Il termine "Censore" nei documenti dei secoli passati

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Il termine "Censore" nei documenti dei secoli passati

Messaggioda Salvennor » giovedì 26 febbraio 2009, 1:51

Cercando informazioni sulle varie persone con mio cognome che nel tempo hanno lasciato il luogo di origine del mio avo, ho trovato una persona che viene indicata come "censore" di un collegio della penisola, cioè un istituto di istruzione ottocentesco. Con Google ho provato a cercare il significato di tale termine, ma x ora ho solo trovato che il censore esisteva anche nelle università e nei comuni. Cosa si intendeva per "censore" nei documenti dei secoli passati? Anzi, che ruolo ricopriva il censore nel campo delle istituzioni di istruzione? E nei comuni? In certi momenti ho pensato che in parte tale ruolo derivasse dalla importante magistratura dell'antica Roma, il cui compito è noto. Ma mi pare strano che sia proprio quello il significato, anche perché mi pare che c'entri poco con le università. Magari come carica comunale, che pure ho trovato in documenti, può avere senso. Dunque, perlomeno nell'ottocento, che si intendeva per "censore"? Tanto per capire meglio il senso di alcune frasi che si incontrano in documenti antichi. Grazie per una eventuale risposta. Saluti.
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Re: Il termine "Censore" nei documenti dei secoli passati

Messaggioda Guido5 » giovedì 26 febbraio 2009, 14:56

Caro amico,
riprendo, pari pari, dal "Lessico universale italiano" della Treccani: "2. Nome dato, in età medievale e' moderna, a varie cariche pubbliche, a ufficiali preposti alla abbondanza, a magistrati incaricati di vigilare sulle elezioni, sulla sicurezza pubblica, sulla legittimità di determinati provvedimenti, sulla necessità di certe spese, ecc. 3. Chi, per incarico dello Stato o della Chiesa, ha l'ufficio di rivedere scritti, componimenti drammatici, pellicole cinematografiche, per giudicare se possa esserne permessa la pubblicazione o rappresentazione. 4. Colui che, in alcune accademie, aveva o ha ancora l'incarico di esaminare gli scritti che devono essere letti o pubblicati negli Atti accademici. 5. Nei convitti, il superiore che più direttamente sorveglia la disciplina dei convittori".
Ho omesso la definizione che riguarda i magistrati di Roma antica che, per quanto dici, è superflua.

Ciao a tutti!
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Re: Il termine "Censore" nei documenti dei secoli passati

Messaggioda Salvennor » giovedì 26 febbraio 2009, 16:28

Guido5 ha scritto:Caro amico,
riprendo, pari pari, dal "Lessico universale italiano" della Treccani: "2. Nome dato, in età medievale e' moderna, a varie cariche pubbliche, a ufficiali preposti alla abbondanza, a magistrati incaricati di vigilare sulle elezioni, sulla sicurezza pubblica, sulla legittimità di determinati provvedimenti, sulla necessità di certe spese, ecc. 3. Chi, per incarico dello Stato o della Chiesa, ha l'ufficio di rivedere scritti, componimenti drammatici, pellicole cinematografiche, per giudicare se possa esserne permessa la pubblicazione o rappresentazione. 4. Colui che, in alcune accademie, aveva o ha ancora l'incarico di esaminare gli scritti che devono essere letti o pubblicati negli Atti accademici. 5. Nei convitti, il superiore che più direttamente sorveglia la disciplina dei convittori".
Ho omesso la definizione che riguarda i magistrati di Roma antica che, per quanto dici, è superflua.

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Guido5

La ringrazio per la risposta chiarificatrice. Pur avendo letto, in estratti di documenti, tale termine già nelle settimane scorse, la curiosità sui vari possibili significati mi è nata ieri, ma essendo fuori dalla mia residenza abituale, non potevo consultare nessun volume o libro, anche se, a parte la carica nell'antica Roma, non credevo che tale carica fosse così presente nei secoli passati, e a volte anche attualmente, con i significati da Lei riportati. Cmq in base ai concetti di cui sopra ora mi è più chiaro il senso di varie frasi riportate in certi documenti. Grazie ancora. Saluti.
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