Araldica dei principi ereditari dei Savoia

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Araldica dei principi ereditari dei Savoia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 7 gennaio 2005, 18:33

Gentili partecipanti al forum;

volevo alcune vostre opinioni in merito ad un dettaglio sull’araldica dei principi di Piemonte e su quella degli eredi primogeniti di casa Savoia in genere.

La mia richiesta era se lo stemma del principe di Piemonte, stemma dei Savoia brisato da un lambello a tre pendenti di azzurro (oggi usato dalla Regione Piemonte appunto come stemma regionale) era distintivo dell’erede sabaudo solo con quel titolo o se, nel caso che il principe ereditario avesse titolo diverso - come i due recenti principi di Napoli e anche di Vitt. Em II che prima di diventare re, mi pare usasse il titolo di “duca di Savoia” - il lambello avesse una colorazione differente o non vi fosse proprio.

Le stesse leggi che regolavano l’araldica sabauda mi sembra ignorino il dettaglio del lambello; l’art 13 del R.D. 1.I.1890 dichiarava solo che “Lo stemma del Principe Reale ereditario ha lo scudo pieno di Savoia cimato dall’elmo e cimiero, coi sostegni, col manto e colla Corona della propria dignità”; nessun lambello dunque; l’art 20 continuava affermando che “Il Re, la Regina e il Principe ereditario usano lo scudo pieno dell’arme di Savoia: di rosso alla croce d’argento”.

Tuttavia i noti disegni degli stemmi sabaudi ci restituiscono lo stemma di Umberto principe di Piemonte con lambello azzurro così come la consorte Maria José presentava questo stemma del marito accanto al proprio del Belgio.

La conclusione potrebbe essere che solo ove il principe ereditario abbia avuto il titolo di principe di Piemonte per “consuetudine non scritta” usi il lambello d’azzurro altimenti nessun lambello ma solo la corona da principe ereditario.

La questione vi torna?
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 gennaio 2005, 18:46

Caro Franz,
il vecchio frate va a memoria, e :oops: non vorrebbe sbagliarsi, ma già su alcune monete coniate nei secoli scorsi, e pertinenti a titolari sabaudi nella dignità di Principe di Piemonte, compariva la croce brisata dal lambello.

Dal che, legare la brisura al titolo è passo logico ed evidente.

Complimenti per l'acuta osservazione circa la "carenza" del R.D. del 1890... :wink:

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 7 gennaio 2005, 18:56

Si effettivamente i Savoia, sin dal Medioevo, vista la loro origine alpino-continentale hanno fatto un ampio uso di araldica ragionata e brisata linea per linea sul modello della casa reale francese per intenderci, con esempi araldicamente molto ben strutturati, e certo, so bene l'antichita della brisura di "principe di Piemonte" che, proprio per l'uso antico e consolidato come spesso avviene, ha assunto poi una valenza territoriale e regionale.

Il mio dubbio nasceva dall'uso e, soprattutto, dalla codificazione moderna; spesso infatti su pubblicazioni araldiche internazionali (vedi il noto volume del von Volbort) in una data anteriore alla scomparsa di Umberto II, vedevo attribuito all'attuale detentore del titolo di principe di Napoli Vittorio Emanuele lo scudo brisato con il lambello di azzurro… temo sia stata quindi un'inesattezza.

Un saluto, FJVT.
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 7 gennaio 2005, 19:09

...inesattezza del von Volborth (che è Autore doverosamente pignolo, come si vede dall'accuratezza dei suoi disegni, e si è comunque attenuto ad una tradizione consolidata), o dell'anonimo estensore del R.D. 1890? :twisted:

Bel dilemma, eh...?! :?

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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 10 gennaio 2005, 10:37

tale imprecisione è rilevabile anche nel bel volume di Jiri Louda dedicato alle genealogie stemmate deelle case reali europee dove al principe di Napoli Vittorio Emanule viene assegnato lo stemma di Savoia brisato del lambello azurro.

Un saluto
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Messaggioda FP » lunedì 10 gennaio 2005, 13:03

Cari amici,
anch'io sono incline a credere che il lambello sia un richiamo alla più specifica tradizione dell'Europa continentale, come segno distintivo di primogenitura. Tuttavia troviamo vari esempi anche nell'Europa insulare del Nord, che credo sia il lambellificio più prolifico d'Europa...Basta guardare lo stemma del ben noto Principe Edoardo (il Nero..) o l'arme che Elizabeth II concederà o ha già concesso (non so bene..) al suo diletto nipote William, che porterà o già porta un lambello.

Volevo chiedere un'altra cosa: ricordate lo stemma del 4 Maggio 1870, quello deliberato dalla Consulta Araldica per la famiglia Reale? Ho letto da qualche parte che la stella pentagona posta all'apice del mantello, capovolta, avrebbe richiami esoterici prima ancora che massonici!

Non so se convenire o meno con queste insinuazioni, ma effettivamente la stella ha un che di pentacolo satanico, di quelli tristemente noti alla TV, che inquadrano quando si parla di messe nere. Per di più la stella risplende..

Ho notato con sorpresa che sulla mia cassetta della posta, il cui modello si chiama Villa Italia :lol: vi è inciso con grande cura pei dettagli lo stemma del 1870...E allora mi è tornato alla mente questo dubbio para-araldico...

Voi che ne dite?

Ciao e a presto. :wink:
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Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 10 gennaio 2005, 15:12

Beh, considerando che vari personaggi coinvolti nel progetto risorgimentale appartenevano a varie logge massoniche e che la stessa massoneria inglese finanziò ampiamente le forze "pro-unità" in funzione anticlericale qualcosa ci potrebbe essere… ma nella "dietrologia" (anche araldica) non si sa mai dove inizi la verità e dove la leggenda: si dice, potrebbe essere… rischiamo di cadere nella sindrome da "Codice da Vinci" che di bufale simbolico/storiche ne elargisce a volontà…
Quindi accontentiamoci della spiegazione simbolica "ufficiale" che in quello "stellone" si voleva vedere il simbolo dell'unità nazionale raggiunta.

È un dato di fatto però che nella versione successiva sia dello stemma reale che di stato, la stella era poi stata totlta dalla sommità del padiglione reale.

Un saluto.

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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 gennaio 2005, 17:09

Francesco Pompili ha scritto:...(omissis)...Ho notato con sorpresa che sulla mia cassetta della posta, il cui modello si chiama Villa Italia :lol: vi è inciso con grande cura pei dettagli lo stemma del 1870...(omissis)...


:shock: Ah! Quelle che imitano le antiche cassette delle Regie Poste... :roll:

...ne avevano regalata una anche al convento, sapendo della :evil: mania araldica di un suo vecchio ospite, e sperando di fargli cosa gradita... :P

...il vecchio frate, difatti, il dono in sè l'ha :P gradito :P assai...

...ma con quale coerenza storica e blasonica poteva far apporre uno stemma laico (anzi, lo stemma laico per eccellenza!) alle porte di un convento!? 8)

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Messaggioda FP » lunedì 10 gennaio 2005, 18:13

Eh bravo Fra' Eusanio! :wink: E quindi, quel regalone, dove l'hai buttato? :twisted: :lol:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 gennaio 2005, 19:31

Fra' Donato da Tornimparte (il nostro fratello economo) l'ha riciclato in beneficenza ad una famiglia bisognosa di cui aveva avuto notizia...

...non ricordo in quale comune fra Roma e Latina...

...Cisterna, mi pare fosse, e il cognome della famiglia iniziava per P, se ben ricordo...

...chissà chi starà godendo ora quel bel manufatto! :shock:

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Messaggioda FP » lunedì 10 gennaio 2005, 20:03

Davvero...interessante.. :evil: Farò delle indagini su questa famiglia bisognosa d'araldica... :twisted:

Lo sà que a Tornamparti n'ci shvincolo quanno che vajo a Lucoli, nella mia casa estiva o quando vajo a sciane a Campu Felice? :lol:

Beccati questa frasetta in abruzzese, abruzzesotto mio (senti chi parla..) :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » lunedì 10 gennaio 2005, 22:06

Francesco Pompili ha scritto:...(omissis)...abruzzesotto mio (senti chi parla..) :wink:


Abruzzesotto... :roll: !

...ma se potrei essere tuo nonno! 8)

Bene :D vale, nipote :twisted: degenere! :wink: :wink: :wink:
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Messaggioda FP » martedì 11 gennaio 2005, 16:19

Ah si? Sospettavo avessi più di un ottantina d'anni... :lol: Ad ogni modo, caro nonno araldico, sei il più singolare dei nonni...
Nonna dice che ho ripreso soprattutto la capoccia dura, dagli abruzzesi!! Commentala tu, questa affermazione nonnesca, oh nonnetto mio! :wink:
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 12 gennaio 2005, 20:31

Francesco Pompili ha scritto:Ah si? Sospettavo avessi più di un ottantina d'anni... :lol: Ad ogni modo, caro nonno araldico, sei il più singolare dei nonni...
Nonna dice che ho ripreso soprattutto la capoccia dura, dagli abruzzesi!! Commentala tu, questa affermazione nonnesca, oh nonnetto mio! :wink:


Tua nonna ha ragione! :P

Noi abruzzesi abbiamo la testa dura... tutti! :wink:

Ma solo con l'età acquisiamo anche la saggezza dei montanari...

...buon viaggio, conte! :lol: :wink:

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Re: Araldica dei principi ereditari dei Savoia

Messaggioda Pallante » domenica 19 maggio 2013, 19:32

Salve a tutti,
eccomi a scrivere il mio primo intervento in questo benemerito forum, che leggo, sia pur di tanto in tanto, ormai da qualche anno sempre con estremo piacere (soprattutto le pagine di araldica e storia di famiglia). Quindi comincio con i complimenti ai realizzatori del forum e a tutti i frequentatori!

Entrando nel merito dell'argomento, e riaprendo questa vecchia discussione, ho constatato anch'io una difformità tra le disposizioni del R. D. 1° Gennaio 1890 "Titoli e Stemmi della Famiglia Reale", almeno così come riportate nel sito CNIG http://www.cnicg.net/realfam.asp: "Lo stemma del Principe Reale ereditario ha lo scudo pieno di Savoia cimato dall'elmo e cimiero, coi sostegni, col manto e colla Corona della propria dignità" (art.13), e le usuali rappresentazioni degli stemmi del principe ereditario (sempre nello stesso sito http://www.cnicg.net/stemmi.asp dove nello stemma compare il lambello). Il lambello compare anche in Bascapé-Del Piazzo "Insegne e simboli", 1983 (pag. 691, stemma del principe ereditario).

Come è possibile una simile (grave) incongruenza? è possibile che Umberto I o Vittorio Emanuele III abbiano modificato il decreto, essendosi resi conto che troppo si allontanava dalle consuetudini di Casa Savoia (quindi esiste un altro decreto scritto)? o la tradizione ha prevalso su una norma scritta (sanzionata dal Re)? Quale è lo stemma corretto, quello pieno o quello con lambello?

ps: a parziale auto-risposta, leggendo bene le due righe di presentazione delle illustrazioni degli stemmi del sito CNIG sopra indicato si riporta: "stemmi ufficiali usati dalla Real Casa d'Italia con le brisure e le marche di dignità stabilite dal R.D. 1° gennaio 1890, direttamente tratti dai bozzetti che accompagnavano il citato regio decreto e sue successive modifiche". Quindi il decreto è stato modificato: qualcuno ne sa niente?

Grazie
Pallante
 
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