wizard ha scritto: ... Infine, mio parere personale, se un riconoscimento è regolarmente trascritto a matricola, non vedrei nulla di male circa l’acquisto di una benemerenza presso una sartoria militare anziché dal rivenditore autorizzato, purché il colore del nastro e la medaglia siano di foggia adeguata. Per essere più espliciti, penso che molti non siano interessati al cofanetto e a buona parte del suo contenuto (nastrino in plastica, decorazione ridotta, rosetta).
carissimo e gentilissimo amico,
l'obbligo dell'insegna "regolamentare" e numerata con sanzioni a danno dei "fai da te" è - credo - una novità per l'Italia, ma non per altri paesi. Negli Stati Uniti chi vende decorazioni militari senza autorizzazione corre il rischio concreto di finire direttamente in galera ... assieme a chi le compera. ("Stolen Valor Act" del 2005 , che tutela "any decoration or medal authorized by Congress for the armed forces of the United States, or any of the service medals or badges awarded to the members of such forces" con multe fino a 100000 dollari ed 1 anno di detenzione per i contravventori...).
Non dico sia un esempio necessariamente da seguire nel contesto Italiano, ma visto che anche qui da noi non mancano problemi di abusi nel campo delle insegne (per essere diplomatici ...) alle volte mi chiedo se forse l'applicazione seria di una norma del genere potrebbe aiutare a creare una mentalità migliore, ossia che un insegna (onorificenza, decorazione o medaglia che sia) non è un gingillo o un ninnolo qualsiasi, ma una cosa seria che con altrettanta serietà va considerata.
Ma poi ci ripenso ... e capisco di essere troppo ottimista ...






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