IL RASOIO DI OCKHAM IN GENEALOGIA......

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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IL RASOIO DI OCKHAM IN GENEALOGIA......

Messaggioda Grimaldi » martedì 11 gennaio 2005, 18:32

Egregi signori,
scrivo questo topic per rispondere in modo generico a quanti ultimamente mi hanno chiesto pareri in merito alle loro ricerche, allo spirito di fondo ed alla forma mentale da adoperare in tali studi per non dilungarsi e confondersi, per non perdersi... e per non arrivare a risultati assurdi...
A tale scopo, da "discepolo" quale sono mi rivolgo ai miei "colleghi" di studi e cercherò di aiutare, per quanto posso, con una semplice indicazione "filosofica": il principio del Rasoio di Ockham.
Secondo tale principio logico «entia non sunt multiplicanda prater necessitatem» (gli enti non devono essere moltiplicati oltre il necessario) ovvero bisogna "tagliare via" tutto ciò che è superfluo (principio di economia delle cause).
Tale idea era già stata posta da Aristotele e Tolomeo, ma solo Guglielmo da Ockham (1295?- 1349) la interpretò in maniera rigida e ne fu ritenuto l'inventore.
In seguito anche Einstein vi aggiunse la sua valutazione in merito: "Everything should be made as simple as possible, but not simpler than that", tutto dovrebbe essere reso più semplice possibile, ma non di più.
In sostanza da tale criterio scaturisce il principio secondo il quale "la risposta più semplice tende ad essere quella giusta", ovvero L'IPOTESI PIU' SEMPLICE (OVVERO PIU' PROBABILE) DEVE ESSERE RITENUTA QUELLA VERA (ovvero fino a prova contraria).
Questo ultimo principio deve essere applicato dunque in genealogia.
Fra due ipotesi deve valere come certa quella più probabile (fino ad eventuale confutazione). Quindi se abbiamo una famiglia che potrebbe essere ramo di un casato celebre fra le due ipotesi (LO E' oppure NON LO E') dobbiamo scegliere l'ipotesi che NON LO SIA come quella più probabile e quindi prenderla come quella vera perchè NON E' DIMOSTRABILE (O DIMOSTRATO) CHE LO SIA (finchè non lo si dimostra).
Nel corso delle nostre ricerche dobbiamo quindi attenerci SOLO ai documenti probanti, alle generazione ed alle parentele dimostrate e documentate, lasciando da parte ipotesi, congetture e idee, che devono essere relegate nel campo degli spunti ulteriori di ricerca.
Da questo criterio possiamo dunque arrivare al concetto che in genealogia TUTTO CIO' CHE NON E' DIMOSTRABILE NON HA VALORE (E' NULLO).
Questi dunque i principi che debbono orientare le nostre ricerche e dirigere le nostre considerazioni finali, il risultato dei nostri studi.
Spero di non essere stato pedante o sembrato saccente. Non ne avevo l'intenzione. Ho solo cercato di dare un parere ed un aiuto a quanti me lo hanno richiesto ed attendo io stesso aiuti, pareri e consigli per imparare.
Grazie per l'attenzione.
Attendo i vostri commenti eventuali.
Grimaldi
 

Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » martedì 11 gennaio 2005, 19:11

Bè le dò pienamente Ragione....
Cordialmente
FCdM
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Messaggioda marcoluca » mercoledì 12 gennaio 2005, 9:27

Ma non sei stato nè pedante nè saccente! Hai solo dato un tuo contributo di metodologia che potrebbe, e sono sicuro che lo sarà, di vantaggio per tutti!
Grazie!

marcoluca
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
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Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 12 gennaio 2005, 10:42

Amici,

nella mia modesta esperienza ho trovato che è assai difficile trovare finezza culturale e sano pragmatismo insieme in armonia, senza che l'una qualità tenti di opprimere e prevaricare l'altra...

...ritengo però che l'amico Giovanni ci offra, ogni giorno, una sintesi invidiabile di tutto questo! :P

un saluto

Michele
Michele Baroncini
 

Messaggioda Grimaldi » mercoledì 12 gennaio 2005, 11:12

Signori,
come sempre siete troppo gentili! Ad ogni modo apprezzo molto che abbiate gradito questi miei spunti.
A lavoro dunque! Perchè un genealogista non si ferma mai!
Saluti.
Grimaldi
 


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