Elenco Ufficiale Definitifo delle famiglie Nobili e Titolate....indicando la zona di riferimento per Cento (Romagna o Emilia-Romagna). Volendo la può fare anche direttamente nel catalogo SBN online così saprà in quale biblioteca lo potrà trovare.
Poi scrive alla biblioteca e se ne fa mandare una copia!
Così ricava le famiglie nobili di Cento e potrà sapere, incrociando idati con quelli dell'archivio comunale di Cento, a quale classe cittadina appartenevano.
E' ovvio che anche le altre famiglie estine o non riconosciute che facevano parte della medesima classe di quelle riconosciute Nobili ne avevano/avrebbero diritto.

Tutto qua.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Zanetto » mercoledì 6 maggio 2009, 14:22

Sono proprio un principiante, ho seguito il Suo consiglio e scoperto che l'elenco delle Famiglie Romagnole è in una biblioteca a 50 metri da dove le scrivo, seguirò le Sue indicazioni e incrocierò i dati. Vado [jump.gif] ...e grazie.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » mercoledì 6 maggio 2009, 14:41

Zanetto ha scritto:Sono proprio un principiante, ho seguito il Suo consiglio e scoperto che l'elenco delle Famiglie Romagnole è in una biblioteca a 50 metri da dove le scrivo, seguirò le Sue indicazioni e incrocierò i dati. Vado [jump.gif] ...e grazie.


Io la invidio...non sa quanto c'ho messo per svore gli elenchi umbri e marchigiani... [throw.gif]

mi fa piacere di esserle stato d'aiuto! vedrà che la sua ricerca è molto più facile di quello che pensava!

[cheers.gif]
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » mercoledì 6 maggio 2009, 15:19

Riccardo, ho approntato una cronotassi di Sindaci, Gonfalonieri e Priori di Filettino. Volevo farti notare come tra la fine del XVIII sec. e l'inizio del XIX sec. alcune famiglie che espressero queste cariche a Filettino (che ricordo erano ristrette solo al primo ceto ed erano soggette a successione ereditaria in caso di rinuncia, mentre per l'Anzianato si avevano i 3/4 del primo ceto e 1/4 del secondo ceto) siano state accolte in altre Magistrature Civiche, specialmente quelle di città che poi saranno riconosciute come sedi di patriziato o nobiltà civica dal R.I. Questo è emblematico, perchè i requisiti che hanno condotto alcuni filettinesi ad occupare le cariche civiche di Filettino, a carattere nobiliare, hanno comportato, per un motivo o per l'altro, l'ammissione delle loro famiglie nelle mastre nobili di più grandi città:

SINDACI:

Periodo feudale (nomina dei sindaci da parte del feudatario):

Stefano di Cola Giovanni 1452
Biagio Giove e Pietro di Giovanni 1471
Aldo Allegretti 1593
Flavio Cupini 1593
Loreto Coletta 1600
Mariano Palizza 1602

Periodo del libero comune (scelta dei sindaci nel primo ceto dei possidenti, con successione del figlio in caso di rinuncia e nomina del governatore):

Salvatore Cupini 1611
Biagio Latini 1633
Antonio Giovannoni 1664
Nicola Consalvi 1691
Rocco Nardecchia 1710
Antonio Ottaviani di Fabio 1731
Giovanni Battista Silvestri 1745
Gaetano Giolitti 1757
Nicola Ottaviani 1757
Salvatore Ottaviani 1770
Domenico Marfoli 1771
Angelo Cappelli 1801-1802
Filippo Cesari 1803
Filippo de Cesaris 1803
Domenico Cerrocchi di Luigi 1805
Vincenzo Arquati 1806
Lauro Ottaviani 1807
Pietro de Cesaris 1814
Dott. Fedele Ottaviani di Nicola 1816, Nobile di Anagni
Gioacchino Pesci di Giuseppe 1818

GONFALONIERI:

Filippo de Cesaris 1818-1819
Giuseppe Consalvi 1822
Pietro Paolo Spagnoli 1827-1828

PRIORI:

Pasquale Marfoli 1831
Giuseppe Pesci 1832, Nobile di Città della Pieve
Vincenzo Pesci 1835
Pasquale Marfoli 1835
Ladislao Pesci 1841-1845, Nobile di Città della Pieve
Dott. Giuseppe Fabiani 1849
Francesco Pesci di Giuseppe 1848 e 1849, Nobile di Città della Pieve e Gonfaloniere di Albano
Conte Filippo de Cesaris di Filippo 1849 e 1851, Gonfaloniere di Alatri
Francesco Caraffa 1860-1870
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » venerdì 8 maggio 2009, 11:56

Riccardo, hai per caso l'anno di elevazione di Cascia a città?Mi risulta essere riconosciuta dalla Consulta col titolo di "Nobile di" ma nel 1829 era ancora una terra!!!
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » venerdì 8 maggio 2009, 12:27

FP ha scritto:Riccardo, hai per caso l'anno di elevazione di Cascia a città?Mi risulta essere riconosciuta dalla Consulta col titolo di "Nobile di" ma nel 1829 era ancora una terra!!!


Io per adesso ho trovato che Cascia fu dichiarata civitas da Clemente VIII nel 1596 e che ebbe governo nobiliare sina del XVIII secolo.
Dovrebbe esserci qualcosa di specifico sulla Rivista Araldica del 1923, pagina 43.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » domenica 10 maggio 2009, 18:47

stai studiando Cascia?
potresti, per cortesia, indicarmi da dove prendesti la notizia sulla nobilitazione del marito non nobile di una nobile del 1820?

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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » domenica 10 maggio 2009, 19:31

No era solo una delucidazione che volevo avere da te riguardo Cascia. Ora ti volevo sottoporre una questione particolare basata sempre sui famosi editti di Pio VII e Leone XII.
Nel 1816 Pio VII emana un motu proprio in cui abolisce tutti gli statuti comunali dello Stato e rende vitalizia la carica di consigliere. In tutti i comuni il capo della Magistratura è detto Gonfaloniere e i restanti magistrati Anziani.
Nel 1824 Leone XII emana un motu proprio in cui rende la carica di consigliere, oltre che vitalizia, ereditaria e crea in tutti i comuni dello Stato della Chiesa la separazione dei ceti, distinguendo i consiglieri comunali di tutte le comunità in nobili e cittadini. Nei piccoli comuni il capo della Magistratura è detto Priore, nei grandi Gonfaloniere.
Nel 1831, nella Circolare della Segreteria di Stato del Cardinale Bernetti, si dice che la qualifica di Nobile è da apporsi, negli elenchi dei possidenti, a coloro cui spetta (ai membri delle Magistrature, cioè Anziani, Gonfalonieri e Priori) in ogni comune in cui esista separazione dei ceti.
Ora una cosa è evidente: se Pio VII abolì gli statuti di ogni comune e Leone XII creò la separazione dei ceti per ognuno di essi, allora tutti i membri di tutte le magistrature civiche dello Stato della Chiesa avevano la qualifica di Nobili [jump.gif] Praticamente lo Stato della Chiesa ha, de jure (intervenga un esperto di legge, perchè mi sembra proprio che non ci siano dubbi), nobilitato tutti gli Anziani, Piori e Gonfalonieri di tutti i comuni dello Stato Pontificio dopo il 1831!
Eccoti le fonti http://www.bibliotecasorianonelcimino.o ... i/tesi.pdf
Leggi bene i passaggi dei vari editti!Trovali con la funzione cannocchiale di Adobe.
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » domenica 10 maggio 2009, 19:42

FP ha scritto:No era solo una delucidazione che volevo avere da te riguardo Cascia. Ora ti volevo sottoporre una questione particolare basata sempre sui famosi editti di Pio VII e Leone XII.
Nel 1816 Pio VII emana un motu proprio in cui abolisce tutti gli statuti comunali dello Stato e rende vitalizia la carica di consigliere. In tutti i comuni il capo della Magistratura è detto Gonfaloniere e i restanti magistrati Anziani.
Nel 1824 Leone XII emana un motu proprio in cui rende la carica di consigliere, oltre che vitalizia, ereditaria e crea in tutti i comuni dello Stato della Chiesa la separazione dei ceti, distinguendo i consiglieri comunali di tutte le comunità in nobili e cittadini. Nei piccoli comuni il capo della Magistratura è detto Priore, nei grandi Gonfaloniere.
Nel 1831, nella Circolare della Segreteria di Stato del Cardinale Bernetti, si dice che la qualifica di Nobile è da apporsi, negli elenchi dei possidenti, a coloro cui spetta (ai membri delle Magistrature, cioè Anziani, Gonfalonieri e Priori) in ogni comune in cui esista separazione dei ceti.
Ora una cosa è evidente: se Pio VII abolì gli statuti di ogni comune e Leone XII creò la separazione dei ceti per ognuno di essi, allora tutti i membri di tutte le magistrature civiche dello Stato della Chiesa avevano la qualifica di Nobili [jump.gif] Praticamente lo Stato della Chiesa ha, de jure (intervenga un esperto di legge, perchè mi sembra proprio che non ci siano dubbi), nobilitato tutti gli Anziani, Piori e Gonfalonieri di tutti i comuni dello Stato Pontificio dopo il 1831!
Eccoti le fonti http://www.bibliotecasorianonelcimino.o ... i/tesi.pdf
Leggi bene i passaggi dei vari editti!Trovali con la funzione cannocchiale di Adobe.


ottime notizie !!!!! [clapping.gif] [clapping.gif] [arf2.gif] [groupwave.gif]
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda FP » lunedì 11 maggio 2009, 12:18

Mettiamo i riferimenti culturali e normativi (per questi ultimi è importante seguire l'ordine cronologico degli editti, perchè il papa prima abolisce gli statuti, poi crea la distinzione dei ceti per ogni comune):

Al fine di dare un ordinamento unitario allo Stato, il motu proprio di Pio VII del 6 luglio 1816 viene esteso a tutto il territorio pontificio. Il provvedimento aveva come oggetto l’organizzazione della pubblica amministrazione [...] Con il motu proprio si pone ordine alla varietà dell’organizzazione comunale. Si aboliscono, con l’art. 102, gli statuti comunali e si dettano le modalità per l’elezione dei consigli e magistrature composte da anziani e gonfalonieri [...] I consiglieri, di nomina governativa e vitalizia, dovevano essere nativi del luogo o risiedervi da almeno dieci anni e appartenere a determinate categorie di cittadini (letterati, possidenti, capi delle professioni e arti, commercianti) [...] L’assetto territoriale non portò a quello snellimento dell’amministrazione pubblica che si voleva raggiungere. Perciò Leone XII con motu proprio 5 ottobre 1824 diede avvio ad una nuova riforma [...] Per quanto riguarda le amministrazioni comunali venne stabilito che il consiglio doveva essere composto per metà dal ceto nobile e per l’altra metà dai cittadini e che la carica di consigliere fosse, oltre che vitalizia, anche ereditaria. Si andava così rafforzando il potere della piccola nobiltà legata all’autorità pontificia, che veniva a svolgere un ruolo determinante nell’amministrazione comunale, poiché tale ceto rappresentava quasi l’intero consiglio [cfr. L’Archivio del comune di Soriano nel Cimino. Storia ed organizzazione, di Claudia Vittori, a.a. 2005/2006]

Sotto il pontificato di Gregorio XVI, viene emanata la nota circolare del 1831:
Ordinamento amministrativo delle provincie e de' consigli comunitativi 5 luglio 1831 [...] 7. I consigli comunitativi de' luoghi in cui esiste distinzione di ceti [questo concetto è ridondante, perchè con M.P. del 5 ottobre 1824 ogni comunità presenta distinzione dei ceti, in virtù del fatto che gli statuti comunali sono stati aboliti] dovranno formarsi per un terzo di persone nobili possidenti, per un altro terzo di possidenti non nobili, e per l'ultimo terzo di persone spettanti alle classi eligibili [dal paragrafo 5. della stessa circolare gli altri "eligibili" sono uomini di lettere, negozianti, e "quei ch'esercitano in figura di capi le professioni e le arti non vili e non sordide"] [...] 15. Si avrà cura che ai posti di gonfaloniere siano chiamati gl'individui più specchiati delle famiglie più rispettabili per antichità, e per possidenza. In quanto agli anziani si cercherà che siano scelti tra le persone di oneste famiglie e che vivano dei loro redditi. 16. In ogni modo nelle magistrature di prima e seconda classe non potranno entrare più di due individui non possidenti, nelle altre non ne potrà entrare più di uno.
Circolare della Segreteria di Stato colla quale si diramano ai presidi delle provincie le disposizioni riguardanti la formazione delle congregazioni governative, e de' consigli comunitativi 7 luglio 1831 [...] Sarà pure necessario che V.S. Illustrissima ordini senza ritardo gli elenchi separati de' possidenti di ciascun territorio comunale [...] Nei comuni, in cui esiste distinzione di ceti, dovrà in tali elenchi apporsi la qualifica di nobile ad ogni nome, a cui questa si spetta [cfr. Raccolta delle leggi e disposizioni di pubblica amministrazione nello stato pontificio, Stabilimento governativo, Roma, 1833].

[...] eventuali elenchi dell’epoca compilati nelle varie Delegazioni e Legazioni pontificie non fanno menzione del titolo di Patrizio [cfr. Squarti Perla], ma [...] chiama Nobili tanto i discendenti dei Patrizi, ascritti alla Magistratura Civica dopo il 1827, quanto coloro che appartenevano già al Ceto Nobile [cfr. Arnone]
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda Zanetto » mercoledì 13 maggio 2009, 16:12

Dubbio...e se si estingue il ramo di una famiglia che ha la nobiltà civica o il patriziato discendendo da un Consigliere o da un Anziano, questa qualità poteva essere ereditata da un ramo collaterale (discendenti di un fratello o di un cugino)?
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Re: Il titolo di "magnifica comunità" e la nobiltà civica

Messaggioda RFVS » mercoledì 13 maggio 2009, 17:31

Zanetto ha scritto:Dubbio...e se si estingue il ramo di una famiglia che ha la nobiltà civica o il patriziato discendendo da un Consigliere o da un Anziano, questa qualità poteva essere ereditata da un ramo collaterale (discendenti di un fratello o di un cugino)?


Se la famiglia si è estinta nell'altra allora credo fosse possibile, altrimenti direi di no.
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